domenica 21 dicembre 2008

Ultime falcate prima della battaglia...


Oggi quarta e ultima tappa di corri per il verde nel parco dei colli aniene, circa 6 chilometri di cross, tra salite, discese e fondo molto scivoloso. Temperature gelida, ma il sole riscalda e l'atmosfera è buona. Sparo e si parte. Parto a razzo ma ben presto m' accorgo che la giornata non è proprio quella giusta. Chiudo il primo giro un pò stanco, decido di controllare il ritmo e giocarmi tutto all'ultimo giro. Cosa sia poi il "tutto" da giocarsi, ancora lo devo capire, ma mi piaceva il modo di dire. Comunque, chiudo il secondo giro ancora più affaticato, ma ormai rimane solo un giro. Il gruppo di testa è molto avanti, il gruppo di coda molto indietro, io mi ritrovo nel mezzo, con pochi concorrenti che potrebbero insinuare la mia posizione e quelli davanti troppo avanti perché io possa acchiapparli. Cerco di difendermi dai diretti inseguitori, qualcuno mi sorpassa, qualcuno riesco a ri-sorpassarlo e chiudo in un buon 23'58". Primo della mia società, terza in classifica generale maschile, insediata da molto vicino dalla squadra di uscuru. Sapremo in settimana com'è andata. L'ultima volta c'hanno messo 3-4 giorni per pubblicare i risultati. Io ero pure 11esimo di categoria (MM35), con buone possibilità di scalare la classifica e arrivare tra i primi 10.
Sono in ferie da venerdì. Il lavoro m'aveva rotto un pò le scatole ultimamente per la presenza di alcuni individui caratterizzati da una grande bassezza di spirito, con i quali sono obbligato ad interagire. In 4 anni che lavoro alla FAO, per la prima volta non mi trovo a mio agio. Ma orami l'anno sta passando e si porterà via anche queste che in fondo sono solo piccolezze.
Cercherò di continuare l'allenamento che ho programmato, ma non m'illudo troppo. Dopo Natale andremo con tutta la famiglia nelle Calabrie, a Morano Calabro che potete vedere in foto qui sopra,  e lì potrò spararmi dei bei collinari, magari anche sotto la neve.
Non so se riuscirò a scrivere nei prossimi giorni, quindi, a scanso d'equivoci, auguro a tutti voi un sereno natale e un nuovo anno superbo, auguro a qualcuno di riuscire nell'impresa di smettere di fumare e a qualcun'altro di riprendersi in fretta e solcare l'asfalto al più presto.

venerdì 19 dicembre 2008

Di auto, di corsa e di altre schiocchezze...

Ieri non avevo in programma nessun allenamento. Purtroppo, verso mezzogiorno m’arriva una proposta per un giretto di corsa. Guardo fuori dalla finestra e vedo un bel sole. Vedo la mia sacca con la mia roba, e in meno di tre minuti mi ritrovo a fare del riscaldamento con tre colleghi, poi a correre lungo il tevere, un giretto dentro trastevere, su per il granicolo, un salutino a Garibaldi sul suo cavallo, giù per via Dandolo, portuense, ponte testaccio, circo massimo, per un totale di 12 chilometri molto rilassanti ad una media di 5’00”.
Oggi avevo in programma 18 chilometri di lungo lento a 4’54”, e anche oggi Dio o chi per lui aveva deciso di dare a tutti noi le condizioni migliori per correre: un bel sole, temperatura giusta, umidità giusta. Sarebbe stato un peccato mortale non approfittarne e infatti, dalla FAO ho fatto un paio di giri delle mura ardeatine, poi l’Appia Antica, il parco della Caffarella, Cecilia Metella, via delle Sette Chiese fino a San Paolo fuori le mura e poi l’ostiense fino alla FAO, passando per la terribile Viale Giotto, una salita da 20% di pendenza lunga circa 500 metri, dove non di rado i corridori che la fanno hanno delle visioni mistiche. Ho chiuso 18.12 chilometri ad un ritmo di 4’56”. L’unica nota stonata è stato il GPS che si è spento al 12esimo chilometro a causa della batteria scarica. La cosa mi fa un pó girare le palle (solo un pó). Alla partenza la lucetta era verde, quindi batteria OK. Poi, al settimo il Polar mi avvisa che la batteria del GPS si sta scaricando. Va bene, penso io, reggerá ancora un’oretta, invece no, altri 15 minuti e muore. Pazienza, sono tornato al vecchio metodo di misurare la distanza su Mapmyrun e calcolare l’andatura con un foglio Excel…
Mentre correvo, mi sono venute in mente le macchine che ho avuto nel corso della mia vita. La prima in assoluta nel 1990, la mitica A112 Junior, rossa, 5 marce, rubata a mia madre e portata da Vienna (dove stavano i miei) a Perugia (dove studiavo), 1000 chilometri in autostrada con Guccini a palla. Avevo messo dei Ferrero Rocher e una bottiglietta di spumante nel cruscotto, per qualsiasi evenienza. Avevo anche 18 anni e un sacco di stronzate per la testa. I Ferrero Rocher e lo spumante non sono mai stati aperti.
Uno spettacolo di macchina, un vero schianto.
Nel senso che poi ho fatto un botto mentre tornavo a Perugia dopo aver assistito alla partita Roma-Sampdoria (0-1, gol di dello Zar al 74 minuto) in quel di Civita Castellana. Botto causato dal figlio del comandante dei carabinieri di quel paese. Risultato, hanno dato la colpa a tutti e due, mi sono beccato 200 000 lire e la macchina l’ho buttata. Correva l’anno del Signore 1991. Quell’anno la Sampdoria vinse lo scudetto.
Poi ho rubato la macchina a mio padre, una renault 21 color bordeaux. C’ho fatto non so quante volte il tragitto Vienna-Perugia, di solito partivo dopo cena, Guccini a palla, e arrivavo a destinazione quando albeggiava. Mi ricordo anche di viaggi improvvisi per andare a qualche concerto, in particolare un concerto sempre di Guccini a Pesaro. Siamo partiti con un amico da Perugia, e poi siamo ritornati, con Guccini di sottofondo, dopo il concerto. L’amico mio che dormiva alla grande, e io che fumavo dei cigarillos (i mitici mini che). Nulla di particolare, a parte forse l’atmosfera.
Poi sono partito per l’Africa e la prima macchina che comprai era una Toyota Crown del 1974, semplicemente spettacolare, tutta cromata, sedile unico davanti, cambio al volante. Una macchina al cui ricordo il cuore mi parte a mille. Il motore si fuse un giorno molto triste, un giorno d’agosto del 1998, quando scoppió una bomba piazzata da una allora sconosciuta organizzazione chiamata Al Qaeda. Ero in centro a Nairobi. Passai davanti all’Ambasciata Americana e dopo 400 metri sentií un boato sordo ed ebbi la netta sensazione che in quel preciso momento molta gente stava morendo. Arrivato a casa, il motore decise di non ripartire più. Poi comprai una Hyundai, macchina anonima se non per il suo color rosa pallido, ma fonte di problemi continui al motore. Un vero cesso. Me ne liberai per comprare una Nissan Sunny grigia. Non consumava niente, andava alla grande, mai nessun problema. Poi presi un vecchio Land Cruiser scassato, credo 4000 di cilindrata, 6 cilindri, diesel, praticamente un trattore, ma inarrestabile in fuoristrada. Beh, ora che sono un pater familias, la classica Jaguar per me, una Smart per mia moglie e un minicar per mia figlia.
Scherzo.
Un abbraccio fraterno a chi indovina da chi ho parafrasato il titolo.

