lunedì 31 dicembre 2012

L'ultimo post del 2012

Chiudo l'anno con questo post, l'ultimo del 2012 sperando che il 2013 sia più prolifico in termini di post, ok, ma soprattutto di chilometri percorsi in bici, corsa e nuoto. La bici e il nuoto sono state le grandi novità di quest'anno, due belle scoperte, la bici soprattutto. Il nuoto non riusciva a farsi piacere ma devo dire che dopo le ultime due uscite in piscina, dopo 4 mesi di lontananza, mi fanno vedere il nuoto sotto una luce nuova. Questa mattina, per la cronaca, 2100 metri di nuoto, 1600 metri in stile libero, poi alternato rana/stile con la frazione stile a manetta, per altri 300 metri e gli ultimi 200 metri a stile. Il tutto in 50 minuti con simpatiche sensazioni. Ieri, come da programma, ho fatto un combinato bici/corsa, circa 60 chilometri in bici a 32 k/ora di media, con gli ultimi dieci chilometri molto sofferti, e poi appena 6 chilometri di corsa, soffertissimi, praticamente un arrancare a 5'10", forse dovuto al caldo, forse ad una non corretta idratazione e reintegro di sali. Faceva un gran caldo, intorno ai 35 gradi percepiti, con un bel tasso d'umidità.
Chiudo l'anno su note positive. Le ultime settimane hanno confermato che con un obiettivo preciso il tempo per allenarsi lo si trova così come si trova la forza di alzarsi presto al mattino. A dicembre ho ritrovato quella continuità e costanza che mi mancava da diversi mesi e comincio a vedere gli effetti positivi.
Il mio primo triathlon si sta materializzando e spero di poter indicare un obiettivo di tempo abbastanza presto. Pare che il triathlon del mio esordio sia il più duro triathlon olimpico del sud-est asiatico. La cosa non mi spaventa, anzi, mi piace. La tappa successiva sarà sicuramente il triathlon olimpico di Bali a giugno e poi farò un pensierino al 70.3 di Phuket verso novembre/dicembre, ma stiamo parlando di un orizzonte temporale troppo, troppo lontano per uno come me...
Ad agosto a Jakarta fui testimone dei festeggiamenti del lebaran, con fuochi d'artificio dalle 10 di sera fino alle 4 del mattino, un casino mai visto ne sentito prima (tranne qualche scontro a fuoco in Somalia, forse di maggiore intensità ma di durata molto più corta... per fortuna!). Pare, sembra, si dice, che i festeggiamenti del nuovo anno sia ancora più intensi del lebaran. Speriamo bene, io mi ono attrezzato con un paio di estintori nel caso dovesse succedre qualcosa. Quando dico che gli indonesiani sono pazzi (nel senso buono e simpatico del termine, quella pazzia che ti può far raggiungere la vetta o farti cadere giù dal precipizio...), lo sono davvero e bisogna prepararsi a tutto...
Per il momento, selamat tahun baru 2013 a tutti voi!

venerdì 28 dicembre 2012

Quattro mesi dopo...

Mi sono rituffato in una piscina vera, olimpionica, ad un paio di chilometri da casa. Alle 5.50 ho preso la bici, casco, occhiali, i solid per la piscina e mi manca qualcosa, cosa sarà, vado che non sarà nulla d'importante, a mezzo chilometro dalla piscina scopro che ho lasciato a casa gli occhialini, torno indietro, prendo gli occhialini e finalmente arrivo in piscina alle 6.10 e mi ritrovo in acqua, 31 gradi (l'acqua, non l'aria), alle 6.15. Parto in stile libero convinto di non riuscire a fare più di un paio di vasche ma scopro con piacere che vado. Alla fine saranno quasi 2 chilometri (ho perso il conto delle vasche ad un certo punto) in 50 minuti, senza forzare e senza stancarmi. Sono proprio contento perché devo lavorare solo sulla velocità e non sulla tenuta che era quella che mi preoccupava di più.
In acqua c'erano una decina di persone che nuotavano per lungo, per fortuna e solo all'ultima vasca ho visto un gruppo di persone cominciare a nuotare di traverso, li mortacci...
Per quanto riguarda la situazione faunistica, dopo la visita del luwak in giardino, abbiamo cominciato ad avere una grossa presenza di pipistrelli della frutta (detti anche volpi volanti, l'ho scoperto dopo una lunga ricerca su google...) che andavano a cibarsi dei manghi del nostro albero. Di tanto in tanto si fermavano in veranda per lasciare delle cacchette arancioni per poi riprendere il volo. Ieri abbiamo eliminato tutti i manghi appesi all'albero e da allora sono spariti. Interessante, vero?
Comunque, rapido monitoraggio della situazione: corsa, ok, devo lavorare sulla velocità e comincerò con qualche lavoro specifico dalla settimana prossima. Bici, ok, con tre allenamenti settimanali dovrei ulteriormente migliorare la media sui 40 chilometri, ma anche così va bene. Nuoto, la tenuta c'è, la velocità ancora no, un paio di settimane per consolidare la tenuta sulla distanza e poi lavori specifici.
Peso: ancora stabile, ma prevedo una diminuzione a partire dalla settimana prossima dovuta all'aumento degli allenamenti ed una maggiore attenzione all'alimentazione... Per fortuna che questo è un natale lontano da pandori, torroni, condorelli e tutto il resto.
Good run!

giovedì 27 dicembre 2012

Raccolta differenziata


Domenica scorsa, combinato bici/corsa, nulla di impegnativo, circa 40 chilometri in bici di cui una quindicina in gruppo, e per finire circa 8 chilometri di corsa a 5’. Poi due giorni di riposo causa scartamento di regali e genitori venuti in visita, e ieri finalmente ho ripreso con un giro in bici. Parto da casa verso le 5 e 30, a mentre pedalo pensando ai cazzi miei vedo un gruppo di ciclisti poco lontano. Ci metto un paio di chilometri a raggiungerli, un altro paio a riposarmi e via a spingere. Andare in bici in gruppo è una gran bella sensazione. Il contachilometri era perennemente sopra i 40 km/ora con una punta di 52 chilometri in un tratto piano. Dopo una salita il gruppo si è sgranato (modestamente, mentre tutti scalavano e si alzavano sui pedali, ero l’unico seduto, davanti a tirare), e mi sono ritrovato solo. Ho aspettato un pò in discesa ma non vedendo nessuno, ho proseguito da solo per chiudere il giretto di circa 40 chilometri ad una media finale di 36 chilometri/ora.
Oggi, corsetta mattutina, circa 12 chilometri a 5’, temperatura percepita di 33 gradi, 85% di umidità. Nel primo tratto incrocio un padre con suo figlio, tutti e due vestiti con abiti vecchi e lisi, pantaloni di tuta vecchi e sporchi, giacca da cerimonia presa da chissà quale discarica, cappello. Il bambino avrà avuto 3-4 anni ed aiutava il padre a raccogliere la plastica dall’immondizia. Qui a Jakarta c’è la raccolta differenziata, nel senso che c’è gente che con un carretto va di bidone in bidone a raccogliere chi il vetro, chi la pastica, chi la carta. Riempiono il loro carretto e poi vanno a vendere il raccolta chissà dove. Quando il carretto è vuoto lo usano come letto o come riparo per tutta la famiglia. In questo caso, il padre non spingeva il carretto, ma teneva il raccolto in una grossa busta di plastica. Il bambino scartava la plastica e la metteva nella busta, il padre si occupava di cose più grosse e voluminose. Passando ho pensato a come a questi bambini la vita neghi il loro essere bambini, che invece di dormire, mangiare e giocare, cominciano a lavorare e a guadagnarsi la vita da subito. 
Arrivato al mio cancello, mi ritrovo padre e figlio vicino casa. Avevano appena raccolta la plastica da qualche bidone e il figlio stava giocando con un camion giocattolo su un cumulo di sabbia di un cantiere. Il padre lo guardava e sorrideva, il bambino giocava ed era un bambino “normale”, un bambino che vede della sabbia e ci gioca. Il padre era lì a guardarlo, poi si è girato per continuare il lavoro. Il bambino è rimasto ancora qualche minuto con il camion e la sabbia, poi si è alzato ed ha raggiunto il padre.
Io stavo lì a fare i miei esercizi di stretching, quasi vergognandomi senza sapere nemmeno bene perché.
Durante il giro sono passato alla piscine per controllare l’apertura. Apre alle 6 del mattino. Perfetto. Ne approfitterò presto.
Buone corse.

