giovedì 25 giugno 2009

Farewell-Blogrun

L'allenamento di ieri è stata una mezza chiavica. Sono partito abbastanza carico per fare delle ripetute sui 1000 metri a 4'20", con recupero attivo di 1'30". Le ripetute le ho fatte in 4'20", 4'17", 4'18", 4'16" e 4'15". Il recupero attivo è andato a farsi benedire dopo la seconda ripetuta e l'ho sostituito recuperando da fermo con 8 bestemmie incorporate. Non ne avevo abbastanza, as easy as that, forse perché non faccio ripetute (di corse, s'intende) da almeno 5 mesi. Quando MFM m'ha visto stavo già cotto. Ho concluso la sessione con qualche flessione e un pò d'addominali. Oggi salto causa pranzo con un vecchio amico dei bei tempi andati... Luigi è arrivato in Somalia pochi mesi dopo di me e abbiamo vissuto insieme esperienze interessanti. Oggi ci si rivede dopo diversi anni e vale la pena saltare un allenamento.
Quello che era solo un miraggio qualche giorno fa, sta diventando realtà proprio in queste ore. Sapete della mia necessità di tornare a sporcarmi gli scarponi con il fango, la sabbia e la laterite. La realtà che si sta materializzando è un pò diversa rispetto a quella che stavo perseguendo, ma parliamo sempre di Nairobi, con un ruolo più regionale rispetto alla mia precedente opzione. Non mi occuperei di un singolo progetto in un solo paese, ma di tanti progetti in diversi paesi dell'Africa orientale e centrale. Partirei in missione subito, cioè la settimana prossima per 2-3 settimane, mentre si definiscono i particolari. La musica è iniziata, io mi sto preparando a ballare. O, meglio, per rimanere in tema, la pistola è pronta, aspetto lo sparo per farmi questa maratona.
Magari, prima di partire, organizziamo un farewell-blogrun con i bloggers di Roma la settimana prossima? Vorrei gustarmi un'ultima volta Roma di corsa prima di andare a calpestare le strade polverose di Nairobi. Farlo in compagnia vostra sarebbe forte.

martedì 23 giugno 2009

Progressivo verso l'autodistruzione

Dopo la mezza di sabato scorso, ho fatto riposare le gambe per un paio di giorni: ridendo e scherzando, in una settimana ho raddoppiato il carico chilometrico e non ho voluto infierire sulle mie vecchie membra. Oggi, nonostante la temperatura mite, non avevo nessuna voglia di andare a correre. Dal caffè del mattino con i colleghi/amici storici, mi ronzava l’idea di lasciar perdere, farmi sopraffare dalla pigrizia e andare a pranzo con loro per sentire/dire un po’ di stronzate, commentare le ultime notizie, seppur ancora non certe – minzolini dixit – e passare un’oretta in allegria. Poi ho pensato allo stato d’animo venerdì prossimo facendo il riepilogo settimanale dei chilometri fatti, senza la sessione di oggi. Allora mi sono fatto forza, e come spesso accade, ne è uscito un allenamento niente male. Sono partito tranquillo, il primo chilometro chiuso in 5’27”, complici un paio di semafori rossi, poi ho continuato in 5’08”, 5’10”, 5’07”, 5’02”, 4’55”, 4’50”, 4’45”, 4’49”, 4’32”, 4’42”(Viale Giotto), per un totale di 11 chilometri in 54’33”, ad una media di 4’57”.
Le sensazioni sono state belle, probabilmente frutto della costanza delle ultime settimane e della temperatura che oggi non è andata oltre i 23/24 gradi con un’umidità relativamente bassa.
Detto ciò, girando tra vari giornali esteri che parlano del massimo esponente della coalizione a noi avversa (poi ci chiediamo perché il PD non vince…), ho trovato un paio di chicche degne di nota. La prima è di Jacques Chirac, ex Presidente francese, ha confidato qualche ricordo di Berlusconi, che definisce un tipo un po’ strano. In visita in una delle sue ville, Berlusconi fa vedere a Chirac il bagno, poi gli indica il bidè dicendogli “non sai quante paia di chiappe ha visto”. In un’altra occasione, Chirac vede su un tavolino, una serie di riviste con donne mezze nude e chiede un po’ stupito cosa ci facciano quelle riviste nella sua residenza. Come tutta risposta, Berlusca gli dice “questa me la sono fatta, questa pure, anche quest’altra…”.
In un editoriale del Guardian, si riporta una frase di Sgarbi: “If Berlusconi does not gain sexual satisfaction he governs badly” (Se Berlusconi non raggiunge la soddisfazione sessuale, governa male). Il giornalista chiude il pezzo parlando dell’opposizione che non esiste più e che Berlusconi se ne andrà solo quando il signore se lo porterà via. E allora gli italiani avranno un sospiro di sollievo.
Personalmente, non sono d’accordo. Credo che Berlusconi abbia schiacciato inavvertitamente il pulsante dell’autodistruzione. Solo lui può farsi fuori e in questo momento ce la sta mettendo tutta.
Speriamo bene.