mercoledì 17 dicembre 2008

Pensieri di corsa

La corsa è bella anche perché ti permette di pensare a cose diverse dal lavoro e dalla famiglia. Ti permette di stare da solo con te stesso per la durata dell’allenamento o della corsa, soprattutto quando le condizioni meteo sono perfette come oggi: un pallido sole, temperatura di 13 gradi, umidità un po’ alta ma, pazienza, non si può avere tutto. Approfitto della pausa pranzo per vestirmi ed uscire. Non importa che le scarpe sono ancora fradice dall’ultimo allenamento di water polo di due giorni fa, una scarpa bagnata non hai mai rappresentato un impedimento per un runner. Mentre corro, metto insieme un po’ di cose. Come un flash, m’appare un’intervista fatta qualche settimana fa alla televisione: una “giornalista” chiede ad una signora in un supermercato, mentre guarda il frigo con la carne, se è tranquilla, considerando il recente allarme diossina negli animali irlandesi. La signora risponde di sì perché compra solo carne italiana. Qualche annetto fa, durante la crisi dell’influenza aviaria, ci bombardarono con il messaggio che il pollo italiano era sicuro. Metto insieme questi flash con un paio di notizie lette oggi per caso sui giornali. Una notizia riporta l’abbattimento di 1800 pecore a Taranto a causa della diossina (http://bari.repubblica.it/multimedia/home/4115714). L’espresso riporta una notizia veramente allarmante sull’aumento di tumori ed altre malattie soprattutto nei bambini che vivono in zone inquinate, aumenti non confrontabili con i paesi occidentali
(http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Sos-bambini/2052441&ref=hpsp). Mi ricordo come se fosse ieri, un servizio andato in onda a Sciuscià (Santoro anni 90), un servizio agghiacciante su come venivano coltivati i pomodori a Scafati (Salerno), irrigati con le acque usate dalla concerie, piene di metalli pesanti ed altre schifezze. Pomodori che poi venivano mandati in settentrione per essere confezionati da aziende “serie”. Da allora non ho più comprato sugo di pomodoro o pomodori pelati in scatola (per fortuna mio suocero ne coltiva abbastanza per tutta la famiglia). E poi ci dicono di stare attenti a ciò che proviene dalla Cina e di mangiare italiano perché sano e controllato… Mah. E penso in perfetto inglese oxfordiano "Where the dick am I living?" (Ma 'ndo cazzo vivo?).
Tornando alla corsa, oggi mi sono fatto un bel progressivo di 12 chilometri, con i primi sei a 5’00” netti al chilometro, i secondi tre a 4’38” e gli ultimi tre a 4’29”, perfettamente in linea con quanto programmato.
Primo appunto sul mio Polar: perché a volte mi appare sul display che vado a 9’40”, mentre è ovvio che sto andando molto più velocemente? Se il segnale non è buono, perché non mi dice semplicemente “scusami, ma ricevo male il segnale, preferisco non segnalarti nulla perché sarebbe una stronzata”?
Secondo appunto: credo che il mio fisico stia cercando di dirmi qualcosa. E’ da più di un mese che soffro di malanni vari. Ho cominciato con una tosse persistente, poi una laringo-tracheite a ridosso della maratona di Firenze, poi un raffreddore che ancora non m’è passato preso proprio a Firenze. Senza contare quello che m’è venuto, sempre dopo la Maratona di Firenze, che non posso divulagre per non offuscare la mia fama di gran…
Mah, se questo post arriva a 50 commenti, ve lo dico.

martedì 16 dicembre 2008

Post al volo numero 2

All'ora di pranzo avevo in programma di farmi tre ripetute da tre chilometri a 4'15, con recupero attivo a ritmo di fondo lento. Aveva smesso di piovere e le condizioni mi sembravano perfette. La scelta del percorso era caduta sul giro intorno alle mura Aureliane, quello che fa Via delle Mura ardeatine e poi Via Guido Baccelli. Non è un giro lunghissimo, ma più lungo del biscotto e con qualche salitella e quindi meno giri e meno giramenti di scatole. Mi alzo dalla poltrona in pelle umana del mio ufficio quando squilla il telefono: mia moglie. Sono tentato di non rispondere e fare finta che non ci sono, ma rispondo lo stesso. Quando mi domanda ove ho messo i moduli del CID, capisco che l'allenamento per oggi è saltato. Nulla di grave, un piccolo tamponamento subíto proprio di fronte alla FAO, ma mi tocca scendere dall'assicurazione, prendere i moduli, riempirli, riportarli all'assicurazione, intanto passa l'ora che avrei voluto dedicare alla corsa, salta pure il pranzo e mi ritrovo davanti al computer a lavorare. La cosa mi mette un pò d'umore nero, che va ad aggiungersi al blue di ieri, in pratica mi girano alla grande. Allora, rispolvero un classico, qualcosa che volevo godermi da questa mattina dopo aver vista la mitica blues mobile sul blog di Gian Carlo.

Ora sto molto meglio.

lunedì 15 dicembre 2008

Kind of blue...


Oggi mi sento come questo pezzo di Miles Davis, mi sento molto "blue". Sará che non si vede un raggio di sole da un mese (a dire il vero, ieri c'era, ma non è bastato), sarà che ci sono giornate come questa, rimane il fatto che oggi è una giornata del cazzo.
Ieri ho corso la terza tappa di "correre per il parco": erano circa 6 chilometri (3 giri di due chilometri) con una durissima salita all'inizio di ogni giro e fondo umido e scivoloso. Ho chiuso con un buon tempo (25 minuti) considerando la difficoltà del tracciato, e comunque primo della mia società (e vai!).
Oggi, ho approfittato della pausa pranzo per farmi un fondo lento di 13 chilometri, lungo la colombo, svolta nella garbatella, lungotevere testaccio, via del teatro marcello, via dei fori imperiali, via di san gregorio. Sensazioni buone, nonostante un indurimento muscolare delle cosce dovuto alla corsa di ieri. Ho beccato un bel pó d'acqua, ma non contava perché quella corsetta un pó m'ha liberato del blue, ma solo un pó. Si accettano consigli per farmelo passare... ringrazio in anticipo!

