lunedì 21 febbraio 2011

Consigli per gli acquisti...

Faccio un pò di pubblicità, qualche volta ci vuole. Ho comprato delle scarpe su internet sul sito nonsologol.it. Ho trovato le mie scarpe, modello vecchio e scontato. Sito fatto bene, specializzato running, pagamento facile, spedizione veloce.
E poi sono pure calabresi...

domenica 20 febbraio 2011

Convertito!



Mi sono convertito al drughismo... La vedo un pò dura con la corsa, ma ci proverò...

mercoledì 16 febbraio 2011

I’m going slightly mad…



Sono dieci giorni che sono fermo, le gambe mi fanno male, piangono che vogliono correre e quanto vorrei accontentarle, invece sono ancora fermo con le quattro frecce e aspetto, rosico e aspetto, mi sono messo il cuore in pace ma continuo a rosicare e sto diventado pazzo. Non potendo correre, leggo di corsa, di infortuni, di ripresa e di cazzi vari relativi alla corsa.
Come ho corso in queste ultime settimane non ho mai corso. Correvo semplicemente da dio (per i miei standard ovviamente). Qualche post fa, vi chiedevo di chiedermi se ero felice per aver fatto circa 30 chilometri a 4’34” (e un po’ ero deluso a dire la verità). Poi ho guardato meglio, e i 30 li avevo fatti a 4’24” che rispecchia meglio lo stato di forma che avevo.
Stavo esplorando una dimensione nuova nella quale non ero mai arrivato. Correvo veloce e non me ne accorgevo. All’inizio credevo fosse un difetto del GPS, ho controllato e ricontrollato e incrociato dati da diverse fonti ma niente, andavo semplicemente più veloce di quanto mi sembrava. Ogni allenamento, ogni corsa era una scoperta, un andare facilmente oltre i limiti che avevo raggiunto in precedenza con tanta fatica. Per esempio, un paio d’ anni fa avevo fatto il PB sulla mezza durante una Roma-Ostia, in 1 ora e 36/37 minuti. Mi c’ero avvicinato parecchie volte a quel limite ma a gennaio, senza forzare, andavo tranquillo sotto i 90 minuti. Ogni uscita, una scoperta e una conferma. Prima di correre mi prendeva uno strano timore di essermi solamente illuso, che il mio stato di forma era dovuto ad una congiuntura favorevole, che presto sarei tornato ai miei livelli di prima. Dopo gli allenamenti, la conferma, l’euforia, la voglia di trovare il mio limite, la consapevolezza crescente di valere buoni tempi sulla mezza e la maratona. E poi, improvviso, lo stop.
So bene che riprendere troppo presto significherebbe rischiare delle ricadute di allungare all’infinito il recupero totale. Secondo Albanesi e il suo test della scala, devo ancora aspettare. Se cammino non sento nulla, ma se salgo le scale sento ancora un leggero fastidio. Allora, preferisco aspettare ancora un giorno o due. Ormai bracciano è andato, sono sicuro che sarei sceso sotto le due ore e 30 ma purtroppo manca la prova. E rosico. Spero di ricominciare sabato o domenica, riprendere piano piano ed arrivare per Roma abbastanza allenato per fare un bel lungo. E magari programmare una bella maratona prima dell’estate. Vienna mi stuzzica.
Buone corse!