lunedì 22 giugno 2009

Mezza Maratona di Roma 2009: una bella esperienza

Finalmente una gara, dopo tanti mesi d'astinenza! Come saprete, all'inizio dell'anno, una serie di malanni fisici mi hanno obbligato a disertare la Roma-Ostia e la Maratona di Roma. Dopo l'abbandono della Roma-Ostia senza essere riuscito nemmeno ad arrivare alla partenza, decisi di prendermi un break che si è prolungato fino alla seconda settimana di maggio. Da allora, ho ricominciato a corricchiare con chilometraggi settimanali ridicoli (20-25 chilometri). Questo per spiegare l'obiettivo che mi ero prefissato per questa gara: divertirmi e finirla entro le due ore.
Alla partenza, blogpoint con diversi blogrunners: conoscevo solo Gian Carlo dato che abitiamo ad uno sputo di distanza e Stefano Old Boy, ed è stato un vero piacere conoscere di persona tanti di voi.
Come raccontato da Yogi, sono partito in gruppo con lui, Math, MFM e Insane, con l'idea di procedere a 5'10" per poi accellerare eventualmente nel finale. L'idea era buona, ma non avevamo calcolato il traffico che ci siamo trovato davanti, soprattutto alla strozzatura Via delle Terme di Caracalla - Via di San Sebastiano e per un lungo tratto dell'Appia Antica. I parziali dei primi chilometri possono dare l'idea del casino: 05:47, 5:51, 5:22, 5:34, 5:17, per chiudere i primi 5 chilometri in 28 minuti! Dal quinto in poi, siamo riusciti a tenere un passo vicino ai 5'/chilometro e siamo rimasti insieme fino al 12esimo chilometro, quando ci siamo accorti che MFM non era più dei nostri. Scopriremo dopo che ha avuto problemi alle anche ee che si è aggiudicato il cappellino Blogtrotters come ultimo arrivato della compagnia. A tratti non si vedeva proprio niente, nonostante i lumini che erano stati posizionati lungo il percorso. Al 12esimo, ho deciso di allungare un pò, tanto per vedere quanto ne avevo, con l'idea di tirare i remi in barca appena avessi cominciato a soffrire un pò. Come detto, volevo solo finire la gara e divertirmi. Invece, non ho mai avuto difficoltà. Ho cominciato a correre intorno ai 4'40", spingendo in salita, recuperando in discesa fino alla fine. Ho sorpassato un grandissimo numero di persone senza che nessuno mi sorpassasse fino al traguardo. Una progressione costante che mi ha permesso di chiudere in 1 ora e 47 minuti, con un negative split di più di 6 minuti.
Sono contento. Non del tempo, ovviamente, essendo questo il peggior cronometro su una mezza di tutta la mia carriera, anche se 3 minuti buoni li abbiamo buttati al vento nei primi 5 chilometri. Ma per le sensazioni avute durante la gara, per le gambe che, nonostante non avessero oltrepassato la soglia dei 10 chilometri negli ultimi quattro mesi, hanno girato alla grande, per l'atmosfera a tratti veramente surreale e per le belezze che si potevano intuire lungo il percorso.
Del percorso, che dire. Abbiamo corso gran parte della gara in aperta campagna e in alcuni tratti nel buio più totale. Trattandosi della mezza maratona della città di Roma,mi sarei aspettato qualcosina in più. E' vero che 3000 persone non possono tenere in ostaggio tutti quelli che al sabato vogliono godersi la città, ma è anche vero che si può trovare un modo per unire le due cose. Non sono un professionista del settore, ma voglio credere che la gara possa costituire un'attrazione per la città. Ci deve essere un modo per integrare la gara nelle varie manifestazioni dell'estate romana appena cominciata e non farla apparire come un disagio.
Chiudo qui questo post ricordando che è meglio svegliarsi con il culo gelato che con un gelato in culo.

