giovedì 30 dicembre 2010

Crac... fuck!

Non ha fatto crac. Il dolore al ginocchio sinistro, parte esterna, è apparso qualche giorno fa dopo una corsetta di circa 13 chilometri e 4'13". Il dolore è rimasto per qualche ora, poi è sparito, credo che il giorno dopo, al risveglio, non c'era più, tanto che me n'ero completamente dimenticato.
Ieri, ho corso, 17 chilometri a 4'20", corsa facile, senza forzare. E il dolore è riapparso, più forte, persistente. Ho controllato la zona, non è gonfia, non è rossa, e sento dolore se premo con il dito in alcuni punti, che cambiano a seconda di come è flessa la gamba.... E' passata la notte, e il dolore è sempre lì.
Speriamo che passi.
Intanto, tanti auguri!

martedì 21 dicembre 2010

Le gambe continuano ad andare...

Sono ufficialmente in ferie. Bella sensazione. Finalmente.
La settimana scorsa, la corsa è andata a singhiozzo, avevo sperato di recuperare la domenica con un bel lungo, ma mia moglie a trovato un argomento per farmi desistere... Una colazione stile continentale servita a letto e ho cambiato idea.
Lunedì è andata meglio, 18.4 chilometri a 4'16", con i primi due di riscaldamento a 5', poi gli altri non lo so, ma decisamente forte per i miei standard. L'idea era di correre un'ora a ritmo tranquillo secondo la tabella di babbo janco, e così m'era sembrato. Il responso cronometrico è stata una sorpresa. Oggi, ripetute di 400 metri in salita, dovevano essere 10, ne ho fatte 8 a 1'38"-41", con recupero in discesa.
Ora chiudo. Siamo di regali e stiamo disperatamente ala ricerca di un cavallino a dondolo.
Scriverò di più e con più calma nei prossimi giorni.
Buone corse!

venerdì 17 dicembre 2010

che stiamo facendo? Ma che sta succedendo? Ma quando vedremo il sole?


La sveglia suona alle 5, contrariamente a quanto succede di solito, quando mi sveglio qualche minute prima e la disattivo. Questa notte le bimbe hanno dormito bene, l’influenza che hanno preso evidentemente sta passando, e di riflesso, anch’io ho dormito, recuperando qualche oretta di sonno persa. La sveglia suona, mi sveglio, la spengo e mi rigiro. Correrò oggi a pranzo. L’avevo detto anche ieri, poi, tra una cosa e un’altra, un rapporto importantissimo di finire, una grana incasinatissima da risolvere, non sono più andato a correre. Oggi sarà diverso, mi dico, ma se dovesse succedere come ieri? In un minuto sono in piedi, caffè, bagno, vestizione. Accendo il computer per vedere quanto fa fuori e mi prende un colpo: secondo ilmeteo.it a Ciampino ci sono 6 gradi sotto zero. Capello, guanti, corsaro lungo, maglia termica, giacchetta e sono fuori. Non erano 6 gradi sotto zero, ma un 2 o 3 sotto c’erano di sicuro. Parto per il mio solito giro. Fa freddo, ma dopo pochi minuti mi sento bene. Sul tevere, un traghetto ha rotto gli ormeggi e si è appoggiato di traverso al ponte davanti al Santo Spirito. Max Runner potrà aggiornarci.
Chiudo il giro di 15 chilometri a 4’26” di media, molto soddisfatto di tutto. Oggi è anche il mio ultimo giorno di lavoro e poi vado finalmente in ferie, le prime vere ferie dall’inizio dell’anno.
Giorni fa, ho ricevuto un regalo gradito, la tabella di marcia per la Maratona di Roma, e ringrazio Babbo Janco. Questa settimana è andata male in termini quantitativi, avendo saltato una sessione, ma spero di recuperare già dalla settimana prossima.
Per il momento è tutto, Viva l'Italia, Viva Scilipoti, Viva Calearo! Non so voi, ma mi sono veramente rotto il cazzo di vederci toccare il fondo e continuare a scavare, scavare, scavare, scavare... Ma che stiamo facendo? Ma che sta succedendo? Ma quando vedremo il sole? (Ecce Bombo, 1978)

lunedì 13 dicembre 2010

Best Woman 2010: obiettivo mancato, ma per poco!

Posticino al volo prima di iniziare questa giornata lavorativa. Fuori c’è il sole, fa freddo e sembra che finalmente l’inverno sia arrivato.
Ieri c’era la Best Woman, e l’intento dichiarato pubblicamente era di attaccare il muro dei 40 minuti, condizionato comunque dal risentimento muscolare all’interno coscia/inguine che si era rifatto vivo durante l’ultimo allenamento del giovedì, e che mi ha impedito ogni ulteriore allenamento fino al giorno della gara. Domenica mattina il dolore era sempre lí, non aumentava, non diminuava, ero sicuro di fare il mio PB, meno sicuro di scendere sotto i 40’, ma oramai c’ero e c’avrei provato. Arrivo fresco fresco a fiumicino e decido d’istinto di andare verso il centro sportivo, grande intuizione perché subito incontro il grande Old Boy. Si corricchia, si chiacchiera e quando andiamo verso la partenza, i 2600 corridori era già tutti ammassati e pronti per la partenza. Seguo la vecchia volpe dell’old boy e in qualche modo ci ritroviamo davanti, non proprio davanti davanti, ma neanche dietro dietro, non so se mi spiego.
Sparo e via zigzagando praticamente per tutto il primo chilometro che non so a quanto ho fatto. Il cartellone lo passo a 3’50” ma è ovvio che è stato posizionato in maniera errata. Riesco finalmente a trovare un po’ di spazio, metto la freccia a sinistra e continuo la gara sulla corsia di sorpasso.
Il quinto chilometro lo passo in 20’02”, in linea con l’obiettivo e chiudo in 40’25” di real time, 40’53” ufficiale. La gara sta tutta in queste due cifre. Ho avuto un calo nella seconda parte di gara, ho perso qualche secondo sul cavalcavia del cazzo posto intorno al 6/7 chilometro dove bisognava andare al passo praticamente, ma tutto sommato sono contento. Il PB è stato raggiunto e il muro dei 40 minuti è abbastanza vicino. La prossima dieci chilometri è fra più di un mese (la corsa di Miguel) e spero di abbattere questo muro.
Il tempo di stoppare il crono e di alzare gli occhi per scorgere l’Old Boy, bello riposato e fresco di doccia, arrivato poco prima di me. Il tempo di una bevuta e una corsetta verso le rispettive macchine, e ci si saluta. Alla prossima spero di starti ancora più vicino!
Oggi, il dolore all’interno coscia è ancora lí, non aumenta, non diminuisce. Anche se controvoglia, riposerò per i prossimi giorni.
Buone corse!

giovedì 9 dicembre 2010

Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo...