venerdì 21 dicembre 2012

Considerazioni a casaccio


Considerazioni positive del 2012, a casaccio.
  • E’ dicembre e sono in magliettina leggera, fa caldo e vado in giro ccon gli occhiali da sole
  • Torno a casa e mi butto in piscina
  • Al mattino mi sveglio per andare a correre
  • Al mattino mi sveglio
  • Non mi deprimo sentendo della politica italiana
  • Frutta tropicale ogni giorno senza spendere una fortuna
  • La gente saluta e sorride
  • Vado al lavoro motivato e contento
  • Non ho la macchina

(Lascio fuori da questa classifica considerazione riguardanti la mia famiglia, l’elenco si allungherebbe troppo).

Quelle negative invece...
  • Il traffico, il traffico...
  • C’e’ tanto rumore per strada quanto il silenzio che c’era a Monteverde
  • Se voglio farmi una passeggiata devo andare in un centro commerciale
  • Per qualsiasi traggitto che richiede l'uso dell’auto, devo considerare almeno un’ora di tempo, almeno
  • Di conseguenza, arrivato a casa di solito ci rimango e non mi muovo piu'
  • L’inquinamento dell’aria e’ pazzesco
  • E’ umido, tanto umido
  • Non ci sono parchi, non ci sono strade tranquille per andare in bici
  • Gli indonesiani nuotano di traverso in piscina, li mortacci loro...
  • Non c’e’ prosciutto, parmiggiano, salsicce, la pizza al taglio, la mozzarella, i suppli, gli arancini...
  • Il caffe’ espresso fa schifo, ma tanto schifo

Sommando i + e i -, il risultato rimane positivo. Sono contento di aver fatto questa scelta. Leggo e m’interesso come sempre dell’Italia, ma tutto viene filtrato dalla distanza e sentir parlare di Berlusconi, Bersani, Brunetta, Bossi (per rimanere alle B), non mi da piu’ l’orticaria che mi dava prima. Parlare dell’Italia mi fa incazzare di meno, sempre tanto, ma di meno. Ci sono tante cose che mancano, ma ci sono tante altre cose che in qualche modo compensano. Per esempio, il caffe’ doveva essere espresso. Ora l’espresso non lo bevo piu’, ma in compenso sono molto piu’ attento al tipo di caffe’ che bevo, l’arabica di Banda Aceh,  delle foreste di Sumatra, di Bali, etc... ognuno con il suo sapore e le sue caratteristiche. Stesso discorso per il parmiggiano, qui non lo trovi, ma in compenso... la pasta la mangi senza, quindimeno calorie, consoliamoci cosi...

Oggi 12 chilometri a 4’53” di media (fartlek norvegese), alle 5 e 30 c’erano 28 gradi e un bel 80% di umidita’ (stazione meteo nel mio quartiere), 99% di probabilita’ di pioggia oggi (piove ogni giorno, di solito al pomeriggio quando torno a casa col motorino).

La bici la vado a riparare oggi, domani biciclettata, magari un giro in piscina, domenica combinato bici/corsa. Poi ci sarebbero i regali di natale da comprare, la spesa per il pranzo... per fortuna che da oggi pomeriggio sono in ferie.

Buone corse.

giovedì 20 dicembre 2012

Di cose rotte e di misteri


Questa mattina era il turno della bici. Sveglia alle 4 e 45, caffe’, vestizione e via verso la bici. Rapido check alle gomme e decido che e’ meglio gonfiarle un po’. Ruota posterior a 7 bar, perfetto. Vado alla ruota anteriore, attacco il connettore della pompa al valvola della gomma, comincio a pompare e bum, si rompe la valvola, si sgonfia la ruota, addio allenamento. 
Una delle cose che ti fa impazzire qui in Indonesia e’ che tutto si rompe con una facilita’ incredibile. Compri un armadio, stai sicuro che dopo tre giorni si rompera’ una porta, e quella che ti porteranno per sostituirla si rompera’ o durante il trasporto e dopo poche settimane. Compri un asciugacapelli? Stai sicuro che dopo una settimana sarai al centro riparazioni perche’ non funziona. All’inizio con mia moglie c’incazzavamo come delle api, avevamo traslocato a casa nuova, comprato un sacco di roba per la casa e tutto o arrivava a casa rotto o si rompeva dopo poco. Ora lo prendiamo a ridere. 
Per la valvola credo che un po' sia colpa mia, magari avevo attaccato male il connettore, ma porca puttana, come cazzo fa a rompersi la valvola?? Mistero della valvola.
Il risultato e’ che ho saltato l’allenamento ma in compenso ho capito che devo tenere qualche camera d'aria di scorta. Ero tentato di andare a correre ma ho preferito non stressare troppo il tendine d’achille avendo corso ieri. E’ vero che non mi sta facendo male, ma ho timore che correndo troppo possa infiammarsi di nuovo.
Ieri ho prenotato l’albergo in Malesia. Scrivo all’hotel per prenotare tre notti a ridosso della gara e mi rispondono dopo qualche oretta che l’albergo era pieno e che erano molto, ma molto dispiaciuti. Vado su Agoda, richiedo la prenotazione per lo stesso albergo e per le stesse date, e in due minuti sono prenotato pagando anche un prezzo piu’ basso di quello ufficiale. Mistero della rete.

mercoledì 19 dicembre 2012

Di Ironman e palle girate

Ieri notte era stata mia figlia minore a svegliarmi. Erano le due di notte ed aveva fatto un brutto sogno. Sono rimasto con lei qualche minuto per calmarla e poi sono tornato a dormire, per poco che trenta minuti dopo si risveglia per un altro sogno brutto e mentre lei si riaddormenta, io non prendo piu' sogno. L'allarme delle 4 e 45 lo spengo senza alzarmi e al diavolo la corsetta programmata. Questa notte e' stata una zanzara stronza ad infilarsi dentro alla zanzariera e a cibarsi del mio sangue fino a farmi svegliare. Erano le due. Dopo una breve ricerca ed una rapida esecuzione sommaria, ho rispento la luce, ma non sono riuscito a riprendere sonno. Due occhi aperti che fissavano l'oscurita', due orecchie all'erta che captavano ogni rumorino dentro e fuori casa, due palle che si giravano e si rigiravano... Ma alle 4 e 45, mi sono alzato lo stesso, caffe' e 10 chilometri di corsa a 4'56" di media.
L'importante e' trovare la routine, la motivazione serve per cominciare poi il resto e' solo abitudine. E allora cerco di darmi delle motivazione e cosa c'e' di meglio che guardarsi dei video su youtube? Ieri ho visto questo, che mi lascia con un solo dubbio. Ero convinto che per accedere all'ironman delle hawai bisognava avere un tempo minimo. Come ha fatto questo ragazzo ad andare, essendo leggermente sovrappeso e sicuramente non in grado di fare un ironman nel tempo limite?

A parte questo dubbio, l'ironman e' una cosa che voglio fare prima dei miei 50 anni, ho tempo per prepararmi adeguatamente e disputarlo non come il nostro amico qui sopra.
Buone corse!

lunedì 17 dicembre 2012

Lake Kenyir Triathlon 2013, la sfida (con me stesso) e' lanciata!

