mercoledì 24 aprile 2013

Omero, Achille


L’allenamento in vista di Bali continua. Ho tralasciato un po’ la bici, ma ho corso e nuotato con regolarita’. Per il nuoto, ho deciso di usare di piu’ la piscina di casa, e’ lunga 17 metri, non proprio olimpionica, ma 100 vasche sono comunque 1700 metri, e 200 vasche sono comunque 3400 metri. Quando torno da lavoro, il tuffo e’ quasi obbligatorio, e in questo modo risparmio un casino di tempo che altrimenti perderei nel traffico.
La corsa va, ho inserito lavoretti specifici per incrementare la velocita’ e sto piano piano vedendo i risultati. La bici, come detto, l’ho lasciata un po’ da parte, l’ho ripresa oggi per circa 45 chilometri comunque a 33 k/ora di media, sorprendenti anche perche' sporcati da traffico nell’ultima parte dell’allenamento.
Di cose ne sono successe in questi ultimi giorni, alcune brutte, altre semplicemente ridicole Di quelle brutte, non ne voglio parlare, di quelle ridicole, nemmeno.
Non vado fiero del post qui sotto, e spero che sparisca presto dalla prima pagina del blog. Ho pensato a lungo a dieci cose positive sull’Indonesia da scrivere per compensare ma non le ho trovate e forse nemmeno le ho cercate. Alla fine, in questo paese ci vivo, e ci vivo con la mia famiglia, e devo fare in modo di viverci il meglio possibile (anche se mi sono attivato per andarmene). Ma c’e’ una cosa che mi ha fatto rivalutare l’Indonesia e per la quale le saro’ grato per tutta la vita: mi ha evitato di stare a Roma in questi ultimi giorni, mi sono risparmiato dei mal di fegato ed incazzature varie, perche’ che lo si voglia o meno, quando sei lontano, certe cose le vivi da spettatore e come uno spettatore, puoi chiudere gli occhi o guardare da un’altra parte, cosa che mi sarebbe stata impossible stando la’.
Buone corse!

mercoledì 10 aprile 2013

Mi sono rotto i coglioniiiii...

