venerdì 28 novembre 2008

Sarà femmina!

Fatta la morfologica: tutto ok. Il runner in arrivo sarà femmina!
Ora posso pensare con più tranquillità alla maratona di Firenze.
Ieri ho scaricato a villa pamphili per 12 chilometri a 4 e 40 per vedere come mi sentivo dopo gli antibiotici e 4 giorni di stop. Le sensazioni sono buone. Oggi un altro giretto molto più tranquillo e domani si parte...
Questo è l'ultimo post prima di Domenica, e quindi, come un perfetto englishman, auguro a tutti voi, e anche a me, un grandissimo in the ass of the whale!!!
(in culo alla balena)

mercoledì 26 novembre 2008

Luxuria, la televisione e altro ancora...

Vorrei rimanere stupito, o a bocca aperta per lo spazio che televisioni, radio e telegiornali stanno dando alla vittoria di Luxuria all’isola dei famosi, invece, conoscendo il paese dove vivo, sembra tutto così squallidamente normale. E che dire dei politici che commentano questa non notizia? Capisco che domandare è lecito e rispondere cortesia, ma se fossi un politico e un giornalista mi chiedesse di luxuria, lo manderei a fare in culo… con tutti i problemi che abbiamo, dobbiamo sorbirci i commenti su luxuria?
Sento il PRC dire che Luxuria è il nostro Obama... E poi gli offre un seggio al parlamento europeo. Mi sta benissimo, ma non perché ha vinto l’isola però. Se no mi tocca dare ragione a Casini quando dice che la sinistra è morta. Come dargli torto. Ma questa non è la mia sinistra.
Legog ancora che, secondo Luxuria, con questa vittoria si è rotto il tabù dell’eterosessualità a tutti i costi. Vorrei che qualcuno mi spiegasse cosa c’entra la sua vittoria all’isola con le mie scelte sessuali. Ha vinto Luxuria, quindi oggi posso fare outing senza pericolo: sapete, sono gay, ma non discriminatemi, perché Luxuria ha vinto l’isola…
Rimango comunque abbastanza stupito del seguito di pubblico che queste trasmissioni continuano ad avere. Confesso che dieci anni fa, quando i reality cominciavano a far capolino, qualche volta ho guardato anch’io qualche spezzone di puntata, più per curiosità che per altro. E poi ho smesso di guardarli perché sono il niente assoluto, noia totale. Eppure, lunedì sera, 8 milioni di italiani hanno guardato la puntata dell’isola. Sono passati dieci anni, e siamo ancora tutti lì a guardare queste cose, e questo mi turba, m’incuriosisce. Senza parlare poi del successo di programmi come “uomini e donne”, “amici”, tutti programmi che dovrebbero essere vietati ai minori per quanto sono diseducativi.
E’ vero che l’educazione dei figli è responsabilità della famiglia, ma il compito non viene di certo facilitato da questo strumento che fino a pochi anni fa era pure educativo. Di solito al mattino accendo il televisore per fare vedere Winnie the Pooh al mostricciattolo ed è un continuo bombardamento di spot e di pubblicità, peggiore di quello che dobbiamo sorbirci con la programmazione della sera. Allora, decido di spegnere la televisione, o almeno ci provo. Perché ad una certa ora è automatico dare un’occhiata a qualche telegiornale e guardare se per caso c’è qualche programma interessante. E ogni volta ricaschi nella solita volgarità, la solita violenza, spinta sempre un pò più in là. E mi riferisco alle interviste senza pietà ad una madre che ha perso un figlio, a un padre che ha perso la famiglia in un incidente.
Conosco poco la televisione negli altri paesi. Anche se ho vissuto a lungo all’estero, ho sempre pagato un abbonamento per vedere la solita BBC, CNN, qualche canale dedicto a film, discovery, etc… A settembre però ho passato qualche settimana in Francia e la televisione mi sembrava molto più educata, senza culi e tette, i servizi dei telegiornali mi sembravano molto più rispettosi, e la satira era veramente feroce, molto di più di ciò che vediamo qua.
E mentre scrivo queste minchiate, appare un pop-up che mi dice che con Sky posso registrare due programmi mentre ne vedo un altro. E dopo aver finito di vedere il programma che sto vedendo, guardo i due che ho registrato magari registrandone altri ancora per vederli successivamente… ma è un incubo! E pensare che l’ultima volta che ho registrato qualcosa c’erano solo i VHS, il Betamax e i DVD non erano stati inventati.
Sapete cosa dice Hans Magnus Enzensberger a proposito della televisione?
Beh, sono d’accordo con lui.

