lunedì 27 giugno 2011

Viva l'Italia?

Ne succedono di cose nella nostra povera Italia, e noi qui a guardarci le scarpe e a far finta di niente. Oggi mi sarebbe piaciuto essere insieme ai no-TAV, ma la famiglia, la responsabilità, e mille altre scuse fanno si che adesso mi trovi davanti allo schermo del mio computer in ufficio, con un po’ i magone che fra poco passerà.
C’è stato un soprassalto d’orgoglio nel nostro paese, un “vento nuovo”, fresco, ma era solo una brezza che ora è calata, ed è tornata la puzza di sempre. La speranza che le cose potessero finalmente cambiare ha fatto posto alla realtà che questa politica con questi politici non cambierà mai nulla per non perdere i propri esagerati privilegi.
Me ne sto sulla terrazza della FAO, una delle viste più belle di Roma, e come ogni giorno vedo due moto di carabinieri con le sirene bloccare il traffico per far passare un auto blu. Questa scena si ripete ad ogni ora del giorno, in ogni quartiere. Fosse per impegni istituzionali, potrei anche farmi da parte per fare un piacere ad un eletto del popolo, ma non è così, o almeno, spesso non è così. Una volta vidi questa scena, sempre così uguale, le due moto che s’involavano verso l’Appia antica, seguita da una macchina col lampeggiante. Dopo pochi minuti ero per strada per il mio allenamento, il caso ha voluto che andassi proprio sull’Appia, dove ho visto i due carabinieri davanti ad un’osteria a fumarsi una sigaretta, e la macchina che scortavano parcheggiata li davanti. Perché io, cittadino ed elettore, devo farmi da parte per permettere a te di andare al ristorante? Siamo dei sudditi, non meritiamo rispetto e non abbiamo nemmeno la forza di pretenderlo questo rispetto.
Fanculo…
Scrivo poco sul blog, un po’ perché ho poco da dire, un po’ perché mi manca il tempo, un po’ perché… non lo so perché. La mia corsa procede come da programmi. Avrei voluto aumentare leggermente il chilometraggio settimanale, ma non ci sono riuscito. Viaggio sempre intorno ai 45/50 chilometri, abbastanza per tornare piano piano in forma, ma non abbastanza per cominciare a fare sul serio. Sto correndo con lo zaino da 4/5 chili sulle spalle, con un ritmo abbastanza agevole di 4’40”/k. Continuo, seppur meno intensamente, anche l’allenamento con i pesi e i risultati in termini di maggiore forza e stabilità di corsa si fanno sentire. Purtroppo, ormai, dopo gli ultimi sviluppi lavorativi, non seguo il comandamento 30 di Stefano (corsi e ricorsi) che dice: Senza un obiettivo, l’allenamento non ha scopo.
La crisi finanziaria colpisce un po’ tutti, anche la Nazioni Unite e soprattutto i programmi cosiddetti extra-budgetari, che vivono cioè di contributi “extra” che i paesi membri danno per le emergenze. La risposta della FAO è stata quella di accelerare il processo di decentralizzazione, cioè rafforzare gli uffici nei paesi ed avere una struttura più snella a Roma. Mi stavo offrendo volontario per partire quando mi è stata offerta la possibilità di andare in Indonesia. Il tempo di chiamare la moglie, e in 5 minuti ho accettato. Partenza a breve, l’obiettivo è di essere lì a settembre. Quindi, tornando all’ obiettivo di corsa, la 100 chilometri del Sahara si fa un po’ più difficile: partire da Roma per andare in Tunisia è una cosa, partire da Jakarta per la Tunisia ne è un’altra… Non ho ancora abbandonato del tutto l’idea, ma di certo sarà più difficile.
Chiudo con una bellissima canzone di Mannarino, la storia d’amore tra Giuda e Maddalena, con dio che s’incazza. Mannarino per me è stata una rivelazione. Lo vidi una sera a Parla con me e da allora…



Buone corse!

mercoledì 1 giugno 2011

Non mi viene un titolo adatto...

Si va sempre di corsa, purtroppo non sempre come l’intendiamo noi… I giorni passano, il carico di lavoro cresce, gli impegni familiari pure e il tempo da dedicare alla corsa cala sempre di più. La mia scelta ovvia è quella di anticipare sempre di più le uscite mattutine. In questo periodo è normale per me svegliarmi alle 5 e 20 per andare a correre e già so che fra qualche settimana mi toccherà anticipare ulteriormente la sveglia. Svegliarmi al mattino non mi pesa, anzi, mi piace. Questa mattina sono uscito presto come al solito. Villa Pamphili era chiusa allora ho optato per un giro lungotevere. Dal cancello della villa sono andato sul Gianicolo, lì dove Garibaldi veglia sopra la città. Il sole si era alzato da poco e Roma era bellissima. Ho rallentato solo un attimo, il tempo di pensare che non mi stancherò mai di certi panorami, e sono ripartito giù verso Trastevere, quindi Regina Coeli (il carcere) per scendere ancora sul lungotevere. Da lì ho percorso in tratto di città guardandola dal basso, fino ad arrivare a ponte Matteotti dove sono risalito in superficie, per poi seguire viale Angelico fino al Vaticano e poi la salita delle Mura Aurelie fino a casa. 12 sono stati i chilometri, 4’50”/k la media, 6 i runners incontrati sulla strada, 2 quelli che hanno risposto al mio saluto. Questi sono i numeri. La temperatura era giusta, l’umidità pure, la città era stupenda nella sua quiete e le sue strade deserte, le gambe erano sciolte, il passo era lento all’inizio, più sostenuto alla fine, il tempo a disposizione troppo poco perché di voglia di allungare ne avevo. Queste erano le sensazioni.
Casa, caffè, doccia, vestito, ascensore, di nuovo la strada verso la fermata dell’ autobus. Cammino sul marciapiede, una macchina che esce da un garage non vuole fermarsi per farmi passare, non accenno a fermarmi, la macchina si ferma e mi becco un bel vaffanculo dalla guidatrice. Me ne frego. La mia giornata è iniziata alla grande, la tua, povera scema, no.
Buone corse!