martedì 27 aprile 2010

A questo punto, una decisione va presa!


Non so voi, ma a me viene voglia di cambiare sport...
Dopo l'Appia Run della settimana scorsa ero abbastanza gasato per la prestazione inaspettata (12.8 chilometri sotto a 4'30" su percorso difficile, con una buona tenuta fino al decimo e leggero calo negli ultimi 2 chilometri). Purtroppo, non sono riuscito a capitalizzare, e la settimana successiva è proseguita con un paio d'allenamenti a l'ora di pranzo che non hanno avuto altro beneficio se non quello di staccare dal lavoro per un po'. Non era per stanchezza, ma per semplice svogliatezza: tanto lavoro da sbrigare in ufficio, un po'di stress, e soprattutto la mancanza di un obiettivo ben preciso. Devo decidermi d'iscrivermi ad una gara seria, ma prima di poterlo fare, devo risolvere un paio di cose.
Arrivato al weekend, ho deciso di chiudere la settimana con un'ultima corsetta, ed è uscito un allenamento che non m'aspettavo, o meglio, una velocità che non m'aspettavo. Sono uscito di casa verso le 8, faceva ancora fresco, e ho preso la strada cha da casa mia porta al gianicolo, da dove Garibaldi veglia sulla città. Dal gianicolo si scende verso San Pietro e sono circa un paio di chilometri e mezzo, che ho fatto a 4'45" di media circa. Da San Pietro, mi sono diretto sul lungotevere, e senza accorgermene ho cominciato a macinare chilometri intorno a 4 minuti, con il quinto a 3'50". Ho proseguito sul banchina del tevere fino a dopo ponte marconi, quindi sono risalito e ho raggiunto casa dopo un salita di circa un chilometro, corsa a 4'36". In totale, 10 chilometri a 4'20" di media, che proprio non mi sarei aspettato.
Come la settimana scorsa, mi sento gasato. Ieri purtroppo ho dovuto saltare la corsa, ma oggi spero di recuperare.
Buone corse.

giovedì 15 aprile 2010

Modestamente...

In politica il vincente è Barack Obama, nel cinema Halle Berry e nella Formula 1 Lewis Hamilton. Sono tutti di razza mista e per il dottor Michael Lewis è proprio questa la carta del successo. Secondo lo studio, condotto all’università di Cardiff, il mix razziale garantisce qualità maggiori sulla vita e nel lavoro.
Esaminando i volti di 1.205 persone nere, bianche e di razze miste, la squadra di ricerca ha concluso che coloro che hanno avuto genitori di razze diverse sono generalmente più attraenti.
La teoria da cui Lewis è partito nella ricerca risale a Darwin e si chiama eterosi. «Ci sono prove – ha detto Lewis – che l’impatto dell’eterosi vada anche oltre il semplice aspetto fisico. L’idea ci è venuta osservando che, sebbene le persone nate da incroci siano un numero limitato, arrivano spesso a livelli professionali altissimi».


A dire il vero, lo sospettavo, ma ora c'è la prova scientifica!
http://www.walesonline.co.uk/news/health-news/2010/04/14/it-s-all-in-the-mix-a-blend-of-black-and-white-produces-the-best-looking-among-us-91466-26237316/

mercoledì 14 aprile 2010

Cazzo...

Il sindaco sospende il pranzo agli alunni della scuola materna ed elementare che hanno pagato la retta e gli arretrati e un cittadino invia un bonifico di 10mila euro per rimettere tutto a posto. Accade ad Adro nel bresciano dove l'amministrazione comunale ha ricevuto il versamento che ha saldato il debito accumulato dalle famiglie che avevano usufruito del servizio e per motivi diversi non avevano pagato la retta. L'anonimo benefattore – imprenditore agricolo - ha accompagnato il suo gesto da una lettera pubblicata dal sito del "Corriere della Sera" e che pubblichiamo qui sotto.

Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità. Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film L'albero degli zoccoli. Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene.
È per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica. A scanso di equivoci, premetto che: non sono "comunista". Alle ultime elezioni ho votato per Formigoni. Ciò non mi impedisce di avere amici di tutte le idee politiche. Gli chiedo sempre e solo la condivisione dei valori fondamentali e al primo posto il rispetto della persona. So perfettamente che fra le 40 famiglie alcune sono di furbetti che ne approfittano, ma di furbi ne conosco molti. Alcuni sono milionari e vogliono anche fare la morale agli altri. In questo caso, nel dubbio sto con i primi. Agli extracomunitari chiedo il rispetto dei nostri costumi e delle nostre leggi, chiedo con fermezza ed educazione cercando di essere il primo a rispettarle. E tirare in ballo i bambini non è compreso nell'educazione.
Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma è a casa assistita da una signora dell'Ucraina. Vedo attorno a me una preoccupante e crescente intolleranza verso chi ha di meno. Purtroppo ho l'insana abitudine di leggere e so bene che i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono stati anni di piccoli passi verso il baratro. In fondo in fondo chiedere di mettere una stella gialla sul braccio agli ebrei non era poi una cosa che faceva male. I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono. Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l'asticella dell'intolleranza di un passo all'anno, prima con la taglia, poi con il rifiuto del sostegno regionale, poi con la mensa dei bambini, rna potrei portare molti altri casi.
Quando facevo le elementari alcuni miei compagni avevano il sostegno del patronato. Noi eravamo poveri, ma non ci siamo mai indignati. Ma dove sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo? Che non mi vengano a portare considerazioni "miserevoli". Anche il padrone del film di cui sopra aveva ragione. La pianta che il contadino aveva tagliato era la sua. Mica poteva metterla sempre lui la pianta per gli zoccoli. (E se non conoscono il film che se lo guardino...). Ma dove sono i miei sacerdoti? Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo. Se esponiamo un bel rosario grande nella nostra casa, poi possiamo fare quello che vogliamo? Vorrei sentire i miei preti "urlare", scuotere l'animo della gente, dirci bene quali sono i valori, perché altrimenti penso che sono anche loro dentro il "commercio".
Ma dov'è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare "partito dell'amore". Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l'Italia. So per certo che non sono tutti ottusi ma che non si nascondano dietro un dito, non facciano come coloro che negli anni 70 chiamavano i brigatisti "compagni che sbagliano". Ma dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e delle famiglie negli ultimi 10 anni. Tanto per farci capire come pagano le belle cose e case. Non vorrei mai essere io a pagare anche per loro. Non vorrei che il loro reddito (o tenore di vita) venga dalle tasse del papà di uno di questi bambini che lavora in fonderia per 1.200 euro mese (regolari).
Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e quanti soldi spende l'amministrazione per non trovare i soldi per la mensa. Ma da dove vengono tutti i soldi che si muovono, e dove vanno? Ma quanto rendono (O quanto dovrebbero o potrebbero rendere) gli oneri dei 30000 metri cubi del laghetto Sala. E i 50000 metri della nuova area verde sopra il Santuario chi li paga? E se poi domani ci costruissero? E se il Santuario fosse tutto circondato da edifici? Va sempre bene tutto? Ma non hanno il dubbio che qualcuno voglia distrarre la loro attenzione per fini diversi. Non hanno il dubbio di essere usati? È già successo nella storia e anche in quella del nostro paese.
IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI. Io sono per la legalità. Per tutti e per sempre. Per me quelli che non pagano sono tutti uguali, quando non pagano un pasto, ma anche quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti o le banche. Anche quando girano con i macchinoni e non pagano tutte le tasse, perché anche in quel caso qualcuno paga per loro. Sono come i genitori di quei bambini. Ma che almeno non pretendano di farci la morale e di insegnare la legalità perché tutti questi begli insegnamenti li stanno dando anche ai loro figli.
E CHI SEMINA VENTO, RACCOGLIE TEMPESTA! I 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione servizio mensa, fra 20/30 anni vivranno nel nostro paese. L'età gioca a loro favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla casa di riposo. Ma quel giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di oggi? E se non ce li volessero piu cambiare? Non ditemi che verranno i nostri figli perché il senso di solidarietà glielo stiamo insegnando noi adesso. È anche per questo che non ci sto. Voglio urlare che io non ci sto. Ma per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorrà dire poco, ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani. Ho versato quanto necessario a garantire il diritto all'uso della mensa per tutti i bambini, in modo da non creare rischi di dissesto finanziario per l'amministrazione.
In tal modo mi impegno a garantire tutta la copertura necessaria per l'anno scolastico 2009/2010. Quando i genitori potranno pagare, i soldi verranno versati in modo normale, se non potranno a vorranno pagare il costa della mensa residua resterà a mio totale carico. Ogni valutazione dei vari casi che dovessero crearsi è nella piena discrezione della responsabile del servizio mensa. Sono certo che almeno uno di quei bambini diventerà docente universitario o medico o imprenditore o infermiere e il suo solo rispetto varrà la spesa. Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figli faranno le notti in discoteca o a bearsi con i valori del "grande fratello".
Il mio gesto è simbolico perché non posso pagare per tutti o per sempre e comunque so benissimo che non risolvo certo i problemi di quelle famiglie. Mi basta sapere che per i miei amministratori, per i miei compaesani e molto di più per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e non sono solo. Molto più dei soldi mi costerà il lavorio di diffamazione che come per altri casi verrà attivato da chi sa di avere la coda di paglia. Mi consola il fatto che catturerà soltanto quelle persone che mi onoreranno del loro disprezzo. Posso sopportarlo. L'idea che fra 30 anni non mi cambino il pannolone invece mi atterrisce. Ci sono cose che non si possono comprare. La famosa carta di eredito c'e, ma solo per tutto il resto.