Il lago Kenyir e' il piu' grande specchio d'acqua creato dall'uomo nel sud-est asiatico, con una superficie di un sacco di ettari e tante isolette in mezzo, tipo 340, tante cascate d'acqua e tutto quello ce serve per passare un bellissimo weekend con la famiglia. A marzo, il lago ospita anche una gara di triathlon, distanze olimpica dopata, 1.6 k di nuoto, 45 di bici e 11 di corsa. Venerdi' mattina ho trovata la gara su internet, nel pomeriggio ho stilata una specie di programma, sabato mi sono riposato per focalizzare bene la mente, domenica mi sono sparato un combinato bici/corsa (45 k/7 k), questa mattina una cosa veloce in bici (35 k a 33 di media) e poi mi sono iscritto, ho pagato e ho prenotato i voli. 
Il primo passo e' fatto, nulla in confronto a chi quest'anno si prepara la distanza ironman o 70.3, ma e' un inizio, dopo quest'anno passato tra un infortunio ed un altro. Bici e corsa non mi preoccupano, devo lavorare un po' sulla velocita' di corsa ma credo di essere in grado di chiudere la frazione bici a 33/34 chilometri di media e la corsa a 4'20"-30" di media. Per quanto riguarda il nuoto, beh, li c'e' del lavoro da fare considerando che sono ormai 3 mesi e mezzo che non nuoto. 
Il programma prevede tre/quattro uscite di corsa e bici alla settimana, due/tre di nuoto e combinati bici/corsa e nuoto/bici alternati di domenica. 
La gara e' scelta, l'iscrizione fatta e pagata, i biglietti aerei quasi comprati, programma d'allenamento definito ed iniziato, mancao 84 giorni, 12 settimane precise all'esordio. 
Buone corse!

mercoledì 12 dicembre 2012

Di corsa, di Luwak e ...

Sette giorni che ci provo, sette giorni niente, sette volte che suona la sveglia, sette volte che mi alzo, sette volte che mi faccio il caffe' e sette volte che trovo una scusa per rimettermi a letto. Svogliatezza, stanchezza, l'eta' che avanza (e sono 41 dalla settimana scorsa...), i coglioni che mi girano, chi lo sa... Oggi era l'ottavo giorno, l'ottavo nano, l'ottava volta che suonava la cazzo di sveglia e per l'ottava volta mi alzavo alle 4 e 45 per prepararmi il caffe' e trovare una scusa per non correre. Bevo il caffe' e sono quasi convinto che forse rusciro' a correre, vado a prepararmi quando mia moglie mi annuncia nel dormiveglia di aver visto un paio di lampi e di aver sentito il tuono. OK, tanto non avevo tanta voglia di correre, e poi, un pensiero veloce che mi passa per la testa, sia mai che cominci a piovere mentre corro, un attimo di profonda vergogna che posso lavare solamente uscendo subito e sperando nella pioggia. In tre minuti sono fuori, alla fine avro' corso 11 chilometri a 4'54", senza pioggia (31 gradi percepiti e 70% d'umidita'), ma con la consapevolezza che mi devo dare una regolata, e anche molto velocemente! Sono a 68.5 chili, almeno 4 sopra il mio peso forma, corro alla velocita' di un bradipo zoppo, non nuoto da almeno tre mesi, faccio dei chilometraggi ridicoli in bici e ho ricominciato a fare delle flessioni solo dopo aver letto che l'amico Silvio ne faceva una settantina al giorno. La mancanza di un obiettivo e' solo una delle tante scuse che mi do, la verita' e' che... non lo so.
Ieri mentre parlavamo in veranda con mia moglie, vediamo l'albero di mango muoversi. Subito pensiamo al nostro amico discreto e invisibile, lui che si mangia i manghi e li butta a terra, lui, il famoso Luwak, che c'e' ma non si vede. Ci nascondiamo ed infatti ecco scendere il luwak da un rame dell'albero di mango, ci vede e sparisce tra il fogliame. Lo vediamo ancora un secondo sul tetto del vicino prima che sparisca definitivamente. Chi cazzo e' il luwak? Il luwak e' una specie di civetta che ama mangiare i frutti, in particolare le bacche di caffe' i cui semi vengono raccolti dalle feci e poi usati per preparare un caffe' molto buono, il caffe' luwak, appunto e che non sa di merda...
E che ce frega, direte voi, nulla probabilmente, ma mi sono quasi emozionato alla vista del luwak che si fa sentire, ci lascia traccie del suo passato ma che non ero mai riuscito a vedere.
Ho parlato di corsa e del luwak, e no, non parlero' di lui, no, di lui no, voglio solo dire che "Tra poche settimane, appunto alle soglie della primavera, noi italiani maggiorenni avremo l’occasione per levarci definitamente dalle palle Silvio Berlusconi. Se poi non lo faremo, e gli daremo un’altra possibilità di fare danni rientrando dalla finestra del gabinetto mentre noi ce la facciamo sulle scarpe, vediamo almeno di non prendercela con gli altri. Noi italiani abbiamo fatto Berlusconi. Soltanto noi italiani possiamo disfarlo." Non sono parole mie, ma le sposo al 100%.

martedì 6 novembre 2012

Questa la devo scrivere...

... che se no me la scordo...
L'indonesiano medio e' un artista. Lo vedi in mille cose quotidiane, nei murales, nell'artigianato, nella musica, la pittura, dalle traiettorie impossibili e artistiche che tracciano alla guida di una moto, una macchina o un camion, nel cibo... La domenica mattina, in occasione del car free day, per dirla alla Minetti, ne vedi di ogni. C'e' il tizio vestito in abiti coloniali alla Alberto Sordi nel film Riusciranno i nostri eroi..., c'e' quello travestito da batman o uomo ragno in bici adequatamente modificate, tutto questo per dire che sono veramente artistici.
Ci stavo pensando proprio questa mattina, in ascensore mentre salivo all'undicesimo piano dove si trova il mio ufficio (eh si, la vacanza a Bali, purtroppo e' un ricordo). Ero solo in ascensore quando ad un certo punto si apre la porta ed entra una distinta signora. MI guarda, mi sorride, ed in un continuum, continuando a guardarmi, apre la bocca e rutta.
Un rutto sonoro, pieno d'orgoglio. Un rutto profondo, da cuore delle sue viscere. Un rutto portatore di aromi prodotti dai processi digestivi e forse anche fermentativi del suo stomaco. Un rutto da competizione, uno di quelli che in una serata a rutto libero tra amici provoca il silenzio, lo stupore e l'ammirazione di tutti. Secondo nonciclopedia, un rutto potente. In ogni caso, un rutto vero, artistico.
Poi si e' girata, ha premuto il pulsante del suo piano, la porta si e' richiusa, e la giornata ha ripreso il suo lento scorrere. Con un sorriso.

lunedì 5 novembre 2012

giovedì 25 ottobre 2012

Buon natale!

Buon natale a tutti voi, lo scrivo con il lapis...

 
Jun alle prese con le caprette

Non sono un esperto musicale, ma zucchero mi e' sempre piaciuto un sacco. Ho quasi tutti i suoi disco, ho letto la sua autobiografia in un giorno e non mi stanco mai di ascoltarlo. Oro, incenso e birra e' il disco che me l'ha fatto conoscere ed e' stato un colpo di fulmine. Avevo comprato la musicassetta, poi il 33 giri e l'ascoltavo a ripetizione, giorno e notte. Poi sono arrivati i dischi precedenti, e quelli successivi e in tutta questa produzione, un giorno venne fuori un disco che apprentemente non c'entra un cazzo con quanto fatto da zucchero. Infatti leggo da wikipedia che il disco fu fatto quasi per caso da un gruppo di amici che si ritrovarano in vacanza di natale ai piedi del monte sorapis. Questi amici erano zucchero e altri cantanti italiani come Dodi Battaglia, Maurizio Vandelli e altri. Sembra un disco abbastanza leggero, senza nessuna velleita', eppure contiene dei pezzi veramente forti, tipo ballantime mood.

