domenica 30 gennaio 2011

Vietato ridere

Ve beh, dopo la corsa di questa mattina, si è lavorato qualche ora insieme ai colleghi, e poi ho deciso di fare un giro al museo del genocidio. Non ci sono parole.

Stanze d'albergo


Facce da ridere...


Un pericoloso terrorista...


Attrezzo da ginnastica...


Letto dove venivano incatenati i prigionieri. Una scatola per gli escrementi. Una tanica per l'acqua. Cosa vuoi di più dalla vita?

Che vergogna dover mettere questo cartello... Vietato ridere.


Poi c'erano persona vestite da spiaggia, sciabatte e bermuda. Va beh, ricordo la visita che feci al campo di concentramento di Mathausen. Fuori dal cancello, sotto la scritta Arbeit macht frei, un gruppo di coglioni che giocava a pallone.
I coglioni sono dappertutto. La vita continua.

Running a Phnom Penh, update

Più che un posto, un aggiornamento delle mie corse. Questa mattina avevo appuntamento alle 6 e 30 con un collega australiano incontrato ieri al pub dove c'era la finale della coppa asiatica, il partitone australia-giappone. Abbiamo visto la partita in mezzo a decine di tifosi giapponesi... E poi dicono che noi italiani facciamo casino... Per la cronaca, il giappone allenato a Zac ha vinto ai tempi supplementari.
Tornando a me, alle 6 e 30 non c'è traccia di Ian, aspetto un paio di minuti e parto. La temperature era giusta, il venticello uguale a ieri, un sacco di gente lungo il fiume, chi faceva jogging, chi esercizi fisici, chi giocava ad una strana pallavolo giocata con i piedi e con una palla piccola e di legno, gruppi di ballo, ed io. Partenza abbastanza tranquilla, ritmo settato su 4'45", giro di 13 chilometri e rotti. Sulla via del ritorno incontro Ian che non era riuscito a svegliarsi.
Nei pressi dell'albergo ho continuato su un isoletta collegata alla terraferma da un ponticello, il diamond bridge, dove a novembre sono morte quasi 400 persone. Sul ponte non sono riuscito a correre. Ho preferito camminare e riprendere dall'altra parte.
Buone corse.

sabato 29 gennaio 2011

Saluti a Phnom Penh

Telegramma da Phnom Penh. Dopo un viaggio interminabile e tre cambi d'aereo, sono arrivato a Phnom Penh, puzzolente e stanco, senza la valigia... Sorpresa amara. Nel pomeriggio di ieri, ho comprato un paio di camicie, una Giorgio Armani e una Hugo Boss per la modica cifra di 10 dollari e due magliette Ralph Lauren. Ho anche cercato delle scarpe da running ed il mercato dove mi ero recato era pieno di nike ed adidas, purtroppo finte. Ho preferito riposare un giorno in più sperando nel recupero veloce della valigia, cosa che è avvenuta questa mattina.
Doo essere tornato in hotel dopo aver recuperato la valigia in aeroporto erano le 11 e ho deciso di fare un giro. C'erano circa 30 gradi, un pallido sole, poca umidità. Ho corso lungo il Tonle Sap, l'altro fiume di Phnom Penh, che si ricongiunge al mekong proprio davanti al mio albergo. Da una parte un fiume azzurro, dall'altra un fiume marrone, esattamente come succede a Khartoum con il nilo bianco e quello azzurro. Fantastico.
Ho corso un totale di 8 chilometri, 4 chilometri contro vento, 4 a favore, ad un ritmo di 4'40"/k. Ho fatto la conoscenza con un francese che stava facendo un lungo. Ci siamo incrociati ad un certo punto e ci siamo salutati. L'ho raggiunto sulla mia strada di ritorno che lui stava camminando e l'ho spronato a riprendere l'azione. Lui stava al 30esimo chilometro e stava chiudendo la sua fatica. Ci siamo fatti un chilometro e mezzo insieme a 5'15". Quindi, nonostante un chilometro lentino, un ritmo abbastanza sostenuto considerando la temperatura.
Le sensazioni sono positive. Possibilità di corsa ce ne sono tante, la temperatura è giusta, non è umido e al mattino presto le condizioni dovrebbe essere quasi perfette. Ovviamente non mi sono acclimatato, ma l'obiettivo che ho qui è di non fermare gli allenamenti e di correre con continuità.
Ovviamente, non ho ancora visto nulla della città, ma anche in questo caso, le sensazioni sono positive. Il clima è quello giusto, l'atmosfera rilassata, tranquilla. Un posto dove rimanere un po'.
Brothers in running shoes... vi saluto!

mercoledì 26 gennaio 2011

Il lungo del martedi mattina...