mercoledì 17 giugno 2009

Ubriaco canta amore...


Brambilla!
non dire che era un saluto alla folla, non è vero, si vede benissimo nel video che è un saluto romano. Ammettilo, che fai più bella figura. Tanto, peggio di così non possiamo andare, anche se al peggio non c'è limite, quindi ammettilo e domani non se ne ricorderà più nessuno, o forse si, ma saranno solo i tuoi ammiratori. Agli altri, non gliene può fregare nulla, se un ministro fa il saluto fascista. Che male c'è, nell'italia di oggi, se un presidente del consiglio se la fa con le minorenni, se usa gli aerei di stato per le sue feste private, se per corromperlo gli si manda 20-30 ragazze alla sua residenza romane, se qualche tuo collega dice di usare la bandiera per pulirsi il culo... Anzi, secondo me, dovresti esserne fiera, di quel tuo gesto, rifarlo più spesso, farti scortare magari dai nazisti dell'illinois... Dai scherzo! Lo so che la fai per attirare i turisti in italia.
Finiti i 5 minuti d'indignazione quotidiana, passiamo a cose più serie.
Oggi, tanto per cambiare, un caldo boia. Se ieri ho desistito, oggi alle 12 e 30 precise ero al biscotto. C'erano 34 gradi. Sono partito verso il Colosseo, poi sono tornato indietro, circo massimo, lungotevere fino a ponte testaccio e ritorno, con un giro finale al biscotto. Totale: 8 chilometri a 5'05". Mentre correvo, pensavo: "se non senti il vento contro, vuol dire che ce l'hai a favore".
La forma sta tornando, piano piano, ma torna. Me ne sono accorto oggi, da un particolare da nulla. Ero partito con l'idea di fare massimo 5-6 chilometri, in vista della mezza di sabato. Ma arrivato al 6 chilometro, ne ho aggiunti un paio perché i sentivo bene, nonostante il caldo. Avrei potuto aggiungerne ancora qualcuno, ma ho preferito dedicare gli ultimi venti minuti a esercizi ginnici, flessioni e addominali in particolare, e un pò di stretching.
Dopo la corsa, mi si avvicina un ubriaco, camminata incerta, tavernello nella destra, odore nauseabondo da chi non si lava da mesi. Scorgo dietro a questa maschera un atleta. Quello era un runner, e pure bravo. So che non correremo mai insieme, amico mio, perché hai preso una strada difficile da fare a ritroso, ma avevi le scarpe da corsa ai piedi: vedi se riesci a usarle come si deve.