martedì 25 novembre 2008

A casa


Fuori il tempo è brutto, io sono a casa a curare la laringo-tracheite che mi ha colpito a tradimento (non proprio a tradimento…) domenica scorsa. Sono seduto al computer cercando di sbrigare un po’ di lavoro da casa, con la mia piccola Maya seduta vicino a me intenta a scrivere sul mio vecchio MacBook. Ogni tanto, dopo aver combinato qualche piccolo disastro, mi guarda e dice “guarda che ho fatto!”.
10:30.
Il non lavorare, il non correre, l’essere obbligato a stare a casa e non fare praticamente nulla, mi obbliga a fare una cosa per la quale non sono proprio portato: pensare, guardarmi attorno e pensare. Non è proprio vero, in fondo sono un pensatore, un osservatore e amo pensare ed osservare quando corro. In questi giorni, penso e osservo senza corere, e allora ho anche la possibilità di scrivere ciò che mi viene in mente. E che cosa può venirmi in mente? Con tutto quello a cui si potrebbe pensare, mi viene in mente come un flash l’intervista che ho visto ieri al TG1, dove un individuo, tale bocchino italico, ne ha detta una che Nanni Moretti, se fosse morto, si rigirerebbe nella tomba: la “moral question”. Dopo l’election day, dopo il family day, dopo il welfare, ecco a noi la
Moral Question. C’ho pensato a lungo e sono arrivato alla conclusione che probabilmente, tradurre “moral question” in questione morale forse non rende veramente il senso di ciò che l’amico bocchino ci voleva trasmettere. L’italiano è una lingua povera, si sa, e dobbiamo ricorrere ad anglicismi per forza…
11:07
Guardo con il piccolo extraterrestre (mia figlia), un video girato qualche anno fa con mia moglie alle falde del kilimangiaro. Abitavamo a Nairobi ed avevamo deciso di trascorrere un tranquillo weekend di paura in tenda nel parco nazionale dell’Amboseli. Abbiamo acceso un fuoco, cucinato la carne alla brace, montato le tende, accompagnati dai rumori e dalle luci della savana. Uno spettacolo difficile da descrivere, una sensazione unica, la consapevolezza della nostra piccolezza di fronte alla grandiosità della natura. Ogni cinque minuti, mi svegliava spaventata per un rumore, un fruscio, un ululato un po’ più ravvicinato. In ogni caso, un weekend veramente speciale.

Mi tocca cucinare oggi. Mi metto subito al lavoro.

lunedì 24 novembre 2008

Te pareva...


Che altro aggiungere? Ieri ho fatto il mio personale sui 5000 metri, a corri per il verde:19 minuti e 30 secondi. Non ero mai sceso sotto i 20 minuti. Poi, il mal di gola che era in agguato, piano piano ha deciso di manifestarsi. Ho iniziato una cura di antibiotici, mucolitici e vitamine per debellare l'infezione ed essere pronto per la maratona. Sono un pò seccato. Preoccupato no, ma molto seccato si. Non andrò in ufficio nei prossimi giorni. Mi curerò, non mancherò di fare qualche uscita di corsa ben coperto e vediamo come andrà.

sabato 22 novembre 2008

-8 a Firenze...