29.4 chilometri, 2 ore e 9 minuti, media di 4'34"/k. Ora sono in ufficio.

Chiedetemi se sono felice.

martedì 25 gennaio 2011

Elogio della sveltina

Non mi capitava da tempo, svegliarsi che fuori è buio, ascoltare i rumori lontani della città che ancora dorme, e poi i preliminari, fugaci ed essenziali, e poi via, cercare e trovare il ritmo giusto, costante ed appagante, sentire dentro di se il piacere che sale, e poi … doversi fermare, interrompere il tutto sul più bello … Avrei voluto fare un elogio della sveltina, esperienza soddisfacente se cercata e voluta, unica in quanto ti permette di avere massimo profitto in un tempo ristrettissimo, oppure deludente se inaspettata, non voluta ne controllata.
La storia inizia qualche giorno fa, precisamente durante la notte tra giovedì e venerdì scorsi: la figlia numero due non riesce a trovare un sonno sereno, si sveglia, piange, si riaddormenta per poi risvegliarsi, fino a quando, verso le due, comincia a vomitare. Cambia la bimba, cambia il letto, riaddormenta la bimba che vomita di nuovo, ricambia la bimba, ricambia il letto, riaddormenta la bimba, che vomita ancora una volta e ricambia ancora la bimba, vaffanculo al letto, la bimba che dorme nel lettone, dove vomita ancora, cominci ad innervosirti leggermente perché la corsa mattutina sta lentamente sparendo dall’orizzonte delle priorità della giornata, cambia il lettone, ricambia la bimba, e finalmente riesci a dormire un paio d’ore prima che si sveglia la bimba numero 1 che giustamente vuole la sua parte d’attenzione. Venerdì decido di non andare in ufficio e di prendermi un giorno di ferie. Riesco a fare una corsa a Villa Pamphili all’ora di pranzo, 11 chilometri a 4’28”. La giornata di venerdì continua con una diarrea ininterrotta della bimba numero due. Sabato, tutto liscio tranne per la bimba numero due che sta ancora male. Recupero il pettorale della gara di Miguel da correre domenica nell’ambito del lungo interruptus da fare con Janco. Domenica notte, alle ore 3 del mattino, finisce il mio lungo mai cominciato. Mi sveglio con dei fastidi allo stomaco, vado in bagno, non vi racconto i particolari, ma finita la sessione d’emergenza, mi sento un po’ meglio. Dopo circa mezz’ora, altri dolori, nausea, e comincia il vomito. E così fino al mattino. Stessa cosa per la bimba numero uno. L’appuntamento con Janco è fissato per le nove. Alle 7 mi illudo ancora di riuscire a fare il lungo. Alle 8 capisco che non c’è nulla da fare. Passo la domenica in uno stato semi comatoso. A quarant’anni ancora mi stupisco degli effetti che una semplice gastroenterite può avere sul fisico di un soggetto sportivo e in buona salute come me. Una cosa devastante. Dormo gran parte del mattino insieme alle bimbe, non mangio nulla, dormo quasi tutto il pomeriggio, non riesco a mangiare nulla neanche a cena e vado a letto che non sono nemmeno le 21. Lunedì riesco a trascinarmi in ufficio anche se non sono al top, ma la giornata passa abbastanza bene, ricomincio a mangiare e decido di programmare un medio per martedì mattina, cioè oggi.
Mi sveglio alle cinque che fuori è buio, ascolto i rumori lontani della città che ancora dorme, faccio i preliminari fugaci ed essenziali, e poi via, per strada dove cerco e trovo quasi subito un ritmo giusto, costante ed appagante e invece di sentire dentro di me salire il piacere sento solo dei reflussi acidi salire lungo l’esofago. Cerco di non pensarci, di farli passare, ma non c’è nulla da fare. Arrivato a San Pietro, dopo appena due chilometri decido di tagliare il solito giro e tornare a casa. Per la cronaca, 7 chilometri a 4’51”. In ogni metro di questi 7 chilometri avrei potuto rimettere il contenuto del mio stomaco.
Invece di un bel medio, ho fatto una sveltina. Avrei voluto farne l’elogio, ma una sveltina non cercata non è mai bella. Dovrei essere deluso, e invece sono contento. L’esperienza dimostra che dopo una sveltina non cercata, il lungo viene bene e per domani ho in programma proprio il lungo abortito di domenica scorsa.
Ho un po’ paura. La maratona si avvicina, non mi sto allenanado come dovrei. Non sono ancora allo stato di terrore. La differenza tra paura e terrore è che la paura ti viene quando per la prima volta non riesci a farne due, il terrore quando per due volte non riesci nemmeno a fare la prima.
Buona corse.