Il percorso della mezza


Finalmente hanno pubblicato il percorso della mezza di roma. Ho rifatto il percorso su mapmyrun in modo da vedere il chilometraggio (vedi mappa). Dovrebbe essere possibile vedere anche l'altimetria cliccando sul link.
Detto ciò, credevo meglio. Mi ero immaginato un percorso in parte in centro e in parte nel quadrante sud est, invece tutta la gara si svolge in questo benedetto quadrante. Andiamo a toccare punti d'inestimabile bellezza e molto suggestivi, specialmente di notte. Dall'ottavo chilometro fino a via delle sette chiese, andiamo a toccare zone che non conosco, ma che non mi eccitano particolarmente (Tor Carbone, l'annunziatella). Staremo a vedere. La parte più bella è senza dubbio l'inizio e la fine.
Da un punto di vista altimetrico, si parte da circa 30 mslm, per toccare 65-70 mslm all'ottavo chilometro per scendere gradualmente verso il punto di partenza. Grossi strappi non ce ne sono, si corre praticamente in piano con pendenze positive e negative tra 1-2%.
Having said that, avevo in programma di andare a correre oggi a pranzo, e concludere con qualche esercizio ginnico. Ma ho desistito. Non per pigrizia, ma per freddo calcolo. Fuori ci sono circa 34 gradi e fa un caldo boia. Ho corso ieri e l'altro ieri, quindi, oggi una pausa ci può stare, per non affaticare troppo le mie povere membra. Quindi mi accingo ad andare a pranzo con qualche pischella dell'ufficio, queste ragazze appena assunte che vogliono sesso, sesso e ancora sesso e che cerco di accontentare come posso. La vita è dura ragazzi, ma facciamo del nostro meglio.


Sto scherzando.

martedì 16 giugno 2009

Adios companeros!


E anche il vostro tempo è arrivato, di contribuire a riempire le discariche oppure, pare che oggi sia possibile, per costruire strade... Domani vi porterò in un negozio di scarpe per verificare che vi ritirano per davvero. Se così non dovesse essere, il vostro posto nel cassonetto di fronte è prenotato. Sorry babes, mi avete accompagnato per tre maratone, diverse mezze, gare, garette e chissà quanti chilometri d'allenamento, vi ho protetto dalla furia distruttrice di mia moglie, vi ho nascosto per ritardare il più possibile quest'infausto giorno, che purtroppo è arrivato. Ma non preoccupatevi per me, ho provveduto questa mattina a procurarmi l'ultima nata della famiglia Wave Rider, colore rosso tanto per non ripetersi, le ho provate oggi a Villa Pamphili su 10.49 chilometri corsi a 4'58" di media, a oltre 33 gradi centigradi di temperatura, e ne ho tratto bellissime sensazioni: buon sangue non mente.
Per sabato, potrei essere ottimista dopo la corsetta di oggi. Purtroppo, da sabato scorso mi è venuto un raffreddore molto fastidioso, ma spero di debellarlo in pochi giorni e presentarmi al via della mezza bello carico per non deludere Yogi e MFM. Blade e Grippo sono attualmente su un altro pianete podistico: li vedrò solo da dietro e per poche centinaia di metri. Beh, mi rifarò presto, spero!
Ieri, dato ch non c'era un cazzo in tv, mi sono guardato la partita della nazionale. Non entro nel merito del gioco perché ci sono degli esperti molto più bravi di me, anche se l'Italia non m'è sembrata una squadra campione del mondo. Ma forse è solo un'impressione. Anyway, la parte più divertente erano i commenti dei due commentatori. Tira un giocatore italiano e subito si prodigavano i complimenti ed esclamazioni tipo "che potenza", " che forza", "bravissimo", etc... Tirava un americano "beh, si, non è che ha tirato bene, è il pallone leggero che ha quest'effetto che ha messo un pò in difficoltà il nostro portiere"...
Ma va là... come direbbe il nostro mitico ghedini. Ma va là!

lunedì 15 giugno 2009

Guardia Nazionale Italiana, ovvero i nazisti dell'Illinois de' noantri...