Leggo i giornali di oggi, le notizie di casa nostra, e la memoria mi torna a un pezzo di Andrea Scanzi di qualche settimana fa, da cui traggo alcune frasi che incollo qui sotto. L’altro ieri, c’era ancora euforia per l’imminente fine del cainano, ieri qualche dubbio, oggi una quasi certezza che il 14 dicembre sarà un giorno come un altro.
“Non so quando è successo, se ci sia stato un giorno esatto o se piuttosto sia sempre andata così, ma a un certo punto molti – me compreso – si sono sentiti stranieri nella propria terra.”
“Non so chi sia stato a cantare – eppure mi pareva di conoscerlo – che non si sentiva italiano, ma per fortuna o purtroppo lo era. Ho però il timore, ieri come oggi, che il Purtroppo avesse più frecce nell’arco del Per Fortuna.”
“Non so quando non mi è bastato più un Mondiale di calcio per sentirmi appartenente al mio paese. Quando non è più stato sufficiente definirsi di sinistra per sentirsi nel Giusto. Quando troppe anime candide della mia parte teorica mi sono sembrate null’altro che queruli polli di allevamento. Utili idioti, senza sapere di essere né l’uno né (soprattutto) l’altro.”
Non so quando ho avuto, io come tanti, la precisa sensazione di essere diverso e certamente solo. Incapace di sopportare il buon senso comune, ma neanche la retorica del pazzo; il non aver più voglia di assurde compressioni, ma nemmeno di liberarmi a cazzo; il non volere più velleitarie mescolanze con nessuno, senza però per questo sposare la legge dilagante del fatti i cazzi tuoi (re-cit).”
Non so nemmeno perché non mi abbiano munito del cromosoma-cronaca-nera. E sì che farebbe pure comodo. Magari vincerei un viaggio premio ad Avetrana, weekend lungo con camera vista cimitero.”
“Non so quindi, tutto considerato e centrifugato, se sia assolutorio ritenere Silvio Berlusconi l’unico colpevole di questo sfacelo politico, umano, morale. O se piuttosto, parafrasando Indro Montanelli, non sia lui a rappresentare al meglio il peggio degli italiani. L’italiano qualunque, che non ha mai letto un libro, che ancora chiama froci i gay, che non sa cosa sia il bunga bunga ma vorrebbe comunque provarlo, perché intuisce – in base ai propri algoritmi elementari – che ha a che fare col sesso, i night, la fica (uh). L’italiano vorrei-ma-non-posso, lamentoso a parole e servo nei fatti, ossequioso del potente, che sprizza ignoranza da ogni fetido poro della pelle. Incline alla comicità assolutoria, allergico alla satira che vorrebbe aprir le menti (e con esse gli occhi). Pettegolo e bigotto. Instancabile nel correre in soccorso del vincitore, geneticamente proteso verso il Culto della Furbizia. Dell’evasione fiscale, della battuta maschilista, della xenofobia a casaccio. Del qualunquismo bolso. Del martufellismo greve. Dell’ebbrezza natalizia per un peto lanciato a caso dal De Sica sbagliato.”
“Non so quando è successo, ma c’è stato un momento – preciso – in cui siamo caduti così in basso che perfino Filippofacci è sembrato un giornalista. Fabiofazio uno di sinistra. Berlusconi un liberista. Calderoli un antigolpista. E’ stato un momento in cui l’unica salvezza dell’Italia è stata smettere di essere italiani. O – chissà – ricominciare daccapo. Stavolta sul serio.”
Allora, copio e incollo pari pari il post di Vittorio Zucconi apparso ieri:
“Ho deciso di fare il tifo (l’espressione calcistica calza bene a questi giorni di frenetico mercato di parlamentari di serie B comperati un tanto al chilo come le schiappe buone solo per la Coppa Italia) perché la maggioranza si salvi buttando la palla in corner nel “Dies Irae”, il 14 prossimo. La cosa peggiore che potrebbe capitarci sarebbe infatti una caduta di questo governo zombie per un paio di voti di differenza, soltanto perché qualcuno ha l’influenza e qualcun altro non si è messo d’accordo sul prezzo della marchetta, creando, nei disperati “boia chi molla” del berlusconismo in stato di avanzata decomposizione, la sindrome del martirio e della “pugnalata alle spalle”. La lunga notte del berlusconismo, che è la malattia senile e l’entropia finale del miracolo economico post bellico, deve fare il proprio corso e consumarsi fino in fondo, facendoci pagare tutto e senza saldi di fine stagione, se vogliamo avere la speranza di guarire e di ricominciare. Un “Berlusconus Interruptus” sarebbe soltanto l’ennesima manifestazione della nostra incapacità storica di vivere fino in fondo le conseguenze dei nostri errori e di accettare le responsabilità delle nostre scelte, così creando le premesse per ripetere gli stessi errori.”
Potrei avere anche paura del conto che dovremmo pagare alla fine, ma non so quando è successo, se sia stato un giorno preciso o se sia stato un lento procedere, ma non me ne frega più un cazzo. Fate quello che vi pare, io bado solo ai cazzi miei e della mia famiglia. Avrei voluto dare di più, ma ormai non ho più l’età. Non ho più il cuore che avevo a 18 anni, ma ho più cervello. Non sono un eroe, sono solo uno che cerca di guardare oltre la punta del mio naso, verso l’orizzonte, oltre le frontiere di questo paese.
Oggi, uscita alle 5 e 27 minuti. Primi 2 chilometri di riscaldamento, poi progressione fino al chilometro 10, poi un risentimento all’interno coscia sinistro, uguale a quello avuto durante la maratona di Firenze. Mi fermo, massaggio la parte e riparto con cautela. Chiudo con la solita salita di via Dandolo per un totale di quasi 16 chilometri a 4’26” di media. Ora la coscia mi fa ancora un po’ male. Se dovesse passare, domani un giro molto lento e domenica vado alla conquista del muro dei 40’. Se non mi passa, riposo un giorno in più e domenica vado alla conquista dei 40’. Se continua a farmi male pure sabato e domenica, tiro i remi in barca, mi faccio una bella passeggiata a Fiumicino con famiglia e il muro dei 40’ lo lascio stare.
Buone corse!

martedì 7 dicembre 2010

Occhio per occhio...

Le fatiche di Firenze ormai sono ben metabolizzate con effetti sorprendenti sulla mia corsa. La settimana scorsa ho fatto due uscite da 13 chilometri ognuna e per due volte ho battuto il mio personal best sui 10 K, tanto che mi sono iscritto alla Best Woman di domenica prossima con l'obiettivo dichiarato (e subito smentito) di provare a scendere sotto i 40', o comunque di avvicinarmici di molto.
Oggi, solita uscita alle 5 e 30 del mattino. Apro il portone e in meno di un secondo capisco che la mia maglietta termica e il giubbottino sono ben troppo pesanti per i 13 gradi che mi accolgono. Tornare su a casa per cambiarmi era impossibile dato che non avevo le chiavi e non volevo svegliare tutti. Quindi, con la consapevolezza che mi sarei fatto un bagno di sudore, sono partito per un giro di circa 16 chilometri corsi in scioltezza e in progressione a 4'24" di media, inclusa la salita finale di via dandolo. I primi due chilometri in discesa li ho corsi a 4'50" e una volta arrivato a San Pietro, ho messo la quinta e tenuto una media sotto i 4'20" fino alla fine dell'allenamento.
Una goduria.
Per il resto, devo definire un programma per Roma 2011. L'iscrizione è fatta, ora devo prepararmi per benino.
Ieri sera, ore 19, papà Karim fa il solletico alla figlia number 2, Jun. Negli spasimi di riso, la piccola fa un movimento brusco con la sua piccola manina che tiene una piccola pecorella del presepe, e che, nella sua rotazione intorno alla spalla di Jun, finisce dentro al mio occhio. Per la prima volta in vita mia, ho pianto lacrime di sangue, nel senso che usciva un liquido rossastro e denso dal sapore dolciastro che posso tranquillamente definire sangue, dal mio occhio, manco fossi la madonna di civitavecchia. Un dolore che non vi dico, e anche una certa preoccupazione per la salute del mio occhio, al quale tengo parecchio. La cosa bella è che per tutta la serata ho avuto la figlia number 2 rannicchiata tra le mie braccia che mi dava le carezze all'occhio tumefatto, e la figlia number 1 che mi abbracciava e mi dava i bacetti per farmi passare la bua.
Ah.... quasi quasi, stasera mi faccio distruggere l'altro occhio.
Buone corse!

venerdì 3 dicembre 2010

Se la gambe vanno, lasciale andare!

