giovedì 12 novembre 2009

Ultimo tango a Nairobi. Che nottata!

Sono arrivato alle battute finali, dopo tre settimane di lavoro a Nairobi, domani pomeriggio, finalmente, prenderò l’aereo che mi riporterà dalle mie donne. Il bilancio di questa missione, da un punto di vista lavorativo e professionale è stato sicuramente positivo. Per quanto riguarda l’aspetto sportivo, sono riuscito a correre con buona regolarità per le prime due settimane, riuscendo a fare pure la mezza maratona di Nairobi, per poi sfiaccarmi più per pigrizia che per altro. Ciò che mi fa perdere la motivazione è la mancanza di un obiettivo a breve/medio termine. Certo, quando corro sto bene, l’effetto della corsa lo sento per tutta la giornata e quando corro con regolarità mi sento meglio e non solo fisicamente. Eppure, la mancanza di un obiettivo più specifico prende il sopravvento, e diverse volte ho spento la sveglia e mi sono rimesso a dormire. Avrei bisogno di cambiare un po’, fare dell’altro, non abbandonare la corsa, per carità, ma magari facendo dell’altro, alternando la corsa alla palestra o la bici.
La lontananza dall’Italia ha anche avuto i suoi benefici e sapere di ritornare a sentire quotidianamente il nostro presidente del consiglio e i suoi fedeli animali da compagnia mi mette un po’ di ansia. Stando fuori dall’Italia, oltre al distacco fisico, c’è anche un distacco emotivo. Mentre in Italia le esternazioni di berlusconi possono farmi incazzare, sentire cicchitto può farmi venire dei conati di vomito, cosí come Lupi, Bondi, La Russa, Capezzone (con il nome doppiamente fallico secondo qualcuno), Rutelli, Fini e Casini (ooooppppsss, scusate, ho esagerato, devo pulire la tastiera…), stando a Nairobi, l’effetto vomito è minore e m’incazzo di meno. Perché? Perché stando fuori mi rendo conto che c’è un mondo fuori, con i suoi problemi, i suoi scandali, le sue bellezze e le sue schifezze. E quindi, il marcio che viene da casa, si diluisce e risulta meno indigesto.
Oggi, leggendo il Fatto Quotidiano, ho trovato questa bellissima citazione di Vecchioni:
B. testimonia l’esistenza di Dio: se non ci fosse, non avremmo prove così tremende da superare.
Io ho sempre pensato che la prova della non-esistenza di dio fosse l’esistenza delle zanzare. Ma secondo il Vecchioni pensiero, l’esistenza delle zanzare (come quella di B), potrebbe invece essere la prova dell’esistenza di dio. E mi fermo, perché ho appena raggiunto il mio limite filosofico e sto già andando in confusione. Oltre non saprei andare o pensare...
Parlando di zanzare, ieri sera, mentre mi accingevo ad andare a letto, ho pensato al mio precedente viaggio a Nairobi, durante il quale non ho chiuso occhio a causa delle zanzare, mentre questa volta, di zanzare ne ho viste pochissime. Come esistono le ultime parole famose, esistono anche gli ultimi pensieri famosi. Questa notte, è stata battaglia vera, dalla quale sono uscito sconfitto. Appena mi metto a letto, ecco inconfondibile il ronzío della zanzare che si avvicina. Sono coperto fino al collo, ma la stronza si posiziona vicino al mio orecchio. Cerco di beccarla dandomi qualche schiaffone, ma dopo pochi secondi di silenzio e di speranza, eccola di nuovo all’attacco. Ma porca miseria, penso, la stanza è enorme, c’è posto per tutti e due, perché mi devi rompere il cazzo e non farmi dormire? Mi alzo, accendo la luce e aspetto. Nulla, solo silenzio. Ispeziono tutti i muri, le tende, chiudo gli armadi, guardo sotto al letto, ma niente, non la trovo. Spengo la luce e ritorno a letto ed eccola di nuovo. Andiamo avanti con questo tango per diverse ore. Cerco di coprirmi totalmente, ma dopo pochi minuti comincio a sudare, quindi rimetto la testa fuori e ricomincia il ronzío. Credo di essermi addormentato ad un certo punto, ma poi mi sono risvegliato dal prurito sulle mani e sul collo, e con quel ronzío vicino all’orecchio. Quando è suonato l’allarme per andare a correre, non sono riuscito ad alzarmi. Altro che ultimo tango…
Bastarda.

domenica 8 novembre 2009

News

E’ piú di una settimana che non scrivo, un pó perché la connessione internet fa veramente schifo, un pó perché ho avuto molto lavoro, un pó perché mi sto rompendo le palle di stare lontano dalla famiglia e soprattutto perché questa settimana la mia corsa è stata latitante. Lunedí scorso, con l’idea di farmi finalmente una doccia calda, decido di andare in palestra dove faccio 6 chilometri sul tapis roulant faticando come un animale andando ad un ritmo ridicolo. Comunque, mi faccio un pó di sauna, un pó di bagno turco, doccia bollente ed esco nuovo dalla palestra. Poi, martedí nulla, mercoledí nulla, giovedí nulla quando finalmente venerdí esco dal letargo e mi faccio 12 chilometri e passa a circa 4’48”, sabato altri 10 a circa lo stesso ritmo e questa mattina altri 10 un pó piú lenti. Il chilometraggio settimanale rimane basso, ma, da come era iniziata la settimana, insperato. Qui a Nairobi, alterno giorni dove corro senza fatica eccessiva ad altri dove fatico da morire. Oggi per esempio, mi sono dovuto fermare un paio di volte a causa del fiato che mi mancava. Spero sia dovuto all’altitudine…
Domani si riparte e comincia l’ultima settimana di lavoro a Nairobi. Altri cinque giorni e finalmente riprenderó l’aereo per tornare a casa, con la consapevolezza peró di dover probabilmente ripartire nel giro di poco, destinazione Addis Abeba: 2400 metri slm...