venerdì 11 dicembre 2009

Nun me rompe er cá...

Per chiudere la settimana corsaiola prima della mia prossima missione, oggi mi sono sparato 10.6 chilometri al parco della caffarella, con un'amica maratoneta molto forte per i miei standard (3:07 il suo PB sulla distanza). La temperatura era perfetta in una giornata di sole senza vento. Abbiamo chiuso la fatica in poco più di 47 minuti, con una media finale di 4'29". Non credo di riuscire a correre domani, e ancor meno domenica, e quindi chiudo la settimana con appena 3 uscite e 42.5 chilometri percorsi a 4'33" di media.
Come augurio di buon weekend, vi dedico questa perla di proietti, che v'invita a non rompere...

giovedì 10 dicembre 2009

861.9 chilometri all'alba....

Ieri ero incazzato. Verso mezzogiorno, ho pensato "tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti": mi serviva un gigante da abbattere, una montagna da scalare o un lungo da correre. Non avendo un gulliver da picchiare, non abitando sulle dolomiti, ho optato per l'ultima opzione: correre un lungo durante l'ora di pranzo, fregandomene degli orari e di tutto il resto.
In pochi pochi minuti mi sono ritrovato in strada a fare stretching e pensando al giro che avrei fatto. Ho deciso di correre lungotevere fino a raggiungere ponte Milvio e tornare, per un totale di circa 20 chilometri. Non proprio un lungo lungo, ma comunque un chilometraggio di tutto rispetto. Ho poi spento il cervello per non incazzarmi ulteriormente, sono passato al "running mode" (pensa a dove metti i piedi e basta) e sono partito. Purtroppo, subito dopo il ponte duca d’aosta c'erano dei lavori sulla banchina che impedivano il passaggio. Non avendo voglia di proseguire sulla parte di sopra causa traffico eccessivo, mi sono girato e sono tornato indietro. Alla fine, saranno stati 17 chilometri e mezzo a 4’36” di media. Senza spingere, in scioltezza. l'incazzatura non mi era (e ancora non mi è) passata, ma almeno, il riscontro cronometrico mi ha migliorato l'umore e sono riuscito a non uccidere nessuno nel pomeriggio. Di ritorno in ufficio, mi sono iscritto alla Maratona di Roma.
Ebbene si, il motivo dell’incazzatura sta tutto qui, nel fatto che a marzo sarò ancora in Italia e non a godermi la calda atmosfera africana preparando il famoso Lewa Marathon.
Oggi, ho dedicato l’ora di pranzo a rifinire il programma che mi porterà all’appuntamento del 21 marzo con la consapevolezza, la sicurezza e la preparazione per scendere sotto le 3 ore e 20 minuti. Quello è l’obiettivo. Per il momento. Poi, si aggiusterà in corso d’opera. L'allenamento specifico inizierá il 4 gennaio, 5 allenamenti a settimana per un totale di 861.9 chilometri e ben 6 lunghi sopra i 28 chilometri.
Poi, per quanto riguarda il mio mancato trafserimento, va beh, pazienza, ricordiamoci la morale della storia di Antenor
Quante volte ci è capitato di trovarci di fronte a un muro,
quante volte abbiam picchiato, quante volte subito duro,
quante cose nate per sbaglio, quanti sbagli nati per caso,
quante volte l' orizzonte non va oltre il nostro naso,

Quante volte ci sembra piana, mentre sotto gioca d'azzardo,
questa vita che ci birilla come bocce da biliardo,
questa cosa che non sappiamo, questo conto senza gli osti,
questo gioco da giocare fino in fondo a tutti i costi...


e ridiamoci su (tanto, mi tocca restare in Italia, a Roma, non a Bagdad...).

martedì 8 dicembre 2009

Vado al bagno

In fin dei conti, il blog e la comunitá virtuale sono un po’ come un gruppo di amici seduti a tavola a cena: sei con i tuoi amici, parli, intervieni, dici cose interessanti oppure delle grandi cazzate, e a volte stai zitto e ascolti quello che gli altri hanno da dire. Ecco, nelle ultime settimane, sono stato ad ascoltare, interessato per quanto veniva detto intorno al tavolo, quasi rapito.
Non c’avevo un cazzo da dire ed ora mi sto alzando per andare in bagno per far notare che ancora ci sono.
E’ passato un po’ da quando ho aggiornato il blog l’ultima volta. Ero ancora a Nairobi, reduce da una nottata con una zanzara. Da allora sono tornato a Roma, ho continuato a correre (senza aggiornare quel cesso di contachilometri in alto a destra), con un piacevole effetto altitudine. Corro veloce per i miei standard, senza faticare molto. La settimana scorsa, per esempio, ho fatto 12 chilometri a 4’17” di media, cioè quasi un PB sui 10 K, senza sforzarmi. Ieri, 15 chilometri a 4’30”, convintissimo di andare a 4’50”. Oggi avevo in programma di farmi 20 K all’ora di pranzo (oggi si lavora), ma qualche impegno di troppo me l’ha impedito. Spero di recuperare domani.
Per il resto, non ho più parole e anche la forza per incazzarmi comincia a mancare. Per fortuna che le cose importanti e preziose della vita stanno bene.
Buone corse.

giovedì 12 novembre 2009

Ultimo tango a Nairobi. Che nottata!

Sono arrivato alle battute finali, dopo tre settimane di lavoro a Nairobi, domani pomeriggio, finalmente, prenderò l’aereo che mi riporterà dalle mie donne. Il bilancio di questa missione, da un punto di vista lavorativo e professionale è stato sicuramente positivo. Per quanto riguarda l’aspetto sportivo, sono riuscito a correre con buona regolarità per le prime due settimane, riuscendo a fare pure la mezza maratona di Nairobi, per poi sfiaccarmi più per pigrizia che per altro. Ciò che mi fa perdere la motivazione è la mancanza di un obiettivo a breve/medio termine. Certo, quando corro sto bene, l’effetto della corsa lo sento per tutta la giornata e quando corro con regolarità mi sento meglio e non solo fisicamente. Eppure, la mancanza di un obiettivo più specifico prende il sopravvento, e diverse volte ho spento la sveglia e mi sono rimesso a dormire. Avrei bisogno di cambiare un po’, fare dell’altro, non abbandonare la corsa, per carità, ma magari facendo dell’altro, alternando la corsa alla palestra o la bici.
La lontananza dall’Italia ha anche avuto i suoi benefici e sapere di ritornare a sentire quotidianamente il nostro presidente del consiglio e i suoi fedeli animali da compagnia mi mette un po’ di ansia. Stando fuori dall’Italia, oltre al distacco fisico, c’è anche un distacco emotivo. Mentre in Italia le esternazioni di berlusconi possono farmi incazzare, sentire cicchitto può farmi venire dei conati di vomito, cosí come Lupi, Bondi, La Russa, Capezzone (con il nome doppiamente fallico secondo qualcuno), Rutelli, Fini e Casini (ooooppppsss, scusate, ho esagerato, devo pulire la tastiera…), stando a Nairobi, l’effetto vomito è minore e m’incazzo di meno. Perché? Perché stando fuori mi rendo conto che c’è un mondo fuori, con i suoi problemi, i suoi scandali, le sue bellezze e le sue schifezze. E quindi, il marcio che viene da casa, si diluisce e risulta meno indigesto.
Oggi, leggendo il Fatto Quotidiano, ho trovato questa bellissima citazione di Vecchioni:
B. testimonia l’esistenza di Dio: se non ci fosse, non avremmo prove così tremende da superare.
Io ho sempre pensato che la prova della non-esistenza di dio fosse l’esistenza delle zanzare. Ma secondo il Vecchioni pensiero, l’esistenza delle zanzare (come quella di B), potrebbe invece essere la prova dell’esistenza di dio. E mi fermo, perché ho appena raggiunto il mio limite filosofico e sto già andando in confusione. Oltre non saprei andare o pensare...
Parlando di zanzare, ieri sera, mentre mi accingevo ad andare a letto, ho pensato al mio precedente viaggio a Nairobi, durante il quale non ho chiuso occhio a causa delle zanzare, mentre questa volta, di zanzare ne ho viste pochissime. Come esistono le ultime parole famose, esistono anche gli ultimi pensieri famosi. Questa notte, è stata battaglia vera, dalla quale sono uscito sconfitto. Appena mi metto a letto, ecco inconfondibile il ronzío della zanzare che si avvicina. Sono coperto fino al collo, ma la stronza si posiziona vicino al mio orecchio. Cerco di beccarla dandomi qualche schiaffone, ma dopo pochi secondi di silenzio e di speranza, eccola di nuovo all’attacco. Ma porca miseria, penso, la stanza è enorme, c’è posto per tutti e due, perché mi devi rompere il cazzo e non farmi dormire? Mi alzo, accendo la luce e aspetto. Nulla, solo silenzio. Ispeziono tutti i muri, le tende, chiudo gli armadi, guardo sotto al letto, ma niente, non la trovo. Spengo la luce e ritorno a letto ed eccola di nuovo. Andiamo avanti con questo tango per diverse ore. Cerco di coprirmi totalmente, ma dopo pochi minuti comincio a sudare, quindi rimetto la testa fuori e ricomincia il ronzío. Credo di essermi addormentato ad un certo punto, ma poi mi sono risvegliato dal prurito sulle mani e sul collo, e con quel ronzío vicino all’orecchio. Quando è suonato l’allarme per andare a correre, non sono riuscito ad alzarmi. Altro che ultimo tango…
Bastarda.

domenica 8 novembre 2009

News

E’ piú di una settimana che non scrivo, un pó perché la connessione internet fa veramente schifo, un pó perché ho avuto molto lavoro, un pó perché mi sto rompendo le palle di stare lontano dalla famiglia e soprattutto perché questa settimana la mia corsa è stata latitante. Lunedí scorso, con l’idea di farmi finalmente una doccia calda, decido di andare in palestra dove faccio 6 chilometri sul tapis roulant faticando come un animale andando ad un ritmo ridicolo. Comunque, mi faccio un pó di sauna, un pó di bagno turco, doccia bollente ed esco nuovo dalla palestra. Poi, martedí nulla, mercoledí nulla, giovedí nulla quando finalmente venerdí esco dal letargo e mi faccio 12 chilometri e passa a circa 4’48”, sabato altri 10 a circa lo stesso ritmo e questa mattina altri 10 un pó piú lenti. Il chilometraggio settimanale rimane basso, ma, da come era iniziata la settimana, insperato. Qui a Nairobi, alterno giorni dove corro senza fatica eccessiva ad altri dove fatico da morire. Oggi per esempio, mi sono dovuto fermare un paio di volte a causa del fiato che mi mancava. Spero sia dovuto all’altitudine…
Domani si riparte e comincia l’ultima settimana di lavoro a Nairobi. Altri cinque giorni e finalmente riprenderó l’aereo per tornare a casa, con la consapevolezza peró di dover probabilmente ripartire nel giro di poco, destinazione Addis Abeba: 2400 metri slm...

giovedì 29 ottobre 2009

Simba


Sabato scorso, con un amico, ci siamo mossi all'alba per andare al parco nazionale di Nairobi. Il parco non é nulla di eccezzionale, se non che é situato appena fuori la cittá e diventa un parco speciale perché a fare da sfondo agli animali, ci sono i grattacieli di Nairobi. Nel parco si possono vedere tutti gli animali, tranne gli elefanti. Negli anni ho visto rinoceronti, ghepardi, leoni a volontà e poi tutti gli altri erbivori comuni. Sabato scorso, quindi, siamo andati a fare questo giro e non siamo stati fortunatissimi, nel senso che abbiamo visto tante giraffe, zebre, gnú, antilopi, gazzelle, facoceri, bufali e tutti con i loro piccoli appena nati che correvano e giocavano, ma di predatori solo uno, quello ritratto in foto, che di predatorio, poverino, non aveva più molto. Come si può vedere, il leone aveva una brutta ferita all'inguine. Camminava piano e stanco, probabilmente verso la tana o in cerca dei suoi compagni. Lo abbiamo seguito perun pó, e poi abbiamo proseguito fino a quando, un branco di bufali non ci ha sbarrato la strada. Alla nostra destra c'era una bella giraffa che mangiava. Abbiamo spento il motore per goderci questo momento di pace e abbiamo cominciato a fare un pò di foto quando ad un certo punto, la giraffa è schizzata via come un fulmine, seguita da un branco di zebre spuntate dal bush, che si sono fermate appena ci hanno visto. Le zebre erano nervose ma non riuscivano a trovare il coraggio per oltrepassarci. I minuti passavano, e il numero di zebre aumentava e poi, d'un tratto, vinta la paura, sono scappate passandoci davanti. In quel momento, è apparso il leone che avevamo abbandonato poco prima, che se ne andava per i cazzi suoi, triste triste. In tutto questo, i bufali non si sono mossi d'un centimetro. Anzi, è stato il leone a fermarsi, valutare la situazione e a prendere una deviazione bella larga...
Oggi, nuova sveglia alle 5 e 30, corsetta leggera per il quartiere di Runda per un totale di 10 chilometri e mezzo corsi a 4'41" di media. Il chilometraggio mensile è a 180 e passa chilometri, quindi l'obiettivo di 200 è quasi raggiunto.
Kwaheri!

mercoledì 28 ottobre 2009

Jambo rafiki!