Firenze ormai è un lontano ricordo. Ci giro ancora intorno, perché nella mia immensa vanità, guardo quasi quotidianamente il sito di fotostudio 5 per vedere se ci sono delle mie foto. Fino a ieri nulla, poi ieri le prime tre e oggi ce ne sono già 6. Le foto non sono un granché, tutte riprese verso la fine della gara, quando la sofferenza si vedeva in viso e l'incedere era molto incerto. Sempre per vanità e per orgoglio, appena qualcuno mi chiede della gara, faccio partire il video che si vede su TDS. La mia mente è ancora lí e fatica a staccarsi. Le emozioni vissute prima, durante e dopo la gara sono state evidentemente molto forti se a distanza di 6 giorni ancora le rivivo dentro di me.
Il fisico invece, dopo un paio di giorni di sofferenza, soprattutto nello scendere le scale, si è ripreso abbastanza bene. Ieri volevo uscire a correre, ma la pioggia e la piccola Jun svegliatasi alle 3 del mattino mi hanno fatto desistere. Questa mattina, non pioveva e nonostante alle tre mi sono destato con il piede della piccola Jun in faccia perché, poverina, ha la tosse e da sola non riusciva a prendere sonno e per questo si era infilata nel lettone di mamma e papà, obbligandomi quindi a dormire sul divano, sono uscito. Di azzurro vestito, con il cosciale e la giacca della Firenze Marathon, sono partito per un giro che doveva essere tranquillo. Ma la gambe avevano voglia di girare, e le ho lasciate andare. E loro sono andate. 13 chilometri a 4'15" di media. Fino all'11esimo stavo sotto le 4'10", poi ho rallentato su viale trastevere causa traffico, e poi ho fatto la salita di via Dandolo a passo tranquillo. E' stata una corsa liberatoria e che bello correre con questo tipo di sensazione. Oggi avrei abbattuto il mio PB sulla 10K e per renderlo ufficiale mi iscriverò alla Best Woman.
La corsa di questa mattina mi ha fatto capire una cosa: correre per correre è bello, ed è quello che ho fatto fino a ieri. Ma correre cercando di correre sempre un filino più veloce, è pure meglio. E con questa nuova consapevolezza cercherò di dare ragione a ciò che RB va dicendo in giro, e cioè che volendo potrei correre forte. Ora voglio provarci, quindi saranno dei progressivi, dei medi, delle ripetute corte, medie, lunghe e in salita, sarà interval training e tutto ciò che serve per raggiungere gli obiettivi, che saranno svelati nelle prossime puntate.
Buone corse!

martedì 30 novembre 2010

Firenze marathon:

Dopo 42 chilometri di corsa e 3 ore e 38 minuti, l’unica cosa che mi viene in mente è che non lo so. Non so se sono contento, non so se avrei potuto fare di più, non so un cazzo. Cerco solo di riordinare le idee e ripartire, perché se c’è una cosa che so, è che la prossima maratona è fra 111 giorni, che sembrano tanti, ma dopo le vacanze di natale, saranno diventati molto di meno.
L’avventura fiorentina era partita sotto cattivi auspici. La mia idea era di arrivare a Firenze, ritirare il pettorale, lasciare i due mostriciattoli alle cure dei nonni e riposare fino al mattino. Ovviamente, nulla di ciò è avvenuto. Ho camminato per chilometri, ho bevuto meno del necessario e la sera trovare un ristorante non è stato possibile costringendomi a mangiare un piatto di pasta riscaldato in un bar sotto l’albergo. Le palle mi giravano che era una meraviglia. Riesco almeno ad incrociare Stefano Webrunner all’expo e ci scambiamo le ultime sul meteo.
Mi sveglio al mattino e piove e capisco che non sarà giornata. Mi preparo, esco, arrivo a piazzale Michelangelo. Oltre alla pioggia, fa freddo. Incrocio di nuovo Webrunner, un saluto ed entro in gabbia. Nonostante il preservativo verde addosso, ho le braccia e le mani bagnate, e continuo a sentire freddo. Saltello, cerco di muovermi, ma il tempo d’attesa è lungo e quando finalmente si parte, sono completamente infreddolito. Mi libero forse troppo presto del preservativo e della felpa, e comincio a correre, o meglio, ci provo. Le gambe sono due pezzi di ghiaccio. Faccio i primi tre chilometri ad una media imbarazzante nonostante la discesa. Al terzo chilometro, una fitta all’interno coscia sinistro. Medito di lasciar perdere, tanto il B&B è a due passi, ma poi, penso che ormai ci sono, e che ci devo provare. Rallento ulteriormente, e quando sento che il dolore è passato, cerco di prendere un ritmo decente. Verso il decimo chilometro riprendo i pacer delle 4 e 45, li saluto sperando di non rivederli più, e per fortuna, così sarà.
Non ho memoria di ciò che è successo durante la gara. So solo che ho sofferto il freddo. Le mani erano gelate. Ho tolto i guanti zuppi e li ho buttati via. Ho cercato di riscaldare le mani mettendole dentro le maniche, ma anche quelle erano bagnate. Ho cercato di evitare il più possibile le pozze d’acqua, ma le scarpe e i piedi erano completamente fradici. Ricordo che ad un certo punto, nell’interminabile parte di gara intorno a campo di marte, mi sono fermato per fare pipì. Mi fermo al lato della strada e non sento nulla. Abbasso lo sguardo per controllare, e stavo effettivamente facendo pipì, ma la zona era completamente insensibile.
Dopo il 32esimo, ho cominciato la battaglia mentale con me stesso. Mi fermo, no vado avanti, dai che così tanti chilometri quest’anno non li ho ancora fatti, dai che al prossimo rifornimento ci fermiamo un attimo, e così via fino al 36esimo circa, quando comincio ad avvertire un segnale proveniente dall’interno coscia sinistro, che mi fa rallentare, poi riprendere cautamente, poi rallentare di nuovo e così fino al traguardo.
3 ore e 38 minuto, circa 20 minuti sopra al tempo sperato, pensato alla vigilia, ma ora che ho scritto queste righe, comunque contento per diversi motivi, tra cui quello di non avere mollato. Ci sono andato vicino diverse volte, ma ho saputo resistere e reagire. Non so se questa gara sia stata un’epopea, ma di certo, gli ingredienti c’erano tutti.
Sono contento anche perché questa maratona mi ha lasciato la voglia di farne ancora altre, mi ha lasciato la voglia di migliorarmi e forse, mi ha dato anche un motivo per allenarmi meglio. Il metodo forrest gump ha avuto il merito di farmi tornare a correre una maratona, ora, cercherò di passare a qualcosa di più specifico.


Super mini blogpoint a Firenze!

lunedì 29 novembre 2010

Tempo di merda, contento lo stesso...

Si può fare un tempo di merda (3 ore e 38 minuti) ma essere contenti lo stesso?
Domani i particolari, sono tornato ora con la famiglia dopo un giorno extra in quella città stupenda che è Firenze.
Buone corse!