venerdì 4 febbraio 2011

The last Bunga in Bangkok

Sono a Bangkok. Phnom Penh ormai è un ricordo, un bel ricordo. Rispondendo a Yogi e qualcun altro, non sono un fotografo, nel senso che raramente mi porto appresso una macchina fotografica in missione. Se serve per lavoro, ok, sennò la lascio a casa. Sono stato un fotografo in passato, ho anche fatto da assistente ad un fotografo pubblicitario professionale, cambiavo i caricatori delle Hasselblad 6x6, operazione per niente facile quando in studio ci sono delle modelle mezze svestite… ma questa è un’altra storia, un’altra epoca, con quella nave che batteva bandiera panamense… Rimane il fatto che parto senza macchinetta. Qualche foto magari la scatto con il portatile, e mi limito a questo.
La Cambogia mi ha lasciato un sapore strano in bocca. Avrei voluto visitarla di più, capirla di più, ma come al solito non c’è stato tempo, la solita toccata e fuga, la solita sveltina. Sto leggendo un libro sugli anni bui del paese, le guerre di Indocina, l’arrivo di Salot Sar, la sua trasformazione in Pol Pot, l’applicazione sistematica di idee totalmente folli, idee comuniste mischiate ad ideologie naziste (la purezza della razza Khmer, l’eliminazioni dei Cham, dei Vietnamiti, dei cinesi…) che hanno prodotto una delle peggiori dittature della storia. E quello che ho cominciato a capire in questi giorni, è che questa storia è successa appena 20 anni fa, la ferita è fresca e gli uccisori, i torturatori, i responsabili di questa cosa sono ancora lì, la maggior parte completamente impunita.
Come al solito, spero di tornarci, magari non per lavoro, magari con moglie e progenie e vedere questo paese con gli occhi di uno che ha tempo. Quando parto in missione, il mio tempo è dedicato al raggiungimento degli obiettivi della missione, come l’eliminazione fisica di spie nemiche, lo scambio di informazioni con i miei informatori locali, l’acquisto di documenti segreti e bevendo gin tonic nella lounge del casino royal in compagnia di qualche superfica nei momenti di relax… Il paese che vedo è quello delle istituzioni, parlo con i ministeri, con gli uffici tecnici, magari con delle unità tecniche a livello distrettuale o provinciale, magari faccio la visita ad un villaggio per vedere i metodi di produzione agricola. E durante queste gite possono succedere cose simpatiche, come quella che mi è capitata appena qualche giorno fa. Partiamo da Phnom Penh per visitare un villagio nel distretto di Takeo, nel sud del paese e per parlare con dei volontari che assicurano il servizio di salute animale nei villaggi del circondario. Per pranzo andiamo (io, i miei colleghi, la nostra controparte nazionale) in un ristorante tipico e vedo sul tavolo già preparato delle uova, che mi dicono essere delle uova “embrioniche”. Va beh, mi dico, proviamole queste uova embrioniche. Comincio ad aprire l’uovo piano piano quando vedo con la coda dell’occhio il mio vicino di tavola che fa uscire dall’uovo un pulcino bello formato e comincia a mangiarselo… mi sono fermato, non ho avuto il coraggio di andare avanti.
Lato corsa, ieri, giovedì, contrariamente a quanto previsto non ho corso. Avevo un po’ di dolore al tallone sinistro ed ho preferito riposare. Oggi, a Bangkok, sono uscito alle 6 per un giretto. Il dolore al tendine d’achille era sempre lì, ho provato a non pensarci ma ad un certo punto sono tornato verso l’albergo per un giro totale di 12 chilometri. La cosa mi scoraggia molto. Credo si tratti di una tendinite. Il dolore è sempre presente. Durante la corsa, dopo un po’ diminuisce, ma poi ritorna prepotentemente. Se cammino, mi fa male, scendere le scale è un dramma.
Il giro del lago di Bracciano è la settimana prossima e in queste condizioni non lo farò. La maratona è fra un mese e mezzo. A dicembre ho avuto problemi alle ginocchia, adesso questo dolore al tendine d’achille. Starò a vedere. Un periodo così probabilmente ci può stare e sfica vuole che sia capitato a ridosso di gare importanti. Ma l’alternativa sarebbe di continuare a correre ignorando il dolore e peggiorare la situazione. Dovessi fermarmi adesso per un paio di settimane, salterei Bracciano, probabilmente salterei la Maratona di Roma, ma potrei rimettermi abbastanza presto per programmare qualche gara e togliermi qualche soddisfazione in autunno.
Per rispondere a Luca, prima di partire vedo su internet se c’è qualche club di running, qualche forum dove si parla di corsa in quella città. Spesso i risultati sono scarsi. Quando arrivo, cerco di capire se l’atmosfera è giusta per un runner, se ci sono runners che si allenano, dove, se le strade sono larghe abbastanza, i marciapiedi, il traffico. Cerco di trovare un tratto vicino all’albergo da dove iniziare e vado. Parto abbastanza cauto e cerco di trovare un giro comodo. In Bangladesh la situazione era difficile: tantissimo traffico, strade strettissime, tantissima gente per strada. Ma anche lì sono riuscito a trovare un circuito intorno ad un laghetto. Non un granché ma sono riuscito a correre una volta, prima di essere preso da un cacarella diventata ormai leggenda. A Jakarta la situazione è sempre difficile, ma le strade sono larghe e al mattino si riesce a correre abbastanza bene. A Rangoon e a Vientiane il traffico era pochissimo e ho corso bene, nonostante fossi l’unico a farlo e facesse molto caldo. A Phnom Penh, le condizioni per un runner sono perfette, soprattutto lungo il fiume. Ho incontrato diversi runners che mi hanno dato delle dritte per i percorsi e ho potuto correre veramente bene. Bangkok non è un posto per runners. Ma vicino all’albergo c’è Wat Pho e il palazzo reale. Si può girare intorno, si può esplorare qualche strada, ma non mi spingo troppo oltre…
Il titolo? Si, lo so, non c'entra un cazzo, ma mi piaceva.
BUONE CORSE!