Eccomi, in tutto il mio splendore dopo la fatica della mezza di Nairobi. Avrei voluto fare un racconto dettagliato e epico della gara, ma poi, come spesso succede, passano i giorni, siamo presi dal lavoro e da riunioni interminabili, e tutti i buoni propositi vanno a farsi benedire. Come detto nel post precedente, la gara è stata dura, ma possiamo tranquillamente sfatare un mito: i keniani non sono tutti dei mostri della corsa, ci sono tanti tapascioni, forse più che da noi, ma quelli che corrono veramente forte sono tanti, ma proprio tanti, e fanno impressione.
Per dare sostanza alla storia dei tapascioni, bene, pensate che sono stato in corsia di sorpasso dal primo all'ultimo metro. Non mi ha sorpassato nessuno e io ho sorpassato una marea di gente. Io. Purtroppo, nella tipica tradizioni africana, i risultati della corsa saranno pubblicati forse alla fine di questa settimana: ecco il messaggio sulla pagina web della maratona di Nairobi:
Sorry, 2009 certificates are being processed and they will be ready for print by end of week. Thanks for your patience.
Come detto, sia lunedí che ieri, ho avuto degli impegni per tutta la giornata che mi hanno impedito di correre, ma oggi, mi sono rifatto, con la solita levataccia delle 5 e 30, per un giro nel quartiere dove sto risiedendo di circa 13 chilometri corsi ad una media di 4'40", senza forzare troppo. Credo che mi sto abituando all'altitudine perché le sensazioni erano ottime. O forse, piccolo dettaglio, queste buone sensazioni sono anche dovuto al fatto che ho (ri)smesso di fumare mercoledí scorso, subito dopo essermi iscritto alla gara...
Ho ancora 3 giorni per raggiungere quota 200 chilometri anche questo mese, e sarebbe un bel traguardo.
Finally, una settimana berlusconi-free... che goduria!

domenica 25 ottobre 2009

Nairobi, adesso sei mia per davvero

Due righe al volo: la mezza l'ho chiusa con il tempo inaspettato di 1 ora e 41 minuti. L'altitudine si e' fatta sentire, ma ho resistito e ho chiuso in un tempo tutto sommato dignitoso.
Gara organizzata perfettamente, anche se ci sono spazi per migliorare. La mancata segnalazione dei chilometri e' quasi inaccettabile, ma per il resto, dalla partenza, al deposito borse etc..., nulla da lamentarsi. Percorso abbastanza piatto, con un paio di falsi piani tosti e una salita micidiale da fare due volte. L' arrivo nello stadio poi e' stato da apoteosi. Alla partenza avevamo i marabu' che praticamente ci cacavano in testa. Se non sapete cos'e' un marabu', vi invito a ricercarlo su google.
Alla partenza ho avuto paura. Quelli che mi stavano intorno avevano dentro di se la certezza di vincere. Non di arrivare bene, no, volevano vincere e sprizzavano questa sicurezza da ogni poro. Per fortuna c' erano anche i tapascioni, quindi ho salvato la faccio. Ma e' stato veramente impressionante quando ho incrociato i top runner al decimo chilometro: saranno stati un centinaio di assatanati che correvano come pazzi. Di solito, in Italia, quando incrociamo il gruppo di testa, sono 5-6-10 runner. Qui, e non esagero, saranno stati un centinaio.
Con queste prime impressioni, chiudo. Domani seguiranno foto e analisi pi'u dettagliata della corsa.
l'unica cosa che voglio esprimere adesso, e' che con questa mezza sento di aver conquistato per davvero questa citta'. Nairobi, oggi sei mia, e in futuro lo sarai ancora di piu'.

giovedì 22 ottobre 2009

Nariobi Marathon 2009


Sono a Nairobi. Ieri, mentre passaggiavo per un centro commerciale, ho visto un gazebo, mi sono avvicinato, e.... l'ho fatto:

http://www.nairobimarathon.com/

Mi sono iscritto alla mezza di Nairobi, domenica 24 ottobre.
Credo che saranno cazzi miei, considerando che sono arrivato ieri e che siamo a 1700 metri slm e che non avró il tempo di abituarmi all'altitudine e al clima, ma non posso non farla.
Pacco gara già ritirato, scarpe nuove acquistate (avendo lasciato le mie a Roma), oggi allenamento leggero...

Nota di servizio: qui internet fa veramente schifo. Difficile per me rispondere a commenti eventuali.

lunedì 19 ottobre 2009

10 chilometri in scioltezza...

Per puro masochismo, dopo aver sfogliato online la repubblica e il corriere, decido di fare un giro su Il Giornale. Tempo fa lo sfogliavo quasi quotidianamente, per il puro gusto di farmi un pò di male e per farmi quattro risate leggendo gli "editoriali" di Giordano e della redazione, e poi di Littorio Feltri. Più ancora degli editoriali, mi facevano ridere i commenti dei lettori. Poi, ad un certo punto, ho smesso di ridere e ho preferito ignorare l'esistenza di quel giornale. Oggi, però, ho sentito di un attacco del Giornale a Corrado Augias e quasi inconsciamente sono andato a vedere di cosa si trattava: beh, non potevo aspettarmi nulla di diverso della solita spazzatura, ed infatti, è solo una cacata. Augias spia dei servizi Cechi negli USA. Una cacata, appunto, ma mi ha dato la possibilità di leggere le "scuse" di Brachino al giudice Mesiano. Un altra cacata.
Come quella che ho trovato davanti al cancello di casa mia l'altro ieri. Torno a casa verso mezzogiorno da un giretto mattutino con la famigliola ed era tutto pulito. Quel giorno avevamo preparato una festa per la piccola Maya. Esco verso le quattro per buttare un pò di spazzatura, e cosa mi ritrovo proprio davanti al cancello: una bella cacata di cane. E ho pensato: "Berlusconi, ce lo meritiamo!".
Cosa c'entra Berlusconi con la cacata di cane davanti al mio cancello? Nulla. Ma dove c'è una cacata, lui c'entra sempre.
Parliamo di cose serie. Oggi, non sono riuscito ad alzarmi alle 5 e 30 come previsto. Di solito non metto sveglie perché non mi servono. Per un qualche strano meccanismo interno, se devo alzarmi alle 5, mi sveglio cinque minuti prima, senza bisogno di niente. Oggi, invece, a causa della stanchezza accumulata sabato e domenica (due feste di compleanno a casa mia!), mi sono svegliato alle 5 e 45, senza troppa voglia. Ho recuperato all'ora di pranzo con un gruppetto di colleghi. Abbiamo fatto il giro della Run for Food che si correrà sabato prossimo. Il percorso parte praticamente dalla FAO, per poi andare al Colosseo, Circo Massimo, Via Baccelli, Via delle Mura Ardeatine per chiudere allo stadio delle terme seguendo viale Aventino. 10 chilometri corsi a 4'36" di media. Credevo di andare molto più piano, tipo 4'50", e il riscontro cronometrico alla fine della corsa è stato un sorpresone.
Domani faró l'ultimo allenamento in terra italiana, poi, da mercoledí, spero di continuare a Nairobi. Dovrei tornare poi fra tre settimane, comunque in tempo per vedere la posa della prima pietra del ponte sullo stretto. Ah, è solo lo spostamento del binario che collega Cannitello a Villa San Giovanni, previsto indipendentemente dal Ponte? Peccato, ci contavo...

venerdì 16 ottobre 2009

Locust Update

Con la corsa mattutina di oggi, credo di aver chiuso per questa settimana. Sabato e domenica siamo impegnati con la famiglia e non credo di riuscire a ritagliarmi il tempo per una corsetta. Come previsto, questa mattina alle 6 precise ero fuori di casa. La temperatura era intorno ai gradi. Ero coperto con una maglia di tessuto tecnico a maniche lunghe, senza guanti. Il giro è stato quello classico delle ultime due uscite, ma invece di salire per via dandolo, ho preferito allungare verso porta portese e salire verso il gianicolo da una strada laterale. In tutto 14 chilometri e mezzo corsi ad un ritmo di 4'44", senza forzare, arrivando abbastanza fresco in cima. Con quest'ultima corsetta, il chilometraggio settimanale si attesta su 52 km, con una sessione d'allenamento saltata causa tosse. Il traguardo dei 60 chilometri è vicino e la scelta di tornare un early morning runner è stata buona. Non sono stressato dal tempo come quando corro all'ora di pranzo e posso giocare con la sveglia per fare più o meno chilometri.
Ma come spesso accade, ora che le cose cominciavano a girare bene, arriva l'ostacolo, l'impedimento, l'imprevisto. Martedì notte riprendo la mia valigia per una missione a Nairobi. In attesa del mio trasferimento, è stato deciso di mandarmi in missioni più o meno lunghe e la prima inizia proprio la settimana prossima per tre settimane.
L'ultima volta a Nairobi, ho fatto 5 allenamenti ridicoli, di cui tre sul tapis roulant. Questa volta, spero di fare meglio. Andrò a vivere a casa di un amico in una bella zona residenziale dove si dovrebbe poter correre bene. Sarebbe un peccato a questo punto riperdere di nuovo la forma raggiunta.
Il peso, che negli ultimi mesi era stabilmente sopra i 70 chili, raggiungendo i 73 abbondanti durante il mese di agosto, ora è tornato a livelli accettabili: 66. Cioè 7 chili in meno rispetto a due mesi fa, da far rabbrividire i venditori di pillole dimagranti.
Intanto, per vostra informazione, la popolazione di cavallette in Mauritania del nord e nel sahara occidentale ha subìto aumenti significativi a causa delle buone piogge di settembre. Ora, con l'arrivo del Harmattan, un vento caldo e secco, la vegetazione si sta seccando, e le cavallette che erano sparse si stanno raggruppando: questo è uno sviluppo abbastanza normale ma anche preoccupante. Se dovesse piovere a novembre e a dicembre, le popolazioni aumenterebbero ancora e potrebbero formare sciami incazzati verso febbraio/marzo.
E quindi?
Nulla, noi ci stiamo preparando, è questa la novità.

mercoledì 14 ottobre 2009

Il mio nemico



Sono soddisfatto di me medesimo.
Ore 5 e 30: mi alzo dal letto. Era da qualche minuto che osservavo la sveglia e ascoltavo i rumori di casa. Tutto tace. La corsetta mattutina programmata si materializza.
Mi alzo con movimenti felpati tipo ninja, accendo il fuoco sotto la caffettiera preparata la sera prima, finisco di preparami mentre sorseggio il caffè. Il silenzio continua a regnare sovrano. Alle 5 e 56 precise, sono fuori.
Il giro sarà quello di ieri.
Già, ieri... Stesso scenario, sveglia alle 5 e 30, caffè, vestizione e corsetta. Su per il gianicolo, giù verso san Pietro, dritto su viale angelico fino al lungotevere della vittoria, lungotevere fino a viale trastevere, e quindi sù per la salita di via dandolo fino a casa. Le sensazioni di corsa erano ottime e la temperatura perfetta per la corsa. Sulla salita di via dandolo ho tenuto il ritmo senza cedere, per aumentarlo una volta arrivato in cima per l'ultimo chilometro fino a casa. E lí, delusione: dopo aver controllato il tempo e i chilometri fatti, mi sono accorto di aver tenuto una media di 4'50", mentre correndo mi sembrava di andare molto più veloce.
Stamattina quindi, volevo cancellare l'onta subìta. Parto subito bene e concentrato e ai 10 chilometri, in corrispondenza di via della lungara, sono sotto i 45', quindi ben sotto la media tenuta ieri. Proseguo con un pò di timore pensando alla salita di via dandolo, che puoi fare bene solo se arrivi abbastanza fresco. Giro per viale trastevere e quando giro per la salita, sento che vado alla grande. Accuso un pò di fatica in corrispondenza del Kennedy, ma tengo duro e finalmente scollino e da lì fino a casa è una leggerissima discesina di circa 1 chilometro. Chiudo in 1 ora e 3 minuti, ad un ritmo di 4'33".
E con la corsetta mattutina di oggi, sono tre giorni di fila che esco prima delle sei. Quindi, è ufficiale, sono tornato l'early morning runner di una volta, il migliore degli ultimi 150 anni.
E allora, chiudo come a volte mi accade, con dei versi non miei, che rispecchiano un pò il periodo che stiamo vivendo:

Il mio nemico non ha divisa
ama le armi ma non le usa
nella fondina tiene le carte visa
e quando uccide non chiede scusa
Il mio nemico non ha nome
non ha nemmeno religione
e il potere non lo logora
il potere non lo logora

Il mio nemico mi somiglia è come me
lui ama la famiglia
e per questo piglia più di ciò che da
e non sbaglierà
ma se sbaglia un altro pagherà
e il potere non lo logora

lunedì 12 ottobre 2009

State per entrare in una valle di lacrime...