giovedì 25 novembre 2010

Correr o non correre, questo è il dilemma

Ci siamo, siamo a meno 3 dal D-Day. Quello che dovevo fare l’ho fatto. Ho seguito scrupolosamente il programma d’allenamento, ho corso più di 800 chilometri, ho fatto decine d’allenamenti prima dell’alba, ho visto decine di volte il sole sorgere su Roma, e svariate volte mi sono preso secchiate d’acqua. La salute che di solito mi tradisce questa volta non l’ha fatto. Ho avuto un raffreddore all’inizio della preparazione che mi ha fatto perdere 3 uscite, una tosse fastidiosa che mi porta ancora appresso, ma nulla di grave. Ho perso 3 chili abbondanti. Ho iniziato l’allenamento che pesavo 69 abbondanti, oggi sono 66 scarsi.
Il giorno s’avvicina, siamo a meno 3. I colleghi e amici con i quali parlo di quest’avventura spesso e volentieri mi dicono che sono eroico. Rispondo che i veri eroi sono quelli come Mangano (Dell'Utri dixit e l'ha anche ripetuto ieri), mica io. Correre una maratona da eroi è da stupidi. La maratona la corri se sei pronto, se no te ne stai a casa. Allora sono eroico perché mi sveglio al mattino alle 5 per correre. No, non sono un eroe, sono un tizio che si sveglia presto al mattino, e piuttosto che rimanere a letto a leggere, preferisce uscire a correre. Allora sono un eroe perché prima di venire al lavoro mi sciroppo 18-20 chilometri, che “non li faccio nemmeno in motorino!”. A costo di sembrare presuntuoso, cerco di spiegare che 20 chilometri, per uno che corre, sono… 20 chilometri appunto, una distanza come un’altra, funzionale ad un certo tipo d’allenamento in vista di un certo tipo di gara… Ma spesso non riesco a convincerli, e loro rimangono convinti che sono esageratamente modesto. Modesto, io? Eroe? Non sarà solo una giustificazione per continuare ad essere sedentari senza troppi sensi di colpa?
In ogni caso, rimangono tre giorni. L’altro ieri ho fatto 85 minuti di corsa lenta, molto lenta, oggi 45 minuti di corsa lenta, domani farò ancora una mezz’oretta di corsa lenta e sabato si parte per Firenze. La sistemazione che ho trovato è proprio a Santa Croce, comodissimo per me ma soprattutto per mia moglie che mi seguirà con i miei due gioielli, cioè le mie due bambine, a cosa avevate pensato, voi con la mente bacata??? Ci saranno pure i miei genitori e sarà la prima volta che verranno a vedervi correre. Santa croce poi è un punto strategico, da dove si può facilmente vedere il passaggio del secondo, ventunesimo, trentatreesimo chilometro e ovviamente l’arrivo.
Dopo tutte queste settimane d’allenamento, ho ancora un dubbio amletico, un dubbio che non dovrei avere essendo questo un parametro da fissare prima ancora di cominciare l’avvicinamento alla maratona: che passo devo tenere? Ero partito con l’idea di tenere circa 5’/Km con un obiettivo di 3 ore e 30’. Le sensazioni positive avute nelle prime settimane d’allenamento mi hanno fatto credere di poter tenere un passo di 4’36” con una proiezione finale di 3 ore e 15’, poi le sensazioni negative delle settimane successive mi hanno fatto ridimensionare l’obiettivo finale intorno alle 3 ore e 20’. Oggi, sono confuso. L’unico punto fermo che ho è che voglio correre la maratona, voglio correrla tutta in un tempo accettabile, che per me rimane 3 ore e 30’. Qualcuno mi ha minacciato di togliermi il saluto nel caso non partissi con un passo di 4’35” da subito, lo ringrazio per questo, ma temo che mi sopravvaluti. Oppure sono io che mi sottovaluto?
Io sono un uomo che vive nel dubbio. Non dico che non sono capace di prendere decisioni, anzi, le prendo eccome, soprattutto prendendomene la responsabilità, e di questo vado abbastanza fiero. Ma ciò non toglie che mi rimane sempre il dubbio. Qualcuno dice che il dubbio è uno dei nomi dell’intelligenza (Jorge Luis Borges), qualcun altro che di tutte le cose, la più certa è il dubbio (Bertold Brecht), io dico che avere una tale dubbio a 3 giorni dalla gara è un po’ da stolti. Ma, conoscendomi, so anche come andrà a finire: non ci penserò più perché questo tipo di dubbio non si può fugare con il ragionamento, c’è sempre una parte irrazionale in me che cercherà di mettermi in crisi. Ma domenica mattina, solo in mezzo ad altri 10 000 runners, prenderò la decisione, e sarà quella che mi porterà al traguardo.
Vada come vada, queste ultime settimane sono state belle, ho corso come non correvo da tanto e ho goduto della corsa come non mi capitava da tanto.
Intanto, per domenica a Firenze si prevede pioggia e temperature tra i 5 e i 5.5 gradi, vento moderato. There will be dicks, per dirla in inglese...
Buone corse!

martedì 16 novembre 2010

I'm running in the rain, I'm running in the raaaaaaiiiin,...

Ma... oggi, verso le 05.20, sono uscito di casa. La temperatura era di 16 gradi (sedici in lettere), il cielo, per quello che si poteva vedere, sembrava pulito, appena appena annuvolato. Comincio la mia corsa con l'intenzione di fare 80 minuti tranquilli. Quando sento le prime goccie di pioggia, mi trovo su viale angelico, a 3-4 chilometri da casa. Ho la possibilità di girare i tacchi, ma mi dico che in fondo, un pò d'acqua non può farmi paura. Le goccie piano piano si moltiplicano, aumentano d'intensitá fino a diventare un vero e proprio diluvio. A quel punto, io mi trovo sul lungotevere. Potrei riprendere Viale Giulio Cesare, e tornare su per il gianicolo, ma decido di andare avanti, tanto ormai sono zuppo. Cerco di accellerare un pò, ma correre diventa difficile. La sensazione era quella di stare sotto il getto continuo di una doccia. Per fortuna l'acqua è tiepida e non c'è vento. Riesco ad arrivare a casa completamente zuppo. Per curiosità, vado a pesare le scarpe sulla bilancia in cucina: le mie nuove ghost 3 pesavano ben 450 gr (mentre asciutte pesano ca 320 gr).
Alla fine, ho fatto circa 12.6 chilometri ad un ritmo di 4'56" che, viste le condizioni, non fa testo.
Ieri, grande serata con il programma Vieni via con me, che ho guardato fino alle 23 circa, l'ora del crollo psico-fisico. La performance di Cettola l'ho vista oggi su Youtube. Albanese è un genio. Ho apprezzato molto Saviano, Rossi non l'ho capito, Fini e Bersani, beh..., secondo me, avrebbero dovuto invitare anche Berlusca e Bossi, ci sarebbe stato da ridere. Il programma mi è piaciuto, nonostante la presenza di Fazio, che ho apprezzato molto quando stava zitto e dietro le quinte.
La reazione di maroni alle parole di Saviano non mi stupisce, cosi come non mi stupisce la risposta del capostruttura di raitre. Se maroni ha qualcosa da dire, ha mille palcoscenici dove esprimersi, e se saviano ha detto delle falsità, maroni è liberissimo di querelarlo, ci mancherebbe. Quello che non capisco, e non riesco ad accettare, sono i commenti di parte dei lettori del corriere della sera, che oggi mi sembrano essere allo stesso livello dei lettori del Giornale o di Libero:

16.11|16:47giurozMa questo sig.saviano a quanto so(non sonosicuro)sembra abbia la scorta,e chi la paga?per conto mio dovrebbero essere affari suoi.Io giro il mondo per lavoro e non e piacevole,i pericoli e rischi sono miei.Ha scusate ma la signoria di sinistra ha sempre ragione.Loro sono bravi ONESTI intelligenti(che feccia)

Non rinnoverò il canone Rai!!!
16.11|16:47Ventodelnord88Basta trasmissioni faziose a senso unico senza contraddittorio!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Cultura o semplicemente politica?
16.11|16:47BDS41Credevamo che certi metodi fossero solo quelli di Santoro e Floris. Ci accorgiamo che in RAI essi sono anche quelli di Fazio e che sono condivisi da Saviano. Il gran numero di ascolti del quale i responsabili di RAI3 si rallegrano,non significa un altrettanto alto numero di consensi e non significa che la trasmissione abbia contribuito a chiarire le idee degli italiani. Il fatto é che ancora una volta qui si confonde impegno culturale e impegno politico: si fa politica nel senso più basso di presa di posizione per tale o tal altro partito o schieramento, credendo di fare cultura. Non é il giusto riflesso di anni ed anni di indottrinamento comunista? Quando la RAI si libererà da questi falsi profeti che non amano nè il contraddittorio nè la replica?

Eutanasia
16.11|16:36AusonioNon sono temi da affrontare in quel modo e con tantà superficialità e sentimentalismo.

La sinistra delle parole
16.11|16:28LaGiustiziaCos'ha mai fatto la sinistra contro la mafia? NIENTE. Ieri sequestrata una TONNELLATA di eroina a Palermo. Ma Saviano scrive i libri e fa i monologhi con sguardo impegnato "noi siamo morali". Lui si' che combatte la mafia (stipendiato Endemol)

etc, etc, etc... Ad averne di gente come Saviano, il nostro povero paese avrebbe qualche speranza in più.

lunedì 15 novembre 2010

L'ultimo lungo pre-firenze e guai in vista!