venerdì 12 dicembre 2008

Allen Carr

Seppur con diversi giorni di ritardo, vorrei ricordare Allen Carr, morto il 29 Novembre del 2006. Allen Carr ha rappresentato, per molti fumatori come me, una svolta, ci ha resi consapevoli che dalla sigaretta ci si può liberare, senza soffrirne.
Ho iniziato a fumare che avevo 22/23 anni, in quel periodo preparavo la mia tesi di laurea sulle attitudini partenogenetiche di un mutante apomeiotico di erba medica (ancora mi ricordo il titolo!) e passavo giornate intere nel laboratorio del dipartimento di miglioramento genetico delle piante della Facoltá di Agraria di Perugia a fare esperimenti genetici. Nelle lunghe ore d'attesa tra un esperimento ed un altro, tra una lettura di un testo scientifico e un caffè al bar, ho cominciato con le mie prime sigarette, le Philip Morris blu. Poi ho continuato con tutte le marche posibili e immaginabili, aumentando la dose giornaliera, fino ad arrivare ad un massimo di due pacchetti al giorno (Sportsman rosse) quando lavoravo in Somalia. Provai a smettere mille volte, e fallíi mille volte, fino ad arrivare alla certezza che ormai la sigaretta avrebbe fatto parte della mia vita per sempre. Poi ho iniziato a correre, ma la sigaretta me la fumavo comunque. Stavo attento alla dieta, facevo una vita sana ed attiva, ma tutti i princípi salutistici sparivano di fronte al pacchetto di Marlboro. Poi è arrivato Carr con il suo libro. Una mia collega, fumatrice come me, aveva smesso da un giorno all'altro dopo aver letto il libro. Per curiosità l'ho acquistato anch'io. L'ho letto, e ho smesso. Non smetterò mai di ringraziare quest'uomo. Ho smesso di fumare, mi sono liberato della sigaretta, ho ripreso la mia vita, senza soffrirne nemmeno un pò, anzi, godendone dal primo minuto.
Il metodo di Carr è un non-metodo. Non ha inventato nulla, non dice nulla di nuovo, ma ti fa vedere il fumo di sigaretta sotto un aspetto diverso. E da quella prospettiva, se vuoi, smetti. Semplicemente cosí.
Ho letto il libro, ho smesso. E come me, migliaia e migliaia di persone che non smettono di ringraziarlo. I soldi spesi per il libro, 8.50 EURO, sono stati il miglior investimento che ho mai realizzato.
Due anni fa, l'inventore di questo non-metodo è morto. Di cancro ai polmoni, causati dalle centinaia di sigarette al giorno che si fumava, prima di smettere con il non-metodo che aveva inventato. E' morto, se n'è parlato per qualche giorno e poi l'oblío. In fin dei conti, cosa avrà mai fatto quest'uomo, se non dedicare gran parte della sua vita a salvare un sacco di persone dal fumo di sigaretta, quindi da probabilissima sofferenza e morte?
Di tanto in tanto, vado sul sito dell'Internet Bookshop, a leggere i commenti lasciati dalla gente che ha comprato il libro (http://www.ibs.it/code/9788890123306/carr-allen/facile-smettere-fumare), e ogni giorno s'aggiunge qualcuno al coro dei "grazie Allen".
Oggi volevo ricordare quest'uomo, e dirgli ancora una volta GRAZIE.

mercoledì 10 dicembre 2008

Un post al volo...

Mercoledí 10 dicembre, ora di pranzo. Ne approfitto per scappare dall'ufficio e fare l'allenamento programmato, 4 ripetute da 2 chilometri a 4'20", con recupero attivo a 4'55". Finito il riscaldamento, comincia la pioggia, comincia il divertimento. Ho fatto un totale di 13 chilometri intorno al biscotto e per una volta non mi sono annoiato troppo grazie alle secchiate che venivano giù dal cielo. Prima ripetuta chiusa in 8'43", seconda in 8'42", terza in 8'49", quarto e ultimo a 8'51". I recuperi da un chilometro li ho corsi tutti a 4'45". Il cronometro sembra mostrare un leggero calo nell'ultima ripetuta ma, sinceramente, non l'ho sentito mentre correvo.
Ho finito che ero fradicio, ma contento più del solito. Mentre correvo mi chiedevo se questa contentezza era dovuta più alla corsa o più al running computer. E mi sono risposto subito: questa sensazione di felicità viene unicamente dalla corsa, dai piedi bagnati nelle scarpe, dalla goccia di sudore che ti casca nell'occhio e, quando fa freddo, dal sudore gelato sulla fronte e sui capelli. Quella contentezza in più era dovuta proprio alla pioggia, che rendeva il tutto un pò più complicato, che mi rendeva agli occhi del resto del mondo un pò più pazzo. Tutto il resto è marginale nel raggiungimento del "runner's high", e il cronografo fico rimanere un accessorio e non il fine della corsa.
Con questo passo e chiudo. Domani si riposa e venerdí un bel lunghetto mattutino lungo il tevere cercando di evitare le scacazzate degli uccelli...

martedì 9 dicembre 2008

Polar RS800CX: prime impressioni

Ieri ho provato per la prima volta il mio nuovo running computer. Odio gli anglicismi in generale, ma in questo caso particolare, consigliatemi un nome per l’aggeggio in questione, perché non si tratta più di un semplice cronometro, ma di un vero e proprio computer da polso che oltre a dirti quanto tempo ci hai messo per andare da A a B, ti dice pure la temperature che faceva durante il percorso, ti mostra il percorso sulle mappe di google earth, ti registra i battiti cardiaci, ti calcola il running index, la velocità tenuta durante l’allenamento, l’altimetria e molto altro ancora.
Avevo in mente di fare una recensione vera e propria, ma poi ho scoperto che c’è chi, molto più bravo di me, la recensione l’ha già fatta e io non potrei fare di meglio (http://runtotri.blogspot.com/2008/10/rs800cx-more-detailed-review-of.html). Per questo motivo aggiungo solo quelle che sono le mie prime impressioni.
Il running computer può essere usato da solo o in combinazione con il programma Polar ProTrainer 5 (PPT5). Il programma permette di usare al meglio tutte le potenzialità del running computer.
Il programma Polar ProTrainer 5 è di facile installazione e l'utilizzo è molto intuitivo. Mi sono divertito ad inserire tutto il programma d’allenamento che mi porterà alla Maratona di Roma in meno di 20 minuti, senza alcun bisogno di consultare il manuale d’utilizzo tranne che in un paio d’occasioni. Ho poi trasferito il programma dal PC al running computer con la chiavetta USB. La connessione ad infrarossi non è sempre perfetta e ci vuole un po’ di tempo per capire la distanza giusta da tenere tra il PC e il running computer e l’orientamento di quest’ultimo.
Ieri ho eseguito un allenamento libero, cioè non programmato nel PPT5, per provare il sensore GPS e il cardio frequenzimetro. Appena tornato in ufficio (ieri per noi era lavorativo), ho scaricato i dati dal running computer al PC in pochi secondi e ho potuto analizzare la mia sessione d’allenamento.

I dati registrati includono distanza, velocità, frequenza cardiaca, temperatura esterna, durata della sessione d’allenamento. I dati permettono anche la mappatura del percorso su google earth con una precisione da paura:

Il running computer calcola anche il “running index", che è un indice che permette di monitorare lo stato di forma e dovrebbe anche dare una previsione sulle performance possibili su varie distanze.

Il mio indice è di 56, quindi dovrei poter correre una maratona in 3 ore e 30. Conto di aumentare l'indice fino a 60 entro marzo 09...
Oggi avevo programmato un fondo progressivo per le 12 e 30. L'allarme è scattato all'ora prevista ed ho eseguito quanto mi indicavo il running computer, e cioè 6 chilometri di fondo lento (5’al chilometro corsi effettivamente a 4'40), 3 chilometri a Ritmo Gara (4’45”/km corsi effettivamente a 4'25") e 3 chilometri a Fondo Medio (4’30”/km corsi effettivamente a 4'16"). Le prime impressioni sono buone. L’uso del running computer e del programma PPT5 è molto intuitivo e si riesce ad usare tutta la potenzialità dello strumento con relativa facilità, soprattutto se si è già abituati ad usare un Polar. La connessione tramite infrarossi potrebbe essere migliorata in quanto un pò aleatoria: la connessione a volte è immediata altre volte per nulla. Sto provando vari orientamenti e varie distanze ma la cosa mi lascia un pò perplesso. Il sensore GPS mi sembra molto buono: i satelliti vengo captati in pochi istanti e il segnale non s'è mai perso neanche passando sotto un paio di galleria.
Il problema più grosso per me è l’inspiegabile non compatibilità con il sistema Macintosh. Il mio computer di casa è un Apple Macintosh e sono quindi costretto ad usare le potenzialità del mio running computer solo dal PC dell’ufficio. Potrei installare sul mio Mac un virtual PC, un programma che simula Windows su Mac, ma costa un botto e per il momento non ne vale la pena.
Per il momento sono soddisfatto, spero di esserne entusiasta quando avrò risolto i problemi relativi alla connessione via USB.