Il riepilogo della settimana appena passata è un po’ scarno: il chilometraggio settimanale si ferma a quota 32 con solo 3 uscite. Pazienza, dopo un mese da leone, una settimana da coniglio ci può stare, soprattutto quando non si hanno obiettivi specifici da raggiungere. Nel mio caso specifico, lunedì ero in viaggio di ritorno dalla Calabria, mercoledì ho saltato causa lavoro e il weekend, quando speravo di recuperare qualche chilometro, gli impegni familiari me lo hanno impedito, oltre alla solita invasione di cavallette…
Questa mattina, invece, rimembrando le parole del guccio, per il quale solo i cinici e i codardi non si svegliano all'aurora, non essendo indifferente e non disprezzando i valori e non avendo nessuna riluttanza nei confronti del dovere, alle ore 6 precise, sono uscito per una decina di chilometri corsi ad una media di 4’43”, passando per il gianicolo, giù verso San Pietro, poi lungotevere passando da porta portese fino alla gianicolense, quindi su verso casa da via dei quattro venti. 10 chilometri abbondati corsi con il fresco del mattino, nelle strade vuote della capitale, con la sola compagnia degli operatori ambientali, dei tassisti in attesa dei ritardatari nelle piazze della movida romana, passando davanti ad edicole che esponevano giornali pieni di fatti che sappiamo già, davanti a bar pieni di cappucci e brioche, mentre piano piano aumentavano i normali rumori che ha al mattino una città… Quante stronzate. Sempre meno di qualcuno che conosciamo tutti, ma tante comunque.
Si, il titolo non c'entra un cazzo con il post, ma mentre correvo, ripensavo a lui, a quanto mi sarebbe piaciuto essere anch'io, almeno per un giorno, Drugo.

martedì 6 ottobre 2009

Non pensarci nemmeno!



La settimana passata si è chiusa con un totale di 55 chilometri, in linea con il mese appena passato e con sensazioni di corsa sempre migliori. Sabato, ho caricato la famiglia e siamo andati in Calabria dai suoceri. Lì, mi sono sparato un bel collinare da Morano Calabro a San Basile e ritorno, per un totale di 13 chilometri corsi a 4'40". Ieri, era giornata di viaggio, quindi nulla, ma oggi sono uscito all'ora di pranzo per un bel progressivo al biscotto. Sono partito tranquillo a 5' per chiudere l'ultimo a 4'20".
Post abbastanza inutile, se non fosse per quel simpatico articoletto apparso su un giornale comunista ("Grazia", l'unico "lifestyle magazine" che appare in inglese in Medio Oriente, nulla a che vedere con il "Grazia" nostrano) che potete vedere qui sopra.

mercoledì 30 settembre 2009

Vamos a New York!



La settimana passata si è chiusa come speravo: dopo il riposo di venerdí, sono riuscito a ritagliarmi un pò di tempo sabato mattina per fare 12 chilometri e rotti a Villa Pamphili a 4'46 di media, con un ultimo chilometro sparato a 4' netti, chiudendo la settimana con un chilometraggio notevole (per gli standard degli ultimi mesi) di 55.6 chilometri.
Inutile ricordare altri fasti sportivi del weekend, per non girare il coltello nella piaga degli amici interisti. Il calcio come sport mi piace molto: c'ho giocato per diversi anni ad alti livelli (seconda categoria!) e mi piace il gioco in se. Purtroppo, almeno da noi in Italia, il mondo che gira intorno al calcio ha rovinato questo sport e me ne sono un pò allontanato, complice anche il fatto di avere la mia squadra del cuore in serie B o a giocare campionati di serie A con l'unico obiettivo di salvarsi. Sabato, per la prima volta dal 1991, ho sintonizzato la radio per seguire in diretta la vittoria della Samp e sull'onda dell'emozione, ho subito comprato su internet la tuta ufficiale della samp per Maya e una maglietta ufficiale per la piccola (di 5 mesi...)! Chiudo questa parentesi calcistica, ricordando a chi non se ne fosse accorto, che la Samp è prima in classifica (dopo 18 anni) e lo rimarrà ancora per qualche giorno... E vai!!!
Tornando alla corsa, lunedí, 10 chilometri di progressivo con un ultimo chilometro a 3'58", ieri un lento con alcuni colleghi di 12 chilometri in 1 ora e 5", e oggi 5 ripetute di 1 chilometro, sviluppatesi cosí: 3'56", 3'51", 3'49", 3'51", 3'51". Alla quinta non ne avevo più mentalmente e ho deciso di fare un pò di esercizi ginnici. Devo trovare un compagno per questo tipo d'allenamento che proprio non mi piace. La nota positiva comunque è che rispetto a due settimane fa, ho abbassato il tempo sul chilometro di quasi 20 secondi. La settimana prossima rifaró queste ripetute, cercando di mantenere il tempo ma aumentando il numero delle ripetute, magari facendo un recupero attivo e non da fermo come oggi.
Infine, con i chilometri di oggi, fermo il contachilometri mensile a 200,68, secondo mese per chilometri percorsi quest'anno dopo gennaio. Non nascondo una certa soddisfazione. Se riuscissi a mantenere quest'andazzo, chissà che non riesca a piazzare una buona gara da 10 chilometri nel prossimo mese...
Per il resto, di notizie interessanti, assurde e divertenti da commentare ce ne sarebbero tante, ma mi astengo. Oggi, aprendo la repubblica online (oltre al respiro di sollievo per il serpente a sonagli a Ostia che è stato catturato prima di beccare il nostro Yogi), ho trovato le foto della presentazione della squadra del Montecitorio running club che andrà a New York. Una squadra vera, con tanto di tuta, fisici atletici e soprattutto bipartisan.
L'unica cosa però, è che non ho mai visto nessuno di loro a delle manifestazioni podistiche qui a Roma. Parteciperanno forse solo alle gare riservate ai deputati?

lunedì 28 settembre 2009

giovedì 24 settembre 2009

Numeri e nobel

Comincio con i numeri, che quelli parlano da soli:
42194 metri la lunghezza di una maratona
Gebreselassie ha avuto bisogno di 7439 secondi per percorrerli tutti a Berlino 2008
Ciò equivale ad una velocità di circa 17 secondi per 100 metri, mentre il record del mondo su questa distanza sta a 9.58 secondi.
Domani, provo a correre i 100 metri per vedere se ho un futuro come rivale di Bolt.
Per quanto riguarda i miei numeri, lunedì ho fatto 11 chilometri a 4’40”, martedì 10 chilometri a 4’49”, mercoledì 8 ripetute da 1000 metri a 4’06”, e oggi altri 10 chilometri lenti a 5’04” alla Caffarella.
Il numero che mi fa più piacere è quello relativo alle ripetute di ieri, corse 10” più veloci di quelle della settimana scorsa, senza fare uno sforzo eccessivo. La settimana prossima vedremo se riuscirò a correrle sotto i 4’.
Ultimo numero interessante: 3,579,831
Questo è il numero di partner sessuali diretti e indiretti che ho avuto nella mia vita. Che non mi sia preso niente è un miracolo…
Ultimi due numeri:
- probabilità che avevo ieri di trasferirmi a Nairobi: 99.9%
- probabilità che ho oggi di trasferirmi a Nairobi: 15%
Ieri c’era la matematica certezza, oggi non più e domani si vedrà. Ma sono molto incazzato. Non dico di più perché è una situazione ancora in evoluzione.
Shit.
Infine, potevo chiudere questo post senza senso senza nominare Lui? No, non potevo, e quindi ecco a voi il sito che vuole candidare Silvio al Nobel per la pace. Mentre lo navigavo, pensavo si trattasse di uno scherzo, ma non ho trovato indizi in quel senso. Ho la netta sensazione che sia una cosa “seria”. Ho sempre pensato che le risate sarebbero bastate per seppellire questa situazione grottesca. Ma passano gli anni, di motivi per ridere ne vengono sfornati a palate ogni giorno, ma non ridiamo più: il quadro che si è manifestato ormai è solo deprimente, e forse, per una volta, la risata è stata seppellita dalla valanga di merda che ci è caduta addosso.

lunedì 21 settembre 2009

E siamo a 4 su 4!



Oggi, dopo due giorni di riposo forzato (la famiglia...), ho ripreso là dova avevo lasciato venerdí scorso. La settimana scorsa è andata come da programma, e sono riuscito a correre tutti i giorni per un totale settimanale di 50.2 chilometri, in linea con quanto corso la settimana precedente. Ieri, domenica, c’era la blood runner, gara ormai quasi tradizionale che si corre sotto casa mia e di runner blade a monteverde. Per una svista non mi ero iscritto, ma sabato avevo deciso di imbucarmi ed aumentare ulteriormente il chilometraggio settimanale. Purtroppo, quella tra sabato e domenica è stata una nottata lunga e difficile, e al risveglio non aveva nessuna voglia di correre. Sono comunque andato all’arrivo con la figlia numero 1, dove ho visto il grande gian carlo che aveva appena finito la sua “passeggiata”.
Oggi, quindi, ho deciso di fare un giro lungo la Cristoforo colombo, per tagliare verso San Paolo fuori le mura e chiudere il giro lungotevere fino al circo massimo. Mi sono mosso verso le 12 e 30 e dopo pochi minuti ho visto le “nostre” frecce tricolore che volavano in formazione verso la basilica. Non dico ciò che mi è passato per la mente perché sarebbe molto politically incorrect, anche se giusto, e ho pensato che avrei potuto aprire il post di oggi con “il silenzio”, così come hanno aperto ieri tutti i telegiornali nazionali e locali, facendo di questa storia triste la solita commedia all’italiana. Ad onor del vero, ho visto tante bandiere esposte alle finestre che sembrava fossimo alla vigilia di una finale mondiale e passando davanti alla basilica c’era tantissima gente che sembrava sinceramente commossa, cosa che non riesco a spiegarmi: sono ipocriti loro e sono cinico io?
Comunque, complice la temperatura mite (26 gradi) e l’umidità non esagerata (73%), ho chiuso il giro di 11 chilometri ad un ritmo di 4’40”/km, senza troppa fatica. Bene.
Meglio: la Sampdoria, con la vittoria di ieri (en plein, 4 vittorie su 4 partite), è in testa alla classifica. Anche se sui giornali mettono la Juve davanti, la Sampdoria, a parità di differenza reti, ne ha segnati di più. Quindi, siamo primi per altri due giorni almeno. E Cassano è un gran fico e merita la nazionale e lippi non capisce un cazzo che un campione così non lo si può lasciare a casa e lo si è vista all'ultima confederations cup, etc, etc, etc....

mercoledì 16 settembre 2009

Battuti, ma di poco...