Ieri c’era in programma l’ultimo lunghissimo. Il percorso era abbastanza facile: da casa mia all’aeroporto di Ciampino lungo l’Appia Antica e ritorno. E così è stato. Ho percorso l’Appia Antica fino all’VIII Miglio, dove la strada era sbarrata per lavori. Mancava poco a Ciampino ed ero già al sedicesimo chilometro. Non avuto remore quindi a girare i tacchi e tornare indietro. In totale quindi 32 chilometri corsi a 4’39” di media, su una superficie non proprio perfetta. Ho alternato tratti sui sanpietrini a tratti sulla pista laterale alla strada antica. Il tempo era caldo (circa 20 gradi!) ed ero vestito pesante.
In ogni caso, non ho avuto sensazioni positive come potevo averle qualche settimana fa. A Firenze, qui lo dico e qui lo confermo, non sarà una passeggiata. Credo di averne abbastanza fino al 35/36 chilometro, poi saranno cazzi. Non credo che la situazione cambierà radicalmente nelle prossime due settimane anche perché ormai il più è fatto ed inizio un leggero scarico. E non credo nemmeno di avere motivi per rimproverarmi. Il programma che ho scelto l’ho seguito al 93% fino ad ora, saltando solo tre sessioni d’allenamento all’inizio della preparazione a causa di un raffreddore (37 sessioni su 40 previste). Ho scazzato nell’occasione di un lunghissimo, che ho fatto involontariamente in deplezione di carboidrati e non credo che sia per questo che mi ritrovo oggi a meno di due settimane dall’appuntamento in queste condizioni. I motivi sono quindi due: o il programma Forrest Gump è una gran cacata, oppure questo programma non è adatto a me.
In ogni caso, i dadi non sono ancora tratti, e potrò tirare le conclusioni dopo. Per il momento, ridimensiono le mie aspettative. Ero partito con l’obiettivo di centrare 3 ore e 30 minuti, poi, preso dall’euforia, ho puntato a 3 ore e 15 minuti, la settimana scorsa ho annunciato 3 ore e 20, oggi sarei contento di rimanere sotto le 3 ore e 30, con la consapevolezza che il lavoro fatto in queste settimane non è stato inutile. A Pisa, se ci dovessi andare, non proverei la maratona, ma mi fermerei alla mezza, e riprenderei un programma serio per la maratona di roma.
Beh, in conclusione una nota un po’ triste, un saluto ad un amico che si stava preparando per una ultra che si è rivelata una 5 K. Tornando in ufficio dal Verano con 4 colleghi, abbiamo riso fino alle lacrime ricordandoci di Flavio. Quando si dice che lasci un bel ricordo…
Buone corse!

mercoledì 10 novembre 2010

Un cazzo da dire, ma faccio un post lo stesso...

Leggo da una ricerca norvegese o svedese, che il narcisismo nella nostra era moderna si misura con gli amici che si hanno su facebook e sul numero di post che si pubblicano sui blog. Per facebook sono ok, ho pochi amici e soprattutto non c'entro da un bel pò. Per quanto riguarda il blog, va a periodi, e proprio perché oggi mi sento molto narcisista (ho buoni motivi per esserlo...), pubblico un post che non vuole dire un cazzo.
Dopo il super allenamento di domenica fatto in deplezione di carboidrati (una cazzata con qualche risvolto positivo...), ho fatto 90 minuti ieri e 80 minuti oggi a 4'44". Questo passo è stato ottenuto con una corsa tranquilla, senza forzare, probabilmente quello che cercherò di tenere a Firenze. Quindi, non sarà 3 ore e 15 l'obiettivo temporale, ma piuttosto 3 ore e 20. E sarebbe già un grande successo.
Domani un ultima corsa di 60-70 minuti, e poi tranquillo fino a sabato o domenica, quando mi sparerò l'ultimo lungo di 3 ore, con l'obiettivo di fare 37/38 K. E per non scazzare, dopo due mesi senza GPS, questa volta me lo porterò.
Bene, ho soddisfatto la mia voglia di apparire.
Porca miseria, siamo a -17.
Buone corse.

lunedì 8 novembre 2010

Più che un runner, sono un coglione...

Ebbene si, ormai è fatta, sciolgo gli ormeggi, e dico a tutto il mondo che domani deciderò se staccherò la spina oppure se andrò avanti. E’ ora di dimostrare se sono un runner del fare o un runner del fare finta. Domani, come dicevo, ultimo passaggio sulla strada per vedere se ho la fiducia oppure no. Di che cosa sto parlando? Del fatto che sono arrivato ad un bivio.
I fatti.
Ieri avevo in programma il penultimo lunghissimo, 2 ore e 40 da correre a sensazione. Le sensazioni negli ultimi lunghi (2 ore e 20 per tre volte) mi avevano detto che il ritmo ruotava intorno a 4’37” e 4’42” ne l’ultimo lungo sofferto per causa esterne. La settimana scorsa era andata così così, con sensazioni non proprio buone, ma per ogni uscita negativa, c’era una qualche buona scusa o spiegazione. Venerdì scorso, per vedere se avevo ancora un buon passo nelle gambe, ho fatto 60 minuti a 4’30” di media, con buone sensazioni di corsa e la cosa mi aveva messo di buon umore. Sabato, giornata tranquilla e faccio un cena a base di pesce, con solo una fetta di pane come carboidrati.
Domenica mattina parto per il lungo. Mi preparo e parto. Da subito capisco che non è giornata, già i primi chilometri mi fanno faticare più del dovuto. Parto da casa, scendo verso il tevere, circo massimo, colosseo, via dei fori imperiali, riprendo il lungo tevere e comincio a stare bene, passo ponte milvio, continuo fino all’acquacetosa, la moschea, riprendo la ciclabile di tor di quinto in direzione olimpico, ripasso vicino a ponte milvio e comincio ad avere pensieri negativi, sento che sto faticando troppo, comincio a combattere contro questi pensieri ma arrivato al ponte cavour, dopo circa 25 chilometri, mi fermo. Non ne avevo più. Ho cercato di integrare con un paio di gel presi al 50esimo e 90esimo minuto, ma senza sortir alcun effetto. Ho camminato per un po’, poi ho corricchiato su per il gianicolo per tornare a casa. Giusto per la cronaca, 1 ora e 54 minuti di corsa alla media di 4’38”.
Questo mi dice che l’ alimentazione pre-lungo è fondamentale: associo questa debacle chiaramente alla scarsa assunzione di carboidrati la sera precedente. Se poi si considera che non faccio colazione prima di un lungo, il conto è fatto. Sono partito per un lungo viaggio senza aver fatto il pieno di benzina e mi sono fermato quasi subito. Ormai è ufficiale: più che un runner, sono un coglione.
La maratona è fra 20 giorni precisi. La mia idea è di riprovarci domani ed arrivare almeno a 2 ore e 30, senza forzare, poi 80 minuti giovedì, 60 minuti venerdì, sabato riposo e domenica ultimissimo lungo da tre ore.
A questo punto, a Firenze ci vado comunque, fosse solo per passare un weekend diverso con mia moglie. A seconda di come va questa settimana, la gara sarà una gara oppure un lunghissimo fatto in compagnia e riprovare il tempo magari a Pisa.
Non credo che le ultime 9 settimane d’allenamento siano tutte da buttare: qualcosa ho costruito durante quei 580 chilometri percorsi in questo lasso di tempo. Non posso credere che sia stato tutto inutile.
Domani quindi ci riprovo. Domani si vedrà.
Stay tuned.

giovedì 4 novembre 2010

Runners di tutto il mondo...