Un cittadino di Adro


Io dico una sola parola: cazzo...

Domenica, Appia run... tanto per respirare di nuovo l'atmosfera di gara.

venerdì 9 aprile 2010

Alle...


Volevo cercare una tabella d'allenamento per i 10 K tanto per far passare un po' di tempo. Dopo aver digitato le prima 4 lettere, ecco i suggerimenti che sono venuti fuori... Da morir dal ridere!

giovedì 8 aprile 2010

Back to life, back to reality

Sabato mattina ho fatto la mia ultima corsetta a Bangkok, sotto un gran caldo e tanta umidità. Avrei voluto allungare un po’rispetto alla corsa del giovedì, ma céra una cappa bestiale. 8 chilometri e poche centinaia di metri e sono tornato all’aria condizionata dell’albergo. Per il resto della giornata, sono rimasto chiuso. Troppo caldo, troppo umido fuori, e troppo scoglionato dentro.
Sono contento, perché sono riuscito a correre anche a Vientiane e a Yangon. C’è chi mette le bandierine nei posti dove ha scopato, e c’è chi come me mette le bandierine nei posti dove ha corso. Mi fermo qua per non abbassare ulteriormente il livello di questo blog…
Domenica mattina ero a Roma, ancora più rincoglionito, ma almeno ero finalmente a casa. Jun, che a malapena faceva due passi prima della mia missione, adesso corre e salta come un grillo. Maya, beh, quando penso a lei, non trovo le parole...
C’ho messo un po’ per riprendermi dal jet-lag. Di solito, venendo dall’oriente, quindi verso il giorno, sento di meno il cambiamento di fuso. Questa volta, invece, è stata una bella botta, dovuta, oltre al fuso, anche alla stanchezza accumulata in quest’ultimo mese di lavoro.
Oggi, complice il tempo non troppo brutto, sono uscito all’ora di pranzo per un giro alla caffarella con un paio di colleghi. Una corsa tranquilla, rilassata, per un totale di 12.3 chilometri corsi ad un ritmo di 4’50”/km.
Il chilometraggio settimanale sarà scarso, molto scarso, e allora mi consolo con questo video, i primi dieci minuti del film “Endurance”, sulla vita del messia Haile Gebreselassie.