Beh, flop o non flop, Berlusca ha avuto più spettatori di Coliandro, e la cosa un pò mi rattrista.... Leggo i dati dell'audience di ieri sera:
"L'onore e il rispetto" su Canale 5 con 5.550.000 spettatori e il 22,61% di share
"Dirty Dancing" su Italia Uno con 3.183.000 spettatori e il 12,18% di share
"L'ispettore Coliandro" su RaiDue con 3.105.000 spettatori e il 11,82% di share
"La caduta" su RaiTre con 2.377.000 spettatori e il 9,69% di share
"Selvaggi" su Retequattro 1.674.000 spettatori e il 6,37% di share
Il nostro mitico presidente del consiglio si piazza al secondo posto con 3.219.000 di spettatori per un misero 13,47% di share, quindi un pò meglio di Coliandro. Per il consigliere d'amministrazione RAI Giorgio Van Straten (noto catto-comunista) è stato "un flop clamoroso, forse la peggiore performance di RaiUno nell'anno".
Ovviamente, questi sono dati presi da una fonte comunista come l'auditel, quindi da prendere con le molle. E anche l'UEFA, noto covo di comunisti e antiberlusconiani (infatti ha fatto vincere il mondiale all'Italia nel 2006 quando c'era Prodi e non nel 2002 quando c'ero Mr. B...), ha deciso all'ultimo di fare giocare la champions anche di martedí, cosa mai vista in passato. Da fonti attendibili, vengo a sapere che il prossimo Porta a Porta verrà trasmesso a reti unificate, sia della Rai che di mediaset che di Sky. In questo modo si spera di aumentare lo share.
A parte gli scherzi, sarà questo un segnale (anche se molto piccolo) che forse, ma solo forse, gli italiani si stanno rompendo i coglioni di avere quell'omuncolo come presidente?
Il video di cui sopra, è stato girato negli anni trenta, e mostra il duce che consegna della case popolari a Forlì... A parte il bianco e nero, non c'è grossa differenza con Berlusconi che consegnava le case ad Onna...
Torniamo alle cose serie, torniamo alla corsa, la mia: oggi, dopo le uscite di ieri e di lunedí, ero molto indeciso sul da farsi. La voglia era poca, e mentre cazzeggiavo corricchiando verso la caffarella, incontro un amico che va per un lento. Decido di seguirlo a dopo 4 chilometri a 5'30", decido che mi sto un pò rompendo le palle, quindi rompe gli ormeggi, lo saluto e aumento il ritmo a circa 4'50" proseguendo per altri 6 chilometri per un perfetto allenamento superkatzen. Nonostante il ritmo abbastanza blando, ho faticato abbastanza, a causa dell'umidità di 86% che c'era oggi all'ora di pranzo.
Comunque, altri 10 chilometri incamerati, e siamo a 32 settimanali fino ad ora, con altri due allenamenti in programma.

martedì 15 settembre 2009

Anch'io censurato!


Anch'io ho ricevuto un ordine dall'alto di non postare nulla quest'oggi, in vista della prima serata di vespa. Per questo motivo, sarò brevissimo. Ieri, 12 chilometri e passa a Villa Pamphili a 4'55", oggi altri 10 a 4'46". I primi risultati dell'allenamento un pò più costante della settimana scorsa si fanno vedere. Corro con più scioltezza, complici comunque anche le temperature più miti di questi ultimi giorni.
Adesso vado, non vedo l'ora di gustarmi stasera il nostro presidente, con il suo sorriso a 72 denti, che da le chiavi delle case ai beneficiari, sentire le grida di giubilo del pubblico, grazie presidente, per fortuna che Silvio c'è, il commento ossequioso di vespa, ...
Per fortuna che stasera, ore 21.05, raidue, non si sono accorti che c'è l'ispettore coliandro, se no spostavano pure lui per non disturbare.

venerdì 11 settembre 2009

11 settembre di che anno?

Tutti si ricordano cosa stavano facendo quando il primo uomo è sceso sulla luna. Ma quel giorno io non ero ancora nato. Però c’ero, ed ero anche cresciutello, quando le torri sono state abbattute. E mi ricordo benissimo cosa stavo facendo: un cazzo!
Ero steso sul divano a leggere un fumetto a casa della mia allora ragazza (ora mia moglie) a Perugia. Lei non c’era, la casa era vuota e mi stavo godendo qualche ora di solitudine. Ad un certo punto, mi chiama Rossana per dirmi di accendere la tele che stava succedendo qualcosa di grosso.
Ricordo benissimo l’emozione che mi prese guardando quelle immagini, quel senso di paura e di incredulità quando ho visto il secondo aereo schiantarsi, l’orrore delle persone che si buttavano giù dalle torri e la chiara percezione che stava succedendo un vero casino. I giorni successivi, eravamo tutti americani, giuravamo che non avremmo mai dimenticato. Oggi, non ci ricordiamo nemmeno più in che anno c’è stato l’attacco.
Sono passati 8 anni ormai, e quell’attacco continua a ietere vittime ed ha provocato orrori ancora più grandi in giro per il mondo che ancora non se ne vede la fine. Sono passati 8 anni, e sono in tanti a credere che tutto fu organizzati dagli stessi USA, che l’aereo al pentagono non c’era ma era un missile, che l’aereo in Pennsylvania non c’era e se c’era era stato abbattuti dagli stessi USA, che le torri non furono centrate da aerei di linea ma da aerei militari telecomandati, e così via. Ancora qualche settimana fa, ho “discusso” con qualche amico complottista che mi ha confermato quanto sia difficile usare il proprio cervello invece di credere ciecamente a chi, per ragioni d’interesse, ti dici che piove mentre invece brilla il sole.
Avrei voluto postare un video di quel giorno, ma mi è sembrata una cosa inutile.
Per quanto riguarda cose di corsa, l’11 settembre 2001 ero ben oltre gli 85 chili. Mi ricordo che in quel periodo provai a correre per buttare giù la pancia e feci un paio di uscite. Oggi, per curiosità, ho misurato il percorso che facevo allora su mapmyrun ed ho scoperto che erano ben 1.6 chilometri. Ricordo tanta, ma tanta sofferenza. Infatti, lasciai perdere subito, e cominciai a correre diversi anni dopo.
Tornando al presente, questa settimana d’allenamento è andata alla grande, soprattutto in confronto alle settimane precedenti. Come sperato nel post precedente, sono riuscito a correre sia ieri che oggi. Ieri, al biscotto, 10 chilometri a 4’44”/km, oggi alla Caffarella, sempre 10 chilometri a 4’51. Il chilometraggio totale si assesta quindi a 48 chilometri, il doppio di quanto corso nelle settimane precedenti. L’obiettivo è di arrivare a 60 chilometri settimanali da adesso fino al momento della mia partenza.

“Sono molto dispiaciuto per il mio comportamento e il mio linguaggio inappropriato, ma voglio che sia chiaro che la mia decisione di rassegnare le dimissioni non è legata in alcun modo alle accuse che io avrei avventure extraconiugali. Ma preferisco dimettermi nella speranza che la mia decisione permetta ai miei colleghi di tornare a lavorare agli affari dello Stato”.
Purtroppo, questa dichiarazione l’ha rilasciata ieri un certo Duval, parlamentare USA, e non Berlusconi.

mercoledì 9 settembre 2009

Annozero

Cari amici, sono Michele Santoro e ho bisogno del vostro aiuto. Mancano pochi giorni alla partenza e la televisione continua a non informare il pubblico sulla data d'inizio di Annozero. Perciò vi chiedo di inviare a tutti i vostri amici e contatti su Internet gli spot che abbiamo preparato a questo scopo e che non vengono trasmessi.



Caro Michele, caro Marco,
ecco fatto!

A che ora è la fine del mondo?

Michael Jackson è morto, Mike Bongiorno è morto, e anche io non mi sento tanto bene… Sarà vero che ci stiamo avvicinando alla fine del mondo del 2012, come previsto dal calendario Maya? E’ vero che saremo spazzati via dal virus dei maiali e dei polli?
In ogni caso, aspettando la fine del mondo, oggi mi sono regalato un bel allenamento. Dopo vari tentennamenti del tipo esco o non esco, decido di uscire. Riscaldamento di circa 4 chilometri lungo le mura ardeatine a 5’/km e mi ritrovo a viale giotto per una serie di ripetute in salita di 200 m. Me ne sparo 9 tra 44” e 40” tutte in progressione e con buone sensazioni. Ieri, 11 chilometri a 5’06”/km al biscotto, con un paio di chilometri corsi con il ritrovato Marco MFM mentre lunedì mi sono fatto una decina di chilometri lungotevere e in centro corsi intorno a 5’10”/km.
Non dico niente, mi gratto con discrezione, ma questa settimana, almeno da un punto di vista chilometrico, è iniziata alla grande. Spero di riuscire a fare altri 20 chilometri tra giovedì e venerdì e superare, dopo quattro mesi (quattro mesi!), la soglia dei 50 chilometri settimanali.
Tornando in ufficio tutto sudato dopo l’allenamento, incontro un collega leggermente sovrappeso che si mangia un dolce. Mi saluta e come a volersi scusare mi dice che lui non può correre perché è grasso. Al che gli rispondo che io invece non sono grasso perché corro. E’ rimasto interdetto per un attimo, poi ha ripreso a masticare.
Allora, l’ho stuzzicato dicendogli che attraverso la corsa, avevo anche trovato il modo per averlo lungo 40 cm. “E come fai?” mi ha chiesto, e gli ho risposto “lo piego in due!”.
A parte gli scherzi, la corsa ha un effetto benefico sia sul fisico che sulla mente. In questi ultimi mesi non sono riuscito a correre come avrei voluto e ciò ha influito sul mio umore generale. Mi sento stanco e con poche energie e del leggendario early morning runner non è rimasto più nulla. Ma non dispero. Fra poco tornerò a macinare chilometri come una volta e berlusconi andrà a raggiungere il rimpianto mike... Sto scherzando Cavaliere, lunga vita a te!

giovedì 3 settembre 2009

Di trailer censurati e di corsa...



Non so quale Italia mi sto lasciando alle spalle, ma so di sicuro che non è più il paese di cui una volta andavo fiero. Dato che Silvio ha impedito alla rai e a mediaset di mandare in onda il trailer di "videocracy", lo propongo io nel mio modesto blog. E dover fare questo mentre sto preparando le valigie, m'intristisce parecchio.
Oggi, corsetta all'ora di pranzo. Se ieri avevo sofferto il caldo, oggi sono praticamente collassato. Avevo le gambe un pò indurite, è vero, ma ho comunque sofferto come un cane per fare 8 chilometri del cavolo ad un ritmo più che ridicolo, cribbio! E' anche vero che sto cercando di migliorare la tecnica di corsa. Ieri, un atleta di quelli "veri", mi ha fatto notare come muovevo malissimo spalle e braccia, anzi come non le muovevo. Oggi ho cercato di correre tenendo le braccia un pò più aperte e muovendole in sincronia con le gambe. Ho notato che cosí facendo, vado effetivamente più veloce a parità di sforzo. Ma le condizioni meteo troppo avverse e la mia sofferenza non mi hanno permesso di avere un riscontro oggettivo di questa sensazione.
Having said that, andate e moltiplicatevi!

Dear Mr. President, potrebbe rispondere alle seguenti domande?