Poi, ad un certo punto, le stesse cose che ti incuriosivano e quasi ti piacevano, cominciano a romperti i coglioni, ma sono poche cose in fondo, ma piu’ passa il tempo, piu’ cose ti rompono i coglioni e in quel preciso istante, ti rendi conto che forse e’ arrivato il momento di cambiare aria.
Sono arrivato a Jakarta con l’intenzione di rimanerci qualche annetto. E’ passato un anno appena, e credo che sia arrivato il momento di guardarsi intorno. C’e’ stata una goccia che ha fatto traboccare il vaso, ieri, ma gia’ da qualche mese ero insofferente verso questo paese e i suoi abitanti. Capita di trovarsi a casa di qualcuno e di non sentirsi a proprio agio. In quei casi, saluti e te ne vai. Lo stesso sta accadendo a me, non mi trovo piu’ a mio agio qui, ho voglia di salutare e andarmene...
Di seguito un elenco parziale e semi-serio delle cose che non sopporto piu’, domani un elenco semi-serio delle cose che mi piacciono... una sorta di seduta psico-analitica, magari cambio idea.
- Sono pigri. Vedo gente aspettare l’ascensore anche per 5 minuti, solo per fare un piano in discesa.
- Fare uscire prima le persone dall’ascensore prima di entrare e’ un concetto inesistente. Appena si aprono le porte, tutti dentro e chissenefrega se c’e’ chi deve uscire. Ci si pensa dopo che sono tutti entrati.
- In una strada stretta, larga quanto una macchina, un indonesiano alla guida di un auto che deve immettersi in quella strada e vede un'altra auto procedere in senso contrario, non aspettera' che l'atra auto sia uscita dalla strada prima di immettersi anche lui, ma ci entrera' subito, con l'ovvio risultato che quando le due macchine si incontreranno perderanno un'infinita' di tempo in manovre e manovrine per passare. Questo comportamento si applica in ogni possibile situazione stradale.
- Rutto libero, sempre e comunque. All’inizio ridi, poi un po’ ti fa schifo.
- Considerano l’ambiente come il ricettacolo naturale di tutta l’imondizia, buttano tutto, tutto per terra o in mare, fregandosene completamente. Dapperttutto, che sia Bali, Lombok, Sumatra, sei circondato dai rifiuti e nuoti in paradisi naturali con pannolini sporchi che ti gallegiano intorno. Vaffanculo.
- Producono una quantita' di immondizia impressionante, ad ogni giro al supermercato ti ritrovi con una quantita' industriale di sacchetti, sacchetini e vaschette di polistirolo da fare paura.
- La famiglie indonesiane a passeggio nei centri commerciali: mamma e papa’ per i cazzi loro, di solito intenti a mandare sms ssui loro tablet, un paio di tate che inseguono bambini sovrappeso e maleducati. Le tate sono in divisa rosa o blu (giuro), con zaino, cibo in un contenitore Tupperware nella sinistra, cucchiaio nella destra che cercano d’imboccare i bambini che vogliono correre e giocare. A qualsiasi ora del giorno o della notte, i bambini devono mangiare... ma d’altronde...
- ... stanno sempre a magna’. Colazione a casa a base di riso fritto e schifezze varie, colazione appena arrivati in ufficio con pollo, riso, frutta, merenda a meta’ mattinata, pranzo, merenda a meta’ pomeriggio e cosi via. Senza contare che tra un pasto e l’altro, ci sono dolci, dolcetti e anche hamburger dal Mac Donald. Poi si stupiscono che ingrassano.
- Sono dei chiacchieroni gossippari insaziabili, sempre a parlare e soprattutto a sparlare di chi non c’e’.
- Ridono sempre, nella buona e nella cattiva sorte, stanno sempre a ridere. All’inizio la cosa puo’ anche essere divertente, dopo un po’, rompe. E dato che ridono sempre, non sai mai se ridono perche’ sono contenti o perche’ no. Sul lavoro poi e’ un disastro perche’ non amano confrontarsi, quindi ridono e dicono sempre di si, tu credi che “si” vuol dire “si”, invece e’ “no”, ma nessuno te lo viene mai a dire che e’ “no”.
- Sul lavoro sono un disastro. Capacita' nulle, strafottenza tanta, nessuno che si prenda responsabilita' o iniziativa. Ho ricevuto  email del tipo "abbiamo finito la benzina, cosa dobbiamo fare?".
- e’ un paese laico, talmente laico che hai la scelta tra ben 6 religioni. Se sei ateo, vai in prigione. Se hai una credenza locale, magari animista, cazzi tuoi, devi scegliere tra una delle 6, meglio se quella islamica, ma che sia sunnita, mi raccomando, che se per caso decidi di diventare shiita, magari ti brucio la casa e ti caccio e il governo interverra’ proponendoti di convertirti alla religione giusta. Vaffanculo.
- se vuoi adottare un bambino, sempre per quel discorso della laicita’, puoi adottare solo un bambino della tua stessa religione. Vaffanculo.
- Gli stranieri li chiamani “boleh”. Il problema e’ che come metti il piede fuori dalla porta, cominci a sentire adulti e bambini sussurrare “boleh, boleh, boleh...”. Divertente?
- Come vedono bambini/e bianchi con capelli ricci, tutti che si lanciano per toccare i capelli e fare foto. All’inizio la cosa sembra pure divertente, dopo un po’ t’incazzi, le mie figlie non sono animali, e se volete una foto mi chiedete il permesso, che comunque non vi daro’. Anche perche’ i loro figli non li devi toccare che sono sacri, ma loro con i tuoi ci fanno quello che vogliono. Vaffanculo.
- Sono fissati con la pelle bianca. L’altro giorno dovevo comprarmi un doccia-schiuma e non ne ho trovato uno che non fosse sbiancante.
La goccia che sta facendo traboccare il vaso: mi e’ sparito da casa il Tissot Touch che mia moglie mi regalo’ per il matrimonio 11 anni fa. Odio avere gente tra i piedi. Abbiamo una donna delle pulizie che sparisce appena metto pede in casa, un giradiniere che viene un paio di volte alla settimana e purtroppo abbiamo avuto diversa gente che entrava e usciva dal cancello per riparare tubazioni, tetto, muri, cessi... ci voleva poco a far sparire un orologio. Senza contare la sparizione del iPod Touch (vecchio modello, va bene, ma porca troia...) e anche il mio iPad, che avevo inizialmente attribuito al mio alzeihemer precoce.
Bastardi pezzi di merda

