giovedì 30 dicembre 2010

Crac... fuck!

Non ha fatto crac. Il dolore al ginocchio sinistro, parte esterna, è apparso qualche giorno fa dopo una corsetta di circa 13 chilometri e 4'13". Il dolore è rimasto per qualche ora, poi è sparito, credo che il giorno dopo, al risveglio, non c'era più, tanto che me n'ero completamente dimenticato.
Ieri, ho corso, 17 chilometri a 4'20", corsa facile, senza forzare. E il dolore è riapparso, più forte, persistente. Ho controllato la zona, non è gonfia, non è rossa, e sento dolore se premo con il dito in alcuni punti, che cambiano a seconda di come è flessa la gamba.... E' passata la notte, e il dolore è sempre lì.
Speriamo che passi.
Intanto, tanti auguri!

martedì 21 dicembre 2010

Le gambe continuano ad andare...

Sono ufficialmente in ferie. Bella sensazione. Finalmente.
La settimana scorsa, la corsa è andata a singhiozzo, avevo sperato di recuperare la domenica con un bel lungo, ma mia moglie a trovato un argomento per farmi desistere... Una colazione stile continentale servita a letto e ho cambiato idea.
Lunedì è andata meglio, 18.4 chilometri a 4'16", con i primi due di riscaldamento a 5', poi gli altri non lo so, ma decisamente forte per i miei standard. L'idea era di correre un'ora a ritmo tranquillo secondo la tabella di babbo janco, e così m'era sembrato. Il responso cronometrico è stata una sorpresa. Oggi, ripetute di 400 metri in salita, dovevano essere 10, ne ho fatte 8 a 1'38"-41", con recupero in discesa.
Ora chiudo. Siamo di regali e stiamo disperatamente ala ricerca di un cavallino a dondolo.
Scriverò di più e con più calma nei prossimi giorni.
Buone corse!

venerdì 17 dicembre 2010

che stiamo facendo? Ma che sta succedendo? Ma quando vedremo il sole?


La sveglia suona alle 5, contrariamente a quanto succede di solito, quando mi sveglio qualche minute prima e la disattivo. Questa notte le bimbe hanno dormito bene, l’influenza che hanno preso evidentemente sta passando, e di riflesso, anch’io ho dormito, recuperando qualche oretta di sonno persa. La sveglia suona, mi sveglio, la spengo e mi rigiro. Correrò oggi a pranzo. L’avevo detto anche ieri, poi, tra una cosa e un’altra, un rapporto importantissimo di finire, una grana incasinatissima da risolvere, non sono più andato a correre. Oggi sarà diverso, mi dico, ma se dovesse succedere come ieri? In un minuto sono in piedi, caffè, bagno, vestizione. Accendo il computer per vedere quanto fa fuori e mi prende un colpo: secondo ilmeteo.it a Ciampino ci sono 6 gradi sotto zero. Capello, guanti, corsaro lungo, maglia termica, giacchetta e sono fuori. Non erano 6 gradi sotto zero, ma un 2 o 3 sotto c’erano di sicuro. Parto per il mio solito giro. Fa freddo, ma dopo pochi minuti mi sento bene. Sul tevere, un traghetto ha rotto gli ormeggi e si è appoggiato di traverso al ponte davanti al Santo Spirito. Max Runner potrà aggiornarci.
Chiudo il giro di 15 chilometri a 4’26” di media, molto soddisfatto di tutto. Oggi è anche il mio ultimo giorno di lavoro e poi vado finalmente in ferie, le prime vere ferie dall’inizio dell’anno.
Giorni fa, ho ricevuto un regalo gradito, la tabella di marcia per la Maratona di Roma, e ringrazio Babbo Janco. Questa settimana è andata male in termini quantitativi, avendo saltato una sessione, ma spero di recuperare già dalla settimana prossima.
Per il momento è tutto, Viva l'Italia, Viva Scilipoti, Viva Calearo! Non so voi, ma mi sono veramente rotto il cazzo di vederci toccare il fondo e continuare a scavare, scavare, scavare, scavare... Ma che stiamo facendo? Ma che sta succedendo? Ma quando vedremo il sole? (Ecce Bombo, 1978)

lunedì 13 dicembre 2010

Best Woman 2010: obiettivo mancato, ma per poco!