Basta mettersi un paio di scarpe da corsa e una maglietta tecnica per essere considerato runner? Ho sempre pensato che la corsa fosse uno sport democratico e che i runners sono tutti uguali. Poi, capito su una foto del genere, presa dal sito ufficiale del montecitorio running club, che mostra l'onorevole (blurp!) Santanché che fa finta di correre con due orecchini d'ora da mezzo chilo l'uno, rolex d'oro al polso e tre dita di cerone sul viso, e non ho più dubbi: non basta mettersi delle scarpe da corsa, maglietta tecnica e cosciale per essere un runner... Perché se cosí fosse, appenderei subito le scarpe al chiodo!
Elementare, giusto, ma ormai troppa gente usa lo sport in genere e la corsa in particolare, per vendersi meglio al pubblico o all'elettorato, come i politici di diversi paesi del mondo corrono per dare un'immagine di energia, giovinezza, forza (tranne dai noi, dove preferiscono il bunga bunga...). Ma non solo politici, se è vero che anche Lapo Elkann si è iscritto alla Maratona di New York. Lapo Elkann... ora, non lo conosco personalmente e non do giudizi che sicuramente il ragazzo non è come lo dipingono in tv o sui giornali (...), ma ve l'immaginate sto tizio mettere da parte alcol, mignotte, trans, coca, discoteche per macinare 70-90 chilometri a settimana per preparare la gara? Io no, ma il mondo è bello perché ti stupisce sempre.
Comunque, per tornare al discorso iniziale, non basta vestirsi da runner per essere un runner, non basta partecipare ad una grande gara e farsi fotografare per essere un runner, il runner è colui che corre la maggior parte del tempo lontano dai riflettori e lo fa per se stesso, non per la gloria o per riempire un vuoto esistenziale. E non contano i tempi al chilometro, quelli fatti e la media finale, quelli sono dati marginali, che mi fanno sentire parte della stessa famiglia di gebreselassie o di Baldini... beh, mi sto montando la testa!
Oggi avevo programmato un 10-12 chilometri a ritmo sostenuto, ma ho preferito far riposare la gambe. Da ieri sera, ho una leggera tosse che sento provenire dai bronchi e siamo a -24 giorni da Firenze. Memore di quanto successomi due anni fa, quando 6 giorni prima mi beccai una laringo-tracheite che mi costrinse a letto e ad assumere antibiotici e svariati altri medicinali, mi muoverò per tempo e consulterò un medico per bloccare qualsiasi eventuale infezione. Fino ad ora, ho percorso 541 chilometri in poco meno di due mesi (ad una media di 4'43" per la precisione), me ne mancano appena 250 per arrivare in fondo al programma d'allenamento ed uno stop prolungato proprio ora sarebbe devastante, soprattutto da un punto di vista psicologico. Ieri parlavo di un periodo di merda? Beh, cerchiamo di reagire in fretta!

Buone corse!

mercoledì 3 novembre 2010

Giorno di merda.

Post velocissimo, giusto per fare il punto. Finita la settimana di ferie (la prima quest'anno!), ho ripreso la corsa del mattino presto. Mi sono svegliato alle cinque, ho fatto il caffè, mi sono vestito e sono uscito. Il programma prevedeva 80 minuti di corsa, ma per recuperare i minuti non corsi ieri e per fare un giro diverso, ho optato per un percorso un pò più lungo che da casa mia mi ha portato a ponte nomentano e ritorno, per un totale di 18,8 chilometri che ho corso i 90 minuti precisi, cioè ad un ritmo di 4'47"/k. La cosa mi lascia un pò perplesso, perché anche questa mattina ho sofferto più del dovuto.
Fino alla settimana scorsa andavo tranquillamente 10/15 secondi più veloce al chilometri senza affanno, questa settimana invece, sensazioni opposte. Posso cercare altre scuse, tipo l'umidità vicino al 90% o lo scarso recupero tra due allenamenti, ma la cosa non mi soddisfa. Sono due mesi ormai che corro sempre e solo a sensazione, il che mi ha permesso di arrivare ad una certa forma atletica, di migliorare alcuni parametri fisiologici probabilmente a scapito di altri. E' un pò tardi per cambiare strategia e metodo d'allenamento e non lo farò. Quello che posso fare e che farò domani, sarà di fare un 10-12 chilometri a ritmo sostenuto su un percorso conosciuto giusto per vedere se so ancora correre ad una certa velocità. Venerdí e sabato riposo e domenica lungo di 160 minuti.
C'è un detto che paragona la vita alla scaletta di un pollaio, cioè corta corta e piena di merda. Non voglio essere cosí estremista, ma la vita è un susseguirsi di alti e di bassi. Esco per un attimo dal contesto della corsa, anche se la corsa è influenzata da questa alternanza. Nelle ultime settimane, forse per una strana e positiva congiunzione astrale, tutto sembrava andare alla grande, in famiglia, sul lavoro, la corsa, etc... Pochi giorni, e tutto cambia: problemi al lavoro, litigi e la corsa che va male. Nulla di irrimediabile per carità, ma oggi è proprio un giorno di merda.



Buone corse care mie talpe nude africane!

martedì 2 novembre 2010

Meglio runner che gay!


Meglio essere runner che essere gay, non lo dico io, lo dice il nostro capo supremo e sono d’accordo…
Apro e chiude una parentesi. Ormai siamo arrivati alle comiche finali (cit.), stiamo assistendo alla lenta agonia di un regime farsesco, non c’è più nulla da dire o da commentare: possiamo solo aspettare che qualcuno stacchi la spina (cit.) e che cominci una nuova fase. Potrà la nuova fase essere peggiore di questa? La risposta mi mette un po’ paura a dir la verità… Comunque, per chiudere qui il discorso, dopo la battuta del nostro premier che sono “meglio le belle ragazze che essere gay”, si è alzato un polverone, insorge il mondo gay, e la carfagna in imbarazzo (??), e patapim e patapam… Silvietto non è scemo, quelle battute le fa apposta proprio per creare il casino, per creare dei diversivi. L’unica reazione a queste battute è una risata: bravo silvio, bella battuta, bravo, quanto sei divertente, bravo, va di là che t’aspetta Rudy per una sessione di Bunga Bunga. Ormai ci siamo, ancora un po' di pazienza e...
Ok, parliamo di cose serie. Questa mattina, a causa di una notte passata in bianco (troppi pensieri!), non sono riuscito ad alzarmi. Avevo in programma 80 minuti di corsa, ho preferito dormire e correre oggi a pranzo. E ho sofferto. Sarà stato il caldo, sarà stata l’umidità, sarà stato il fatto che ho corso al biscotto, ma ho sofferto come un cane. Ho chiuso l’allenamento dopo 1 ora e 4 minuti sudato come un maiale in agosto per un totale di 13.8 chilometri ad una media di 4’38”. Ma le sensazioni non erano buone. Odio correre in cerchio e voglio attribuire questa prestazione scarsa al biscotto. Domani mattina voglio rifarmi. Ho in mente una corsetta mattutina fino a ponte nomentano (foto sopra), il ponte dove Carlo Magno fu incoronato nel 800 dc. Da casa mia al ponte sono circa 10 chilometri, quindi una ventina in totale per recuperare i chilometri mancanti di oggi.
Cose serie numero due: dopo la maratona di firenze, passo ad una dieta latto-ovo-vegetariana. Il perché di questa scelta sarà svelato nei prossimi post (…), anche se non c’è un vero perché, tipo perché bevo Jaegermeister, non c'è un perché e comunque non bevo jaegermeister, ma sono fico lo stesso. Qualcuno di voi ha esperienze in merito? Sapete, per tornare all’incipit di questo post, è come quando lo si deve prendere in quel posto per la prima volta (in senso metaforico per quanto mi riguarda!), hai paura, c'è il timore dell’ignoto, ed è un po’ quello che sto provando ora.
Good run!

domenica 31 ottobre 2010

Se fai l'amore come cammini...