OK, mi sento meglio.

Ieri serie di ripetute, oggi ginnastica e di andare in piscina all’ora di pranzo non ne avevo voglia. Si recupera domani.
Buone corse!

lunedì 8 aprile 2013

Uncinetto, millefoglie e il nostro primo triathlon


Jun, la piu’ piccola, si e’ beccata la varicella. Il papa’, da buon papa’, si e’ messo di macrame’ e le ha fatto una collana in corda, corallo blu e conchiglie. 

Ho 42 anni e negli ultimi mesi ho scoperto una parte di me che non conoscevo. Oltre al macrame’ (che sarebbe poi l’uncinetto), mi sono messo di cucina. Passo pomeriggi interi a mescolare, impastare ed infornare per deliziare i miei tre amori con pane, pizza, crepes nonche’ una millefoglie di tutto rispetto, oltre a primi e secondi piatti di routine. Quando comincero' col cucito, comincero' a preoccuparmi sul serio. 

Sono stati finalmente pubblicati i tracciati delle frazioni swim, bike e run del triathlon di Bali. Il nuoto e’ un triangolo con lati di 500 metri, mare aperto. Non ho informazioni riguardanti correnti o altre difficolta’. Il tracciato bike e’ abbastanza pianeggiante tranne per una salitella posta dopo circa 11 chilometri che da quota 21 porta a quota 47 in 1.3 chilometri. I problemi maggiori sono dovuti ai dossi stradali che non sono segnalati e al traffico: le strade sono solo parzialmente chiuse e la gente del tuo triathlon non gliene frega molto. Per quanto riguarda la corsa, c’e’ una salita impegnativa subito dopo l’uscita dalla zona cambio e un’altra dopo circa 5 chilometri. Tutto il resto del tracciato e’ in piano o in leggera discesa.

L’allenamento ha sofferto un po’ a causa di una missione fuori jakarta il venerdi e la varicella della piccola. Sabato, Maya, la signorina grande, ha fatto il suo esordio in triathlon, un triathlon casalingo con 35 metri di nuoto in piscina, poi 500 metri di bici e 500 metri di corsa, il tutto in 12 minuti e accompagnata dal papa’ che teneva il tempo e aiutava nelle transizioni. Si e’ divertita molto e il papa’ pure di piu’...

Domenica sono riuscito a fare una sessantina di chilometri in bici e questa mattina una corsetta che ho dovuto interrompere al 9 chilometro per piccoli problemi intestinali.

Grande Vale.