Posticino al volo prima di iniziare questa giornata lavorativa. Fuori c’è il sole, fa freddo e sembra che finalmente l’inverno sia arrivato.
Ieri c’era la Best Woman, e l’intento dichiarato pubblicamente era di attaccare il muro dei 40 minuti, condizionato comunque dal risentimento muscolare all’interno coscia/inguine che si era rifatto vivo durante l’ultimo allenamento del giovedì, e che mi ha impedito ogni ulteriore allenamento fino al giorno della gara. Domenica mattina il dolore era sempre lí, non aumentava, non diminuava, ero sicuro di fare il mio PB, meno sicuro di scendere sotto i 40’, ma oramai c’ero e c’avrei provato. Arrivo fresco fresco a fiumicino e decido d’istinto di andare verso il centro sportivo, grande intuizione perché subito incontro il grande Old Boy. Si corricchia, si chiacchiera e quando andiamo verso la partenza, i 2600 corridori era già tutti ammassati e pronti per la partenza. Seguo la vecchia volpe dell’old boy e in qualche modo ci ritroviamo davanti, non proprio davanti davanti, ma neanche dietro dietro, non so se mi spiego.
Sparo e via zigzagando praticamente per tutto il primo chilometro che non so a quanto ho fatto. Il cartellone lo passo a 3’50” ma è ovvio che è stato posizionato in maniera errata. Riesco finalmente a trovare un po’ di spazio, metto la freccia a sinistra e continuo la gara sulla corsia di sorpasso.
Il quinto chilometro lo passo in 20’02”, in linea con l’obiettivo e chiudo in 40’25” di real time, 40’53” ufficiale. La gara sta tutta in queste due cifre. Ho avuto un calo nella seconda parte di gara, ho perso qualche secondo sul cavalcavia del cazzo posto intorno al 6/7 chilometro dove bisognava andare al passo praticamente, ma tutto sommato sono contento. Il PB è stato raggiunto e il muro dei 40 minuti è abbastanza vicino. La prossima dieci chilometri è fra più di un mese (la corsa di Miguel) e spero di abbattere questo muro.
Il tempo di stoppare il crono e di alzare gli occhi per scorgere l’Old Boy, bello riposato e fresco di doccia, arrivato poco prima di me. Il tempo di una bevuta e una corsetta verso le rispettive macchine, e ci si saluta. Alla prossima spero di starti ancora più vicino!
Oggi, il dolore all’interno coscia è ancora lí, non aumenta, non diminuisce. Anche se controvoglia, riposerò per i prossimi giorni.
Buone corse!

giovedì 9 dicembre 2010

Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo...