Buon natale a tutti voi, da Adelmo e i suoi sorapis...

Perche' tutto cio'? Cosi, sono giorni che avevo questa canzone in mente, ho ricomprato il disco su iTunes (c'e' ancora qualcuno in giro con un mangianastri e un giradischi??) e l'ho ascoltao ancora questa mattina mentre correvo.
Maya alle prese con le mucche

La notizia di questi giorni e' che sono tornato a calcare le strade di Jakarta, piu' forte che mai. La sveglia la punto alle 4 e 45, per uscire verso le 5 e 20 e tornare a casa dopo 40-45 minuti. Saranno un paio di settimane che mi faccio 3-4 uscite di corsa leggera, senza GPS e senza cronometro. Alterno bici e corsa, il tendine non mi fa male, ne quando corro, ne dopo aver corso e neanche al mattino quando mi sveglio. Fa male solo se lo tocco in un punto particolare. Devo andare a vedere un ortopedico, avevo anche preso un appuntamento, l'indirizzo era lo stesso dell'ufficio, stesso nome di strada, solo un numero diverso, pensavo fosse vicino e invece, pochi minuti prima dell'appuntamento scopro su google maps che la clinica si trova da tutta un'altra parte, almeno due ore di macchina e a quel punto ho pensato "sticazzi", ho rimandato ad altra data, ed ora sono qui che corro leggero, senza forzare ascoltando Adelmo e i suoi sorapis.

Domani e' Idul Adha, il giorno del sacrificio, l'atmosfera e' tipo pasqua. La citta' si e' riempita di stalle improvvisate nelle moschee e sulle strade. Domani tutte le mucche, capre e pecore che vedete nelle foto saranno macellate. Il macello avviene nelle moschee ma anche direttamente in strada. Pare sia uno spettacolo, piu' o meno raccapricciante per chi non e' abituato. Domani saro' sulla strada e vi sapro' dire. Intanto metto le foto delle mia bambine, cosi, tanto per rendere questo blog un po' piu' bello.



lunedì 15 ottobre 2012

2 minuti al giorno

Una bella stronzata pubblicata sul corriere... che ha comunque il merito di farmi tornare di nuovo sul blog. L'articolo, per sommi capi, dice che con un paio di minuti di esercizio si possono bruciare 200 calorie e quindi basta ripetere quest'esercizio un paio di volte a settimana per controllare il peso. Fenomenale. Ma ancora meglio sono i commenti all'articolo che confermano scientificamente le stronzate dell'articolo.
Dovrei soffermarmi ora a parlare del pericolo di certi messaggi, dell'ignoranza imperante nella nostra società, della deriva che sta prendendo volendo avere tutto senza dover fare un cazzo. Ma non lo farò.
Ho ripreso a correre la settimana scorsa, e oggi sono già a tre uscite da 30-35 minuti l'una. Il tendine non mi da ne fastidio ne dolore, quando corro, ma se lo tocco in un punto preciso, si. Oggi pomeriggio ho un appuntamento dall'ortopedico. Speriamo bene.

venerdì 12 ottobre 2012

L'espresso a Jakarta

- Un’espresso, grazie.

M'aspetto la solita domando se lo voglio "double" o "single", ma scopro invece che in questo bar, al centro di Jakarta, non sanno cosa sia un espresso.

 - Fate i capuccini?
 - Certo.
 - Allora mi fa un cappuccino ma senza metterci il latte?
 - ???

Per fare un cappuccino, serve una dose di caffè e poi il latte con un pò di schiuma sopra, quindi, per avere un caffè semplice, se non te lo fanno, basta chiedere il cappuccino, che fanno, senza latte. Sono una persona razionale, io, trovo sempre soluzioni semplici a problemi complessi. Spiego il concetto di cui sopra al cameriere che mi guarda molto perplesso.

C’è una macchina da caffè italiana, è lì, mi offro di andare dietro al bancone e di farlo io il caffè, sono le due, ho mangiato pesante, e un caffettino ci sta tutto.

Il cameriere si convince, il cappuccino senza latte lo farà lui e io mi fido di lui, ci guardiamo negli occhi e sigliamo l’intesa, il patto, stessa faccia, stessa razza.

Vado a sedermi. Il patio del bar è carino, qualche alberello, qualche pianta ornamentale, non c’è nessuno, tranne un paio di pappagalli in un paio di gabbie. Osservo i pappagalli, mi guardo intorno, apprezzo i mobili antichi e la sapienza con cui sono stati aggiunti pezzi d’arte moderna.

Passano i minuti ma non mi preoccupo, qui l’espresso lo si beve da seduti e per farlo ci vuole il tempo di preparazione di una lasagna. Mi adeguo agli usi e costumi, e stronzate varie.

Poi arriva il capolavoro, eccolo a voi. Sono passate due ore, e sto ancora qui a chiedermi come abbia fatto.

 

 Janco, questo caffè è per te!

martedì 21 agosto 2012

Post o non post...

Post o non post, questa e’ la questione… Nei giorni scorsi qui come in tutto il mondo islamico si e’ festeggiato la fine del Ramadan. A Jakarta questa festivita’ si chiama Lebaran ed e’ accompagnata da una piacevolissima sorpresa: la citta’ si svuota. Letteralmente. Millioni di abitanti tornano nelle loro terre d’origine e da un giorno all’altro ti ritrovi in una citta’ quasi fantasma. Jakarta ha tanti problemi e il traffico e’ probabilmente quello piu’ grosso. Per chi non ci e’ mai stato e’ difficile capirlo, ma basti pensare che per fare 10 chilometri in citta’ un’ora e mezza non basta e non e’ questione di ora di punta o no. Un’ora se ti va bene, e se ti va male sono cazzi veri. L’alternativa e’ il motorino, riesci a dimezzare il tempo di percorrenza anche se fai una full immersion dentro allo smog. Non che l’aria nell’abitacolo della macchina sia migliore comunque... Tornando al Lebaran, citta’ svuotata, smog decisamente ridotto e possibilita’ di andare in bici. In queste ultime settimane mi sono dedicato alla bici e al nuoto. Domenica scorsa ho fatto il mio primo “lunghetto”, o “lunghino”, 72 chilometri ad una media di 34 chilometri all’ora. Oggi ho replicato con 40 chilometri a 35 all’ora e con la netta sensazione di fare ogni volta un passo verso la totale comprensione del mezzo. Mi piace sempre di piu’ la bici. Svegliarmi al mattino per andare in bici mi da le stesse sensazioni di quando mi svegliavo per andare a correre. Con il nuoto non sono messo proprio bene. Per cominciare, anche se ho provato a convincermi del contrario, non riesco a farmelo piacere. Non ho quel senso di anticipazione quando mi sveglio al mattino per andare a nuotare, e ancora meno quando, dopo essermi sforzato per ritrovarmi sul bordo della piscina, sono li in attesa di trovare il coraggio di tuffarmi e cominciare a mulinare le braccia. Ho cominciato a prendere lezioni di nuoto per migliorare la tecnica e non vedo ancora il miglioramento nel quale speravo. Anzi, muovendo le gambe ho la netta impressione di andare piu’ piano e faticare di piu’, come se le gambe mi facessero da freno. La prendo in maniera positiva pensando al grande margine di miglioramente che ho in questa disciplina... Per quanto riguarda la corsa, niente, nulla, deserto... Il tendine d’achille ancora mi fa male. Sono quasi due mesi che non corro eppure il dolore non accenna a diminuire. Ho provato con il ghiaccio, con la pomata, ma non cambia nulla. Il mezzo Ironman di Phuket si avvicina e si concretizza la possibilita’ di non farlo. Dopo i 70 e passa cchilometri di bici di domenica non sarei stato assolutamente in grado di fare 10 chilometri di corsa, immaginarsi una mezza maratona. Avrei bisogno di almeno un mese per porre le basi per un allenamento mirato e poi mi mancherebbe il tempo per completarlo. La cosa non mi fa incazzare per niente. E’ risaputo che sono uno che da il meglio di se in allenamento per fallire clamorosamente in gara. Chuido questo post-non post con un pensiero dedicato all’amico Bruno... Leggo sul Jakarta post le previsioni sui vari campionati di calcio europei. Per l’Italia, il buon Pedro Pinto, commentatore sportivo della CNN, prevede che il Napoli vincera’ lo scudetto. Pandev non fara’ rimpiangere Lavezzi, la squadra si e’ rafforzata aggiungendo profondita’ (??) mentre la Juve dovra’ risolvere molti problemi a cominciare dal caso Conte. Milan e Inter saranno solamente delle comparse e la Roma finira’ quarta. Un saluto!!