In questi ultimi giorni, è venuta alla ribalta una storia che mi sembra una parodia dei Blues Brothers, la Guardia Nazionale Italiana, che ha una divisa che somiglia molto a quella dei nazisti dell’Illinois. Sulle prime, sono rimasto un po’ scioccato anche se non troppo stupito: in questi giorni, tutto è possibile, anche un revival delle SS. Poi ho sentito parlare qualche responsabile di questa schifezza e mi sono messo il cuore in pace: sono un gruppo di scemi, una parodia dei nazisti dell’Illinois, per l’appunto. Basterà Gian Carlo con la sua Blues Mobile per spazzarli via. Ho anche visitato il sito dove campeggia un video del loro presidente, che si è appuntato una foto sulla divisa sulla scia della moda importata dal colonnello gheddafi.
Comunque, la cosa divertente è che sono andato su youtube per cercare il video dei nazisti dell’Illinois e mi sono accorto, guardando i commenti, che non sono stato l’unico ad accostare la GNI con i nazisti dell’Illinois!
Forza Gian Carlo, spazzali via con Jake e Elwood!
Parlando di corsa, 0 chilometri durante il weekend come facilmente prevedibile. Qualcuno vorrebbe che l'accompagnassi durante la mezza di roma a 4'20" per i primi 20 chilometri... Se riesco a tenere il ritmo per più di 3 chilometri, sarò mitico.
Oggi prevedo una corsetta al biscotto, senza troppo impegno.

venerdì 12 giugno 2009

Fratello dove sei/2


Oggi allenamento saltato, ma per una buona causa... la mia. Mi sto muovendo per farmi spostare da Roma a Nairobi. Certo, la paga sarebbe migliore, le condizioni di vita pure, i benefits anche, ma no, io voglio andare a Nairobi per un solo motivo: allenarmi in altura e fare il culo a tutti voi quando scenderò al livello del mare.
A parte gli scherzi, oltre ad essere un blogtrotter, io sono principalmente un globetrotter. Mi piace muovermi, cercare orizzonti nuovi, esplorare terre nuove, incontrare culture diverse. Il caso ha voluto che facessi un lavoro che mi ha permesso fino ad ora di soddisfare appieno questo mio bisogno. Non ho viaggiato tantissimo, ma abbastanza. Non riesco a stare fermo in un posto per troppo tempo. Ora sono quasi 5 anni che sono qua a Roma. Un periodo bellissimo, mi sono nate due bambine stupende nel frattempo, ma sento il suolo scottare sotto ai piedi. E' arrivato il tempo di andare. Qualche anno fa, avrei fatto di tutto per andare in un posto nuovo. Ora, con la famiglia è difficile fare l'avventuriero. E quindi, cerco di tornare in un posto che conosco bene, dove so che la famiglia può stare bene. E per caso, questo posto è una delle due culle dei runners africani e si trova a più di 1500 metri slm.
Oggi avevo in programma una corsetta di 10 chilometri. In mattinata ho contattato un collega per discutere del mio futuro e questi ha declinato il caffè offerto per andare a pranzo insieme. Allenamento sfumato, ma per una buona causa.
Cercherò di recuperare nel weekend (AHAHAHAH!!!!).
Intanto, dedico questa canzone a...
MAN OF CONSTANT SORROW
Sono l'uomo dell'eterno dolore
Ho visto guai tutti i miei giorni
Dirò addio al Colorado
il posto in cui son nato e cresciuto

Me ne andrò errabondo attraverso questo intero mondo
attraverso il ghiaccio e la neve, la grandine e la pioggia
Sto per prendere il treno del mattino
Forse ci morirò su quel treno

I tuoi amici dicono che sono uno straniero
Non vedrai mai più la mia faccia
Ma c'è una promessa, una promessa che ho fatto
ci incontreremo ancora su quella sponda dorata

Per sei lunghi anni sono stato nei guai
non trovo piacere qui su questa terra
Sono diretto verso quel treno del mattino
Forse ci morirò su quel treno

Sono l'uomo dell'eterno dolore
Ho visto guai tutti i miei giorni
Dirò addio al Colorado
il posto in cui son nato e cresciuto

giovedì 11 giugno 2009

Fratelli, dove siete?