1. Quando, signor presidente, ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia? Quante volte ha avuto modo d’incontrarla e dove? Ha frequentato e frequenta altre minorenni?
2. Qual è la ragione che l’ha costretta a non dire la verità per due mesi fornendo quattro versioni diverse per la conoscenza di Noemi prima di fare due tardive ammissioni?
3. Non trova grave, per la democrazia italiana e per la sua leadership, che lei abbia ricompensato con candidature e promesse di responsabilità politiche le ragazze che la chiamano «papi»?
4. Lei si è intrattenuto con una prostituta la notte del 4 novembre 2008 e sono decine le “squillo” che, secondo le indagini della magistratura, sono state condotte nelle sue residenze. Sapeva che fossero prostitute? Se non lo sapeva, è in grado di assicurare che quegli incontri non l’abbiano resa vulnerabile, cioè ricattabile – come le registrazioni di Patrizia D’Addario e le foto di Barbara Montereale dimostrano?
5. È capitato che “voli di Stato”, senza la sua presenza a bordo, abbiano condotto nelle sue residenze le ospiti delle sue festicciole?
6. Può dirsi certo che le sue frequentazioni non abbiamo compromesso gli affari di Stato? Può rassicurare il Paese e i nostri alleati che nessuna donna, sua ospite, abbia oggi in mano armi di ricatto che ridimensionano la sua autonomia politica, interna e internazionale?
7. Le sue condotte sono in contraddizione con le sue politiche: lei oggi potrebbe ancora partecipare al Family Day o firmare una legge che punisce il cliente di una prostituta?
8. Lei ritiene di potersi ancora candidare alla presidenza della Repubblica? E, se lo esclude, ritiene che una persona che l’opinione comune considera inadatta al Quirinale, possa adempiere alla funzione di presidente del consiglio?
9. Lei ha parlato di un «progetto eversivo» che la minaccia. Può garantire di non aver usato né di voler usare intelligence e polizie contro testimoni, magistrati, giornalisti?
10. Alla luce di quanto è emerso in questi due mesi, quali sono, signor presidente, le sue condizioni di salute?

mercoledì 2 settembre 2009

Si riapre!

Un altro mese è andato, la sua musica finita...
Dopo questa lunga assenza dal blog, rieccomi, bello riposato, un pò ingrassato e anche abbronzato. Dopo le tre settimane tra Tanzania e Kenya per lavoro, mi sono preso un mese di vacanza, interamente passato in Calabria dai miei suoceri. Il paesotto, Morano Calabro, si trova a ridosso del Parco Nazionale del Pollino, quindi in zona collinare. Il mare, anche se non si trova molto lontano, lo abbiamo visto tre o quattro volte. Per il resto, tanta campagna e tanta montagna e passeggiate serali in paese quando le bimbe andavano a dormire. Che bello uscire, sedersi al bar in piazza, ordinare da bere per 5-6 persone e poi fare lo splendido pagando il conto che difficilmente superava i 6-7 EURI... per tutti! La pizza al ristorante: 3 EURO. Una teglia da rosticceria intera di pizza, non so se avete presente, 10 EURI. La teglia intera!
Per quanto riguarda la corsa, un altro mese di cazzeggio è andato. Obiettivi non ne ho più per quest'anno e anche quello di correre i 10 chilometri sotto i 40 minuti l'ho abbandonato. Ora è ufficiale, intorno al 15 ottobre mi trasferiró in Kenya con la famiglia, e devo ancora chiudere casa, organizzare il trasloco dei mobili, una parte in Kenya l'altra in Calabria, vendere la macchina... non credo che avró molto tempo per allenarmi.
Spero almeno di mantenere il chilometraggio ridicolo che ho raggiunto in questi ultimi mesi per non perdere totalmente la forma e non dover ricominciare da sotto zero quando riprenderó sul serio (si fa per dire...). Durante le vacanze sono riuscito a correre i canonici 30-35 chilometri settimanali, che sono sempre meglio di niente.
Ho ripreso il lavoro ieri, e oggi, dopo 10 giorni di stop assoluto, ho fatto una corsetta di 9 chilometri in cittá. Un caldo boia, un'umidità pazzesca, molta fatica, ma sono sicuro che domani andrà meglio. Il fatto è che mi sono fatto prendere dall'euforia di correre finalmente in piano, dopo settimane di corse in collina. Sul lungotevere ho cominciato ad accellerare, per pagare dazio dopo il quinto chilometro.
Un uccello si è appena posato sul davanzale della finestra. Mi ha guardato negli occhi, si è girato, mi ha mostrato il culo ed è volato via.
Vado a prendermi un caffè.
A demain!

mercoledì 29 luglio 2009

La lap dance

Avere una famiglia ti cambia, in meglio o in peggio, non so, ma ti cambia. Ne ero consapevole già prima, ma la missione appena conclusa in Tanzania e in Kenya, me l’hanno confermato. Sono stato scapolo per tre settimane, tre settimane di assoluta libertà, durante le quali sarei potuto uscire ogni sera, ubriacarmi fino a star male fino alle 5 del mattino, senza dover render conto a nessuno (tranne che al mio datore di lavoro, s’intende). E invece, ho passato gran parte delle serate a casa dell’amico che mi ospitava, a rifarmi una cultura su Quentin Tarantino. Ci siamo visti Pulp Fiction un paio di volte, Reservoir Dogs (Le Iene), Four Rooms e A Prova di Morte (Deathproof), che non avevo mai visto. Non sono un critico cinematografico, ma quando vedi un film del genere, t’accorgi che stai guardando qualcosa di speciale.

E la scena della lap dance ne è un solo assaggino.



Torniamo a noi, anzi, a me. Oggi, ora di pranzo, ho lasciato GPS e fascia cardio nello zaino, e sono uscito a correre. Giretto classico lungo il tevere e chiusura allo stadio delle terme di caracolla, dove ho fatto un po’ di flessioni e d’addominali. In totale sono stati circa 7 chilometri corsi ad un ritmo blando, superiore ai 5’a chilometro, e senza forzare. Mi rendo conto che ultimamente sto correndo veramente a cazzo, con chilometraggi e ritmi ridicoli. Ma non me ne faccio un cruccio. Al momento la situazione è questa, e le endorfine che non produco correndo, me le forniscono le mie bambine. E anche la moglie, ça va sans dire…

Chiudo con una poesia. Non sono un poeta, in genere non mi piacciono, ma nel film Deathproof, Stuntman Mike dice i versi di una poesia a Butterfly, per indurla a ballare la lap dance. Questi versi sono i seguenti:

The woods are lovely, dark and deep.
But I have promises to keep,
And miles to go before I sleep,
And miles to go before I sleep.

Che tradotti in italiano suonerebbero cosí:
I boschi sono belli, scuri ed avvolgenti,
Ma io ho promesse da mantenere,
E miglia da percorrere prima di dormire,
E miglia da percorrere prima di dormire.

Ecco, queste miglia da percorrere prima di dormire mi piacciano da morire.

(Robert Frost, “Stopping by Woods on a Snowy Evening”)

martedì 28 luglio 2009

Gin tonic come profilassi antimalarica

Eccomi di nuovo qui. So bene che la mia prolungata assenza è stata molto sentita e quindi scrivo questo post per tranquillizare tutti voi: sono tornato. Ho passato tre settimane tra Tanzania e Kenya. I chilometri percorsi non sono stati molti. A Dar Es Salaam, ho fatto qualche chilometro sul tapis, a Nairobi ho corso un paio di volte sulla strada, poi ho optato per il tapis. Ero in viaggio per lavoro e non sono riuscito a ritagliarmi abbastanza tempo per andare a correre. C'è da aggiungere che ho vissuto in Kenya per tanti anni, fino al 2004, e non ci tornavo da allora. Ho passato molto tempo con i miei vecchi amici e ho preferito passare il tempo libero con loro piuttosto che con le scarpette. E' una debolezza umana, mi capirete. Qualcosa di buono comunque c'è stato. Le due volte che sono uscito a correre per strada, non ho accusato un affanno eccessivo, nonostante mi trovassi a quasi 1700 metri slm. Sono riuscito persino a correre sul tapis con sensazioni simpatiche, nonostante la mia avversione per questo strumento, che ora comincio a rivalutare.
Scriveró di più su Nairobi nei prossimi giorni, quando riprenderó a correre, spero da domani. Comunque, il mio trasferimento sembra ormai cosa fatta. Si stanno finalizzando alcuni aspetti e spero di partire durante il mese di settembre.
Per chiudere, vi anticipo i risultati del test che ho condotto su me stesso durante questa missione. L'obiettivo era di trovare una profilassi antimalarica che non avesse troppi effetti collaterali sul fisico. La sostanza che ho provato è il classico gin tonic. L'acqua tonica, infatti, contiene un pò di chinino. Il gin, da parte sua, contribuisce a rendere gustosa la medicina, meglio se con ghiaccio e una fetta di lime. Ne ho bevuto diversi bicchieri ogni giorno (bwana, double gin tonic moja, tafadhali!), dalle 18 alle 2 di notte, e non ho preso la malaria. Quindi, funziona.
Qualcuno mi farà notare che la malaria a Nairobi non c'è, ma non credo che ciò possa mettere in discussione lo straordinario risultato raggiunto.

martedì 7 luglio 2009

Step 1: Dar Es Salaam

mmmmm... non ci siamo. Sono a Dar Es Salaam, cittá che mi piace, pulita, simpatica, ma un traffico che quello sul lungotevere la mattina non é nulla. Quindi, di correre per strada non se ne parla. Nel mio albergo, niente palestra. Allora ho provato al Kempinsky (suite reale 5000 EURO a notte), ma la palestra l'hanno chiusa oggi per lavori. Sono andato quindi al Movenpick (suite reale 4000 EURO), ma la palestra é solo per i clienti e per i membri. Ok, dico io, quanto costa la camera piú sficata? 600 EURO. Ok, dico io, magari torno dopo. Un mio collega va in una palestra appena fuori cittá, ma oggi é festa nazionale, quindi la palestra é chiusa. Ok, dico io, pazienza, saró piú fortunato domani.
Alla partenza a Roma, ero immerso in un bellissimo libro di Riszard Kapuscinsky "In viaggio con Erodoto", quando sento l'alto parlante che dice "I signori Bin Laden e Al Zawahiri sono pregati di recarsi al banco del volo Egyptair MSXXX per Il Cairo per informazioni". Passo dalla Grecia di Erodoto, al presente di Fiumicino, davanti al banco del volo Egyptair per Il Cairo. Cazzo, penso io, é il mio volo, e dovrei volare con Bin Laden e Al Zawahiri??? Ripetono il messaggio, i nomi sono simili ma non sono quelli. Mi tranquillizzo ma poi penso che non c'é un volo piú sicuro di uno con Bin Laden e Al Zawahiri a bordo.
Al Cairo, tre mignotte decidono di scendere dall'aereo pronto al decollo, chissé per quale motivo. Risultato: due ore, dico due ore, per trovare il loro bagaglio di merda (perdonate il francisismo) e ripartire. Fuck.
Arrivo a Dar alle 7 del mattino invece che alle 5. Mi becco tutto il traffico per arrivare in albergo alle 9. Nemmeno il tempo di posare la valigia, che suona il telefono: l'autista che é venuto a prelevarmi. Doppio fuck.
Comunque, domani dovrei riuscire a correre. Dovrei. Stasera, intanto, mi sono bevuto 3 litri di birra con il mio collega Mike, la sua futura moglie Lesley e un americano del Wyoming che si chiamo Hunter? Cazzo, gli ho detto, il nome i tuoi l'hanno scelto dopo aver visto il cacciatore con Robert De Niro e la colonna sonora di Gloria Gaynor? Si é fatto una risata e poi mi ha chiesto se era vero che il nostro presidente del consiglio si tromba le ragazzine...
Abbiamo ordinato un'altra birra.


Nota di servizio: qui siamo ancora a 56K...

venerdì 3 luglio 2009

Vamos a matar, companeros!