mercoledì 19 gennaio 2011

Articolo 38

"The private life of international civil servants is their own concern and
organizations should not intrude upon it. There can be situations, however, in which the behaviour of an international civil servant can reflect on the organization. International civil servants must therefore bear in mind that their conduct and activities outside the workplace, even if unrelated to official duties, can compromise the image and the interests of the organization. This can also result from the conduct of members of international civil servants’ households and it is the responsibility of international civil servants to make sure that their households are fully aware of this."

Questo è l'articolo 38 del codice di condotta dei funzionari internazionali. La vita privata è tua, puoi fare tutto il cazzo che vuoi, ma devi sempre ricordarti che, in quanto funzionario internazionale, rappresenti sempre e in ogni luogo l'organizzazione per la quale lavori, ed è tuo dovere fare in modo che l'immagine e la reputazione della tua organizzazione sia sempre salvaguardata.

Detto questo, ieri mattina, 15 chilometri a 4'26". Oggi erano previste delle ripetute in salita, ma un doloretto al ginochio sinistro dovuto a delle stonefly nere che uso poco proprio perché mi fanno male, mi ha fatto desistere. Le ripetute le farò domani.

Buone corse.

lunedì 17 gennaio 2011

I have a dream...

Ieri, mi è arrivata la conferma dell’iscrizione alla maratona di roma. Se avevo ancora dei dubbi o delle scuse per non allenarmi per benino, ora devo fare sul serio.
Con l’allenamento di ieri, ho chiuso la quinta settimana di preparazione con un totale non esaltante di 63.5 K, ma con segnali che confermano il mio attuale stato di forma. Martedì, ho cercato di fare un lento vero, un’uscita molto tranquilla, senza forzare, e il ritmo finale è stato di 4’31” per 18 chilometri. Mercoledì è stata la volta delle ripetute in salita, venerdì un giretto alla caffarella all’ora di pranzo di circa 13 chilometri a 4’26” e ieri doveva essere il giorno del lungo di 28 chilometri. Dopo una notte un po’ travagliata per colpa della bimba numero due che deve avere qualche fastidio (dorme male, mangia poco) che non riusciamo a capire, salto la prima sveglia delle 5, anche la seconda delle sei, e mi avvio per la corsa che sono le 7 inoltrate. Il tempo è poco, un’ora e mezza scarsa e quindi il lungo va a farsi benedire. Vado giù verso San Pietro, ma invece di andare verso la Basilica, decido di girare a sinistra e prendo la via aurelia in salita. Faccio il giro della città del Vaticano e sbuco su Via Leone IV, da lì, prendo Via Trionfale, una salita molto ripida per poi ridiscendere lungo una strada a scorrimento veloce, senza marciapiede e molto pericolosa, soprattutto a quell’ora, con il sole ancora basso che accecava. Dopo essere risbucato a Piazzale Clodio, riprendo il giro tradizionale, che mi porta fino alla tangenziale (Via del Foro Italico), prendere Via dei Campi Sportivi dell’altra parte del tevere, risalire lungotevere fino a Ponte MIlvio, attraversarlo, e proseguire fino a Viale Angelico, e da lì, San Pietro e la slaita di Via delle Mura Aurelie fino a casa. Sono partito tranquillo, e le salite iniziali sono state micidiali per le mie cosce. Ho cercato di correre rilassato ma sentivo che facevo abbastanza fatica. Non avevo il GPS e ho corso a sensazione cercando comunque di arrivare a casa fresco.
In totale sono stati 22.5 chilometri in 1 ora e 36 minuti precisi, quindi tenendo una media di 4’16”.
Il mio record ufficiale sulla mezza l’ho fatto qualche anno fa durante una Roma-Ostia che corsi in un’ora e 36-37 minuti. Ieri, in allenamento, senza spremermi, ho fatto una mezza in un’ora e mezza. Non vedo l’ora di fare una mezza per ufficializzare questo dato!
Intanto, oggi ho fatto un sogno…