giovedì 4 aprile 2013

Onde, particelle e universi paralleli


Oggi non so se mi sento di piu’ particella o onda, o meglio, non so se devo comportarmi come una particella o come un’onda. Esperimento interessante, degli elettroni venivano sparati verso un pannello con due fenditure per vedere come andavano a distribuirsi su un secondo pannello posto dietro al primo. A seconda del fatto che venivano osservati o meno, questi elettroni si comportavano in maniera diversa, come particelle se venivano osservati, o come delle onde se non venivano osservati. Ma il mistero diventava ancora piu’ profondo usando un altro trucchetto, tipo sparo gli elettroni e non li osservo, poi appena passano le fenditure comincio ad osservarli per vedere cosa succede. E succede che non osservandoli, questi elettroni si comportano come particelle, poi quando si comincia ad osservarli si comportano come onde. Ma il bello e’ che si comportano come onde dall’inizio, dal momento dello sparo, cambiando praticamente la loro storia, il loro passato. Non voglio entrare nel merito prettamente tecnico perche’ non e’ che gli elettroni li vedi e non voglio nemmeno pormi il problema di come si faccia a decidere di osservarli o meno, non e’ che decidedi di tenere gli occhi chiusi e poi quando passano le fenditure, li apri per beccarli. Ma tralasciando tutto questo, questo esperimento ci dice che la realta’ e’ fatta da tutte le possibili storie, tutte accadono contemporaneamente, universi infiniti, contigui ma non comunicanti.
Porca miseria.
Sono sicuro, sicurissimo che in un universo parallelo, vicinissimo, ci sono io campione del mondo di maratona. Si, perche’ mi ricordo come se fosse successo ieri, invece parliamo di almeno 25 anni fa, di una corsa organizzata dal maestro di educazione fisica per selezionare la squadra di corsa su lunga distanza. Avevo 13/14 anni e il luogo scelto era il parco del palazzo “Clam Galas” a Vienna. Bisognava fare il giro del parco, eravamo un gruppo di ragazzini e tra loro diversi nord africani. Non so perche’ partecipai, forse perche’ ero scuretto di pelle e si sa che corriamo piu’ veloce... Non avevo mai corso in vita mia ma partii di slancio e mi ritrovai solo davanti, stavo vincendo e non avevo rivali. Non ero ancora in vista del traguardo quando vedo davanti a me un cazzetto di metallo, una specie di colonnina posta in mezzo al sentiero, alta circa 50 centimetri. Sono solo davanti, il traguardo e’ vicino, posso passare a destra o a sinistra del cazzetto,ma decido di saltarci sopra. Passando sopra al cazzetto, il mio ginocchio ci sbatte sopra (credo fosse quello destro), mi sfracello a terra e riporto una bellissima ferita al braccio destro, un paio di punti di cui porto i segni ancora oggi. Stordito, sanguinante, cerco di rialzarmi e rimettermi in moto, ma il gruppo di inseguitori mi raggiunge, mi passa ed io transito come ultimo, fuori dalla squadra. Solo 20 anni dopo ricomincero’ a correre.
Ora, sono sicuro che in un universo parallelo, decido di passare a destra del cazzetto, vinco facile,  entro a far parte della squadra, comincio ad allenarmi seriamente, divento un grande campione di corsa, magari partecipo a qualche olimpiade e oggi, a 42 anni suonati sono ancora un favorito dell’Ironman di Kona. Oppure, decido di passare a sinistra, vinco facile, entro a far parte della squadra, comincio ad allenarmi seriamente, i primi successi mi danno alla testa, a 20 anni abbandono lo sport e a 42 anni suonati sono stravaccato sul divano a guardare Sampdoria-Inter mangiando una frittata e bevendo una peroni.
Qualunquee sia laa mia vita in uno di questi universi paralleli, sono contento di essere in questo universo.
Questa mattina sveglia alle 4.45, caffe’ e via per le strade di Jakarta in bici. Sono una particella lanciata qquasi alla velocita’ della luce, nonostante ci sia ben poca luce e debba procedere con molta cautela. Verso le 5 e 40 comincia a farsi luce e comincio ad aumentare la velocita’. Erano 2 settimane che non salivo in bici ed e’ stato molto bello. Ho fatto circa 45 chilometri a 32 di media, considerando che la prima parte sono andato molto piano e al ritorno, glu ultimi 6-7 chilometri, ero rallentato dal traffico con numerose soste ai semafori. Sensazioni veramente ottime e tanta voglia di ricominciare a spingere sui pedali.
Ora sono in ufficio e come detto nell’incipit, non so se devo comportarmi come una particella e fulminare tutti quelli che mi rompono i coglioni o se e’ meglio essere un’onda e affrontare i rompicoglioni in maniera piu’ soft, piu’ avvolgente e piu’ persistente.
Buone corse!