venerdì 5 dicembre 2008

Polar RS800CX


E' bello essere sposati! Qualcuno mi dirá che ho detto un'ovvietá, qualcun'altro mi dirá che mento sapendo di mentire, qualcun'altro che se lo dico sono un uomo fortunato.
So di essere un uomo fortunato ma certi giorni ne sono più consapevole di altri. Il 4 dicembre era il mio compleanno e sotto al cuscino ho trovato il Polar RS800CX, completo di sensore GPS, chiavetta USB per il trasferimento dati, fascia cardio e tutto il resto.
In un attimo mi sono ritrovato bambino, quando mi emozionavo davanti ai regali dei miei genitori e passavo le giornate a giocare con i nuovi giochi. Da ieri ho questo running computer tra le mani, con una voglia matta di uscire nella pioggia per provarlo, ma mi sto frenando dato che ancora non ho recuperato appieno dal reffreddore beccato sotto l'acqua di Firenze. Tra tosse, raffreddore, laringo-tracheite, ho passato le ultime settimane sempre con un malanno. Spero di aver preso in un colpo solo tutti i malanni dei prossimi tre anni. E quindi, non potendo uscire a correre, gioco con l'orologio e il programma Polar ProTrainer 5 per entrarci in confidenza ed essere pronto quando servirá. Ho caricato tutto il programma d'allenamento che mi porterá alla Maratona di Roma e non vedo l'ora d'iniziare.
Vi terró aggiornati sulle qualitá (e anche i difetti) di questo che mi pare un gioiello.
Intanto, datemi delle idee (a magari anche un contributo in Euro...) che il compleanno di Rossana è fra poche settimane e questa volta non posso trovare scuse per non farle un regalo. Ringrazio in anticipo.

giovedì 4 dicembre 2008

9 1/2 weeks to Rome 2009


Per scacciare eventuali malumori dovuti al non raggiungimento del mio obiettivo temporale a Firenze domenica scorsa, ho passato questi ultimi giorni a rifinire il piano d'allenamento per Roma, che si correrá come tutti orami sanno, il 22 marzo 2009. Il piano d'allenamento è visualizzabile cliccando sul link qui a sinistra.
Il piano d'allenamento è ricavato da quello elaborato da Albanesi, il mio preferito per quanto riguarda il running e basta. Del resto, basta aprire il suo sito oggi e leggersi un bel articolo intitlato "Figli: perché no" con la descrizione seguente: "l'articolo analizza in modo estremamente dettagliato le ragioni per cui, nella maggior parte dei casi, la nascita di un figlio risulta essere una condizione penalizzante". Nessuna riuscirà a trovare un legame con la corsa ma il buon vecchio Albanesi ormai è cosí: dice la sua su tutto, mentre dovrebbe concentrarsi su ció che sa fare bene, e lasciar perdere il resto.
Dopo questa parentesi e dopo aver archiviato la Maratona di Firenze, con tutti i suoi aspetti positivi e negativi, mi accingo a conquistare Roma, con cui ho un conto in sospeso da un paio d'anni. Roma 2007 è stata la mia prima Maratona. Una Maratona affrontata senza un'adeguata preparazione, una maratona che non avrei mai dovuto fare ma che la mia cocciutaggine mi ha fatto fare lo stesso. Mi era nata la prima bimba da pochi mesi, non riuscii a fare nemmeno un lungo superiore ai 23 chilometri nei mesi precendenti, ero in debito di sonno e di forma. In ogni caso, il giorno della maratona mi ritrovai fiducioso alla partenza e arrivai senza troppi problemi fino al 27 chilometro. Lí iniziò un calvario che mi serví da lezione. Avrei voluto "vendicarmi" l'anno scorso, ma fui fermato da un problema fisico proprio all'inizio della preparazione, problema poi risoltosi solo a giugno di quest'anno.
La Maratona di Roma diventa quindi un evento speciale: perché è la città dove sono nato e dove è nata mia figlia, perché è la città dove ora vivo, perché è una cittá che amo nonostante faccia di tutto per farsi odiare, perché è la prima maratona che ho corso, perché devo cancellare Firenze.
Il programma d'allenamento dovrebbe iniziare il 5 gennaio e dovrebbe durare 9 settimane. Ma per far quadrare i conti, lo faccio iniziare tre giorni prima, cosí le settimane diventano 9 e mezzo. Non serve a nulla, ma vuoi mettere la soddisfazione di dire che ho un programma d'allenamento di "nine and a half weeks"?

martedì 2 dicembre 2008

La mia Firenze



Comincio a scrivere il resoconto della gara di Firenze con lo stomaco ancora chiuso per la delusione. Eppure, le premesse per non riuscire nell’impresa prefissata c’erano tutte. Un mese di novembre in cui ho corso poco per motivi di lavoro e una laringo-tracheite che mi ha beccato 7 giorni prima della maratona e che mi ha costretto a letto e antibiotici per una settimana dovevano farmi rivedere l’obiettivo temporale di 3 ore e 23 minuti che invece il mio ottimismo patologico confermava e rafforzava ulteriormente. Sono arrivato a Firenze con la mia dolce metà, lasciando per la prima volta la nostra piccola Maya con la nonna. Una luna di miele a Firenze, a ridosso della maratona. Al Marathon Village, entriamo per prendere il pettorale ed usciamo senza riuscire a localizzare i Blog Trotter (dove eravate??). A dire il vero, siamo entrati ed usciti molto velocemente, senza soffermarci troppo a guardare i vari stando per approfittare della serata e farci una bella passeggiata in città. Cena da Zazà in Piazza del Mercato Centrale e alle dieci di sera eravamo tra le braccia di Morfeo.
Domenica mattina, arrivo sul lungarno, lascio la roba nei camion e m’incammino a Piazzale Michelangelo. Cade qualche goccia di pioggia, fa freddino, ma sono ben coperto con guanti, cappello, maglia a maniche lunghe in tessuto tecnologico, canotta della società e un paio di felpe vecchie da buttare al momento della partenza. Faccio un giro intorno alla statua di Michelangelo, c’è un sacco di gente, ma non riesco ad individuare eventuali blog trotters. Comincio il riscaldamento, un pò di stretching e entro nella mia bella gabbia 30 minuti prima della partenza. Intanto la pioggia aumenta, il freddo si fa più pungente e cerco di tenermi caldo saltellando. E poi si parte. Dopo poco capisco che il mio bel Polar RS200 oggi mi dà la “sòla”. Al primo chilometro sgarra di 70-80 metri. Riprovo al secondo chilometro, stessa cosa. Questa cosa mi mette d’umore nero, anzi, mi fa proprio incazzare. Comunque, non c’è nulla da fare, quindi cerco di mettermi l’animo in pace e proseguo. Ritmo cadenzato, prudente, passo la mezza in 1 ora e 43 minuti, proiezione finale 3 ore e 26. Sono leggermente più lento del previsto, ma prevedo di recuperare qualche cosa nella seconda parte del percorso. Illuso! Non ho particolari ricordi della corsa, perché tutte le mie emozioni si concentrano al momento dell’entrata nelle cascine. Sento la voce di Rossana che mi chiama, la vedo, la saluto, sono felice d’averla vista, poi sento un dolore sordo dentro alla coscia destra, e capisco che è finita, rallento vistosamente ma comincio a sentire dolori anche alla coscia sinistra, all’inguine sinistro. Cammino per qualche minuto, poi riprendo una corsetta ridicola, ma è tutto inutile: il crampo è là, in attesa. Non riesco a correre per più di due minuti senza sentire il dolore alla coscia e all’inguine. La mia corsa è finita, il mio obiettivo fallito. Vedo i pacers delle 3 ore e 30 passarmi, non reagisco nemmeno, ma sento un tonfo dentro di me. Non ho altra scelta che di proseguire. Mia moglie m’aspetta all’arrivo, c’è la mia roba da recuperare, un treno da prendere, solo per questo vado avanti perché la voglia è quella di fermarmi, prendere un taxi e tornare in albergo. Al centro di Firenze, per qualche minuto riesco a tenere un ritmo meno ridicolo, spinto anche dal pubblico, che incito e che mi incita, ma è solo un’illusione di breve durata. Passano i pacers delle 3 ore e 45. Non sento alcuna emozione. La mia corsa è finita da un pezzo. Qualche passante cerca di darmi la carica, dai che mancano solo pochi chilometri. Verrebbe da rispondere male, ma l’intenzione d’incoraggiare è sincera e quindi sorrido, ringrazio e faccio un gesto eloquente: non ne ho più. Gli ultimi 500 metri riesco a farli di corsa, mi becco l’applauso del pubblico, ma non sono felice, anzi. Vedo Rossana che mi viene incontro e in quel momento mi esce tutta la tensione accumulata negli ultimi chilometri infernali e piango come un bimbo.
Cose belle da ricordare: un pò di tempo passato da solo con la mia dolcissima metà, la visita ad una città splendida, la partecipazione ad una gara organizzata benissimo, l'accoglienza ricevuta dai Fiorentini e dai turisti, il passaggio sotto al traguardo dei 42 chilometri, nonostante tutto.
Rimpianti: non aver conosciuto i blog trotters, tranne brant che mi ha passato allegramente al 27/28 chilometro e con il quale ho scambiato 3 battute.
Mancano 110 giorni alla Maratona di Roma. Qualche amico blogger m'incoraggia dicendomi che sicuramente valgo più del tempo fatto a Firenze. Anch'io ne sono sicuro, ma finora non l'ho dimostrato. E' ora di farlo.

