lunedì 3 novembre 2008

Pensieri durante il lungo di ieri...

A Villa Pamphili, non c’era nessuno. Non m’era mai capitato prima di avere la Villa tutta per me. Nessuno. Neanche un runner, neanche un signore con il cane. Nessuno. E mentre percorrevo il sentiero che porta al chioschetto prima del ponte che attraversa Via Leone XIII, c’era Roma che cominciava ad essere rischiarata dalla luce rossa del primo sole del mattino.
Secondo pensiero: a Villa Pamphili ho visto volare un pappagallo verde. Non é la prima volta che ne vedo e oramai non sono una rarità. E ho pensato che nel laghetto di Villa Pamphili ci sono delle tartarughe della Florida, quelle con le orecchie rosse. Stiamo per caso diventando un paese tropicale?
Terzo pensiero mentre percorrevo via Gregorio VII, piena di cacca d’uccelli. Non ho mai visto cosí tanti storni come quest’anno. Roma si è riempita d’uccelli, e ho pensato che questa dovrebbe essere una lieta notizia per qualche collega d’ufficio in cerca d’amore. Poi ho pensato che era un pensiero cattivo. E poi ho pensato alla scena del film di Fantozzi va in pensione, quella della Calle dei piccioni e m’è venuto da ridere.
Nel frattempo avevo raggiunto San Pietro, e il quarto pensiero: che bellezza.
Ponte Milvio: ho visto tutti quei lucchetti e non mi è venuto nulla da pensare. L’idea del lucchetto, in fin dei conti, non è malvagia, anzi potrebbe anche essere carina. Ma questo gesto romantico, ripetuto cosí tante volte, nello stesso posto, seguendo le stesse modalitá, ormai ha perso tutto il suo valore.
Villa Borghese: ho pensato all’acqua. Finalmente.
Via delle quattro fontane: ho bestemmiato per quanto è ripida.
Santa Maria Maggiore, non l’ho nemmeno guardata. Il mio sguardo era rivolto alla piccola via di santa Prassede e mi sono ricordato che una volta, da piccolo, c’era andato.
San Giovanni in Laterano: che bellezza, ancora. Poi mi sono ricordato di ragazzi rapati vestiti con giubbotti di pelle che distribuivano volantini di forza nuova qualche mese fa. Mi hanno fatto pena.
Appia Antica, Tomba di Cecilia Metella: acqua e poi sampietrini in discesa, gambe che cominciano a protestare, ma è solo un momento, poi tutto passa.
Via delle Sette Chiese, la Garbatella, San Paolo fuori le mura: i pensieri cominciano a scarseggiare, la mente si focalizza sull’arrivo.
Viale Trastevere: sono arrivato. Sono le 8 e 50, ho fatto 36 chilometri ad una media di 4 e 45. Guardo la cittá intorno a me che si anima, il traffico che aumenta. Chi è stato più furbo? Chi di domenica ne sta approfittando per rimanere a letto con il proprio partner, oppure chi come me è uscito alle 6 del mattino per fare 36 chilometri? Non lo voglio sapere. Intanto, penso che devo portare la bimba dai nonni e poi con la moglie finire di mettere le zanzariere alle finestre e le mensole ai muri. Il tutto prima di pranzo.

3 commenti:

Stefano ha detto...

Quando mai nella vita convulsa di tutti i giorni si ha il tempo per pensare e guardarsi intorno. Mai, Noi fortunati che corriamo sappiamo veramente che fortuna è ritagliarsi questo spazio e nel contempo raggiungere pure qualche obiettivo agonistico. Hai fatto un bellissimo giro alla media che vorrei tenere anche io nel prossimo lungo. Ti ringrazio per la disponibilità a darmi una mano e correrne un pezzo insieme. Non ho ancora deciso se domenica prossima farò la mezza di civitavecchia. adesso contratto un pò in famiglia e decido. Domani ti faccio sapere. Poi ti mando il n. del cell sul tuo indirizzo di posta così ci potremo ettere d'accordo su quando fare la corsa insieme e dove incontrarci. Certo sei prorprio bravo a partire alle 6.00- Ora mi studio meglio il percorso che hai fatto, ci sono dei posti, tipo l'appia antica a cui non avevo pesato.

Furio ha detto...

Complimenti per la levataccia!
...ed in bocca al lupo per il blog; buon divertimento...ti toglierà qualche ora con la tua metà ;-)
ciao

Karim ha detto...

x Stefano: con piacere, fammi sapere. Io non correrò più di 28-30 chilometri domenica.
x Furio: sono insonne per natura! Poi ho una figlia che, solo il weekend, si alza alle 5...