Ormai ci siamo quasi. Quello che si poteva fare è stato fatto. In questi ultimi 8 giorni non possiamo fare molto di più. E' come con gli esami universitari: non ho mai capito i miei colleghi che la sera prima studiavano fino a notte tarda. Io smettevo di studiare 3/4 giorni prima, mi limitavo a ripassare gli appunti tra una partitella di calcio e una vasca a corso vanucci a Perugia. Con la maratona è la stessa cosa. Rimane una settimana, qualche corsa lenta, qualche allungo, più per stare tranquillo che per un allenamento effettivo, qualche "rifinitura" per cercare, questa volta, di ottenere una nostra personalissima lode.
Sempre per fare passare un pò di tempo, m'invento improbabili strategie di corsa, faccio dei fogli excel con le andature, i passaggi, proiezioni finali. Tutti bei calcoli che diventeranno il nulla più assoluto quando inizierà la corsa.
Quando è iniziata l'operaione Maratona di Firenze, mi ero prefissato un tempo di 3 e 30, cioè un ritmo di gara di 5 al chilometro. Con il passare dei giorni e dei chilometri, mi sono accorto che potevo mirare ad un ritmo tra 4:40 e 4:50 e quindi con un tempo finale intorno alle 3 ore e 20. E quindi questo è il mio obiettivo per Firenze: 3 e 20.
Penso a domenica prossima e rabbrividisco...

mercoledì 19 novembre 2008

E vai...

Oggi, sveglia alle 5 e 30. In casa c'è silenzio, ed ultimamente è una raritá, con la piccola Maya che proprio a quell'ora vuole la mamma o il papá e sopratutto molta attenzione. E dato che oggi mi volevo svegliare comunque presto per farmi una corsa, lei, invece, dorme. Purtroppo questi test non si possono fare, ma vorrei tornare indietro a ieri sera, decidere di non andare a correre e vedere cosa succede. Scommetto quello che vi pare che il mostricciattolo si sveglia alle 5 e 30.
In ogni caso, dopo un veloce caffè ed un'altrettanto veloce preparazione, sono uscito di casa alle 6 precise. Sono sceso da Monteverde vecchio, ponte testaccio, lungotevere fino a ponte milvio e ritorno. 20 chilometri precisi, corsi in scioltezza a 4 e 48, con buone sensazioni. Questa corsetta mi ha ridato tutta la fiducia di cui avevo bisogno per la maratona di Firenze. Potevo correre altri 20 chilometri allo stesso ritmo: la risposta è semplicemente SI.
Da quando sono tornato dal Kazakstan ad oggi (6 giorni e 6 allenamenti), ho corso 92,5 chilometri e le gambe girano che è una bellezza. Finirò questa settimana con qualche corsetta venerdí (12 km) e domenica (15 km) e poi la settimana prossima molto tranquilla in vista della maratona.
Sono riuscito a prenotare un albergo in una buona posizione al centro di Firenze, non lontano dalla stazione e vicino al luogo di ritiro dei pettorali e alla partenza della maratona. Mi sono preso due giorni di ferie giovedí e venerdí la settimana prossima, da dedicare a moglie e bimba che non potranno seguirmi a Firenze e devo solo decidere se andare in auto o in treno.
Tutte queste chiacchere perché? Perché comincio a sentire qualcosa a livello della pancia, comincio a pensare sempre più spesso a domenica 30 novembre, a volte mi estraneo e la mia mente e i miei pensieri vanno su di lei. I miei colleghi mi chiedono se tutto va bene, mia moglie mi dice che sono strano... E cerco di distrarmi, di pensare ad altro, ma non ci riesco tanto bene. E allora, dato che è inutile ribellarsi, mi rivedo in continuazione l'azione di corsa più bella degli ultimi anni: gli ultimi chilometri della maratona da record di Haile Gebresellasie a Berlino qualche settimana fa. Ve lo ripropongo. Immaginate di essere al posto suo, e godete.

martedì 18 novembre 2008

Sto riprendendo un pò di fiducia...