lunedì 1 dicembre 2008

La mia debacle...

Primo dato: ho chiuso la maratona in 3 ore e 49 minuti, ben 26 minuti in più rispetto alla mia previsione. Speravo meglio, nonostante un mese di novembre durante il quale non sono riuscito ad allenarmi come da programma e una sciagurata ultima settimana a letto con antibiotici e medicinali vari. Sono arrivato a Firenze debilitato, c'ho provato lo stesso ed è andata com'è andata. Fino al 32esimo chilometro, tutto secondo i piani. Mi sentivo abbastanza bene, il respiro era regolare, la falcata pure. Poi, precisamente al 32esimo, una dolore sordo nella coscia sinistra, poi a quella sinistra, crampi. Mi sono dovuto fermare, camminare, correre per poche centinaia di metri, ricominciare a camminare, praticamente un metodo Galloway per arrivare fino in fondo. Ho visto passare i palloncini delle 3 ore 3 e 30, senza nemmeno provare a seguirli, poi quelli delle 3 e 45, e poi è finita.
Sono deluso, impossibile negarlo, ma è stata un'esperienza comunque importante. La sconfitta fa parte del gioco: vuol dire che ci devo riprovare ancora più forte.
La Maratona di Roma, in fin dei conti, non è tanto lontana...

venerdì 28 novembre 2008

Sarà femmina!

Fatta la morfologica: tutto ok. Il runner in arrivo sarà femmina!
Ora posso pensare con più tranquillità alla maratona di Firenze.
Ieri ho scaricato a villa pamphili per 12 chilometri a 4 e 40 per vedere come mi sentivo dopo gli antibiotici e 4 giorni di stop. Le sensazioni sono buone. Oggi un altro giretto molto più tranquillo e domani si parte...
Questo è l'ultimo post prima di Domenica, e quindi, come un perfetto englishman, auguro a tutti voi, e anche a me, un grandissimo in the ass of the whale!!!
(in culo alla balena)

mercoledì 26 novembre 2008

Luxuria, la televisione e altro ancora...

Vorrei rimanere stupito, o a bocca aperta per lo spazio che televisioni, radio e telegiornali stanno dando alla vittoria di Luxuria all’isola dei famosi, invece, conoscendo il paese dove vivo, sembra tutto così squallidamente normale. E che dire dei politici che commentano questa non notizia? Capisco che domandare è lecito e rispondere cortesia, ma se fossi un politico e un giornalista mi chiedesse di luxuria, lo manderei a fare in culo… con tutti i problemi che abbiamo, dobbiamo sorbirci i commenti su luxuria?
Sento il PRC dire che Luxuria è il nostro Obama... E poi gli offre un seggio al parlamento europeo. Mi sta benissimo, ma non perché ha vinto l’isola però. Se no mi tocca dare ragione a Casini quando dice che la sinistra è morta. Come dargli torto. Ma questa non è la mia sinistra.
Legog ancora che, secondo Luxuria, con questa vittoria si è rotto il tabù dell’eterosessualità a tutti i costi. Vorrei che qualcuno mi spiegasse cosa c’entra la sua vittoria all’isola con le mie scelte sessuali. Ha vinto Luxuria, quindi oggi posso fare outing senza pericolo: sapete, sono gay, ma non discriminatemi, perché Luxuria ha vinto l’isola…
Rimango comunque abbastanza stupito del seguito di pubblico che queste trasmissioni continuano ad avere. Confesso che dieci anni fa, quando i reality cominciavano a far capolino, qualche volta ho guardato anch’io qualche spezzone di puntata, più per curiosità che per altro. E poi ho smesso di guardarli perché sono il niente assoluto, noia totale. Eppure, lunedì sera, 8 milioni di italiani hanno guardato la puntata dell’isola. Sono passati dieci anni, e siamo ancora tutti lì a guardare queste cose, e questo mi turba, m’incuriosisce. Senza parlare poi del successo di programmi come “uomini e donne”, “amici”, tutti programmi che dovrebbero essere vietati ai minori per quanto sono diseducativi.
E’ vero che l’educazione dei figli è responsabilità della famiglia, ma il compito non viene di certo facilitato da questo strumento che fino a pochi anni fa era pure educativo. Di solito al mattino accendo il televisore per fare vedere Winnie the Pooh al mostricciattolo ed è un continuo bombardamento di spot e di pubblicità, peggiore di quello che dobbiamo sorbirci con la programmazione della sera. Allora, decido di spegnere la televisione, o almeno ci provo. Perché ad una certa ora è automatico dare un’occhiata a qualche telegiornale e guardare se per caso c’è qualche programma interessante. E ogni volta ricaschi nella solita volgarità, la solita violenza, spinta sempre un pò più in là. E mi riferisco alle interviste senza pietà ad una madre che ha perso un figlio, a un padre che ha perso la famiglia in un incidente.
Conosco poco la televisione negli altri paesi. Anche se ho vissuto a lungo all’estero, ho sempre pagato un abbonamento per vedere la solita BBC, CNN, qualche canale dedicto a film, discovery, etc… A settembre però ho passato qualche settimana in Francia e la televisione mi sembrava molto più educata, senza culi e tette, i servizi dei telegiornali mi sembravano molto più rispettosi, e la satira era veramente feroce, molto di più di ciò che vediamo qua.
E mentre scrivo queste minchiate, appare un pop-up che mi dice che con Sky posso registrare due programmi mentre ne vedo un altro. E dopo aver finito di vedere il programma che sto vedendo, guardo i due che ho registrato magari registrandone altri ancora per vederli successivamente… ma è un incubo! E pensare che l’ultima volta che ho registrato qualcosa c’erano solo i VHS, il Betamax e i DVD non erano stati inventati.
Sapete cosa dice Hans Magnus Enzensberger a proposito della televisione?
Beh, sono d’accordo con lui.

