lunedì 8 giugno 2009

Eccoci di nuovo qua, un bel lunedí soleggiato dopo un weekend disastroso da un punto di vista meteo. Per il weekend, avevo organizzato una gita fuori porta con la famigliola, allo zoomarine di torvaianica con pernotto a Pomezia. Una cosa abbastanza buffa per chi vive a Roma, ma l'offerta era quelle e ne abbiamo approfittato. Purtroppo, sabato ci siamo svegliati che fuori pioveva con lampi e tuoni. Oramai il biglietto era stato acquistato e non era rimborsabile, quindi siamo andati lo stesso allo zoomarine e ne è valsa la pena. Abbiamo visto delfini, foche, leoni marini, abbiamo giocato alle giostre, mangiato in un paio di ristorantini sulla spiaggia in una bella atmosfera surreale: pochissimi turisti in giro, temperatura autunnale, un vento della madonna, ma siamo stati bene. Rientrati domenica pomeriggio, messe moglie e bimbe a dormire, sono sprofondato sul divani con il telecomando in mano e mi sono visto Albertone nel film "finché c'è guerra, c'è speranza". Guardando questi film si capisce la grandezza del personaggio. Il suo discorso alla famiglia alla fine del film è atroce. Ho voluto riascoltarlo e trascriverlo:
Va beh, si può fare, posso anche cambiare mestiere. Io mi rimetto a vendere le pompe idrauliche, che è un articolo semplice, pacifico e socialmente utile. Le mie 3/400 mila lire al mese le guadagno di sicuro ed è una cifra con la quale si può anche vivere decorosamente, se si pensa che il resto del mondo ha un reddito pro capite di 30 mila lire l’anno. Ma non come voi, non come abbiamo vissuto fino ad ora, no, non ti pare Silvia? E anche voi, miei cari ragazzi, e tu, caro zio, che viaggi sempre e solo in Jaguar, e tu cara suocera, che a settant’anni, non per rinfacciare, scusa ma, ti fai una dentiera smontabile da tre milioni e mezzo!
Perché, vedete, le guerre non le fanno solo i fabbricanti d’armi, o i commessi viaggiatori che le vendono, ma anche le persone come voi, le famiglie come la vostra, che vogliono, vogliono, vogliono e non s’accontentano mai. Le ville, le macchine, le moto, le feste, il cavallo, gli anellini, i braccialetti, le pellicce e tutti i cazzi che ve fregano!! Costano molto, e per procurarsele, qualcuno bisogna depredare!
Ecco perché si fanno le guerre!

Dopo questo discorso, pone la famiglia davanti ad una scelta: se avessero voluto che cambiasse mestiere, e quindi tornare ad una vita più sobria, avrebbero dovuto lasciarlo dormire. Se no, avrebbero dovuto svegliarlo alle 3 e mezza, per permettergli di prendere un aereo per andare a vendere 70 mila fucili mitragliatori.
Alle 3 e un quarto, viene svegliato dalla cameriera... In questo gesto, c'è tutta la nostra ipocrisia. Grande Alberto.

Nota politica: Silvio non ha superato il 40%. Magrissima consolazione. Un mese fa, il nostro silvio nazionale tuonava che non si sarebbe accontentato del 43,2% ma che puntava al 51%. Come dice il nostro Vittorio Zucconi, per fortuna i fuochi della prateria sono ancora accesi!

5 commenti:

GIAN CARLO ha detto...

Dichiaro guerra a tutti quelli del mio quartiere che si lamentano della mancanza di sole !

MFM ha detto...

Lucido, analitico e terribilmente vero.
Grande post!

Karim ha detto...

Gian Carlo: e io dichiaro guerra a quelli che fanno cacare i loro cani davanti al mio cancello...
Marco: sai che la casa di Alberto è su Piazzale Numa Pompilio, praticamente al biscotto dove corriamo?

GIAN CARLO ha detto...

@Karim, allora nella prima guerra quella che ho dichiarato io tu sei mio nemico, nella seconda(quella dichiarata da te) combatterò al tuo fianco !

Tosto ha detto...

Mi vien tanta malinconia. :(
Certo che già allova vedevano le cose chiaramente!