Sto riprendendo un poco di fiducia. Ieri ho fatto un'uscita di 15 chilomteri all'ora di pranzo, corsi ad un buon ritmo e soprattutto con buone sensazioni. La tosse mi da ancora un pò fastidio, ho un pizzico alle tonsille, ma tutto sommato sto bene.
Oggi farò di nuovo un'uscita di un'oretta di corsa lenta e poi domani un lunghetto di 25 chilometri, da vero early morning runner, per ricominciare a crederci, come consigliato da Stefano. In questi mesi, ho imparato a dare del tu alla maratona. Prima della prima maratona, me la facevo sotto dalla paura, mi sembrava un'impresa impossibile e l'importante era arrivare alla fine. Alla seconda, non avevo più davanti a me un mostro sconosciuto, ma un mostro che sapevo poter domare e ci riuscíi, ma sempre con molto rispetto e timore, raggiungendo l'obiettivo che mi ero posto (correrla tutta, senza fermarmi, ad un ritmo costante e sotto le 4 ore). Durante l'allenamento per questa mia terza maratona, ho imparato a guardarla diritto negli occhi, ho cominciato piano piano a darle del tu, e forse, il fallimento del mio allenamento di sabato è stato solo un piccolo richiamo a mantenere le debite distanze. Non mi accontento più semplicemente di finirla, ora voglio finirla con un obiettivo di tempo preciso (le 3 ore e 20 e 3 oe e 30) che so essere nelle mie possibilità di quest'anno e l'anno prossimo voglio migliorarmi ancora perché so di poter mirare ad un tempo sotto le 3 ore.
Il bello della vita e della corsa è proprio il potersi dare degli obiettivi e fare di tutto per raggiungerli. Non dico che ci riuscirò l'anno prossimo, ma forse potrebbe essere l'obiettivo del 2010: correre Berlino sotto le 3 ore.

Questo sarà il titolo del Blog subito dopo Firenze 2008!
Vorrei tornare per un momento alla corsetta di ieri. Sono partito dalla FAO, ho raggiunto il lungotevere all'altezza di ponte sublicio, ho proseguito sul lungotevere testaccio fino al ponte che ho attraversato, quindi ho preso la portuense, lungotevere fino a Castel Sant'Angelo, attraversato il ponte Sant'Angelo e sono tornato indietro sempre sul lungotevere. Sulla via del ritorno, in piena luce, c'erano due ragazzi che si stavano facendo di eroina, la ragazza aveva la siringa nel braccio, il ragazzo vicino a lei che l'aiutava. Sono passato ad un metro da loro senza che loro se ne accorgessero.
Con un groppo alla gola, ho proseguito fino al ponte sublicio di nuovo, dove sono risalito in superficie per ritornare indietro, andare a piazza venezia, i fori imperiali, il colosseo e per finire con un paio di giri al biscotto. Lí, sul prato, c'era una coppia di ragazzi che si stava lasciando andare ad effusioni d'affetto, in piena luce. Anche in questo caso sono passato molto vicino a loro, senza che se ne accorgessero. E mi è venuta una gran pena ricordando quegli altri due ragazzi, visti appena 20 minuti prima. In fondo, tutte e due quelle coppie stavano cercando un pò di felicitá, tutte e due in piena luce del giorno, ma mentre una la stava assaporando per davvero, quell'altra ne stava inseguendo solo l'illusione che poi l'avrebbe portata dove?

lunedì 17 novembre 2008

Pensavo che 4 giorni senza corsa...