Matthias Sindelar e Karl Sesta, Tommy Smith e John Carlos. Una partita di calcio del 1938 e la premiazione in un’olimpiade nel 1968. Due uomini rifiutano di fare il saluto nazista insieme alla squadra che ha appena battuto la Germania, l’ultima partita di una squadra nazionale che non aveva più una nazione, l’Austria appena annessa alla Germania Hitleriana. Due uomini, immobili con il pugno guantato di nero alzato verso il cielo. Due uomini che con il loro non gesto esprimono il loro rifiuto di sottomettersi, altri due, invece, che con il loro gesto esprimono rabbia. Una storia ed una foto che hanno fatto il giro del mondo, un’altra storia che ormai abbiamo dimenticato e di cui non c’è rimasta nemmeno una foto.
Ieri, cazzeggiando nel web, mi sono scontrato con questa storia, una storia forte, che mi ha preso allo stomaco e non mi ha lasciato per tutta la giornata, tanto che oggi ho voluto parlarne. Siamo nel 1938. L’Austria è appena stata annessa dalla Germania nazista. Sparisce un paese che diventa provincia e per salutare quest’evento, si gioca l’ultima partita della squadra nazionale di calcio austriaca, detta la squadra dei miracoli, “das Wunderteam”, che spadroneggiava in Europa. Capitano di quella squadra, un Uomo chiamato Matthias Sindelar. La squadra austriaca gioca la partita della vita e vince due a zero, con un gol di Sindelar, e un altro di Karl Sesta. Alla fine della partita, la squadra austriaca fa il saluto nazista alle autorità sedute in tribuna. Tutti i giocatori alzano il braccio, tranne due, Sindelar e Sesta. Sindelar rifiuterà di giocare per la squadra tedesca e morirà due anni dopo in circostanze misteriose. Qualcuno dice che è stato un suicidio, chi un incidente, chi un omicidio. Ho cercato una foto di quell’evento sul web, ma non ne ho trovata nemmeno una.
La storia di Sindelar e del suo rifiuto di fare il saluto nazista mi ha fatto pensare a Tommy Smith, e a quel suo gesto clamoroso fatto insieme a John Carlos durante la premiazione olimpica 30 dopo quella partita. Due gesti molto diversi, uno che esprime rabbia, l’altro che esprime un rifiuto. Due gesti fatti da uomini che non si piegano, che lottano e, inquesto modo, preservano la loro dignità di Uomini.
Gesti che vorrei vedere oggi, ma che non vedo. Il governo va avanti con le sue leggi liberticide, e non vedo pugni alzati in giri, o silenzi assordanti, mentre mi chiedo io cosa faccio?
Da codardo, non ci penso e vado a correre... Fratelli, dove siete?
Oggi avevo in programma 20 variazioni di 200 metri, con recupero attivo di 200 metri. Ne ho fatte 15. Poi mi sono fermato. I 200 “veloci” li ho fatto tutti tra 48” e 52”, mentre i recuperi tra 57” e 60”. Faceva caldo e avevo anche un piccolo disturbo intestinale. Ho chiuso con le solite flessioni e, tutto sommato, sono contento.

martedì 9 giugno 2009

Godo, poco, ma godo

Sarà stato il tempo un pò così, sarà stato l'umore un pò sul blue, ma verso le 12 cominciavo ad avere strani pensieri, tipo "vado o non vado, mi si nota di più se vado a correre al biscotto un pò in disparte o se non vado proprio, faccio delle ripetute o un fondo lento, faccio una decina di ripetute in salita o solo esercizi ginnici, ...", e quasi senza accorgermene, e comunque senza alcuna voglia, mi sono ritrovato a fare stretching davanti allo stadio delle terme, sempre domandandomi cosa cazzo fare. Poi sono partito, deciso a seguire il mio istinto.
E seguendo il mio istinto, ho risalito Via delle Terme di Caracalla, poi la salita di via di Porta Latina, quindi Via Latina fino al Parco della Caffarella per uscire su Via di Appia Antica all'altezza della chiesa Domine Quo Vadis, quindi svolta sulla Via di Porta Ardeatina fino a Piazzale Ostiense, salita di Viale Giotto, Via Guido Baccelli up and down, dove ho chiuso la mia fatica. Alla fine è stato un progressivo, iniziato a 5'24", quindi 5'13", 5'09", 5'02", 5'03", 5'01", 5'01", 4'45", 4'51" (Viale Giotto) e 4'31", con una media finale di 5'precisi e sensazioni ottime. Ho spinto in salita, recuperato in discesa e mi sono divertito come non mi succedeva da tempo. Direi di più: ho goduto. Poco, ma comunque ho goduto.
Ieri, invece, una decina di chilometri lungo il tevere con un paio di giri finali al biscotto, a 5'13" di media finale. Speriamo di riuscire ad alzare il chilometraggio settimanale a livelli accettabili.
Per finire questo post anonimo, una foto dei miei due tesori, scattata qualche giorno fa. Ecco perché vale la pena vivere. Il resto non conta.