mercoledì 12 gennaio 2011

Aggiornamente veloce

Approffitto di un momento di relax per aggiornare il blog. O meglio, stacco la mente da faccende legate al lavoro prima di ributtarmi in mille cazzi e cazzetti. Ieri, consueta “sveglia” alle 5 del mattino (dopo una notte insonne nel vero senso della parola causa figlia numero 2) per una corsa che doveva essere lenta. La temperatura era superiore ai 10 gradi, con un’umidità del 98%. Azz… Mi vesto leggero per i miei parametri e mi tuffo nell’oscurità per il classico giro Monteverde-San Pietro-Ponte Milvio-Lungotevere-Ponte testaccio-Monteverde salendo la gianicolense e via dei quattro venti. Un giro di 18.4 chilometri che ho affrontato in totale relax, cercando di correre tranquillo, senza GPS e senza forzare. Ho chiuso il giro in 1 ora e 23 minuti, ad un ritmo di poco superiore a 4’30”/K.
Oggi, la sveglia ha di nuovo suonato alle 5. L’ho spenta e mi sono girato dall’altra parte. Non avevo nessuna voglia di alzarmi e il programma prevedeva delle ripetute, un allenamento che odio. Mi sono rifatto all’ora di pranzo, con 3 K di corsa lenta per arrivare ai piedi di Viale Giotto, dove ho fatto 15 ripetute da 200 metri in salita, con recupero attivo in discesa. A causa dell’inesperienza, sono partito forse troppo cauto e le prime 13 (!) le ho fatte tutte tra 44” e 47”, mentre le ultime due le ho corse in 42” e 38”. La prossima volta cercherò di dosare meglio lo sforzo… Il ritorno è stato di 1 K scarso causa riunione.
La missione in Cambogia si farà, ma per fortuna sarà di una settimana scarsa. Quindi, la corsa di Miguel la potrò fare (già iscritto) e anche la gara di Bracciano di 34 K (già iscritto). La supersfica vuole che per la Roma-Ostia non ci sarò, nonostante abbia già fatto l’iscrizione. Il giorno prima partiamo con degli amici in settimana bianca. Avrei voluto distruggere il mio PB sulla distanza e scendere sotto i 90 minuti, ma sarà per forza di cosa in un’altra occasione.
Ok, credo di aver ricaricato le batterie per l’ultimo round. Buone corse!

lunedì 10 gennaio 2011

Back to work blues…

Sono contento di soffrire di questo blues, vuol dire che un lavoro ce l’ho e che ho passato un bel periodo di ferie. Per me, le vacanze vuol dire stare a casa. Viaggio tanto per lavoro, e quando ho un periodo di ferie, mi piace starmene a casa e godermi la famiglia. E mai come in queste settimane me la sono goduta.
Ieri, domenica, ho fatto il solito giro che da monte verde mi porta prima a san pietro, poi giù per il tevere fino all’acquacetosa, per poi risalire verso casa. In totale quasi 19 chilometri corsi ad una media di 4’20”/k con ottime sensazioni, partenza tranquilla, forcing progressivo e chiusura in salita per via delle mura aurelie. Ho usato le mie vecchie Mizuno wave rider con 700 chilometri all’attivo per il giro di ieri e non ho accusato alcun fastidio alle ginocchia.
Le prossime due settimane saranno fondamentali per la mia preparazione alla maratona di Roma 2011, durante le quali devo cercare di aumentare sensibilmente il chilometraggio settimanale perché verso il 23/24 gennaio sarò di nuovo in viaggio verso il sud est asiatico, in Cambogia e un paio di giorni in Tailandia. Secondo i forum degli espatriati, a Phnom Penh si può correre bene, soprattutto al mattino presto tra le 5 e 30 e le 7. Allora, mi porterò le scarpette e correrò, ma sarà comunque difficile raggiungere il chilometraggio ottimale. Al ritorno, mi rimarrà poco più di un mese per ultimare la preparazione. La vedo dura, ancora nel campo del possibile, ma comunque dura, considerando soprattutto il mese appena passato durante il quale ho corso relativamente poco.
La mia giornata di lavoro volge piano piano al termine. Un saluto a tutti e buone corse!