... non avrebbero influito sulla splendida forma raggiunta, e invece, sabato mattina mi ritrovo fermo all'inizio della salita di via dandolo, stanco, arrabbiato, deluso, forse anche un pó depresso, dopo nemmeno 16 chilometri. Volevo farne 20-22, ma a metá ho capito che non era cosa... Ho deviato dal percorso originale e ho ripreso la strada di casa che ho terminato sotto la salita di Via Dandolo... Sensazione di fallimento, anni luce da come mi sentivo dopo il lunghissimo di appena due settimane prima. Comunque, la spiegazione probabile è che non avevo ancora recuperato dal viaggio in Kazakstan. Ho poi una tosse da circa 10 giorni che non ho curato. Ieri, domenica, ho fatto un'uscita di 14 chilometri a Villa Pamphili, e mi faceva male il petto. Prima vedró il medico e meglio sará.
In conclusione, fine settimana da schifo per quanto riguarda la corsa. Ora sono un pó incerto su come andare avanti. La maratona è fra 13 giorni. Da programma avrei dovuto fare due lunghini da 24 e 21 chilometri dopo il lungo di 36 di due settimane fa. Questi lunghini li ho saltati e il massimo che ho corso è stato questo weekend (16 e 14 chilometri). Sto pensando di recuperarne uno questa settimana, tipo mercoledí mattina 20 chilometri, e per il resto fare dei 12-14 chilometri. La prossima settimana, scarico vero come da programma... Boh, sono un pó confuso e anche un pó depresso. Speriamo che passi.

giovedì 13 novembre 2008

Almaty, Kazakstan

Mi trovo nella business lounge dell'aeroporto Ataturk di Istanbul. Ho passato tre giorni in un posto allucinante che sembrava il norman bates hotel di psycho o, per la presenza della neve e l'imponenza dell'albergo stile sovietico, a shining. L'atmosfera, almeno, era proprio quella. Neve, freddo, edificio enorme, decadente, con inservienti che sembrano zombie (concetti come buongiorno o buonasera sono sconosciuti), orari di colazione e pranzo tipo dalle 8 alle 9 e dalle 12 alle 13... ci tornerò, perché devo riordinare le idee...
SOno partito con le scarpe e con tutto il necessario per correre al freddo (praticamente, ho portato anche i guanti). Ho corso il primo giorno verso le 10 del mattino, freddo cane, corsetta di 9 chilometri, molto tranquilla, non conoscendo i luoghi, evitando di perdermi e di allontanarmi troppo. Poi, più niente. Il secondo giorno mi sono svegliato alle 6, fuori buio totale ed aveva pure nevicato. Mi sono rigirato nel letto e ho fatto un rinforzino in vista della giornata di lavoro. Il terzo giorno, faceva buio ma ero pronto a correre, purtroppo era tutto gelato. Non ho voluto correre il rischio di rompermi una gamba. Il quarto giorno sono ripartito. Quindi, in 4 giorni mi sono fatto la bellezza di 9 chilometri. Non sono troppo preoccupato, 4 giorni di riposo non dovrebbero essere deallenanti in vista della maratona... almeno lo spero. Intanto siamo a meno 17.
Da domani si ricomincia. Ho voglia di spararmi tra domani e il fine settimana un bel pò di chilometri, mi mancano..
Come, d'altronde, mi è mancato questo blog...

giovedì 6 novembre 2008

Barack

Dopo tre settimane di carico, questa settimana ci vado giù abbastanza tranquillo. Lunedí pochi chilometri dopo il lungo di Domenica, martedí riposo in attesa di Obama, ieri 3 volte 2000 metri in 8 minuti, con recupero attivo a 4'20''. Oggi nulla, domani una decina di chilometri a passo tranquillo. Domenica dovrei partire per il Kazakhstan, ma la voglia è poca e le procedure per ottenere il visto abbastanza tortuose.
Come detto nell'ultimo post, l'elezione americana mi ha toccato molto. Ciò che sembrava impossibile, ciò che solo al cinema, è successo per davvero. E' una svolta epocale, è successo qualcosa che forse ancora non ce ne rendiamo conto. Possiamo far finta di niente, ma è successo. Ieri, forse per la prima volta nella mia vita, ho rosicato di non essere americano. Ho invidiato i miei colleghi americani.
A marzo diventerò papà per la seconda volta. Ho tifato per avere una seconda figlia. Ora vorrei un maschio per poterlo chiamare Barack.
Mia moglie non è molto d'accordo...

martedì 4 novembre 2008

Diverso per natura...