martedì 24 luglio 2012

Solo 15 minuti

Musichetta tipo “Lo squalo”… la riunione si avvicina. Mancano 15 minuti. Per fortuna e’ nella sala riunioni del mio ufficio. L’umore di oggi e’ lo stesso dei giorni passati. Ho mille priorita’, mille cose che si accumulano sulla mia scrivania e non ho voglia di fare un bel niente. Non sono ancora arrivato al punto critico, quando lo status quo non e’ piu’ un’opzione. Ho ancora qualche giorno di tempo per cazzeggiare e poi mi prendera’ un botta d’adrenalina e faro’ tutto in pochissimo tempo. Per il momento devo temporeggiare, aspettare, in poche parole, cazzeggiare. Ci sono passato mille volte e ormai so come funziono. Se non comincio a vedere l’acqua alla gola non mi muovo. Perche’ fare una cosa oggi se si puo’ spostare a domani? Ieri sera, primo di coricarmi, ho preparato la macchinetta del caffe’, posizionato la bici e tutto il resto vicino alla porta di casa. L’intenzione era quella solita, svegliarsi presto ed andare a fare un bel giro di bici prima che si svegli la famigliola. Come sempre apro gli occhi un paio di minuti prima della sveglia e porca miseria, mi accorgo che avevo settato l’allarme dell’orologio e della mia testa alle 5 e 30, troppo tardi per la bici. Allora mi sono tuffato in piscina, 1200 metri tranquilli prima di risalire a casa e vestirmi per andare in ufficio. La bici sara’ per domani. 7 minuti al meeting. Oggi con un collega si parlava di triathlon e in particolare di Ironman e della difficolta’ di trovare il giusto equilibrio tra le varie priortia’ della vita. L’Ironman non lo improvvisi. Ci vogliono mesi di preparazione e devi dedicarci come minimo 14-15 ore alla settimana. Si portebbe chiamare un sacrificio se non fosse qualcosa che vogliamo e che ci piace. Ma di sicuro e’ un sacrificio nel senso che sacrifichiamo del tempo che potremmo passare con la nostra famiglia e, nel mio caso, con le mie figlie che sono ancora piccole e che hanno bisogno di me. La domanda che mi pongo e’: quanto tempo da dedicare alle mie figlie e a mia moglie sarei disposto a sacrificare per un mio personalissimo interesse? Neanche un minuto, loro vengono prima di tutto. 3 minuti. Per questo vado a cercare orari improbabili e per questo, per il momento posso limitarmi solo a distanze che si possono preparare con questo poco tempo disponibile. Il mezzo Ironman mi sembra un compromesso giusto, una decina d’ore a settimane le posso trovare. 1 minuto. Salvo e posto. Vi saluto.

lunedì 23 luglio 2012

Un po' di cose a cazzo...

Sabato ho recuperato la bici, servizio completo, sembra nuova. 12 Euro, incluso i pezzi di ricambio. Ieri mattina l'ho provata ed ho ritrovato subito il feeling. 27 chilometri appena ad una media di 35 k/ora. Non ho dato tutto perche' l'intento era solo di riabituare le gambe a pedalare e anche perche' sono ancora lontano dalla forma che mi permetterebbe di dare tutto, ma il riscontro finale e' tutto sommato soddisfacente. Questa mattina ero indeciso se riprendere la bici o tuffarmi in acqua e dopo il caffe' delle 5 e 30, ho deciso di tuffarmi. La settimana scorsa sono riuscito a nuotare 3 volte. L'istruttore delle mie figlie mi ha fatto notare un errore nella bracciata che sto cercando di correggere. Ho deciso di fare qualche lezione con lui per migliorare la mia tecnica. La tecnica nel nuoto e' fondamentale. Da quando ho iniziato a nuotare sapevo che delle lezioni sarebbero state necessarie e credo che il momento sia arrivato. Il tendine continua a fare male. Il dolore e' sempre li e non accenna minimamente a diminuire, mortacci sua... Da stasera ghiaccio e pomata, male non faranno. E' vero che con l'allenamento per il triathlon hai sempre un'alternativa, ma la corsa mi manca. E' stato il mio primo amore sportivo ddell'eta' adulta, e mi manca tremendamente. Bello nuotare, bello andare in bici, ma la corsa rimane speciale. Sono le 9 e 16 a Jakarta. Dall'undicesimo piano del mio ufficio vedo casette basse, e poi i grattacieli del centro che si innalzano verso il cielo. Vedo anche una nuba marroncina che avvolge il tutto, nonostante il cielo sia azzurro. E' iniziato il Ramadhan. In citta' si nota una certa diminuzione delle attivita' quotidiane. Ristoranti e bar hanno coperto le loro finestre. Dalle moschee il richiamo alle preghiere si fa possibilmente piu' alto e soprattutto piu' prolungato. Per essere fastidioso, lo e', ma d'altra parte c'e' poco da fare. Qualcuno in parlamento ha accennato ad una lontana possibilita' di considerare forse una leggera diminuzione degli alto parlanti, soprattutto per il primo richiamo delle 5 del mattino, ed e' stato fatto a pezzi, non in senso letterale per fortuna sua. L'Indonesia e' il piu' grande paese musulmano del mondo, lo stato si dice laico, ma sulla carta d'identita' devi indicare una delle sei religioni riconisciute ed esiste un ministero della religione, e ci sono dei gruppuscoli fondamentalisti che hanno una grande influenza. Il concerto di Lady Gaga a Jakarta previsto a giugno e' stato annullato per colpa di questi gruppi, nonostante i 50 000 biglietti venduti i poche ore... Un tizio nel nord del paese e' stato arrestato e condannato ad un paio d'anni di carcere perche' sul suo profilo Facebook si e' dichiarato ateo. Tutto e' mischiato qui, vedi ragazze in mini-gonne sotto-ascellari che vanno in giro con ragazze con i capelli coperti e altre ancora completamente velate. Ci sono tante moschee e tante chiese e tutto sembra pacifico. Ma a 40 chilometri da qui, membri di questi gruppi fondamentalisti impediscono ogni domenica ai cristiani di raggiungere la loro chiesa. Non lo capisco ancora questo paese. So che mi piace, con tutte le sue storture e le sue contraddizioni, ma proprio non lo capisco. Intuisco. Sviluppo economico, trasformazione della societa', globalizzazione, tradizioni, tutto e' intrecciato e non ancora perfettamente amalgamato. Ma non e' tutto, c'e' tanto altro che ancora non so. Sono le 9 e 36 a Jakarta. Avrei un sacco di cose da fare oggi, ma non ho voglia di fare un cazzo. Vado a prendermi un caffe', faccio un reset del cervello, e vediamo cosa riusciro' a combinare. Buon tutto!

giovedì 19 luglio 2012

Un post inutile...