Oggi, è stata dura. C'era un lungo in programma, 2 ore e 20 da correre a sensazione. Esco e mi accorgo di essere un pò troppo pesante. Fa calduccio, c'è molta umidità e io sono con una maglia termica e un giubetto antivento... Mi balena per un attimo l'idea di rientrare a cambiarmi, ma la scarto subito e parto. Si rivelerà una buona cosa. Vado a villa pamphili per sbucare su viale gregorio VII quando inizia a piovere e si alza il vento. La pioggia non mi abbandonerà più. Capisco subito che sarà dura, non ho molta voglia, mi capita di pensare di abortire e riprovarci domani e mentre penso e ripenso, mi allontano sempre di più. Per farla breve, faccio un bel giretto quasi inedito per le vie di Roma (villa pamphili, villa ada, villa borghese) per un totale di 30 chilometri, quindi con una media finale di 4'42"/k. Un pò più lento rispetto alle ultime uscite, ma che considero comunque buono tenuto conto delle condizioni atmosferiche veramente avverse e il fatto d'aver corso 20 chilometri con le scarpe completamente zuppe. Le sensazioni all'inizio non erano proprio buone ma era probabilmente un fatto psicologico per essermi vestito troppo pesantemente, cosa che mi ha fatto girare molto i coglioni.
La settimana si chiude perfettamente in linea con quanto programmato, cioè 6 ore e 25 di corsa, 84 chilometri percorsi, sensazioni abbastanza buone. Le uscite infrasettimanali da 1 ora e 20' le ho corse tutte a 4'29"-34"/k.
Oggi ho provato l'abbigliamento da gara e il reintegro glucidico, con i gel attaccati con le spille da balia dentro la maglia termica (grazie per la dritta, Master!): un ficata. Il gel attaccato all'interno della maglia aderente praticamente non lo senti, non balla quando corri e quando ne hai bisogno te lo sfili in un attimo. Ne avevo tre, due attaccati ai lati della gabbia toracica, e il terzo dietro a schiena. Ne avevo uno al gusto arancia, uno al gusto limone e il terzo gusto coca con caffeina. Quello al limone mi ha fatto quasi vomitare.
Ho preso un gel dopo 45 minuti, il secondo dopo 1 ora e 30 minuti e l'ultimo proprio perché ce l'avevo, allo scadere delle due ore anche se non serviva a nulla considerando la velocità d'assorbimento. Tutto okay. Sarà la strategia che userò anche in gara e che riproverò ancora negli ultimi tre lunghi che mi aspettano.
Il mese di ottobre si chiude con 355 chilometri percorsi, 508 dall'inizio del programma forrest gump iniziato durante la seconda settimana di settembre. Programma seguito al 91% a causa di una settimana di stop dovuto ad un raffreddore a fine settembre, e sono ormai al 60% del programma. Ormai ci siamo quasi. Mancano tre settimane d'allenamento più una di scarico. -28.
Vi saluto con questa canzone. Ero incerto se mettere il bunga bunga di Elio o questa qui, poi ho lasciato perdere Elio: di bunga bunga ne sentiremo parlare a lungo mentre la canzone di Marcello Pieri, oramai, non se la ricorda più nessuno. Si potrebbe adattare anche a noi runners, se facciamo l'amore come corriamo, qualcuno sarà bravo nelle ripetute, qualcun'altro nei lunghi e mi rendo conto che sto dicendo solo cazzate...

Buone corse!

lunedì 25 ottobre 2010

I'm feeling good...

Domenica, mentre gli amici blogtrotters correvano la maratona di venezia, mi sono sciroppato un bel lungo in solitaria. Il programma prevdeva 2 ora di corsa, ma aveva voglia e quindi sono andato oltre: alla fine sono state 2 ore e 23 minuti per un totale di 31 chilometri, ad una media quindi di 4'37"/km. Come al solito, abitando in una zona alta di Roma, gli ultimi due chilometri sono in salita, che sono riuscito a correre in accelerazione. Il giro che ho fatto è stato San Pietro, Ponte Milvio, dritto fino alla tangenziale, moschea, lungo tevere, piazzale belle arti, villa borghese, santa maria maggiore, san giovanni fuori le mura, terme di caraclla, colosseo, piazza venezia, lungo tevere, ponte subicio, ponte testaccio e su per gianicolense e via dei 4 venti. Sono partito che non avevo tanta voglia, ho chiuso che non avrei voluto fermarmi mai. Ho anche provato un paio di gel di zucchero che ho assimilato abbastanza bene.
Ho corso con l'iPod, un mix di canzoni scelte a caso. L'ultima volta verso la fine della corsa, il caso ha voluto che passasse la locomotiva dei MCR, che mi ha fatto volare fino a casa. Questa volta, l'ultima canzone che mi ha veramente dato un qualcosa è stata feeling good di nina simone... e, facendo le corna...

Ho chiuso la settimana con 87 chilometri per un totale mensile di 270 chilometri. La settimana prossima dovrei superare abbondantemente la soglia di 300 chilometri, un limite che non superavo da diverso tempo. Con il lungo di domenica, ho superato la metà del programma previsto. Ora mancano solo 34 giorni, 4 settimane d'allenamento e una di scarico. Ci siamo quasi.
Buone corse!

giovedì 21 ottobre 2010

Di corsa e di musica



Sono alla fine di via ostiense. San Paolo fuori le mura alla mia destra, ponte marconi davanti a me, mancano ancora un paio di chilometri per arrivare a casa, e sono praticamente tutti in salita. Guardo l’ora e sono quasi le sette. Fra meno di 30 minuti arriva lo scuolabus per Maya, quindi devo fare presto. Sono io quello che fa da sveglia a casa e prepara la colazione. Accelero ma temo di non farcela quando l’iPod mi spara “La Locomotiva” versione Modena City Ramblers. Le falcate prendono il ritmo folk della musica. Comincio a cantare, prima piano, poi più forte, e quando vedo la gente alla fermata dell’autobus che mi guarda meravigliata, capisco che sto urlando. Il grande Cisco sta cantando la strofa che dice “corre, corre, corre, sempre più forte, corre, corre, corre, verso la morte!” e io urlo per la strada mentre percorro via grimaldi.
“C’è un pazzo che si è lanciato contro il treno!”, ma c’è anche un pazzo per la strada che corre cantando alle 7 del mattino, e quel pazzo sono io. Che soddisfazione. Ma anche le canzoni più belle ad un certo punto finiscono, e la locomotiva finisce quando comincio a percorrere via dei 4 venti, ancora salita, ma ci sono quasi. L’iPod è in modalità shuffle. Non so che canzone può capitarmi, ma quando sento le prime note, rido da solo... “Pork e Cindy” di Elio, che mi accompagna fino a sotto casa.
21.3 chilometri a 4’40”/ k, facili facili. Il programma era di correre un po’ di meno, 1 ora e 20 minuti, ma certe volte non ci riesci a fermarti e potresti correre all'infinito. Oggi era una di queste volte.
Sono uscito che erano le 5 e 20 precise. La temperatura è quella giusta. Vento non ce n’è. Comincio a scendere verso San Pietro quando sulla mia sinistra vedo una luna immensa vicina all’orizzonte, che appare e scompare tra le case e i campanili ed è tanto luminosa che sembra di essere al tramonto, invece l’alba non è nemmeno cominciata. Decido di andare tranquillo, di non forzare perché non è nei programmi, perché devo cercare di correre al ritmo che terrò durante la maratona, perché domani devo fare un’altra uscita da 1 ora e 20, perché ho un piccolo fastidio dietro la coscia, perché, perché, perché…
Penso che sono le 5 del mattino e sto correndo in mezzo alle strade di una città che a quest’ora si fa ammirare in tutta la sua bellezza e si fa amare. Purtroppo, fra meno di due ore... Penso che qualcuno guardandoci (eh si, non sono il solo a correre a quest’ora…), pensa che siamo ossessionati dalla corsa. E penso che proprio pochi giorni fa, ho letto una bellissima pubblicità che diceva che solo i pigri scambiano la dedizione per ossessione. E penso anche che solo i cinici e i codardi non si svegliano all’aurora (cit.).
Passano i minuti, passano i chilometri, vorrei non fermarmi mai, ma non si può purtroppo, allungo finché posso ma ad un certo punto sono di nuovo a casa. Faccio la colazione per le mie donne che hanno appena aperto gli occhi. Mi lavo, mi vesto, nemmeno il tempo di bere un caffè, che sono giù con Maya ad aspettare lo scuolabus. Al posto della luna c’è un pallido sole, la città si è svegliata, e quasi non mi piace più.



Buone corse!

lunedì 18 ottobre 2010

Lungo di domenica: una conferma!

