domenica 30 gennaio 2011

Vietato ridere

Ve beh, dopo la corsa di questa mattina, si è lavorato qualche ora insieme ai colleghi, e poi ho deciso di fare un giro al museo del genocidio. Non ci sono parole.

Stanze d'albergo


Facce da ridere...


Un pericoloso terrorista...


Attrezzo da ginnastica...


Letto dove venivano incatenati i prigionieri. Una scatola per gli escrementi. Una tanica per l'acqua. Cosa vuoi di più dalla vita?

Che vergogna dover mettere questo cartello... Vietato ridere.


Poi c'erano persona vestite da spiaggia, sciabatte e bermuda. Va beh, ricordo la visita che feci al campo di concentramento di Mathausen. Fuori dal cancello, sotto la scritta Arbeit macht frei, un gruppo di coglioni che giocava a pallone.
I coglioni sono dappertutto. La vita continua.

5 commenti:

GIAN CARLO ha detto...

Di coglioni ce ne sono tanti... figurati che hanno anche eletto il loro leader

Tosto ha detto...

sembra incredibile pensare che non per tutti certe cose siano scontate. Tipo il rispetto per gli altri, il rispetto per vita degli altri la comprensione ecc.
C'è anche da dire che a certe dinamiche sociali è difficile sottrarsi, senza essere disposti a pagare caro certe scelte. E penso a cosa possa voler dire ribellarsi al fanatismo alle ideologie quando sei circondato o immerso in certi contesti. Non voglio giustificare nessuno ovviamente, ma solo comprendere!

theyogi ha detto...

[...]

Simone ha detto...

Beh, senza parole...

Pimpe ha detto...

saro ' banale , ma uno dei piu' grossi problemi della generazione attuale e' che non conoscono la storia... e non la vogliono conoscere..!