Non e' proprio perfetta, quei lati sinuosi non servono ad un cazzo, ma e' lunga quanto una piscina olimpionica ed e' quello che conta. C'e' n'e' un'altra uguale dopo la fontana che si vede in fondo. Cosi si presentava la piscina del mio residence questa mattina alle 6 e 07. Essere motivato e' importante per cominciare, ma serve la routine per continuare. In questi ultimi giorni sono riuscito nell'intento di tuffarmi in acqua all'alba. La sveglia non e' il problema, il problema era quel primo tuffo, un problema tutto psicologico perche' dopo due bracciate il freddo non lo senti piu'. Ieri e l'altro ieri sono stati 1000 metri in tranquillita', oggi 1100 metri in tranquillita', senza affanno e ad un buon ritmo percepito. Non guardo il cronometro per ora, ma sento che scivolo via molto meglio rispetto a poche settimane fa. Ho trovato il posto dove aggiustare la bici e sabato ce la porto, prima di andare a visitare altre case. Il tendine d'achille ancora mi fa male, non se ci cammino o se salgo le scale, ma se lo tocco si, segno che non e' ancora del tutto guarito. Ci vuole ancora un po' di pazienza. E' tutto. Come lo anticipava il titolo, un post abbastanza inutile, ma dovevo staccare un attimo dal lavoro. Ho aperto la pagina del corriere.it, e dopo aver scoperto che Belen e' incinta, che Balotelli ha uno slip viola, che alla Pellegrini piace scopare e che in Italia e' in arrivo il ciclone Circe, ho deciso di dedicare i 5 minuti che mi rimanevano cosi.

martedì 17 luglio 2012

Phuket, arrivo.

E' appena giorno a Jakarta, sono le sei, l'aria e' ancora fresca, l'umidita' alta. Come sempre. Sono sul bordo della piscina. Devo tuffarmi, ma il pensiero del contatto con l'acqua fredda mi trattiene. Mi tuffo. Passano i primi cento metri. Penso che la vita e' strana. Colpa del bioritmo. Delle configuazioni astrali. L'oroscopo. Aprile, maggio, due mesi molto buoni. Tanto sport ogni giorno, corsa, nuoto, bici, al lavoro tutto perfetto. Duecento metri. La famiglia era lontana, la forma fisica e mentale al top, la vita affettiva a zero. Corsa, bici, nuoto, lavoro, e le serate passate a casa a guardare qualche film dopo aver mangiato e lavato i piatti. Trecento metri. Giugno. Un dolore al tendine d'achille, sempre lui, maledetto. Saranno state le nuove Adizero, troppo leggere per il mio tipo di corsa? Ci si mette anche il lavoro. Calano i ritmi d'allenamento. Vado a Roma a chiudere casa e recuperare la famiglia. Quattrocento metri. I giorni passano. La bici si scassa, i freni non funzionano. Provo a ripararla da me, mi mancano gli attrezzi e lascio stare, tanto la voglia ormai e' sotto ai piedi. Cinquecento metri. E pensare che fino a poche settimane fa questo era il mio limite. Nonostante il poco allenamento ci arrivo senza problemi, almeno una buona notizia. Seicento metri. La famiglia e' qua, una gioia tornare a casa, divertirmi con le mie donne in piscina, vedere la grande che impara a nuotare e la piccola che ogni giorno prende piu' confidenza con l'acqua. Le serate insieme a casa o in giro per la citta'. Al mattino le colazioni insieme. Quanto mi mancavano questi momenti. Settecento metri. Il 70.3 di Phuket, rimarra' un'illusione oppure no? La distanza olimpica la gestivo abbastanza tranquillamente a fine maggio/primi di giugno prima di farmi male. Il 70.3 e' tutta un'altra cosa, ma con costanza e dedizione si puo' fare. Ottocentro metri. Costanza, dedizione. Riusciro' a ritrovare la routine d'allenamento necessaria per essere pronto a dicembre? Mi devo dare una mossa. Devo guarire da questa tendinite. E' da piu' di un anno ormai che mi tormenta. Non correro' fino a quando non saro' guarito del tutto, poi riprendero'. Devo aggiustare la bici, porca troia, devo continuare a svegliarmi alle 5 e 30 ogni mattina e tuffarmi in piscina, senza trovare scuse. Novecento metri. Devo riuscire ad incastrare il tutto senza rompere l'equilibrio trovato con la mia famiglia. Per il momento mi concentro sul nuoto, la mattina presto. Quando saro' guarito del tutto, al mattino alternero' corsa e bici, e ridurro' il nuoto a tre volte a settimana. Avro' bisogno del sostegno di mia moglie e sono sicuro che me lo dara'. E' il regalo che ti chiedo per i miei 41 anni. Mille metri. Vorrei andare avanti, ma non posso, fra poco devo uscire per andare al lavoro. Mi sento bene. Tutto e' piu' chiaro. Phuket, arrivo.

giovedì 24 maggio 2012

Farla fuori dal vaso, ovvero l'arte di pisciare. A Jakarta

Pochi di voi, ignoranti, avranno letto “100 anni di solitudine”, e ancora meno si ricorderanno di quel magnifico passaggio in cui il colonnello Buendia, pisciando, pensava che colui che aveva inventato il gabinetto non sapeva nulla dei maschi. Parole povere e semplici le mie, nulla a che vedere con la poesia dell'amico Gabriel, ma il succo, per sommi capi, era quello. E' troppo basso, facile farla fuori, prendi la mira, ma basta un niente per far deviare il flusso e sporcare il bordo o, peggio, il pavimento. Narrano le cronache dell'epoca, che fu proprio dopo la pubblicazione del libro che fu inventato il pissoir, l’orinatoio, “un apparecchio sanitario specifico per la minzione maschile”. L’orinatoio va incontro qquindi ai bisogno del maschio che piscia essendo posto ad una altezza adeguata che permette una minzione tranquilla senza timore di farle fuori. Il manuale della perfetta minzione spiega la tecnica migliore per godere appieno dell'oggetto. Bisogna avvicinarsi al becco, allargare leggermente le gambe in modo da abbassarsi ulteriormente verso l’urinatoio e ridurre cosi l'area d'aspersione, tirare giu' la chiusura lampo, abbassare leggermente la mutanda per prendere il coso, tirarlo fuoi, fare la pipi stando un po’ attento al primo getto che e’ quello che puo’ sorprendere, sgrullatina (ricordarsi che dopo la terza e' gia' masturbazione), rimettere il tutto dentro, tirare su la chiusura lampo e basta. Grazie alla tecnologia moderna, non serve nemmeno tirare l'acqua. Nel libro “200 anni di solitudine”, il colonello buendia si e' fatto costruire un orinatoio in casa e dopo aver fatto la pipi nota compiaciuto che nemmeno una goccia e' finita fuori. La soddisfazione del colonnello e' anche la mia. In autostrada bevo litri e litri d'acqua per potermi fermare ad ogni autogrill. A Jakarta, la tecnica della minzione e’ molto particolare, anche se gli orinatoi sono identici. L’indonesiano si avvicina all’orinatoio, si slaccia completamente i pantaloni fino a farli scendere a meta’ coscia, alza camicia e maglietta della salute fino al petto, si attacca letteralmente all’orinatoio, piscia tenendo la mano libera sul muro di fronte, quindi si riveste e, mistero, riesce a sporcare di pipi non solo il bordo ma anche il pavimento e il muro. Dopo la minzione c’e’ sempre una rosa d’urina simile a quelle dei calibri 12 sparati con un fucile a pallettoni da una buona distanza. Come cazzo facciano, non riesco a spiegarmelo. Pare che nel libro “300 anni di solitidine”, prossimamente in libreria, il colonnello Buendia risolvera’ questo mistero. Oggi 11 chilometri netti a 4’40”. 30 gradi, 80% d’umidita’. Mentre correvo, un’ape asiatica mi ha punto la spalla destra. Dolore acuto. Senza fermarmi ho tolta l’aculeo e sono andato avanti. Che uomo... Buone corse.