Eccomi qua a scrivere l'ultimo post dall'Italia (almeno per questo mese di luglio). Continuerò a postare dalla Tanzania e dal Kenya e cercherò d'inserire un sacco di foto: quei posti meritano!
Dopo il nubifragio di ieri, ho deciso di farmi un giro insolito per vedere un pò i danni causati e non sono pochi. Per chi conosce Roma, dalla FAO sono salito costeggiando lo stadio lungo via baccelli, sulla quale ho proseguito verso largo delle terme di caracalla, quindi giù per viale di porta ardeatina, via delle mura latine, viale metronio fino a San giovanni, via merulana, un giro nel rione monti per sbucare al colosseo, via dei fori imperiali, piazza venezia, via del teatro marcello, circo massimo fino al biscotto.
Ho visto decine di alberi sradicati (non esagero, almeno una ventina), molti dei quali caduti sulle macchine parcheggiate, ho visto diverse pattuglie di pompieri intente a tagliare gli alberi, diverse persone munite di motoseghe a togliere i rami dalle strade ed un'infinità di rami caduti che hanno causati altri danni a veicoli e abitazioni. Credo che sia un mezzo miracolo che nessuno si sia fatto male per davvero. Il grosso del nubifragio deve essersi abbattuto in queste zone, molto meno a monteverde dove abitiamo giancarlo ed io, dove è venuto giù comunque un bel pò d'acqua senza però causare grossi danni.
In totale sono stati 8 chilometri e rotti corsi a 4'55" con sensazioni molto positive: mi sono divertito a tirare in salita e a recuperare in discesa. Faceva caldo (circa 30 gradi), con un'umidità superiore a 60%, si sentiva e l'ultimo chilometro l'ho sofferto. Ho chiuso l'allenamento al biscotto tra gli stand della festa del PD con 96 flessioni e 350 tra addominali alti e bassi.
Vi lascio con gli occhi lucidi e il cuore gonfio di tristezza, perché chi parte sa da che cosa fugge, ma non sa che cosa cerca.
- ma che fai? parli con le frasi degli altri?
- ma che, conosci a Lello tu?
- E chi è Lello?
- no scusa... la frase che ho detto...
- è di Montaigne!

Volevo concludere con una considerazione personale.
Io, adoro partire. Mi piace prepararmi la valigia, controllare i documenti, scegliermi le letture per l viaggio. Adoro la sensazione che ho quando prendo il trenino per andare all'aeroporto. Mi piace entrare in aereo, sedermi, sentire la sensazione dell'aereo che si stacca da terra, mi piace l'atterraggio, mi piace il controllo dei passaporti, mi piace prendere il taxi, andare all'albergo. Avete capito, mi piace tutto del viaggio, soprattutto quando è per lavoro e posso guardare i turisti con un occhio di stupida superiorità. Questa volta ho un motivo in più per essere "contento". Uscire dall'Italia ti permette di vederla da un altro punto di vista, e in questa particolare situazione, serve un punto di vista diverso, perché comincio a capirci poco. Sento che stiamo andando da qualche parte, ma che sia verso una destinazione migliore o peggiore, non lo so. Spero di tornare con idee forse non più chiare, ma nuove, diverse, che mi aiutino a capire.
Intanto, vedró il G8 a l'Aquila con la terra che trema sotto i piedi dei "grandi", e sarà uno spettacolo (un pò meno per gli aquilani a cui va tutta la mia solidarietà). Spero di vedere la caduto di B. ma è solo un'illusione. Intanto, a Roma, il sindaco alemanno sta dedicando una via allo statista bettino craxi e mi viene lo sconforto. Non può essere, semplicemente non può.

mercoledì 1 luglio 2009

Non sono un semaforo!

Giorni concitati, giorni d'attesa, di preparazione e, ora che sono doppio papà, anche giorni di tristezza pensando che non vedrò le mie bimbe per tre settimane. L'idea diventa sempre più realtà, il volo è già prenotato anche se non ancora acquistato: forse, ma solo forse, la partenza sarà spostata di qualche giorno. E quindi sono in attesa. I termini di riferimento della missione sono pronti, il visto della sicurezza è stato ricevuto, i fondi sono stati impegnati.
Nei giorni scorsi, ho cercato di togliermi un dubbio che non mi faceva dormire di notte: le scarpe da corsa, me le porto o le compro direttamente a Nairobi? Ho cercato su internet e, sorpresa ma non troppo, in Kenya non c'è un solo negozio che espone la sua merce sul web. Niente, nulla, deserto. Ho cercato allora di trovare dei contatti di gruppi di runners, ma anche qua niente, nulla, deserto, tranne un gruppo che si chiama Nairobi Hash House Hashiers, che hanno come filosofia correre e poi bere fino a svenire.
Vado sul sicuro, e mi porto le scarpe.
Leggendo qua e là in internet sull'allenamento in altura, ho scoperto con profondo stupore e rammarico, che non è vero che allenandosi in quota si migliora la prestazione. Con l'aumentare della quota, diminuisce la pressione parziale dell'ossigeno, e quindi la saturazione dell'emoglobina. Acclimatandosi in quota, aumentano i globuli rossi nel sangue (effetto EPO), ma diminuisce la potenza aerobica. Risultato, si va più piano. Scendendo poi a livello del mare, in due settimane i valori dell'emoglobina tornano ai livelli normali. Questo si riferisce agli allenamenti mirati in altura e non proprio a chi in quota ci vive, come nel mio caso nel prossimo futuro. Cercherò informazioni e le posterò. Svanisce quindi il mio sogno di tornare in Italia e fare il culo a tutti... Pazienza, sarà per la prossima vita!
La settimana passata è stata un pò una chiavica in termini di chilometraggio. Ho fatto solo un paio d'uscite per un totale talmente misero che mi vergogno a metterlo per iscritto.
Lunedí, ho fatto un lento di 10 chilometri con un collega lungo il tevere all'ora di pranzo e oggi ho replicato da solo, coprendo la distanza ad un ritmo di 4'50" in scioltezza. C'erano 31 gradi e l'umidità era intorno al 55%.
Per chiudere, una chicca che voglio lasciare ai posteri.
- Maya, portami il ciuccetto per tua sorella.
- ... (silenzio)
- Maya! mi porti il ciuccetto di tua sorella per favore?
- ...
- MAYA!!! Il ciuccetto di tua sorella, subito!
- Va bene... adesso arrivo...
- Maya! Devi scattare!
- NON SONO UN SEMAFORO!!!!

Cosa le puoi dire dopo una battuta del genere?

giovedì 25 giugno 2009

Farewell-Blogrun

L'allenamento di ieri è stata una mezza chiavica. Sono partito abbastanza carico per fare delle ripetute sui 1000 metri a 4'20", con recupero attivo di 1'30". Le ripetute le ho fatte in 4'20", 4'17", 4'18", 4'16" e 4'15". Il recupero attivo è andato a farsi benedire dopo la seconda ripetuta e l'ho sostituito recuperando da fermo con 8 bestemmie incorporate. Non ne avevo abbastanza, as easy as that, forse perché non faccio ripetute (di corse, s'intende) da almeno 5 mesi. Quando MFM m'ha visto stavo già cotto. Ho concluso la sessione con qualche flessione e un pò d'addominali. Oggi salto causa pranzo con un vecchio amico dei bei tempi andati... Luigi è arrivato in Somalia pochi mesi dopo di me e abbiamo vissuto insieme esperienze interessanti. Oggi ci si rivede dopo diversi anni e vale la pena saltare un allenamento.
Quello che era solo un miraggio qualche giorno fa, sta diventando realtà proprio in queste ore. Sapete della mia necessità di tornare a sporcarmi gli scarponi con il fango, la sabbia e la laterite. La realtà che si sta materializzando è un pò diversa rispetto a quella che stavo perseguendo, ma parliamo sempre di Nairobi, con un ruolo più regionale rispetto alla mia precedente opzione. Non mi occuperei di un singolo progetto in un solo paese, ma di tanti progetti in diversi paesi dell'Africa orientale e centrale. Partirei in missione subito, cioè la settimana prossima per 2-3 settimane, mentre si definiscono i particolari. La musica è iniziata, io mi sto preparando a ballare. O, meglio, per rimanere in tema, la pistola è pronta, aspetto lo sparo per farmi questa maratona.
Magari, prima di partire, organizziamo un farewell-blogrun con i bloggers di Roma la settimana prossima? Vorrei gustarmi un'ultima volta Roma di corsa prima di andare a calpestare le strade polverose di Nairobi. Farlo in compagnia vostra sarebbe forte.

martedì 23 giugno 2009

Progressivo verso l'autodistruzione

Dopo la mezza di sabato scorso, ho fatto riposare le gambe per un paio di giorni: ridendo e scherzando, in una settimana ho raddoppiato il carico chilometrico e non ho voluto infierire sulle mie vecchie membra. Oggi, nonostante la temperatura mite, non avevo nessuna voglia di andare a correre. Dal caffè del mattino con i colleghi/amici storici, mi ronzava l’idea di lasciar perdere, farmi sopraffare dalla pigrizia e andare a pranzo con loro per sentire/dire un po’ di stronzate, commentare le ultime notizie, seppur ancora non certe – minzolini dixit – e passare un’oretta in allegria. Poi ho pensato allo stato d’animo venerdì prossimo facendo il riepilogo settimanale dei chilometri fatti, senza la sessione di oggi. Allora mi sono fatto forza, e come spesso accade, ne è uscito un allenamento niente male. Sono partito tranquillo, il primo chilometro chiuso in 5’27”, complici un paio di semafori rossi, poi ho continuato in 5’08”, 5’10”, 5’07”, 5’02”, 4’55”, 4’50”, 4’45”, 4’49”, 4’32”, 4’42”(Viale Giotto), per un totale di 11 chilometri in 54’33”, ad una media di 4’57”.
Le sensazioni sono state belle, probabilmente frutto della costanza delle ultime settimane e della temperatura che oggi non è andata oltre i 23/24 gradi con un’umidità relativamente bassa.
Detto ciò, girando tra vari giornali esteri che parlano del massimo esponente della coalizione a noi avversa (poi ci chiediamo perché il PD non vince…), ho trovato un paio di chicche degne di nota. La prima è di Jacques Chirac, ex Presidente francese, ha confidato qualche ricordo di Berlusconi, che definisce un tipo un po’ strano. In visita in una delle sue ville, Berlusconi fa vedere a Chirac il bagno, poi gli indica il bidè dicendogli “non sai quante paia di chiappe ha visto”. In un’altra occasione, Chirac vede su un tavolino, una serie di riviste con donne mezze nude e chiede un po’ stupito cosa ci facciano quelle riviste nella sua residenza. Come tutta risposta, Berlusca gli dice “questa me la sono fatta, questa pure, anche quest’altra…”.
In un editoriale del Guardian, si riporta una frase di Sgarbi: “If Berlusconi does not gain sexual satisfaction he governs badly” (Se Berlusconi non raggiunge la soddisfazione sessuale, governa male). Il giornalista chiude il pezzo parlando dell’opposizione che non esiste più e che Berlusconi se ne andrà solo quando il signore se lo porterà via. E allora gli italiani avranno un sospiro di sollievo.
Personalmente, non sono d’accordo. Credo che Berlusconi abbia schiacciato inavvertitamente il pulsante dell’autodistruzione. Solo lui può farsi fuori e in questo momento ce la sta mettendo tutta.
Speriamo bene.