mercoledì 2 febbraio 2011

Nell'anno del coniglio...

Oggi è il nuovo anno cinese, l’anno del coniglio. Non sono un esperto, ma pare che sarà un anno buono. Per quanto mi riguarda, il nuovo anno del coniglio l’ho celebrato come meglio so fare, cioè con una bella corsa all’alba. Lungo il fiume, diverse celebrazioni, draghi che si muovevano al suono dei tamburi, curiosi che guardavano, e cambogiani che facevano esercizi fisici. Questa cosa è fortissima. A Roma, quando mi alzo per andare a correre, la città è dormiente, nelle mani dei giornalai, dei baristi che aprono i loro esercizi, dei furgoni che scaricano le loro merci e mia.
Qui a Phnom Penh, mi alzo alle 5 e 30, esco a correre alle sei ed è come se fossi uno che si è svegliato tardi. La città è esattamente come l’avevo lasciata la sera prima, con meno traffico ovviamente, ma altrettanta gente che gioca a pallavolo, a quello strano sport che sembra pallavolo ma giocato con I piedi e la testa, uno strano tipo di badminton giocato sempre con I piedi, gente che passeggia, che fa esercizi fisici da sola o in compagnia, gruppi che ballano al suono della musica, altri gruppi che fanno arti marziali, tutto mentre il solo sorge. Lo spettacolo è bellissimo. Ne parlavo con un collega qualche giorno fa, che ha passato gli ultimi 4 anni della sua vita in Vietnam e mi ha detto che questo non è nulla in confronto a quanto succede a Hanoi. Sono curioso.
Tornando alle corse, a Phnom Penh ho corso tutti i giorni da quando ho recuperato la mia valigia, tranne lunedì causa gita nel sud del paese. Ieri sono stati 12 chilometri a 4’29” di media. Sono partito forse un po’ forte e ho cercato di mantenere il ritmo chiudere il giro. Oggi, sono partito più tranquillo, ho allungato il giro includendo il palazzo reale, il museo nazionale, il tutto per 15 chilometri abbondanti a 4’45”. La temperatura al mattino è di circa 25 gradi, con un’umidità di circa 65%. Considerando la temperatura e i pochi giorni d’adattamento, posso considerare queste corse in maniera positiva.
Domani vorrei fare un allenamento simile a quello di oggi, magari allungando di un paio di chilometri. E sempre domani, continuerò la missione a Bangkok, dove credo di trovare un po’ più di caldo e un po’ più d’umidità. A Bangkok avrò la possibilità di fare un paio d’allenamenti prima di ripartire per Roma, verificare lo stato di forma e riprendere l’allenamento in vista Maratona di Roma.
Buon anno del coniglio a tutti!