mercoledì 23 maggio 2012

Testa alta e pedalare, ovvero, sull'utilizzo della bici a fini sportivi a Jakarta

Sono sulla Jalan Thamrin in direzione sud, poche machine ancora, le luci stradali si sono spente ma la luce del sole ancora non illumina bene la strada, ma non sono troppo preoccupato. La strada e’ larga e mantenuta molto bene. Sono concentrato sulla strada. Un attimo, abbasso lo sguardo per far riposare un po’ il collo e quando lo rialzo mi accorgo che sto per travolgere uno spazzino. Riesco ad evitarlo per un pelo, ma lo spavento e’ stato forte. Lo spazzino non s’e’ accorto di nulla. E’ andata bene ed e’ una lezione che non mi devo dimenticare. In bici, guardo sempre davanti, sempre. Se la corsa a Jakarta puo’ essere problematica, andare in bici e’ peggio. La finestra temporale e’ la stessa. Dal momento che comincia ad albeggiare intorno alle 5 e 20, fino alle 6 e 30 al massimo, quando il traffico diventa un ostacolo insormontabile. Per i primi 20 minuti e’ abbastanza buio e bisogna prestare molto, molta attenzione. Jakarta centro e’ pulitissima. Non perche’ gli indonesiani abbiano un tale senso civico da non buttare nulla per terra, anzi, ma perche’ c’e’ un esercito di spazzini che pulisce le strade. Gli spazzini non si limitano a dare una passata con la scopa, no, si dedicano al loro pezzo di strada con una cura incredibile e tengono il tratto di strada di cui sono responsibili lindo con fosse casa loro, forse meglio. Il problema e’ che spazzano sempre e puoi trovarteli davanti di colpo come mi e’ successo questa mattina. Poi ci sono gli autobus, di varie dimensioni, solitamente con motori malandati che emettono quantita’ di fumo incredibili. Di solito ti sorpassano e si fermano a pochi metri per fare salire o scendere le persone. Ci sono fermate prestabilite, ma loro se ne fregano, anzi, secondo me lo fanno apposta, quando vedono un ciclista si divertono a fermarsi davanti, non 20 metri davanti per darti il tempo di frenare e impostare un sorpasso, no, si fermano a 3-4 metri, il tempo di bestemmiare e frenare di botto. Poi ci sono i motorini, il mezzo di trasporto preferito degli indonesiani, per fortuna. Tu come ciclista sei al livello piu’ basso della scala di potere degli utilizzatori della strada. I motorini sono appena un gradino sopra, ma dato che di ciclisti ce ne sono abbastanza pochi, appena ne vedono uno si sfogano. Ti sfiorano, ti tagliano la strada, ti suonano. Piu’ che mandarli a fare in culo non puoi, ma verra’ il momento che ne becchero’ uno e lo prendero’ a calci in culo. Tanto sono piccoli e magrolini e non credo che facciano Thai Box come a Bangkok... Poi ci sono i venditori ambulanti di te’ e caffe’, veri e propri bar montati su biciclette, ovviamente senza luci e di solito viaggiano i direzione contraria al senso di marcia. Sono in un equilibrio molto precario e quindi tocca a te spostarti, facendo molta attenzione che un autobus o un motorino stronzo non si stia avvicinando per farti il pelo. Poi ci sono ovviamente le macchine, che i ciclisti proprio non li vedono, non esistono. Se devono svoltare, svoltano, senza frecce ne nulla e se tu stai sopraggiugendo, cazzi tuoi. Se invece segnali con una mano che devi andare dritto, si fermano. La domenica, ogni domenica, a Jakarta chiudono al traffico un paio di strade cosi creando un anello di circa 20 chilometri per ciclisti e podisti. Il problema delle macchine, autobus e motorini viene meno. Rimangono gli spazzini, anche di domenica, e dei bar su due ruote che ovviamente aumentano di numero in maniera esponenziale. Purtroppo, la finestra temporale per pedalare bene rimane praticamente la stessa, perche’ verso le 6 e 30 si riversano decine di migliaia di ciclisti che vanno li per divertirsi, giustamente. E si vede di tutto, bicilette d’epoca, famiglie con bambini di due anni che cominciano a pedalare proprio davanti a te, passeggiatori che cambiano direzione senza guardare e senza avvertire e poi ci sono i tremendi ragazzi con le fixies, biciclette senza marce e senza freni, guidati da dei pazzi. Poi ci sono quelli con lo skateboard, quelli con i pattini, poi ci sono le bande musicali, gli impiegati di uffici che marciano in formazione, ... Tanta allegria, tanto casino e poco spazio per pedalare seriamente, noi atleti seri... Questa mattina, al solito orario e sulla solita strada, ho fatto circa 30 chilometri e 35 k/ora di media. Alle 6 e 30 ero gia’ a casa e alle 7 e 15 in macchina per andare in ufficio. Ieri sera 1500 metri di nuoto in 36’, senza forzare, ma con il dubbio che forzando forse non avrei fatto 1500 metri... Buone pedalate a todos!

martedì 22 maggio 2012

Allenarsi a Jakarta, parte prima

Mi alzo come sempre alle 5. I muezzin che chiamano alla preghiera alle 4 e 30 ormai non li sento piu'. Vado in balcone a verificare il tempo. E' buio ancora, ma indovino un cielo coperto, atmosfera pesante, tanta umidita' che faccio non riesco nemmeno a vedere i grattacieli che ho di fronte. Tutto nella norma. Ci sono quasi trenta gradi, sento un leggero venticello, ed e’ normale dato che sono affacciato al ventesimo piano. Bevo il primo nescaffe’ della giornata, si, fa cacare, ma e’ proprio quello che mi serve... Alle 5 e20 sono in strada. Correre a Jakarta non e' come correre a Roma. A Roma, alle 5 e 20, corro in una citta' che comincia a svegliarsi lentamente, qualche saracinesca comincia ad aprirsi timidamente come fossero le palpebre di un bambino. Qualche furgone scarica pacchi di giornali vicino alle edicole ancora chiuse e riesci a sentire il silenzio, magari interrotto di tanto in tanto da qualche rara macchina di passaggio. No, Jakarta alle 5 e 20 del mattino e' gia' sveglia, se mai sia andata a dormire. Il silenzio a Jakarta e’ un miraggio. A qualsiasi ora del giorno e della notte c’e’ un rumore costante, un sottofondo piu’ o meno intenso data dalle milioni di macchine che riempiono le strade. Lo senti di notte, un brusio costante. Lo senti di giorno, molto piu’ amplificato ed acuto. Oltre al rumore, c’e’ gente, tanta gente. Chi cammina, chi mangia ai chioschi per strada, chi fa ginnastica. Non c'e' l'atmosfera magica e quasi surreale che puoi sperimentare correndo a Roma all'alba. A Jakarta trovi una certa calma, a quell'ora, all'alba, che e' ancora buio, ma senti anche tanto fermento, tanta energia, tanto caos pronto a scatenarsi. Io abito a Jakarta Centro (Pusat). Una zona moderna fatta di grattacieli, strade alberate e marciapiedi larghi e rotonde con enormi fontane. Dopo circa tre chilometri di strada arrivo al monumento nazionale, unico parco di questa enorme citta’. Centinaia di persone che corrono, giocano a calcio e a basket, camminano e gruppi di donne e uomini che fanno ginnastica insieme a ritmo di musica. Spettacolare. Faccio il giro, esco dal parco, approffitto ancora del poco traffico per fare un giro intorno al palazzo presidenziale, il museo nazionale, e me ne torno verso casa, quando il traffico comincia a farsi pesante. Alle ore 6 e 30-40 massimo e' finita. A quel punto correre non ha piu’ senso. A Jakarta ci sono 13 millioni e mezzo di veicoli, e crescono ad un ritmo di 10% l’anno. Le strade sono poche e tutte intasate. La citta’ e’ enorme. Ufficialmente, in citta’ vivono 10 millioni di persone, ma nell’area chiamata Greater Jakarta (che comprende zone periferiche come Depok e Bekasi), ci sono 28 millioni di persone. Molte di queste vengono a lavorare in citta’, ognuno con la sua bella macchinina e vi lascio immaginare l’incubo che si crea sulle strade. Oggi sono stati quasi 11 chilometri corsi ad una media di 4’37”. Le “sensazioni” sono ottime. La costanza delle ultime settimane comincia a fare effetto. Corro relativamente poco, non piu’ di 40 chilometri a settimana, e questo perche’ alterno la corsa con la bici. E il pomeriggio nuoto. Ogni giorno, tranne il lunedi che faccio riposare le gambe e mi facccio una nuotatina rilassante. Obiettivi a breve termine non ne ho. A dicembre c’e’ un mezzo Ironman a Phuket. Oppure un doppio olimpico, sempre a Phuket. Sempre a dicembre. Buone corse!