venerdì 7 gennaio 2011

Primo post del 2011: aggiornamento e cazzi vari

Sono steso sul divano, moglie e bimba numero uno in cucina mentre la bimba numero 2 dorme. Anch’io dovrei dormire, ma approfitto di questo momento di pace per scrivere due righe sul blog. L’ultimo post l’ho scritto quando il ginocchio sinistro mi faceva un male cane, e ringrazio tutti voi per i vostri commenti. Ho riposato per tutta la settimana, poi lunedì scorso ho tentato un’uscita, 7 chilometri a 4’34” a Villa Pamphili e il responso è stato ok, nessun dolore al ginocchio sinistro. Dopo un giorno di tranquillità, mercoledì ho tentato un’uscita un pò più hard, 13 chilometri abbondanti a 4’19”, la conferma del pericolo passato al ginocchio sinistro, ma l’apparizione di un dolore al ginocchio destro alla fine dell’allenamento, quando ero arrivato quasi in cima alla salita di via dandolo, che mi ha fatto fermare e bestemmiare. Il dolore è passato subito dopo essermi fermato. Dopo un giorno di riposo, oggi ho fatto altri 14 chilometri a 4’22” con il medesimo risultato. Il dolore al ginocchio destro è apparso nelle vicinanze di san pietro, dopo circa 12 chilometri di corsa. Mi sono fermato, ho massaggiato un pò la parte, poi sono ripartito per la salita di Via delle mura aurelie e mi sono fermato una volta arrivato in cima a causa del dolore. Ho bestemmiato una seconda volta. Il dolore è passato subito e ora non sento nulla. Il ginocchio non è gonfio, non fa male se lo premo. Appare dopo una buona decina di chilometri e sparisce appena mi fermo. Che cazzo sarà? Saranno le nuove brooks ghost 3? Con le mizuno wave rider, questo problema non l’ho mai avuto, poi ho cambiato scarpe a ridosso della maratona di Firenze e il problema è apparso dopo 2/3 settimane. Staremo a vedere.
Le vacanze oramai sono agli sgoccioli. Dopo questo fine settimana riprenderò il lavoro e riprenderò anche le corse del mattino presto. La tabella del janco la sto seguendo abbastanza bene, ma non bene come avrei voluto. Un lunghetto saltato per cause famigliari, una settimana intera saltata per infortunio, un chilometraggio non ancora ottimale. Ma non dispero. Spero solo che il dolore al ginocchio sparisca presto e possa riprendere per bene. Se no, tra riposo, visite ortopediche e cazzi vari, la maratona di roma me la scordo. In ogni caso, da metà dicembre ho fatto una decina di uscite, tutte intorno alla media di 4’20” al chilometro tranne una. Sento che adesso sarebbe il momento di dare quel qualcosa in più per consolidare questo trend, e per questo motivo questo cazzo di dolore al ginocchio mi fa veramente incazzare.
Natale, come al solito durante le feste, mi ha lasciato una pesante eredità: dopo diversi mesi, il mio peso ha superato la soglia psicologica di 70, cioè ben 4 chili sopra il mio peso forma. Il problema non sono i pranzi e le cene, i brindisi e le grappe: a tavola sono abbastanza controllato e poi non bevo alcolici. Il mio problema sono tutti i dolci che ci sono in giro per casa. Io non resisto e mangio in continuazione. Quando li avrò finiti tutti, ricomincerò a dimagrire…
Ladies and gentlmen, la bimba numero 2 mi è appena apparsa davanti, evidentemente ha finito di riposare. Vi saluto, ho cose più importanti da fare ora!
Buone corse!
E buon anno!