Oggi non si corre. Dopo il lungo di domenica, ieri ho fatto una piccola corsetta di 11 chilometri a 5’/km con il mio amico Pietro. Tutto tranquillo, tutto okay. Quindi oggi non si corre, ma sarà una gironata speciale comunque, soprattutto per me e per chi è come me.
Sono un mulatto, un meticcio, un bastardo, un po’ bianco, un po’ nero, ma non abbastanza bianco e non abbastanza nero. A scuola, ho fatto a pugni perché mi chiamavano negro, ho lavorato in Africa dove sono stato chiamato bianco (mzungu, gaal), sono andato nel paese natale di mio padre dove mi hanno chiamato libanese. Non mi hanno fatto entrare in discoteca perché italiano (a Vienna negli 80, era normale…).
So di appartenere a popoli diversi, a culture diverse, eppure questi stessi popoli cui sento di appartenere mi percepiscono come straniero, come diverso. Nato diverso per natura, maledizione per qualcuno, grande fortuna per me, che mi permette di vedere con occhio critico diversi punti di vista. Grande fortuna perché mi permette di esprimere il mio giudizio critico senza essere tacciato di razzista. Grande fortuna, perché mi permette di capire. Grande fortuna, perché sono a casa mia un po’ dappertutto, anche se non ho una casa mia. Non ho radici profonde da qualche parte, ma radici un po’ dappertutto.
Mi trovo a mio agio in ogni posto, ma in ogni posto sento che non sono proprio nel “mio” posto. Sento sempre e comunque degli sguardi diversi. Forse è solo suggestione, forse no. Solo in un paio di occasioni ho avuto la sensazione di “appartenere” per davvero ad un popolo, una comunità: è stato durante un paio di missioni in paesi arabi (in Sudan e in Yemen), dove mi sono sentito tra “simili”. Ed è abbastanza paradossale sentirsi a “casa” in un posto di cui non parli la lingua e non conosci la cultura, solo perché hai la pelle dello stesso colore di chi ti sta intorno. Ed è stato bello scoprire che un tale sentimento può esistere, ma chi non ha avuto le esperienze che ho avuto io, se ne rende conto?
Tutto questo discorso perché? Perché oggi, uno come me, uno mezzo bianco e mezzo nero, forse diventerà presidente degli USA. La sua vittoria sarà anche un po’ la mia, senza nessun sentimento di rivincita perché, come ho detto prima, io non posso essere razzista, sarebbe una rivincita su me stesso e avrebbe poco senso…

lunedì 3 novembre 2008

Pensieri durante il lungo di ieri...