venerdì 27 aprile 2012

E aanche a Jakarta e' servito il Bunga Bunga

Ieri sera, serata socio/lavorativa. Si porta fuori il donatore, ti diverti e tra una birra e l'altra, parli di lavoro. Ma molto relax. Eravamo immersi in un'animata discussione, quando la manager del locale si avvicina per informarci che dopo poco avrebbe suonato una band di ragazze che si chiama Bunga Girls. Segue un dialogo quasi surreale. Io: Bunga? Lei: Bunga. Io: Bunga.... Bunga? Lei: Bunga. Io: Bunga! Lei: Bunga! A quel punto, il mio compare a chiuso il discorso con un bel "Bunga", e' partita la musica e sono rimasto con un dubbio atroce. Silvio ha lasciato il segno anche qui a Jakarta? Da un punto di vista sportivo, le ultime settimane sono state altalenanti. Sono riusciti a correre ed andare in bici con una certa regolarita'. Il nuoto un po' meno perche' il pomeriggio sono troppo pigro. Ma da un paio di settimane mi ci sono messo d'impegno e sono riusciti a nuotare 5 volte a settimana. La mattina corro o vado in bici e il pomeriggio nuoto. La comodita' di avere due piscine olimpioniche dentro al residence dove abito. Al mattino mi devo svegliare presto, verso le cinque, peer cominciare a macinare chilometri verso le 5 e 30. Alle 6 e 30 devo tornare per forza causa traffico. Le domeniche pero' chiudono un paio di grandi strade proprio vicino casa, e si puo' pedalare bene fino alle 7, poi l'affluenza di ciclisti e' tale che non si riesce piu' a pedalare bene, quindi ripongo la bici e corro. Sarei abbastanza pronto per l'olimpico di Bali a giugno, che cade purtroppo proprio durante la settimana del trasloco delle mie donne da Roma. Quindi lo salto. L'olimpico. Ma a novembre c'e' un olimpico a Phuket e a dicembre un mezzo ironman, sempre a Phuket. E quindi.... Scrivo poco, ma leggo tanto. RB, Master, Strong, Yogi, Old Boy, Drugo, Tosto, Alvin, Oliver... Anche se lontano siete nel mio cuore! Buone corse!

lunedì 6 febbraio 2012

Jakarta running, swimming and biking news... Cats are coming

Alla fine, è successo. Non me l'aspettavo, sapevo che sarebbe successo, ma non sapevo quando, solo dove: in piscina. Prima o poi doveva capitare, come era capitato con la corsa. I primi passi di corsa, il cuore che ti scoppia e nella testa la certezza che non ce l'avresti mai fatta. Ma insisti, perché hai la testa dura, cazzo, ho 30 anni e sono vecchio, e insisti, ti senti forte quando riesci finalmente a fare 5 chilometri senza fermarti, poi un giorno torni a casa trionfante, 10 chilometri, e poi, senza accorgertene, quei 10 chilometri li fai 4 volte di seguito ad un passo molto più veloce.
Sapevo che sarebbe successo, prima o poi. Tre settimane fa erano un paio di vasche e tante bestemmie, il cuore che sembrava scoppiare e lo stile che si scomponeva fino a diventare ridicolo. Poi le vasche sono aumentate, ma piano. Non ci riuscirò mai a nuotare un chilometro e mezzo. Col cazzo, ci riuscirò eccome, costanza e dedizione, non scoraggiarti che succederà come quando hai iniziato a correre, vai tranquillo cazzo.
Oggi mi tuffo, ho in mente di arrivare a 20 minuti di nuoto, 20 minutini porca miseria, dai che ce la puoi fare. Faccio le prime due vasche, piscina olimpionica, bellissima, ma che fatica. E poi, questi indonesiani che nuotano di traverso, non uno, tutti, e la piscina olimpionica non serve a un cazzo perché puoi pure provarci, ma non ci riesci a nuotare per lungo. Fanculo, allora mi ci metto anch'io a nuotare di traverso, vai che proviamo a farne 20 e poi vediamo. Finite le prime 20 mi fermo, sto bene, aspetto un minuto scarso e riprendo le vasche, dai, ancora 10, fatte le 10 mi sento bene allora continuo, e continuo, il respiro e tranquillo, in perfetta sintonia con le bracciate, sento l'acqua scorrere lungo la spalla mentre alzo il braccio per cercare l'acqua il più lontano possibile, mi sento scivolare sull'acqua e comincio a godermi il massaggio dell'acqua sul corpo. Mi fermo dopo 50 minuti per un totale di 1800 metri e stavo bene, un pò affaticato ma nemmeno troppo. E mi sono sentito per la prima volta sulla strada giusta per diventare un triatleta. Giovedì nuoto, venerdì ginastica, sabato bici e nuoto, domenica bici, oggi lunedì corsa e nuoto, e penso che è bellissimo e mi maledico per non aver cominciato prima.
Muy bien, se non rispondo ai commenti, non è perché mi state sul cazzo, è che c'è muy trabajo e no tiengo tiempo, lo siento mucho.
Giunti alla fine del post, non mi rimane che augurarvi un selamat bagì a voi (buongiorno) e un paio di selamat trombì a me.
Buone corse, pedalate e nuotate.

sabato 4 febbraio 2012

Jakarta running news

Sono ancora tra di voi, branco di umani galoppanti, esercito guantato di solitari corridori sotto la neve, il vento e la pioggia, sono ancora tra di voi, e vi seguo sempre, sono solo un pó piu' lontanto e quando esco al mattino, non scendo la via delle mure aurelie, ma percorre la Jalan Kemang, che anche alle 6 del mattino è bloccata dal traffico. Sono in Indonesia da quasi un mese ormai, alloggiato in un bed e breakfast il cui cesso emana puzza di fogna. Un postaccio che sto per lasciare per andare in un appartamento al ventesimo piano di un grattacielo più vicino all'ufficio, che mi permetterà di risparmiare un bel pò di ore di traffico. Grattacielo con piscina olimpionica, ovviamente.
Corro poco, ho ancora fastidio al tendine. Vado in bici poco, troppo traffico e non ho avuto tempo di trovare una palestra dove fare almeno spinning. Nuoto abbastanza, almeno tre volte a settimana e comincio a vedere qualche risultato che mi fa ben sperare. Per giugno dovrei essere pronto. Le ultime uscite di corsa mi fanno ben sperare e credo di poter ricominciare a correre con costanza fra 2-3 settimane. Imposterò la corsa sui 10000 metri, quindi non dovrò esagerare con il chilometraggio settimanale.
Per il resto, tutto ok. Non sono più abituato alla vita da single, al bar ogni sera e svegliarsi al mattino con donne sempre diverse nel letto, donne che vogliono solo sesso, sesso e ancora sesso. Non ho più l'età ma come faccio a tirarmi indietro?
Va bene, dopo sta stronzata, vado a farmi un caffè.

Buone corse!