martedì 25 novembre 2008

A casa


Fuori il tempo è brutto, io sono a casa a curare la laringo-tracheite che mi ha colpito a tradimento (non proprio a tradimento…) domenica scorsa. Sono seduto al computer cercando di sbrigare un po’ di lavoro da casa, con la mia piccola Maya seduta vicino a me intenta a scrivere sul mio vecchio MacBook. Ogni tanto, dopo aver combinato qualche piccolo disastro, mi guarda e dice “guarda che ho fatto!”.
10:30.
Il non lavorare, il non correre, l’essere obbligato a stare a casa e non fare praticamente nulla, mi obbliga a fare una cosa per la quale non sono proprio portato: pensare, guardarmi attorno e pensare. Non è proprio vero, in fondo sono un pensatore, un osservatore e amo pensare ed osservare quando corro. In questi giorni, penso e osservo senza corere, e allora ho anche la possibilità di scrivere ciò che mi viene in mente. E che cosa può venirmi in mente? Con tutto quello a cui si potrebbe pensare, mi viene in mente come un flash l’intervista che ho visto ieri al TG1, dove un individuo, tale bocchino italico, ne ha detta una che Nanni Moretti, se fosse morto, si rigirerebbe nella tomba: la “moral question”. Dopo l’election day, dopo il family day, dopo il welfare, ecco a noi la
Moral Question. C’ho pensato a lungo e sono arrivato alla conclusione che probabilmente, tradurre “moral question” in questione morale forse non rende veramente il senso di ciò che l’amico bocchino ci voleva trasmettere. L’italiano è una lingua povera, si sa, e dobbiamo ricorrere ad anglicismi per forza…
11:07
Guardo con il piccolo extraterrestre (mia figlia), un video girato qualche anno fa con mia moglie alle falde del kilimangiaro. Abitavamo a Nairobi ed avevamo deciso di trascorrere un tranquillo weekend di paura in tenda nel parco nazionale dell’Amboseli. Abbiamo acceso un fuoco, cucinato la carne alla brace, montato le tende, accompagnati dai rumori e dalle luci della savana. Uno spettacolo difficile da descrivere, una sensazione unica, la consapevolezza della nostra piccolezza di fronte alla grandiosità della natura. Ogni cinque minuti, mi svegliava spaventata per un rumore, un fruscio, un ululato un po’ più ravvicinato. In ogni caso, un weekend veramente speciale.

Mi tocca cucinare oggi. Mi metto subito al lavoro.

lunedì 24 novembre 2008

Te pareva...


Che altro aggiungere? Ieri ho fatto il mio personale sui 5000 metri, a corri per il verde:19 minuti e 30 secondi. Non ero mai sceso sotto i 20 minuti. Poi, il mal di gola che era in agguato, piano piano ha deciso di manifestarsi. Ho iniziato una cura di antibiotici, mucolitici e vitamine per debellare l'infezione ed essere pronto per la maratona. Sono un pò seccato. Preoccupato no, ma molto seccato si. Non andrò in ufficio nei prossimi giorni. Mi curerò, non mancherò di fare qualche uscita di corsa ben coperto e vediamo come andrà.

sabato 22 novembre 2008

-8 a Firenze...

Ormai ci siamo quasi. Quello che si poteva fare è stato fatto. In questi ultimi 8 giorni non possiamo fare molto di più. E' come con gli esami universitari: non ho mai capito i miei colleghi che la sera prima studiavano fino a notte tarda. Io smettevo di studiare 3/4 giorni prima, mi limitavo a ripassare gli appunti tra una partitella di calcio e una vasca a corso vanucci a Perugia. Con la maratona è la stessa cosa. Rimane una settimana, qualche corsa lenta, qualche allungo, più per stare tranquillo che per un allenamento effettivo, qualche "rifinitura" per cercare, questa volta, di ottenere una nostra personalissima lode.
Sempre per fare passare un pò di tempo, m'invento improbabili strategie di corsa, faccio dei fogli excel con le andature, i passaggi, proiezioni finali. Tutti bei calcoli che diventeranno il nulla più assoluto quando inizierà la corsa.
Quando è iniziata l'operaione Maratona di Firenze, mi ero prefissato un tempo di 3 e 30, cioè un ritmo di gara di 5 al chilometro. Con il passare dei giorni e dei chilometri, mi sono accorto che potevo mirare ad un ritmo tra 4:40 e 4:50 e quindi con un tempo finale intorno alle 3 ore e 20. E quindi questo è il mio obiettivo per Firenze: 3 e 20.
Penso a domenica prossima e rabbrividisco...

mercoledì 19 novembre 2008

E vai...

Oggi, sveglia alle 5 e 30. In casa c'è silenzio, ed ultimamente è una raritá, con la piccola Maya che proprio a quell'ora vuole la mamma o il papá e sopratutto molta attenzione. E dato che oggi mi volevo svegliare comunque presto per farmi una corsa, lei, invece, dorme. Purtroppo questi test non si possono fare, ma vorrei tornare indietro a ieri sera, decidere di non andare a correre e vedere cosa succede. Scommetto quello che vi pare che il mostricciattolo si sveglia alle 5 e 30.
In ogni caso, dopo un veloce caffè ed un'altrettanto veloce preparazione, sono uscito di casa alle 6 precise. Sono sceso da Monteverde vecchio, ponte testaccio, lungotevere fino a ponte milvio e ritorno. 20 chilometri precisi, corsi in scioltezza a 4 e 48, con buone sensazioni. Questa corsetta mi ha ridato tutta la fiducia di cui avevo bisogno per la maratona di Firenze. Potevo correre altri 20 chilometri allo stesso ritmo: la risposta è semplicemente SI.
Da quando sono tornato dal Kazakstan ad oggi (6 giorni e 6 allenamenti), ho corso 92,5 chilometri e le gambe girano che è una bellezza. Finirò questa settimana con qualche corsetta venerdí (12 km) e domenica (15 km) e poi la settimana prossima molto tranquilla in vista della maratona.
Sono riuscito a prenotare un albergo in una buona posizione al centro di Firenze, non lontano dalla stazione e vicino al luogo di ritiro dei pettorali e alla partenza della maratona. Mi sono preso due giorni di ferie giovedí e venerdí la settimana prossima, da dedicare a moglie e bimba che non potranno seguirmi a Firenze e devo solo decidere se andare in auto o in treno.
Tutte queste chiacchere perché? Perché comincio a sentire qualcosa a livello della pancia, comincio a pensare sempre più spesso a domenica 30 novembre, a volte mi estraneo e la mia mente e i miei pensieri vanno su di lei. I miei colleghi mi chiedono se tutto va bene, mia moglie mi dice che sono strano... E cerco di distrarmi, di pensare ad altro, ma non ci riesco tanto bene. E allora, dato che è inutile ribellarsi, mi rivedo in continuazione l'azione di corsa più bella degli ultimi anni: gli ultimi chilometri della maratona da record di Haile Gebresellasie a Berlino qualche settimana fa. Ve lo ripropongo. Immaginate di essere al posto suo, e godete.

martedì 18 novembre 2008

Sto riprendendo un pò di fiducia...