A Villa Pamphili, non c’era nessuno. Non m’era mai capitato prima di avere la Villa tutta per me. Nessuno. Neanche un runner, neanche un signore con il cane. Nessuno. E mentre percorrevo il sentiero che porta al chioschetto prima del ponte che attraversa Via Leone XIII, c’era Roma che cominciava ad essere rischiarata dalla luce rossa del primo sole del mattino.
Secondo pensiero: a Villa Pamphili ho visto volare un pappagallo verde. Non é la prima volta che ne vedo e oramai non sono una rarità. E ho pensato che nel laghetto di Villa Pamphili ci sono delle tartarughe della Florida, quelle con le orecchie rosse. Stiamo per caso diventando un paese tropicale?
Terzo pensiero mentre percorrevo via Gregorio VII, piena di cacca d’uccelli. Non ho mai visto cosí tanti storni come quest’anno. Roma si è riempita d’uccelli, e ho pensato che questa dovrebbe essere una lieta notizia per qualche collega d’ufficio in cerca d’amore. Poi ho pensato che era un pensiero cattivo. E poi ho pensato alla scena del film di Fantozzi va in pensione, quella della Calle dei piccioni e m’è venuto da ridere.
Nel frattempo avevo raggiunto San Pietro, e il quarto pensiero: che bellezza.
Ponte Milvio: ho visto tutti quei lucchetti e non mi è venuto nulla da pensare. L’idea del lucchetto, in fin dei conti, non è malvagia, anzi potrebbe anche essere carina. Ma questo gesto romantico, ripetuto cosí tante volte, nello stesso posto, seguendo le stesse modalitá, ormai ha perso tutto il suo valore.
Villa Borghese: ho pensato all’acqua. Finalmente.
Via delle quattro fontane: ho bestemmiato per quanto è ripida.
Santa Maria Maggiore, non l’ho nemmeno guardata. Il mio sguardo era rivolto alla piccola via di santa Prassede e mi sono ricordato che una volta, da piccolo, c’era andato.
San Giovanni in Laterano: che bellezza, ancora. Poi mi sono ricordato di ragazzi rapati vestiti con giubbotti di pelle che distribuivano volantini di forza nuova qualche mese fa. Mi hanno fatto pena.
Appia Antica, Tomba di Cecilia Metella: acqua e poi sampietrini in discesa, gambe che cominciano a protestare, ma è solo un momento, poi tutto passa.
Via delle Sette Chiese, la Garbatella, San Paolo fuori le mura: i pensieri cominciano a scarseggiare, la mente si focalizza sull’arrivo.
Viale Trastevere: sono arrivato. Sono le 8 e 50, ho fatto 36 chilometri ad una media di 4 e 45. Guardo la cittá intorno a me che si anima, il traffico che aumenta. Chi è stato più furbo? Chi di domenica ne sta approfittando per rimanere a letto con il proprio partner, oppure chi come me è uscito alle 6 del mattino per fare 36 chilometri? Non lo voglio sapere. Intanto, penso che devo portare la bimba dai nonni e poi con la moglie finire di mettere le zanzariere alle finestre e le mensole ai muri. Il tutto prima di pranzo.

Il penultimo lungo prima di Firenze

Ieri ho fatto il penultimo lungo prima della maratona di Firenze. Come da programma, ho corso 36 chilometri con una media di 4 e 45 a chilometro, perfettamente in linea con il mio obiettivo di 3 ore e 20-30 minuti. Partenza alle 6 del mattino da casa, villa pamphili, via gregorio VII, San Pietro, ponte milvio, villa borghese, Santa Maria Maggiore, San Giovanni in Laterano, Appia Nuova, Appia Antica, via delle sette Chiese, San Paolo fuori le Mura. Sensazioni molto positive, tenendo anche conto di aver bevuto pochissimo e mangiato nulla durante la prova.


Altra considerazione: ho trovato il modo giusto di attaccare il footpod alla scarpa. Su 36 chilometri, ha sgarrato di pochissimo.
Altre considerazioni nei prossimi post. Avevo voglia di far tornare a vivere questo blog.

Il perché di questo blog

Ce l'avevo, un blog. Poi é stato rimosso, vai a capire perché. Materiale pornografico non ce n'era, materiale razzista, oltraggioso nemmeno. Un pó ci sono rimasto male. C'erano solo tre post, ma c'avevo messo impegno, c'avevo perso tempo.
Va beh, cosí è andata, e speriamo che questa nuova esperienza vada meglio.
Nel primo post del blog precendente, terminavo il post dicendo che correre è bello, e correre a Roma lo è ancora di più. Correre a Roma ti da molti spunti di riflessione, e forse questo è il perché di questo blog.