mercoledì 3 aprile 2013

Motivazione e abitudine, la nuova piscina e i nuvoloni bianchi

Le ultime settimane sono state abbastanza avare in termini di chilometri ed allenamenti, vuoi per un normale rilassamento post gara, vuoi per necessita' lavorative e viaggi di lavoro, vuoi per passare qualche ora in piu' con la famiglia. Bici e nuoto ne hanno sofferto di piu', perche' la corsa e' il mio primo amore e delle tre discipline, quella che mi da sempre qualcosa in piu' e la corsa, c'e' poco da fare...
Archiviata l'esperienza del lago Kenyir, sto aggiustando la mira per il triathlon olimpico di Bali. In precedenza avevamo programmato con mia moglie di fare insieme lo sprint,, ma nonostante si dedichi quotidianamente alla corsa, nuoto e bici, non se la sente. I progressi sono evidenti e veloci, ma il punto di partenza era molto, molto basso. Mia moglie e' una donna benedetta dalla natura. Nonostante non abbia mai fatto sport in vita sua, e sia sempre stata un buonissima forchetta e golosa di dolci, ha sempre mantenuto un fisico perfetto. Solo che l'eta' avanza e quando passi la quarantina, ti rendi conto che il tuo corpo richiede la tua attenzione, e bisogna passare da uno stato di totale sedentarieta', e quando dico totale intendo totale, ad uno stato attivo. E solo dopo aver raggiunto lo stato attivo puoi cominciare a pensare ad aumentare quantita' e qualita' dell'allenamente e gareggiare. Non credo a quei programmi che ti promettono di portarti dal divano e correre 5 chilometri in appena 2 mesi. Il rischio e' che corsi quei 5 chilometri poi ti rimetti sul divano. Quello che vogliamo e' cominciare a correre (e andare in bici e nuotare e...) e non fermarci piu'. L'obiettivo immediato 'e inutile e forse anche dannoso. La mia dolcissima meta' si sta allenando grazie alla motivazione che e' riuscita a trovare. E la motivazione si alimenta dei piccoli progressi quotidiani in palestra. Ma sappiamo bene che la motivazione e' importante per iniziare, ma per continuare bisogna che l'allenamento diventi un'abitudine. Ancora non ci siamo, ma ci arriveremo.
Tutta questa pappardella per dire che quindi a giugno partecipero' al triathlon olimpico di Bali. Le condizioni non saranno come quelle del Lago Kenyir, avro' un po' d'esperienza in piu' per evitare gli errori commessi e quindi posso sperare in una bella gara.
L'iscrizione l'ho gia' fatta, ora mi serve solo un qualcosina per darmi la giusta carica... il mio polar 800CX ha reso l'anima definitivamente, li mortacci sua, appena 3 anni di vita, avevo deciso di usare il Blackberry ma i programmi usati (runtastic, mapmyrun e simili) non sono buoni, e quindi urge decidere presto se buttarmi su un garmin o continuare con i polar. Dopo 6 anni di polar, un cambio di marca potrebbe essere appropriato...
Questa mattina 14 chilometri a 4'49", poi all'ora di pranzo mi ssono fatto ccirca 800 metri in piscina, allenamento che ho dovuto accorciare causa mal di testa. La buona notizia e' che questa piscina che ho trovato e' olimpionica, vicina all'ufficio e praticamente deserta.
Ora sono in ufficio e guardo fuori, la causa della mia cefalea, cioe' quei grossi nuvoloni bianchi che minacciano pioggia, senza decidersi.
Un saluto da una Jakarta uggiosa.