Sto riprendendo un poco di fiducia. Ieri ho fatto un'uscita di 15 chilomteri all'ora di pranzo, corsi ad un buon ritmo e soprattutto con buone sensazioni. La tosse mi da ancora un pò fastidio, ho un pizzico alle tonsille, ma tutto sommato sto bene.
Oggi farò di nuovo un'uscita di un'oretta di corsa lenta e poi domani un lunghetto di 25 chilometri, da vero early morning runner, per ricominciare a crederci, come consigliato da Stefano. In questi mesi, ho imparato a dare del tu alla maratona. Prima della prima maratona, me la facevo sotto dalla paura, mi sembrava un'impresa impossibile e l'importante era arrivare alla fine. Alla seconda, non avevo più davanti a me un mostro sconosciuto, ma un mostro che sapevo poter domare e ci riuscíi, ma sempre con molto rispetto e timore, raggiungendo l'obiettivo che mi ero posto (correrla tutta, senza fermarmi, ad un ritmo costante e sotto le 4 ore). Durante l'allenamento per questa mia terza maratona, ho imparato a guardarla diritto negli occhi, ho cominciato piano piano a darle del tu, e forse, il fallimento del mio allenamento di sabato è stato solo un piccolo richiamo a mantenere le debite distanze. Non mi accontento più semplicemente di finirla, ora voglio finirla con un obiettivo di tempo preciso (le 3 ore e 20 e 3 oe e 30) che so essere nelle mie possibilità di quest'anno e l'anno prossimo voglio migliorarmi ancora perché so di poter mirare ad un tempo sotto le 3 ore.
Il bello della vita e della corsa è proprio il potersi dare degli obiettivi e fare di tutto per raggiungerli. Non dico che ci riuscirò l'anno prossimo, ma forse potrebbe essere l'obiettivo del 2010: correre Berlino sotto le 3 ore.

Questo sarà il titolo del Blog subito dopo Firenze 2008!
Vorrei tornare per un momento alla corsetta di ieri. Sono partito dalla FAO, ho raggiunto il lungotevere all'altezza di ponte sublicio, ho proseguito sul lungotevere testaccio fino al ponte che ho attraversato, quindi ho preso la portuense, lungotevere fino a Castel Sant'Angelo, attraversato il ponte Sant'Angelo e sono tornato indietro sempre sul lungotevere. Sulla via del ritorno, in piena luce, c'erano due ragazzi che si stavano facendo di eroina, la ragazza aveva la siringa nel braccio, il ragazzo vicino a lei che l'aiutava. Sono passato ad un metro da loro senza che loro se ne accorgessero.
Con un groppo alla gola, ho proseguito fino al ponte sublicio di nuovo, dove sono risalito in superficie per ritornare indietro, andare a piazza venezia, i fori imperiali, il colosseo e per finire con un paio di giri al biscotto. Lí, sul prato, c'era una coppia di ragazzi che si stava lasciando andare ad effusioni d'affetto, in piena luce. Anche in questo caso sono passato molto vicino a loro, senza che se ne accorgessero. E mi è venuta una gran pena ricordando quegli altri due ragazzi, visti appena 20 minuti prima. In fondo, tutte e due quelle coppie stavano cercando un pò di felicitá, tutte e due in piena luce del giorno, ma mentre una la stava assaporando per davvero, quell'altra ne stava inseguendo solo l'illusione che poi l'avrebbe portata dove?

lunedì 17 novembre 2008

Pensavo che 4 giorni senza corsa...

... non avrebbero influito sulla splendida forma raggiunta, e invece, sabato mattina mi ritrovo fermo all'inizio della salita di via dandolo, stanco, arrabbiato, deluso, forse anche un pó depresso, dopo nemmeno 16 chilometri. Volevo farne 20-22, ma a metá ho capito che non era cosa... Ho deviato dal percorso originale e ho ripreso la strada di casa che ho terminato sotto la salita di Via Dandolo... Sensazione di fallimento, anni luce da come mi sentivo dopo il lunghissimo di appena due settimane prima. Comunque, la spiegazione probabile è che non avevo ancora recuperato dal viaggio in Kazakstan. Ho poi una tosse da circa 10 giorni che non ho curato. Ieri, domenica, ho fatto un'uscita di 14 chilometri a Villa Pamphili, e mi faceva male il petto. Prima vedró il medico e meglio sará.
In conclusione, fine settimana da schifo per quanto riguarda la corsa. Ora sono un pó incerto su come andare avanti. La maratona è fra 13 giorni. Da programma avrei dovuto fare due lunghini da 24 e 21 chilometri dopo il lungo di 36 di due settimane fa. Questi lunghini li ho saltati e il massimo che ho corso è stato questo weekend (16 e 14 chilometri). Sto pensando di recuperarne uno questa settimana, tipo mercoledí mattina 20 chilometri, e per il resto fare dei 12-14 chilometri. La prossima settimana, scarico vero come da programma... Boh, sono un pó confuso e anche un pó depresso. Speriamo che passi.

giovedì 13 novembre 2008

Almaty, Kazakstan

Mi trovo nella business lounge dell'aeroporto Ataturk di Istanbul. Ho passato tre giorni in un posto allucinante che sembrava il norman bates hotel di psycho o, per la presenza della neve e l'imponenza dell'albergo stile sovietico, a shining. L'atmosfera, almeno, era proprio quella. Neve, freddo, edificio enorme, decadente, con inservienti che sembrano zombie (concetti come buongiorno o buonasera sono sconosciuti), orari di colazione e pranzo tipo dalle 8 alle 9 e dalle 12 alle 13... ci tornerò, perché devo riordinare le idee...
SOno partito con le scarpe e con tutto il necessario per correre al freddo (praticamente, ho portato anche i guanti). Ho corso il primo giorno verso le 10 del mattino, freddo cane, corsetta di 9 chilometri, molto tranquilla, non conoscendo i luoghi, evitando di perdermi e di allontanarmi troppo. Poi, più niente. Il secondo giorno mi sono svegliato alle 6, fuori buio totale ed aveva pure nevicato. Mi sono rigirato nel letto e ho fatto un rinforzino in vista della giornata di lavoro. Il terzo giorno, faceva buio ma ero pronto a correre, purtroppo era tutto gelato. Non ho voluto correre il rischio di rompermi una gamba. Il quarto giorno sono ripartito. Quindi, in 4 giorni mi sono fatto la bellezza di 9 chilometri. Non sono troppo preoccupato, 4 giorni di riposo non dovrebbero essere deallenanti in vista della maratona... almeno lo spero. Intanto siamo a meno 17.
Da domani si ricomincia. Ho voglia di spararmi tra domani e il fine settimana un bel pò di chilometri, mi mancano..
Come, d'altronde, mi è mancato questo blog...

giovedì 6 novembre 2008

Barack

Dopo tre settimane di carico, questa settimana ci vado giù abbastanza tranquillo. Lunedí pochi chilometri dopo il lungo di Domenica, martedí riposo in attesa di Obama, ieri 3 volte 2000 metri in 8 minuti, con recupero attivo a 4'20''. Oggi nulla, domani una decina di chilometri a passo tranquillo. Domenica dovrei partire per il Kazakhstan, ma la voglia è poca e le procedure per ottenere il visto abbastanza tortuose.
Come detto nell'ultimo post, l'elezione americana mi ha toccato molto. Ciò che sembrava impossibile, ciò che solo al cinema, è successo per davvero. E' una svolta epocale, è successo qualcosa che forse ancora non ce ne rendiamo conto. Possiamo far finta di niente, ma è successo. Ieri, forse per la prima volta nella mia vita, ho rosicato di non essere americano. Ho invidiato i miei colleghi americani.
A marzo diventerò papà per la seconda volta. Ho tifato per avere una seconda figlia. Ora vorrei un maschio per poterlo chiamare Barack.
Mia moglie non è molto d'accordo...

martedì 4 novembre 2008

Diverso per natura...