lunedì 22 giugno 2009

Mezza Maratona di Roma 2009: una bella esperienza

Finalmente una gara, dopo tanti mesi d'astinenza! Come saprete, all'inizio dell'anno, una serie di malanni fisici mi hanno obbligato a disertare la Roma-Ostia e la Maratona di Roma. Dopo l'abbandono della Roma-Ostia senza essere riuscito nemmeno ad arrivare alla partenza, decisi di prendermi un break che si è prolungato fino alla seconda settimana di maggio. Da allora, ho ricominciato a corricchiare con chilometraggi settimanali ridicoli (20-25 chilometri). Questo per spiegare l'obiettivo che mi ero prefissato per questa gara: divertirmi e finirla entro le due ore.
Alla partenza, blogpoint con diversi blogrunners: conoscevo solo Gian Carlo dato che abitiamo ad uno sputo di distanza e Stefano Old Boy, ed è stato un vero piacere conoscere di persona tanti di voi.
Come raccontato da Yogi, sono partito in gruppo con lui, Math, MFM e Insane, con l'idea di procedere a 5'10" per poi accellerare eventualmente nel finale. L'idea era buona, ma non avevamo calcolato il traffico che ci siamo trovato davanti, soprattutto alla strozzatura Via delle Terme di Caracalla - Via di San Sebastiano e per un lungo tratto dell'Appia Antica. I parziali dei primi chilometri possono dare l'idea del casino: 05:47, 5:51, 5:22, 5:34, 5:17, per chiudere i primi 5 chilometri in 28 minuti! Dal quinto in poi, siamo riusciti a tenere un passo vicino ai 5'/chilometro e siamo rimasti insieme fino al 12esimo chilometro, quando ci siamo accorti che MFM non era più dei nostri. Scopriremo dopo che ha avuto problemi alle anche ee che si è aggiudicato il cappellino Blogtrotters come ultimo arrivato della compagnia. A tratti non si vedeva proprio niente, nonostante i lumini che erano stati posizionati lungo il percorso. Al 12esimo, ho deciso di allungare un pò, tanto per vedere quanto ne avevo, con l'idea di tirare i remi in barca appena avessi cominciato a soffrire un pò. Come detto, volevo solo finire la gara e divertirmi. Invece, non ho mai avuto difficoltà. Ho cominciato a correre intorno ai 4'40", spingendo in salita, recuperando in discesa fino alla fine. Ho sorpassato un grandissimo numero di persone senza che nessuno mi sorpassasse fino al traguardo. Una progressione costante che mi ha permesso di chiudere in 1 ora e 47 minuti, con un negative split di più di 6 minuti.
Sono contento. Non del tempo, ovviamente, essendo questo il peggior cronometro su una mezza di tutta la mia carriera, anche se 3 minuti buoni li abbiamo buttati al vento nei primi 5 chilometri. Ma per le sensazioni avute durante la gara, per le gambe che, nonostante non avessero oltrepassato la soglia dei 10 chilometri negli ultimi quattro mesi, hanno girato alla grande, per l'atmosfera a tratti veramente surreale e per le belezze che si potevano intuire lungo il percorso.
Del percorso, che dire. Abbiamo corso gran parte della gara in aperta campagna e in alcuni tratti nel buio più totale. Trattandosi della mezza maratona della città di Roma,mi sarei aspettato qualcosina in più. E' vero che 3000 persone non possono tenere in ostaggio tutti quelli che al sabato vogliono godersi la città, ma è anche vero che si può trovare un modo per unire le due cose. Non sono un professionista del settore, ma voglio credere che la gara possa costituire un'attrazione per la città. Ci deve essere un modo per integrare la gara nelle varie manifestazioni dell'estate romana appena cominciata e non farla apparire come un disagio.
Chiudo qui questo post ricordando che è meglio svegliarsi con il culo gelato che con un gelato in culo.

mercoledì 17 giugno 2009

Ubriaco canta amore...


Brambilla!
non dire che era un saluto alla folla, non è vero, si vede benissimo nel video che è un saluto romano. Ammettilo, che fai più bella figura. Tanto, peggio di così non possiamo andare, anche se al peggio non c'è limite, quindi ammettilo e domani non se ne ricorderà più nessuno, o forse si, ma saranno solo i tuoi ammiratori. Agli altri, non gliene può fregare nulla, se un ministro fa il saluto fascista. Che male c'è, nell'italia di oggi, se un presidente del consiglio se la fa con le minorenni, se usa gli aerei di stato per le sue feste private, se per corromperlo gli si manda 20-30 ragazze alla sua residenza romane, se qualche tuo collega dice di usare la bandiera per pulirsi il culo... Anzi, secondo me, dovresti esserne fiera, di quel tuo gesto, rifarlo più spesso, farti scortare magari dai nazisti dell'illinois... Dai scherzo! Lo so che la fai per attirare i turisti in italia.
Finiti i 5 minuti d'indignazione quotidiana, passiamo a cose più serie.
Oggi, tanto per cambiare, un caldo boia. Se ieri ho desistito, oggi alle 12 e 30 precise ero al biscotto. C'erano 34 gradi. Sono partito verso il Colosseo, poi sono tornato indietro, circo massimo, lungotevere fino a ponte testaccio e ritorno, con un giro finale al biscotto. Totale: 8 chilometri a 5'05". Mentre correvo, pensavo: "se non senti il vento contro, vuol dire che ce l'hai a favore".
La forma sta tornando, piano piano, ma torna. Me ne sono accorto oggi, da un particolare da nulla. Ero partito con l'idea di fare massimo 5-6 chilometri, in vista della mezza di sabato. Ma arrivato al 6 chilometro, ne ho aggiunti un paio perché i sentivo bene, nonostante il caldo. Avrei potuto aggiungerne ancora qualcuno, ma ho preferito dedicare gli ultimi venti minuti a esercizi ginnici, flessioni e addominali in particolare, e un pò di stretching.
Dopo la corsa, mi si avvicina un ubriaco, camminata incerta, tavernello nella destra, odore nauseabondo da chi non si lava da mesi. Scorgo dietro a questa maschera un atleta. Quello era un runner, e pure bravo. So che non correremo mai insieme, amico mio, perché hai preso una strada difficile da fare a ritroso, ma avevi le scarpe da corsa ai piedi: vedi se riesci a usarle come si deve.

Il percorso della mezza


Finalmente hanno pubblicato il percorso della mezza di roma. Ho rifatto il percorso su mapmyrun in modo da vedere il chilometraggio (vedi mappa). Dovrebbe essere possibile vedere anche l'altimetria cliccando sul link.
Detto ciò, credevo meglio. Mi ero immaginato un percorso in parte in centro e in parte nel quadrante sud est, invece tutta la gara si svolge in questo benedetto quadrante. Andiamo a toccare punti d'inestimabile bellezza e molto suggestivi, specialmente di notte. Dall'ottavo chilometro fino a via delle sette chiese, andiamo a toccare zone che non conosco, ma che non mi eccitano particolarmente (Tor Carbone, l'annunziatella). Staremo a vedere. La parte più bella è senza dubbio l'inizio e la fine.
Da un punto di vista altimetrico, si parte da circa 30 mslm, per toccare 65-70 mslm all'ottavo chilometro per scendere gradualmente verso il punto di partenza. Grossi strappi non ce ne sono, si corre praticamente in piano con pendenze positive e negative tra 1-2%.
Having said that, avevo in programma di andare a correre oggi a pranzo, e concludere con qualche esercizio ginnico. Ma ho desistito. Non per pigrizia, ma per freddo calcolo. Fuori ci sono circa 34 gradi e fa un caldo boia. Ho corso ieri e l'altro ieri, quindi, oggi una pausa ci può stare, per non affaticare troppo le mie povere membra. Quindi mi accingo ad andare a pranzo con qualche pischella dell'ufficio, queste ragazze appena assunte che vogliono sesso, sesso e ancora sesso e che cerco di accontentare come posso. La vita è dura ragazzi, ma facciamo del nostro meglio.


Sto scherzando.

martedì 16 giugno 2009

Adios companeros!


E anche il vostro tempo è arrivato, di contribuire a riempire le discariche oppure, pare che oggi sia possibile, per costruire strade... Domani vi porterò in un negozio di scarpe per verificare che vi ritirano per davvero. Se così non dovesse essere, il vostro posto nel cassonetto di fronte è prenotato. Sorry babes, mi avete accompagnato per tre maratone, diverse mezze, gare, garette e chissà quanti chilometri d'allenamento, vi ho protetto dalla furia distruttrice di mia moglie, vi ho nascosto per ritardare il più possibile quest'infausto giorno, che purtroppo è arrivato. Ma non preoccupatevi per me, ho provveduto questa mattina a procurarmi l'ultima nata della famiglia Wave Rider, colore rosso tanto per non ripetersi, le ho provate oggi a Villa Pamphili su 10.49 chilometri corsi a 4'58" di media, a oltre 33 gradi centigradi di temperatura, e ne ho tratto bellissime sensazioni: buon sangue non mente.
Per sabato, potrei essere ottimista dopo la corsetta di oggi. Purtroppo, da sabato scorso mi è venuto un raffreddore molto fastidioso, ma spero di debellarlo in pochi giorni e presentarmi al via della mezza bello carico per non deludere Yogi e MFM. Blade e Grippo sono attualmente su un altro pianete podistico: li vedrò solo da dietro e per poche centinaia di metri. Beh, mi rifarò presto, spero!
Ieri, dato ch non c'era un cazzo in tv, mi sono guardato la partita della nazionale. Non entro nel merito del gioco perché ci sono degli esperti molto più bravi di me, anche se l'Italia non m'è sembrata una squadra campione del mondo. Ma forse è solo un'impressione. Anyway, la parte più divertente erano i commenti dei due commentatori. Tira un giocatore italiano e subito si prodigavano i complimenti ed esclamazioni tipo "che potenza", " che forza", "bravissimo", etc... Tirava un americano "beh, si, non è che ha tirato bene, è il pallone leggero che ha quest'effetto che ha messo un pò in difficoltà il nostro portiere"...
Ma va là... come direbbe il nostro mitico ghedini. Ma va là!

lunedì 15 giugno 2009

Guardia Nazionale Italiana, ovvero i nazisti dell'Illinois de' noantri...


In questi ultimi giorni, è venuta alla ribalta una storia che mi sembra una parodia dei Blues Brothers, la Guardia Nazionale Italiana, che ha una divisa che somiglia molto a quella dei nazisti dell’Illinois. Sulle prime, sono rimasto un po’ scioccato anche se non troppo stupito: in questi giorni, tutto è possibile, anche un revival delle SS. Poi ho sentito parlare qualche responsabile di questa schifezza e mi sono messo il cuore in pace: sono un gruppo di scemi, una parodia dei nazisti dell’Illinois, per l’appunto. Basterà Gian Carlo con la sua Blues Mobile per spazzarli via. Ho anche visitato il sito dove campeggia un video del loro presidente, che si è appuntato una foto sulla divisa sulla scia della moda importata dal colonnello gheddafi.
Comunque, la cosa divertente è che sono andato su youtube per cercare il video dei nazisti dell’Illinois e mi sono accorto, guardando i commenti, che non sono stato l’unico ad accostare la GNI con i nazisti dell’Illinois!
Forza Gian Carlo, spazzali via con Jake e Elwood!
Parlando di corsa, 0 chilometri durante il weekend come facilmente prevedibile. Qualcuno vorrebbe che l'accompagnassi durante la mezza di roma a 4'20" per i primi 20 chilometri... Se riesco a tenere il ritmo per più di 3 chilometri, sarò mitico.
Oggi prevedo una corsetta al biscotto, senza troppo impegno.

venerdì 12 giugno 2009

Fratello dove sei/2


Oggi allenamento saltato, ma per una buona causa... la mia. Mi sto muovendo per farmi spostare da Roma a Nairobi. Certo, la paga sarebbe migliore, le condizioni di vita pure, i benefits anche, ma no, io voglio andare a Nairobi per un solo motivo: allenarmi in altura e fare il culo a tutti voi quando scenderò al livello del mare.
A parte gli scherzi, oltre ad essere un blogtrotter, io sono principalmente un globetrotter. Mi piace muovermi, cercare orizzonti nuovi, esplorare terre nuove, incontrare culture diverse. Il caso ha voluto che facessi un lavoro che mi ha permesso fino ad ora di soddisfare appieno questo mio bisogno. Non ho viaggiato tantissimo, ma abbastanza. Non riesco a stare fermo in un posto per troppo tempo. Ora sono quasi 5 anni che sono qua a Roma. Un periodo bellissimo, mi sono nate due bambine stupende nel frattempo, ma sento il suolo scottare sotto ai piedi. E' arrivato il tempo di andare. Qualche anno fa, avrei fatto di tutto per andare in un posto nuovo. Ora, con la famiglia è difficile fare l'avventuriero. E quindi, cerco di tornare in un posto che conosco bene, dove so che la famiglia può stare bene. E per caso, questo posto è una delle due culle dei runners africani e si trova a più di 1500 metri slm.
Oggi avevo in programma una corsetta di 10 chilometri. In mattinata ho contattato un collega per discutere del mio futuro e questi ha declinato il caffè offerto per andare a pranzo insieme. Allenamento sfumato, ma per una buona causa.
Cercherò di recuperare nel weekend (AHAHAHAH!!!!).
Intanto, dedico questa canzone a...
MAN OF CONSTANT SORROW
Sono l'uomo dell'eterno dolore
Ho visto guai tutti i miei giorni
Dirò addio al Colorado
il posto in cui son nato e cresciuto

Me ne andrò errabondo attraverso questo intero mondo
attraverso il ghiaccio e la neve, la grandine e la pioggia
Sto per prendere il treno del mattino
Forse ci morirò su quel treno

I tuoi amici dicono che sono uno straniero
Non vedrai mai più la mia faccia
Ma c'è una promessa, una promessa che ho fatto
ci incontreremo ancora su quella sponda dorata

Per sei lunghi anni sono stato nei guai
non trovo piacere qui su questa terra
Sono diretto verso quel treno del mattino
Forse ci morirò su quel treno

Sono l'uomo dell'eterno dolore
Ho visto guai tutti i miei giorni
Dirò addio al Colorado
il posto in cui son nato e cresciuto

giovedì 11 giugno 2009

Fratelli, dove siete?