Infine, un immenso in bocca al lupo a Giancarlo. Domenica sera, voglio vedere Parigi bruciare!

giovedì 1 aprile 2010

Auguroni!


Un anno fa, nasceva Jun, il mio personale scherzo d'aprile, il più bello della mia vita. Oggi festeggia il suo primo compleanno ed io mi trovo a circa 8844 chilometri, o 4775 miglia nautiche da lei, fate un po' voi...
Oggi mi sono svegliato che erano le cinque del mattino. Fuori era abbastanza buio, ma era l'unica occasione della giornata per fare una sgambata. Il tempo di cambiarmi e ero in strada, nella centralissima Khao San Road di Bangkok, il punto di ritrovo dei saccopelisti di tutto il mondo, vecchi hyppie, drogati, ubriachi e turisti di ogni razza ed età, dove c'è una concentrazione indescrivibile e non misurabile di venditori di magliette, gadgets, penne laser, souvenir di ogni genere, pub, ristoranti, sarti, centri di massaggio, tatuaggi, venditori ambulanti di ogni tipo di cibo, frutta, succhi, insetti e scorpioni, tutto immerso in un casino fatto di motorini, musica dai locali, schiamazzi, richiami dei venditori, etc… Alle cinque del mattino ovviamente tutto questo casino non c'era, ma le tracce erano tutte lì. Il tempo di mettere un piede fuori, e il primo tassista mi chiede se mi serve un taxi. Lo guardo un po' contrariato, rispondo educatamente che sto andando a correre e che non mi serve un taxi. Fatti i primi 50 metri, secondo tassista, seconda richiesta, non rispondo. Fatti 70 metri, un guidatore di tuk tuk mi chiede se voglio un passaggio e lo ignoro. Dopo poco, poco dopo, poco poco, dopo dopo, una sventola in minigonna sottoascellare con due tette enormi richiama la mia attenzione. La guardo meglio e capisco che non è una sventola, ma più probabilmente uno sventolo. MI vuole parlare, m'insegue per qualche metro, gli faccio notare che non sono abbastanza elegante per stare con lei e vado avanti, dove mi aspetta un gruppo di ragazzi che si sta scolando l'ultima birra della notte. Un paio di high-five e mi immetto su un'arteria principale dove si sta svolgendo ormai da quasi tre settimane la dimostrazione delle magliette rosse. Da quando c'ero passato dieci giorni fa, si sono organizzati ancora di più: oltre ai vari venditori ambulanti e al merchandising di magliette, pantofole, cappelli, tutti rossi ovviamente, si sono aggiunti anche i massaggiatori, che massaggiano i manifestanti, in effetti abbastanza stanchi dopo lo sforzo prolungato che stanno facendo.
Vado verso il fiume, faccio mezzo giro del parco sanamluang, costeggio il palazzo reale e il Wat Pra Keo, quindi il tempio del budda reclinato (Wat Pho), rifaccio il giro allungandolo di un po', per poi chiudere di nuovo sulla Khao San Road. In totale, 8 chilometri e 4'50" ma sofferti a causa dell'umidità e della temperatura (32°C, circa 70% d'umidità). Domani rifaccio il giro, magari allungandolo fino a 12-13 chilometri, ad un passo più lento (…).
Un anno fa nasceva Jun. Dopo tutte le normali emozioni della giornata, decisi di festeggiare con una sigaretta. Andai al distributore, infilai 10 EURI tondi tondi, presi un pacchetto di Marlboro Light e mi accorsi che il maledetto distributore non dava resto, e quindi presi un secondo pacchetto di marlboro light.
Ovviamente, i due pacchetti sparirono in un paio di giorni, e continuai a fumare fino a tre settimane fa. In Myanmar ho trovato la combinazione giusta che mi ha fatto ri-smettere di fumare. Questa volta, speriamo che... va beh lasciamo perdere.
Buone corse!