Leggo i giornali di oggi, le notizie di casa nostra, e la memoria mi torna a un pezzo di Andrea Scanzi di qualche settimana fa, da cui traggo alcune frasi che incollo qui sotto. L’altro ieri, c’era ancora euforia per l’imminente fine del cainano, ieri qualche dubbio, oggi una quasi certezza che il 14 dicembre sarà un giorno come un altro.
“Non so quando è successo, se ci sia stato un giorno esatto o se piuttosto sia sempre andata così, ma a un certo punto molti – me compreso – si sono sentiti stranieri nella propria terra.”
“Non so chi sia stato a cantare – eppure mi pareva di conoscerlo – che non si sentiva italiano, ma per fortuna o purtroppo lo era. Ho però il timore, ieri come oggi, che il Purtroppo avesse più frecce nell’arco del Per Fortuna.”
“Non so quando non mi è bastato più un Mondiale di calcio per sentirmi appartenente al mio paese. Quando non è più stato sufficiente definirsi di sinistra per sentirsi nel Giusto. Quando troppe anime candide della mia parte teorica mi sono sembrate null’altro che queruli polli di allevamento. Utili idioti, senza sapere di essere né l’uno né (soprattutto) l’altro.”
Non so quando ho avuto, io come tanti, la precisa sensazione di essere diverso e certamente solo. Incapace di sopportare il buon senso comune, ma neanche la retorica del pazzo; il non aver più voglia di assurde compressioni, ma nemmeno di liberarmi a cazzo; il non volere più velleitarie mescolanze con nessuno, senza però per questo sposare la legge dilagante del fatti i cazzi tuoi (re-cit).”
Non so nemmeno perché non mi abbiano munito del cromosoma-cronaca-nera. E sì che farebbe pure comodo. Magari vincerei un viaggio premio ad Avetrana, weekend lungo con camera vista cimitero.”
“Non so quindi, tutto considerato e centrifugato, se sia assolutorio ritenere Silvio Berlusconi l’unico colpevole di questo sfacelo politico, umano, morale. O se piuttosto, parafrasando Indro Montanelli, non sia lui a rappresentare al meglio il peggio degli italiani. L’italiano qualunque, che non ha mai letto un libro, che ancora chiama froci i gay, che non sa cosa sia il bunga bunga ma vorrebbe comunque provarlo, perché intuisce – in base ai propri algoritmi elementari – che ha a che fare col sesso, i night, la fica (uh). L’italiano vorrei-ma-non-posso, lamentoso a parole e servo nei fatti, ossequioso del potente, che sprizza ignoranza da ogni fetido poro della pelle. Incline alla comicità assolutoria, allergico alla satira che vorrebbe aprir le menti (e con esse gli occhi). Pettegolo e bigotto. Instancabile nel correre in soccorso del vincitore, geneticamente proteso verso il Culto della Furbizia. Dell’evasione fiscale, della battuta maschilista, della xenofobia a casaccio. Del qualunquismo bolso. Del martufellismo greve. Dell’ebbrezza natalizia per un peto lanciato a caso dal De Sica sbagliato.”
“Non so quando è successo, ma c’è stato un momento – preciso – in cui siamo caduti così in basso che perfino Filippofacci è sembrato un giornalista. Fabiofazio uno di sinistra. Berlusconi un liberista. Calderoli un antigolpista. E’ stato un momento in cui l’unica salvezza dell’Italia è stata smettere di essere italiani. O – chissà – ricominciare daccapo. Stavolta sul serio.”
Allora, copio e incollo pari pari il post di Vittorio Zucconi apparso ieri:
“Ho deciso di fare il tifo (l’espressione calcistica calza bene a questi giorni di frenetico mercato di parlamentari di serie B comperati un tanto al chilo come le schiappe buone solo per la Coppa Italia) perché la maggioranza si salvi buttando la palla in corner nel “Dies Irae”, il 14 prossimo. La cosa peggiore che potrebbe capitarci sarebbe infatti una caduta di questo governo zombie per un paio di voti di differenza, soltanto perché qualcuno ha l’influenza e qualcun altro non si è messo d’accordo sul prezzo della marchetta, creando, nei disperati “boia chi molla” del berlusconismo in stato di avanzata decomposizione, la sindrome del martirio e della “pugnalata alle spalle”. La lunga notte del berlusconismo, che è la malattia senile e l’entropia finale del miracolo economico post bellico, deve fare il proprio corso e consumarsi fino in fondo, facendoci pagare tutto e senza saldi di fine stagione, se vogliamo avere la speranza di guarire e di ricominciare. Un “Berlusconus Interruptus” sarebbe soltanto l’ennesima manifestazione della nostra incapacità storica di vivere fino in fondo le conseguenze dei nostri errori e di accettare le responsabilità delle nostre scelte, così creando le premesse per ripetere gli stessi errori.”
Potrei avere anche paura del conto che dovremmo pagare alla fine, ma non so quando è successo, se sia stato un giorno preciso o se sia stato un lento procedere, ma non me ne frega più un cazzo. Fate quello che vi pare, io bado solo ai cazzi miei e della mia famiglia. Avrei voluto dare di più, ma ormai non ho più l’età. Non ho più il cuore che avevo a 18 anni, ma ho più cervello. Non sono un eroe, sono solo uno che cerca di guardare oltre la punta del mio naso, verso l’orizzonte, oltre le frontiere di questo paese.
Oggi, uscita alle 5 e 27 minuti. Primi 2 chilometri di riscaldamento, poi progressione fino al chilometro 10, poi un risentimento all’interno coscia sinistro, uguale a quello avuto durante la maratona di Firenze. Mi fermo, massaggio la parte e riparto con cautela. Chiudo con la solita salita di via Dandolo per un totale di quasi 16 chilometri a 4’26” di media. Ora la coscia mi fa ancora un po’ male. Se dovesse passare, domani un giro molto lento e domenica vado alla conquista del muro dei 40’. Se non mi passa, riposo un giorno in più e domenica vado alla conquista dei 40’. Se continua a farmi male pure sabato e domenica, tiro i remi in barca, mi faccio una bella passeggiata a Fiumicino con famiglia e il muro dei 40’ lo lascio stare.
Buone corse!

martedì 7 dicembre 2010

Occhio per occhio...