Oggi non si corre. Dopo il lungo di domenica, ieri ho fatto una piccola corsetta di 11 chilometri a 5’/km con il mio amico Pietro. Tutto tranquillo, tutto okay. Quindi oggi non si corre, ma sarà una gironata speciale comunque, soprattutto per me e per chi è come me.
Sono un mulatto, un meticcio, un bastardo, un po’ bianco, un po’ nero, ma non abbastanza bianco e non abbastanza nero. A scuola, ho fatto a pugni perché mi chiamavano negro, ho lavorato in Africa dove sono stato chiamato bianco (mzungu, gaal), sono andato nel paese natale di mio padre dove mi hanno chiamato libanese. Non mi hanno fatto entrare in discoteca perché italiano (a Vienna negli 80, era normale…).
So di appartenere a popoli diversi, a culture diverse, eppure questi stessi popoli cui sento di appartenere mi percepiscono come straniero, come diverso. Nato diverso per natura, maledizione per qualcuno, grande fortuna per me, che mi permette di vedere con occhio critico diversi punti di vista. Grande fortuna perché mi permette di esprimere il mio giudizio critico senza essere tacciato di razzista. Grande fortuna, perché mi permette di capire. Grande fortuna, perché sono a casa mia un po’ dappertutto, anche se non ho una casa mia. Non ho radici profonde da qualche parte, ma radici un po’ dappertutto.
Mi trovo a mio agio in ogni posto, ma in ogni posto sento che non sono proprio nel “mio” posto. Sento sempre e comunque degli sguardi diversi. Forse è solo suggestione, forse no. Solo in un paio di occasioni ho avuto la sensazione di “appartenere” per davvero ad un popolo, una comunità: è stato durante un paio di missioni in paesi arabi (in Sudan e in Yemen), dove mi sono sentito tra “simili”. Ed è abbastanza paradossale sentirsi a “casa” in un posto di cui non parli la lingua e non conosci la cultura, solo perché hai la pelle dello stesso colore di chi ti sta intorno. Ed è stato bello scoprire che un tale sentimento può esistere, ma chi non ha avuto le esperienze che ho avuto io, se ne rende conto?
Tutto questo discorso perché? Perché oggi, uno come me, uno mezzo bianco e mezzo nero, forse diventerà presidente degli USA. La sua vittoria sarà anche un po’ la mia, senza nessun sentimento di rivincita perché, come ho detto prima, io non posso essere razzista, sarebbe una rivincita su me stesso e avrebbe poco senso…

lunedì 3 novembre 2008

Pensieri durante il lungo di ieri...

A Villa Pamphili, non c’era nessuno. Non m’era mai capitato prima di avere la Villa tutta per me. Nessuno. Neanche un runner, neanche un signore con il cane. Nessuno. E mentre percorrevo il sentiero che porta al chioschetto prima del ponte che attraversa Via Leone XIII, c’era Roma che cominciava ad essere rischiarata dalla luce rossa del primo sole del mattino.
Secondo pensiero: a Villa Pamphili ho visto volare un pappagallo verde. Non é la prima volta che ne vedo e oramai non sono una rarità. E ho pensato che nel laghetto di Villa Pamphili ci sono delle tartarughe della Florida, quelle con le orecchie rosse. Stiamo per caso diventando un paese tropicale?
Terzo pensiero mentre percorrevo via Gregorio VII, piena di cacca d’uccelli. Non ho mai visto cosí tanti storni come quest’anno. Roma si è riempita d’uccelli, e ho pensato che questa dovrebbe essere una lieta notizia per qualche collega d’ufficio in cerca d’amore. Poi ho pensato che era un pensiero cattivo. E poi ho pensato alla scena del film di Fantozzi va in pensione, quella della Calle dei piccioni e m’è venuto da ridere.
Nel frattempo avevo raggiunto San Pietro, e il quarto pensiero: che bellezza.
Ponte Milvio: ho visto tutti quei lucchetti e non mi è venuto nulla da pensare. L’idea del lucchetto, in fin dei conti, non è malvagia, anzi potrebbe anche essere carina. Ma questo gesto romantico, ripetuto cosí tante volte, nello stesso posto, seguendo le stesse modalitá, ormai ha perso tutto il suo valore.
Villa Borghese: ho pensato all’acqua. Finalmente.
Via delle quattro fontane: ho bestemmiato per quanto è ripida.
Santa Maria Maggiore, non l’ho nemmeno guardata. Il mio sguardo era rivolto alla piccola via di santa Prassede e mi sono ricordato che una volta, da piccolo, c’era andato.
San Giovanni in Laterano: che bellezza, ancora. Poi mi sono ricordato di ragazzi rapati vestiti con giubbotti di pelle che distribuivano volantini di forza nuova qualche mese fa. Mi hanno fatto pena.
Appia Antica, Tomba di Cecilia Metella: acqua e poi sampietrini in discesa, gambe che cominciano a protestare, ma è solo un momento, poi tutto passa.
Via delle Sette Chiese, la Garbatella, San Paolo fuori le mura: i pensieri cominciano a scarseggiare, la mente si focalizza sull’arrivo.
Viale Trastevere: sono arrivato. Sono le 8 e 50, ho fatto 36 chilometri ad una media di 4 e 45. Guardo la cittá intorno a me che si anima, il traffico che aumenta. Chi è stato più furbo? Chi di domenica ne sta approfittando per rimanere a letto con il proprio partner, oppure chi come me è uscito alle 6 del mattino per fare 36 chilometri? Non lo voglio sapere. Intanto, penso che devo portare la bimba dai nonni e poi con la moglie finire di mettere le zanzariere alle finestre e le mensole ai muri. Il tutto prima di pranzo.

Il penultimo lungo prima di Firenze

Ieri ho fatto il penultimo lungo prima della maratona di Firenze. Come da programma, ho corso 36 chilometri con una media di 4 e 45 a chilometro, perfettamente in linea con il mio obiettivo di 3 ore e 20-30 minuti. Partenza alle 6 del mattino da casa, villa pamphili, via gregorio VII, San Pietro, ponte milvio, villa borghese, Santa Maria Maggiore, San Giovanni in Laterano, Appia Nuova, Appia Antica, via delle sette Chiese, San Paolo fuori le Mura. Sensazioni molto positive, tenendo anche conto di aver bevuto pochissimo e mangiato nulla durante la prova.


Altra considerazione: ho trovato il modo giusto di attaccare il footpod alla scarpa. Su 36 chilometri, ha sgarrato di pochissimo.
Altre considerazioni nei prossimi post. Avevo voglia di far tornare a vivere questo blog.

Il perché di questo blog

Ce l'avevo, un blog. Poi é stato rimosso, vai a capire perché. Materiale pornografico non ce n'era, materiale razzista, oltraggioso nemmeno. Un pó ci sono rimasto male. C'erano solo tre post, ma c'avevo messo impegno, c'avevo perso tempo.
Va beh, cosí è andata, e speriamo che questa nuova esperienza vada meglio.
Nel primo post del blog precendente, terminavo il post dicendo che correre è bello, e correre a Roma lo è ancora di più. Correre a Roma ti da molti spunti di riflessione, e forse questo è il perché di questo blog.