lunedì 8 giugno 2009

Eccoci di nuovo qua, un bel lunedí soleggiato dopo un weekend disastroso da un punto di vista meteo. Per il weekend, avevo organizzato una gita fuori porta con la famigliola, allo zoomarine di torvaianica con pernotto a Pomezia. Una cosa abbastanza buffa per chi vive a Roma, ma l'offerta era quelle e ne abbiamo approfittato. Purtroppo, sabato ci siamo svegliati che fuori pioveva con lampi e tuoni. Oramai il biglietto era stato acquistato e non era rimborsabile, quindi siamo andati lo stesso allo zoomarine e ne è valsa la pena. Abbiamo visto delfini, foche, leoni marini, abbiamo giocato alle giostre, mangiato in un paio di ristorantini sulla spiaggia in una bella atmosfera surreale: pochissimi turisti in giro, temperatura autunnale, un vento della madonna, ma siamo stati bene. Rientrati domenica pomeriggio, messe moglie e bimbe a dormire, sono sprofondato sul divani con il telecomando in mano e mi sono visto Albertone nel film "finché c'è guerra, c'è speranza". Guardando questi film si capisce la grandezza del personaggio. Il suo discorso alla famiglia alla fine del film è atroce. Ho voluto riascoltarlo e trascriverlo:
Va beh, si può fare, posso anche cambiare mestiere. Io mi rimetto a vendere le pompe idrauliche, che è un articolo semplice, pacifico e socialmente utile. Le mie 3/400 mila lire al mese le guadagno di sicuro ed è una cifra con la quale si può anche vivere decorosamente, se si pensa che il resto del mondo ha un reddito pro capite di 30 mila lire l’anno. Ma non come voi, non come abbiamo vissuto fino ad ora, no, non ti pare Silvia? E anche voi, miei cari ragazzi, e tu, caro zio, che viaggi sempre e solo in Jaguar, e tu cara suocera, che a settant’anni, non per rinfacciare, scusa ma, ti fai una dentiera smontabile da tre milioni e mezzo!
Perché, vedete, le guerre non le fanno solo i fabbricanti d’armi, o i commessi viaggiatori che le vendono, ma anche le persone come voi, le famiglie come la vostra, che vogliono, vogliono, vogliono e non s’accontentano mai. Le ville, le macchine, le moto, le feste, il cavallo, gli anellini, i braccialetti, le pellicce e tutti i cazzi che ve fregano!! Costano molto, e per procurarsele, qualcuno bisogna depredare!
Ecco perché si fanno le guerre!

Dopo questo discorso, pone la famiglia davanti ad una scelta: se avessero voluto che cambiasse mestiere, e quindi tornare ad una vita più sobria, avrebbero dovuto lasciarlo dormire. Se no, avrebbero dovuto svegliarlo alle 3 e mezza, per permettergli di prendere un aereo per andare a vendere 70 mila fucili mitragliatori.
Alle 3 e un quarto, viene svegliato dalla cameriera... In questo gesto, c'è tutta la nostra ipocrisia. Grande Alberto.