Matthias Sindelar e Karl Sesta, Tommy Smith e John Carlos. Una partita di calcio del 1938 e la premiazione in un’olimpiade nel 1968. Due uomini rifiutano di fare il saluto nazista insieme alla squadra che ha appena battuto la Germania, l’ultima partita di una squadra nazionale che non aveva più una nazione, l’Austria appena annessa alla Germania Hitleriana. Due uomini, immobili con il pugno guantato di nero alzato verso il cielo. Due uomini che con il loro non gesto esprimono il loro rifiuto di sottomettersi, altri due, invece, che con il loro gesto esprimono rabbia. Una storia ed una foto che hanno fatto il giro del mondo, un’altra storia che ormai abbiamo dimenticato e di cui non c’è rimasta nemmeno una foto.
Ieri, cazzeggiando nel web, mi sono scontrato con questa storia, una storia forte, che mi ha preso allo stomaco e non mi ha lasciato per tutta la giornata, tanto che oggi ho voluto parlarne. Siamo nel 1938. L’Austria è appena stata annessa dalla Germania nazista. Sparisce un paese che diventa provincia e per salutare quest’evento, si gioca l’ultima partita della squadra nazionale di calcio austriaca, detta la squadra dei miracoli, “das Wunderteam”, che spadroneggiava in Europa. Capitano di quella squadra, un Uomo chiamato Matthias Sindelar. La squadra austriaca gioca la partita della vita e vince due a zero, con un gol di Sindelar, e un altro di Karl Sesta. Alla fine della partita, la squadra austriaca fa il saluto nazista alle autorità sedute in tribuna. Tutti i giocatori alzano il braccio, tranne due, Sindelar e Sesta. Sindelar rifiuterà di giocare per la squadra tedesca e morirà due anni dopo in circostanze misteriose. Qualcuno dice che è stato un suicidio, chi un incidente, chi un omicidio. Ho cercato una foto di quell’evento sul web, ma non ne ho trovata nemmeno una.
La storia di Sindelar e del suo rifiuto di fare il saluto nazista mi ha fatto pensare a Tommy Smith, e a quel suo gesto clamoroso fatto insieme a John Carlos durante la premiazione olimpica 30 dopo quella partita. Due gesti molto diversi, uno che esprime rabbia, l’altro che esprime un rifiuto. Due gesti fatti da uomini che non si piegano, che lottano e, inquesto modo, preservano la loro dignità di Uomini.
Gesti che vorrei vedere oggi, ma che non vedo. Il governo va avanti con le sue leggi liberticide, e non vedo pugni alzati in giri, o silenzi assordanti, mentre mi chiedo io cosa faccio?
Da codardo, non ci penso e vado a correre... Fratelli, dove siete?
Oggi avevo in programma 20 variazioni di 200 metri, con recupero attivo di 200 metri. Ne ho fatte 15. Poi mi sono fermato. I 200 “veloci” li ho fatto tutti tra 48” e 52”, mentre i recuperi tra 57” e 60”. Faceva caldo e avevo anche un piccolo disturbo intestinale. Ho chiuso con le solite flessioni e, tutto sommato, sono contento.

martedì 9 giugno 2009

Godo, poco, ma godo

Sarà stato il tempo un pò così, sarà stato l'umore un pò sul blue, ma verso le 12 cominciavo ad avere strani pensieri, tipo "vado o non vado, mi si nota di più se vado a correre al biscotto un pò in disparte o se non vado proprio, faccio delle ripetute o un fondo lento, faccio una decina di ripetute in salita o solo esercizi ginnici, ...", e quasi senza accorgermene, e comunque senza alcuna voglia, mi sono ritrovato a fare stretching davanti allo stadio delle terme, sempre domandandomi cosa cazzo fare. Poi sono partito, deciso a seguire il mio istinto.
E seguendo il mio istinto, ho risalito Via delle Terme di Caracalla, poi la salita di via di Porta Latina, quindi Via Latina fino al Parco della Caffarella per uscire su Via di Appia Antica all'altezza della chiesa Domine Quo Vadis, quindi svolta sulla Via di Porta Ardeatina fino a Piazzale Ostiense, salita di Viale Giotto, Via Guido Baccelli up and down, dove ho chiuso la mia fatica. Alla fine è stato un progressivo, iniziato a 5'24", quindi 5'13", 5'09", 5'02", 5'03", 5'01", 5'01", 4'45", 4'51" (Viale Giotto) e 4'31", con una media finale di 5'precisi e sensazioni ottime. Ho spinto in salita, recuperato in discesa e mi sono divertito come non mi succedeva da tempo. Direi di più: ho goduto. Poco, ma comunque ho goduto.
Ieri, invece, una decina di chilometri lungo il tevere con un paio di giri finali al biscotto, a 5'13" di media finale. Speriamo di riuscire ad alzare il chilometraggio settimanale a livelli accettabili.
Per finire questo post anonimo, una foto dei miei due tesori, scattata qualche giorno fa. Ecco perché vale la pena vivere. Il resto non conta.

lunedì 8 giugno 2009

Eccoci di nuovo qua, un bel lunedí soleggiato dopo un weekend disastroso da un punto di vista meteo. Per il weekend, avevo organizzato una gita fuori porta con la famigliola, allo zoomarine di torvaianica con pernotto a Pomezia. Una cosa abbastanza buffa per chi vive a Roma, ma l'offerta era quelle e ne abbiamo approfittato. Purtroppo, sabato ci siamo svegliati che fuori pioveva con lampi e tuoni. Oramai il biglietto era stato acquistato e non era rimborsabile, quindi siamo andati lo stesso allo zoomarine e ne è valsa la pena. Abbiamo visto delfini, foche, leoni marini, abbiamo giocato alle giostre, mangiato in un paio di ristorantini sulla spiaggia in una bella atmosfera surreale: pochissimi turisti in giro, temperatura autunnale, un vento della madonna, ma siamo stati bene. Rientrati domenica pomeriggio, messe moglie e bimbe a dormire, sono sprofondato sul divani con il telecomando in mano e mi sono visto Albertone nel film "finché c'è guerra, c'è speranza". Guardando questi film si capisce la grandezza del personaggio. Il suo discorso alla famiglia alla fine del film è atroce. Ho voluto riascoltarlo e trascriverlo:
Va beh, si può fare, posso anche cambiare mestiere. Io mi rimetto a vendere le pompe idrauliche, che è un articolo semplice, pacifico e socialmente utile. Le mie 3/400 mila lire al mese le guadagno di sicuro ed è una cifra con la quale si può anche vivere decorosamente, se si pensa che il resto del mondo ha un reddito pro capite di 30 mila lire l’anno. Ma non come voi, non come abbiamo vissuto fino ad ora, no, non ti pare Silvia? E anche voi, miei cari ragazzi, e tu, caro zio, che viaggi sempre e solo in Jaguar, e tu cara suocera, che a settant’anni, non per rinfacciare, scusa ma, ti fai una dentiera smontabile da tre milioni e mezzo!
Perché, vedete, le guerre non le fanno solo i fabbricanti d’armi, o i commessi viaggiatori che le vendono, ma anche le persone come voi, le famiglie come la vostra, che vogliono, vogliono, vogliono e non s’accontentano mai. Le ville, le macchine, le moto, le feste, il cavallo, gli anellini, i braccialetti, le pellicce e tutti i cazzi che ve fregano!! Costano molto, e per procurarsele, qualcuno bisogna depredare!
Ecco perché si fanno le guerre!

Dopo questo discorso, pone la famiglia davanti ad una scelta: se avessero voluto che cambiasse mestiere, e quindi tornare ad una vita più sobria, avrebbero dovuto lasciarlo dormire. Se no, avrebbero dovuto svegliarlo alle 3 e mezza, per permettergli di prendere un aereo per andare a vendere 70 mila fucili mitragliatori.
Alle 3 e un quarto, viene svegliato dalla cameriera... In questo gesto, c'è tutta la nostra ipocrisia. Grande Alberto.

Nota politica: Silvio non ha superato il 40%. Magrissima consolazione. Un mese fa, il nostro silvio nazionale tuonava che non si sarebbe accontentato del 43,2% ma che puntava al 51%. Come dice il nostro Vittorio Zucconi, per fortuna i fuochi della prateria sono ancora accesi!

giovedì 4 giugno 2009

martedì 2 giugno 2009

Ulalà!! Modestamente...

La dura battaglia del runner contro il tempo, inteso come meteo, è continua, infinita e con un solo vincitore: il runner. Perché che faccia caldo o freddo, che piova o che splenda il sole, noi sfidiamo il tempo e facciamo quello che dobbiamo fare. Magari perdiamo qualche secondo sulla media chilometrica finale, ma comunque facciamo il nostro dovere e torniamo vincitori. Certo, non è che al tempo gliene freghi molto se corriamo o meno, ma rimane comunque un valido antagonista e qualche rara volta, complice delle nostre gesta.
Tutta questa premessa perché oggi ho corso sotto una leggera pioggerellina e con una temperatura media di circa 23 gradi centigradi, cioè quasi 10 in meno rispetto alla settimana scorsa. Uscito dalla FAO, mi sono diretto verso il Colosseo, approfittando del blocco del traffico causa parata militare del 2 giugno, che ho visto in parte dalla terrazza della FAO. Dall’anfiteatro Flavio, volevo scendere lungo via dei Fori Imperiali, ma la massa di gente che occupava tutta la sede stradale mi convinceva a risalire via Labicana, quindi via Merulana fino a Santa Maria Maggiore, da lí passare davanti al Viminale, via Nazionale, Piazza Venezia, quindi Lungotevere fino a Ponte Testaccio e ritorno alla FAO. In tutto 10 chilometri precisi corsi ad una media finale di 4’54” al chilometro, partendo da 5’20” i primi due chilometri e quasi tutti gli altri abbondantemente sotto i 5’. Al biscotto, flessioni come da programma “100pushups”, addominali, dorsali.
Giorni fa, uscendo dalla doccia, mia moglie si avvicina, mi tocca un pettorale e dice:
- Uh lalà!
E io, in perfetto stile Vittorio Gassman ne “Il sorpasso”, rispondo:
- Modestamente…
Quando non tutti i mali vengono per nuocere… Fino a pochi mesi fa, avevo la mente offuscata dalla maratona, l’idea fissa di abbassare i tempi, correrne una alla grande, poi gli infortuni, il corpo che mi mandava segnali, la rinuncia alla Roma-Ostia, poi la rinuncia alla Maratona di Roma, una lunga pausa di riflessione ed eccomi qua, con la mente fresca, una grande voglia di correre e migliorarmi su distanze più corte e una maggiore cura e attenzione al resto del mio corpo. Cazzo, mi accorgo che non siamo solo gambe e cosce, ma anche altro e scopro il piacere di fare esercizi che non facevo da anni. E quindi, ben venga il lasciar perdere l’obiettivo maratona per quest’anno, e riprovarci l’anno prossimo o quando ne avrò voglia.
E ora, una nota diversa: Travaglio, Corrias, Gomez ed altri giornalisti stanno lavorando ad un nuovo giornale, che si chiamerá il Fatto. Sará pubblicato e vivrá solamente grazie ai lettori e agli abbonamenti, non riceverá contributi statali, non avrá padroni ed ognuno potrà acquistarne delle quote e diventare socio. A me l’idea piace e ho già dato la mia adesione, intanto per l’abbonamento. Copio il link nel caso qualcuno di voi fosse interessato:
http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/2009/05/28/abbonatevi_a_il_fatto.html

Infine, dato che nessuno mi ha dato la risposta riguardo alla morale di un paio di post precedenti ("E la morale di questa storia, al giorno d'oggi non è tanto strana, per aver soldi la fama e la gloria bisogna essere un poco puttana"), ecco a voi la storia di Cesy Phantoni, col PH.



Kwaheri rafiki!