Le fatiche di Firenze ormai sono ben metabolizzate con effetti sorprendenti sulla mia corsa. La settimana scorsa ho fatto due uscite da 13 chilometri ognuna e per due volte ho battuto il mio personal best sui 10 K, tanto che mi sono iscritto alla Best Woman di domenica prossima con l'obiettivo dichiarato (e subito smentito) di provare a scendere sotto i 40', o comunque di avvicinarmici di molto.
Oggi, solita uscita alle 5 e 30 del mattino. Apro il portone e in meno di un secondo capisco che la mia maglietta termica e il giubbottino sono ben troppo pesanti per i 13 gradi che mi accolgono. Tornare su a casa per cambiarmi era impossibile dato che non avevo le chiavi e non volevo svegliare tutti. Quindi, con la consapevolezza che mi sarei fatto un bagno di sudore, sono partito per un giro di circa 16 chilometri corsi in scioltezza e in progressione a 4'24" di media, inclusa la salita finale di via dandolo. I primi due chilometri in discesa li ho corsi a 4'50" e una volta arrivato a San Pietro, ho messo la quinta e tenuto una media sotto i 4'20" fino alla fine dell'allenamento.
Una goduria.
Per il resto, devo definire un programma per Roma 2011. L'iscrizione è fatta, ora devo prepararmi per benino.
Ieri sera, ore 19, papà Karim fa il solletico alla figlia number 2, Jun. Negli spasimi di riso, la piccola fa un movimento brusco con la sua piccola manina che tiene una piccola pecorella del presepe, e che, nella sua rotazione intorno alla spalla di Jun, finisce dentro al mio occhio. Per la prima volta in vita mia, ho pianto lacrime di sangue, nel senso che usciva un liquido rossastro e denso dal sapore dolciastro che posso tranquillamente definire sangue, dal mio occhio, manco fossi la madonna di civitavecchia. Un dolore che non vi dico, e anche una certa preoccupazione per la salute del mio occhio, al quale tengo parecchio. La cosa bella è che per tutta la serata ho avuto la figlia number 2 rannicchiata tra le mie braccia che mi dava le carezze all'occhio tumefatto, e la figlia number 1 che mi abbracciava e mi dava i bacetti per farmi passare la bua.
Ah.... quasi quasi, stasera mi faccio distruggere l'altro occhio.
Buone corse!

venerdì 3 dicembre 2010

Se la gambe vanno, lasciale andare!

Firenze ormai è un lontano ricordo. Ci giro ancora intorno, perché nella mia immensa vanità, guardo quasi quotidianamente il sito di fotostudio 5 per vedere se ci sono delle mie foto. Fino a ieri nulla, poi ieri le prime tre e oggi ce ne sono già 6. Le foto non sono un granché, tutte riprese verso la fine della gara, quando la sofferenza si vedeva in viso e l'incedere era molto incerto. Sempre per vanità e per orgoglio, appena qualcuno mi chiede della gara, faccio partire il video che si vede su TDS. La mia mente è ancora lí e fatica a staccarsi. Le emozioni vissute prima, durante e dopo la gara sono state evidentemente molto forti se a distanza di 6 giorni ancora le rivivo dentro di me.
Il fisico invece, dopo un paio di giorni di sofferenza, soprattutto nello scendere le scale, si è ripreso abbastanza bene. Ieri volevo uscire a correre, ma la pioggia e la piccola Jun svegliatasi alle 3 del mattino mi hanno fatto desistere. Questa mattina, non pioveva e nonostante alle tre mi sono destato con il piede della piccola Jun in faccia perché, poverina, ha la tosse e da sola non riusciva a prendere sonno e per questo si era infilata nel lettone di mamma e papà, obbligandomi quindi a dormire sul divano, sono uscito. Di azzurro vestito, con il cosciale e la giacca della Firenze Marathon, sono partito per un giro che doveva essere tranquillo. Ma la gambe avevano voglia di girare, e le ho lasciate andare. E loro sono andate. 13 chilometri a 4'15" di media. Fino all'11esimo stavo sotto le 4'10", poi ho rallentato su viale trastevere causa traffico, e poi ho fatto la salita di via Dandolo a passo tranquillo. E' stata una corsa liberatoria e che bello correre con questo tipo di sensazione. Oggi avrei abbattuto il mio PB sulla 10K e per renderlo ufficiale mi iscriverò alla Best Woman.
La corsa di questa mattina mi ha fatto capire una cosa: correre per correre è bello, ed è quello che ho fatto fino a ieri. Ma correre cercando di correre sempre un filino più veloce, è pure meglio. E con questa nuova consapevolezza cercherò di dare ragione a ciò che RB va dicendo in giro, e cioè che volendo potrei correre forte. Ora voglio provarci, quindi saranno dei progressivi, dei medi, delle ripetute corte, medie, lunghe e in salita, sarà interval training e tutto ciò che serve per raggiungere gli obiettivi, che saranno svelati nelle prossime puntate.
Buone corse!