Nota politica: Silvio non ha superato il 40%. Magrissima consolazione. Un mese fa, il nostro silvio nazionale tuonava che non si sarebbe accontentato del 43,2% ma che puntava al 51%. Come dice il nostro Vittorio Zucconi, per fortuna i fuochi della prateria sono ancora accesi!

giovedì 4 giugno 2009

martedì 2 giugno 2009

Ulalà!! Modestamente...

La dura battaglia del runner contro il tempo, inteso come meteo, è continua, infinita e con un solo vincitore: il runner. Perché che faccia caldo o freddo, che piova o che splenda il sole, noi sfidiamo il tempo e facciamo quello che dobbiamo fare. Magari perdiamo qualche secondo sulla media chilometrica finale, ma comunque facciamo il nostro dovere e torniamo vincitori. Certo, non è che al tempo gliene freghi molto se corriamo o meno, ma rimane comunque un valido antagonista e qualche rara volta, complice delle nostre gesta.
Tutta questa premessa perché oggi ho corso sotto una leggera pioggerellina e con una temperatura media di circa 23 gradi centigradi, cioè quasi 10 in meno rispetto alla settimana scorsa. Uscito dalla FAO, mi sono diretto verso il Colosseo, approfittando del blocco del traffico causa parata militare del 2 giugno, che ho visto in parte dalla terrazza della FAO. Dall’anfiteatro Flavio, volevo scendere lungo via dei Fori Imperiali, ma la massa di gente che occupava tutta la sede stradale mi convinceva a risalire via Labicana, quindi via Merulana fino a Santa Maria Maggiore, da lí passare davanti al Viminale, via Nazionale, Piazza Venezia, quindi Lungotevere fino a Ponte Testaccio e ritorno alla FAO. In tutto 10 chilometri precisi corsi ad una media finale di 4’54” al chilometro, partendo da 5’20” i primi due chilometri e quasi tutti gli altri abbondantemente sotto i 5’. Al biscotto, flessioni come da programma “100pushups”, addominali, dorsali.
Giorni fa, uscendo dalla doccia, mia moglie si avvicina, mi tocca un pettorale e dice:
- Uh lalà!
E io, in perfetto stile Vittorio Gassman ne “Il sorpasso”, rispondo:
- Modestamente…
Quando non tutti i mali vengono per nuocere… Fino a pochi mesi fa, avevo la mente offuscata dalla maratona, l’idea fissa di abbassare i tempi, correrne una alla grande, poi gli infortuni, il corpo che mi mandava segnali, la rinuncia alla Roma-Ostia, poi la rinuncia alla Maratona di Roma, una lunga pausa di riflessione ed eccomi qua, con la mente fresca, una grande voglia di correre e migliorarmi su distanze più corte e una maggiore cura e attenzione al resto del mio corpo. Cazzo, mi accorgo che non siamo solo gambe e cosce, ma anche altro e scopro il piacere di fare esercizi che non facevo da anni. E quindi, ben venga il lasciar perdere l’obiettivo maratona per quest’anno, e riprovarci l’anno prossimo o quando ne avrò voglia.
E ora, una nota diversa: Travaglio, Corrias, Gomez ed altri giornalisti stanno lavorando ad un nuovo giornale, che si chiamerá il Fatto. Sará pubblicato e vivrá solamente grazie ai lettori e agli abbonamenti, non riceverá contributi statali, non avrá padroni ed ognuno potrà acquistarne delle quote e diventare socio. A me l’idea piace e ho già dato la mia adesione, intanto per l’abbonamento. Copio il link nel caso qualcuno di voi fosse interessato:
http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/2009/05/28/abbonatevi_a_il_fatto.html

Infine, dato che nessuno mi ha dato la risposta riguardo alla morale di un paio di post precedenti ("E la morale di questa storia, al giorno d'oggi non è tanto strana, per aver soldi la fama e la gloria bisogna essere un poco puttana"), ecco a voi la storia di Cesy Phantoni, col PH.



Kwaheri rafiki!