martedì 26 aprile 2011

Karim Mister Universo?

Fra un’ora circa, ho una riunione di lavoro qui nel mio ufficio. Devo aiutare un paio di colleghe a rielaborare un piano di lavoro di un progetto e a fare la relativa revisione del budget. Mi stanno inseguendo da due settimane: mi sono nascosto dietro alla montagna di lavoro che ho, sono scappato in missione, ma non demordono e oggi mi tocca. Dovrò quindi cambiare le mie priorità per questo pomeriggio e tutto quello che ho da fare richiede molto più dell’ora che ho a disposizione adesso. E allora decido di scrivere un post. Avevo voglia di scrivere nei giorni scorsi, ma mi trovo in un periodo un po’ “blue”… Scrivere di corsa, allenamenti, riflettere sulle mie cazzate quotidiane, mentre tutto intorno a noi succede un casino. La settimana scorsa ero in Siria. Tutto era tranquillo ad Aleppo, la vita trascorreva normalmente. La gente mi ha parlato della rivolta come qualcosa di distante, di periferico, di un nulla dipinto in maniera esagerata dalla stampa internazionale. Oggi leggo i giornali di centinaia di morti ammazzati, di cecchini e carri armati nelle città e non riesco a capire. E questo dimostra quanto poco io riesca a capire dove mi trovo quando sono in missione. Ad Aleppo sono rimasto tre giorni chiuso in un centro internazionale di ricerca a parlare della ruggine del grano. Solo il terzo giorno sono riuscito a farmi un giro velocissimo nel souk della città e a passeggiare sotto la cittadella. Uno spettacolo.
Poi, tornare in Italia ed assistere al questo ridicolo show del bagaglino, con gli stessi protagonisti, che fanno a gara a chi dice la più grande fesseria. Vorrei farne un elenco, ma poi starei male. Penso allora che l’italiano e migliore di chi lo rappresenta. Voglio convincermene, ma anche qua rimango deluso. Al Pigneto, a Roma, per celebrare il 25 aprile, la liberazione, qualcuno non si è limitato a mettere dei manifesti con sopra scritte delle cazzate, no, ha saldato sulle grate di un ponte la scritta “il lavoro rende liberi” con gli stessi caratteri della scritta all’ingresso dei campi di concentramento. Dove si possono trovare delle parole per commentare, per indignarsi, incazzarsi?
Tornando alle nostre cosette, la settimana scorsa non ho corso. Aleppo non è una città runner friendly e durante il weekend di Pasqua ho fatto tanti chilometri in macchina e non a piedi. Sono andato questa mattina, sperando di ritrovare quella routine che ci fa andare avanti. Ho deciso di alternare i giorni di corsa con delle sedute di allenamento per la parte alta del corpo. Mi sono munito di pesi ed ho installato una barra per trazioni in casa. Tutto in vista del Sahara. Ieri, 550 addominali, 96 flessioni, 3 ripetizioni per tricipiti, bicipiti, deltoidi, dorsali e il famigerato Arnold’s Press. Nel caso il Sahara non dovesse concretizzarsi, potrei sempre partecipare a Mister Universo.
Buone corse.

Errata corrige: per la storia del pigneto, non avevo letto le ultime. Meglio cosí. Ma il discorso generale non cambia.

venerdì 22 aprile 2011

Back from Aleppo con sorpresa!

Io viaggio. E corro. E sempre uguale è l’eccitazione di quando mi allaccio le scarpe e la sensazione di timore quando muovo i primi passi dentro città sconosciute su strade che mi porteranno verso chissà quali scoperte. Ho sentito il cuore pulsante di Yangon, Phnom Penh, Vientiane, Giakarta, Bangkok, Nairobi, Kinshasa, Ginevra, Washington, Saint Louis, San Francisco, Boise ed Atlanta. E di Dhaka.
Ho scoperto bellezze nascoste a chi viaggia in macchina, incontrato sorrisi negati a chi si cela dietro ad un finestrino. Mi sono
impregnato della polvere di ognuna di queste città carpendone la loro anima profonda.
E quando torno, corro, al mattino presto, che la notte ancora non è finita, che Roma è ancora Roma prima di essere stuprata dal traffico e dall’ignoranza. Solo dopo avere sentito con i miei piedi la consistenza della mia città, aver respirato l’aria ancora pura del
mattino e aver visto il sole sorgere sopra le cupole delle chiese, solo allora sento di essere tornato a casa.


Mandai questa quattro righe qualche settimana fa a Runners World per partecipare al concorso mensile della rivista del mese di aprile, con in Palio un sacco a pelo camel back della Salomon. Ieri sono tornato da Aleppo, oggi mi hanno consegnato il premio. Questo è un segno del destino in vista del Sahara.

Buone corse!

mercoledì 13 aprile 2011

E già, io sono ancora qua...

Questi versi mi frullano per la testa da questa mattina...

La preparazione della macchinetta del caffè la sera prima di andare a letto, il risveglio all’alba, il caffè veloce, la vestizione, l’ascensore, l’aria fresca del mattino: piccoli gesti, sensazioni che mi riavvicinano al mondo della corsa. La settimana scorsa ho fatto qualche uscita cauta per verificare la tenuta del tendine. Oggi, 10 chilometri e rotti a 5’06”/k che ha solo un valore statistico. La settimana scorsa ho fatto tre uscite di 30/35 minuti l’una a passo lento. Ogni giorno mi sveglio con l’incubo di sentire dolore al piede alzandomi dal letto. Non sta succedendo e sono ottimista. Tra dicembre e gennaio, ho scoperto che posso correre veloce e a lungo. A gennaio, ho scoperto che posso farmi male. Riprendo la mia avventura podistica con questo bene in mente, consapevole che i segnali del mio corpo vanno presi sul serio. Se avessi ascoltato con attenzione quello che mi diceva il corpo, forse non sarei stato fermo per due mesi.
Quindi, si riparte, con attenzione, ma si riparte. Il traguardo questa volta l’ho posto molto lontano e si chiama "100 chilometri del Sahara", il mio regalo per i miei 40 anni. Il tempo c’è, la voglia pure e il supporto spirituale di mia moglie pure.

Per il resto, mi guardo intorno e sono depresso: di parlare non ho voglia, perché direi cose già dette. Vorrei indignarmi ma non ci riesco. Un partito al governo dice di mitragliare i tunisini che sbarcano a Lampedusa e io non m’incazzo nemmeno più. Hanno vinto loro.

PS: il lavoro mi ha preso molto tempo ed energiee ho tralasciato un po' il blog. Spero di essere più presente in futuro.

Buone corse!

venerdì 8 aprile 2011

Vietato l'ingresso ai cani e...



Cos'altro c'è da aggiungere? Ma più del cartello, quello che fa paura, sono i commenti dei lettori dell'articolo... Cosa stiamo diventando?

La notizia positiva è che ieri ho corso. Il tendine non mi ha fatto male, ne prima, ne durante ne dopo. Questa mattina ho "sentito" il tendine ma non sono riuscito a capire se era un doloretto vero o se me l'immaginavo. Oggi ho riposato e domani ci riproveró. Piano Piano. Intanto leggo e m'informo. Ho 11 mesi ancora per arrivare pronto alla 100 chilometri del sahara.

Buone corse!