Come al solito, mi sono svegliato che fuori era buio e la casa silenziosa. Un cristiano normale avrebbe continuato a dormire, ma il runner, anche se è domenica, si alza come un ninja, si veste, ed esce a correre. E cosí ho fatto. Erano le 6 e 30 quando le mie scarpe hanno cominciato a solcare le vie della capitale. In programma avevo 2 ore e 20 di corsa. Mi sono quindi diretto verso San Pietro, dove una folla già numerosa si stava ammassando alla transenne. Ho proesguito su viale angelico ed arrivato al tevere ho proseguito verso ponte milvio. Di solito, a quel punto giro i tacchi e torno indietro, ma ieri ho proseguito. Ho preso la ciclabile e mi sono ritrovato a Tor di Quinto, a destra campi da polo, calcetto e tennis, e tra di loro le baracche dei campi rom da dove si alzava un lezzo nauseabondo. Qualche cane randaggio, qualche pecore in lontananza, cavalli, ed io. Ho proseguito sulla ciclabile fino a quando ho trovato un ponticello che non permetteva il passaggio e che mi ha costratto a tornare indietro. Ho fatto quindi il percorso a ritroso e all'altezza del piazzale delle Belle Arti, ho attraversto il ponte, e ho proseguito lungo il tevere fino a ponte testaccio e da lí ho fatto un pezzo di gianicolense, via dei quattro venti fino a casa, l'ultimo pezzo in salita. Ho corso in totale 2 ore e 13 minuti. I segnali avuti la settimana scorsa erano stati confortanti, in termini di velocità media e facilità di corsa. Questo lungo doveva essere una conferma, e cosi è stato: in quel lasso di tempo, ho percorso ben 28.8 chilometri, ad una media inaspettata di 4'37"/ km, mentre credevo di viaggiare intorno a 4'50"... E pensare che domenica scorsa alla 30 K del Maratona non sono riuscito a finire la gara...
La settimana si è chiusa con 4 uscite per un totale di 82.15 k corsi ad una media di 4'32"/k. Fino ad ora, il programma Forrest Gump è seguito al 86% dopo 6 settimane. Faccio sconogiuri, corna e grattate, ma se riuscissi a a proseguire in questo modo... Intanto siamo a -41!

venerdì 15 ottobre 2010

-45 all'alba

I giorni passano, gli allenamenti si alternano, il traguardo s'avvicina. Nel post precedente, ho parlato del fulmine in canotta gialla che sfrecciava per le vie di roma. Questo fulmine è stato avvistato di nuovo ieri mattina, ed era ancora più veloce! Dopo quella performance inaspettata di martedí, ho deciso di far riposare le cosce. Ieri mattina, con le gambe belle fresche e riposate, prima dell'alba come al solito, mi sono fatto un giro che da casa mia mi ha portato prima a San Pietro, poi a Ponte Milvio, poi lungotevere fino a ponte testaccio, quindi un pezzo della gianicolense e via dei quattro venti per chiudere sotto il portione di casa. In totale, 18 chilometri e 300 metri corsi all'incredibile media di 4'22"/km. Inoltre, l'ultimo chilometro e mezzo è in salita, e nemmeno una leggera, ma l'ho fatta in accellerazione. Sto diventando una bestia.. Va beh, dai, forse esagero, ma in ogni caso, non ho mai, dico mai, corso cosí velocemente per cosí a lungo.
Oggi, invece, corsa veramente tranquilla per non sforzare troppo le gambe in vista del lungo di domenica, e sono stati 17 chilometri e rotti corsi a 4'40"/km. Questa media finale forse mi rende ancora più ottimista perché corsa senza nessun affanno appunto per recuperare, e risulta assai più veloce degli allenamenti che facevo appena una settimana fa.
Mi stupisco, ma in effetti c'è poco da stupirsi: quando riesci ad allenarti in maniera costante, i risultati vengono.
Ieri sera, ho visto un uomo che passava di corsa per la strada dove abito io. Quest' uomo aveva il sopraciglione tipo zio bergomi o elio ed andava via leggero come una piuma. Ho chiesto a mia moglie "ma quello cos'è, un uccello, un fulmine, un uomo... è un supereroe!". Infatti, era Runner Blade. Non ho avuto nemmeno il tempo di aprire il finestrino per salutarlo, che era già sparito dietro l'orizzonte.

mercoledì 13 ottobre 2010

-47 giorni alla Maratona di Firenze

I dati di monitoraggio quantitativo dell’allenamento mi dicono che ho eseguito 18 sedute d’allenamento sulle 21 previste fino ad ora (3 saltate causa raffreddore) e che ho corso per 22 ore sulle 27 previste, per un totale di 273 chilometri corsi ad una media di 4’50”/Km. In percentuale, sto seguendo il programma all’84%.
La scorsa settimana è filata via liscia, compreso il lungo di due ore che ho fatto nell’ambito della maratona del mare domenica scorsa. Dopo le ormai note vicende gastro-intestinali di cui sono stato incolpevole vittima, provocate dai soliti virus di sinistra che mi perseguitano da quando ho deciso di scendere in strada, gelosi del mio essere il migliore maratoneta degli ultimi 150 anni, mi sono ripreso abbastanza in fretta. Ho riposato lunedì, ma ieri mattina all’alba lungo le strade di Roma è stato avvistato un fulmine in canotta arancione: ero io. Ho percorso ben 18 chilometri alla stratosferica media di 4 e 28 / km che mi ha riempito di orgoglio e mi ha dato ulteriore ottimismo.
Con il metodo Forrest Gump, si corre sempre e solo a sensazione. Per questo motivo, lascio il GPS a casa e corro solo con il cronometro. Nelle ultime settimane, la media di questi allenamenti corsi a sensazione andavano da 4’42” / km a 4’56” / km. Ieri l’approccio è stato lo stesso, ma sentivo che andavo più veloce del solito. Ho chiuso l’ora e 20 d’allenamento abbastanza fresco e sono rimasto felicemente colpito quando ho controllato la distanza percorsa su gmap.
Dicevo quindi, - 47 giorni alla Maratona. Maratoneti di tutto il mondo, siete avvertiti.

domenica 10 ottobre 2010

Maratona del mare, ostia 2010

Alla partenza, mini blogpoint con Master e Yogi, caffè e foto e praticamente già si parte. La mie condizioni non erano della migliori: le mia bimbe avevano avuto qualche disturbo negli ultimi giorni, diarrea e vomito, e stamane non stavo molto bene con lo stomaco. Per ogni evenienza, mi ero portato dietro i fazzolettini, anche se la pineta, il posto dove avrei potuto evacuare con discrezione, l'avremmo percorsa al 22esimo chilometro... tant'è, c'è uno sparetto e inizio a correre. I primi 20 chilometri lisci come l'olio intorno a 4'45-4'50"/km, e chiudo la mezza intorno all'ora e quaranta. Vado avanti ancora abbastanza sciolto fino quasi al 25esimo, quando mi si spegne la luce. Ho pensato fosse dovuto al mio stato attuale di condizione e comunque ero contento d'aver fatto le due ore come mi ero prefissato. Ero un pò scettico per il black-out così repentino ma non c'ho pensato su troppo. Sono andato avanti camminando e corricchiando fino al traguardo, dove ho salutato al volo master, mi sono cambiato sempre al volo e mi sono messo in auto per tornare a casa. Appena ho acceso il motore m'è venuta una sonnolenza inspiegabile. Il ritorno a casa è stato come un incubo, riuscivo appena a tenere gli occhi aperti. Arrivato a casa, m'è presa una diarrea di quelle memorabili, seguita a ruota da un vomito tipo alien o l'esorcista. Ora sono messo male, con qualche linea di febbre, una nausea continua ma con una certa contentezza per aver trovato la spiegazione alla mia performance odierna!
Speriamo passi presto perché domenica prossima ho un programma un'altro lungo.
Buone corse!

venerdì 8 ottobre 2010

Ciao bello!



Il mio arrivo alla blood runner 2010, quest'anno dedicata al nostro grande presidente e soprattutto amico, Candido, scomparso due mesi fa. Ciao bello.

giovedì 7 ottobre 2010

Allenamento più sesso a pagamento alla montagnetta di San Siro

Copio e incollo un articolo apparso oggi sul sito del corriere che ci riguarda direttamente...
(http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_ottobre_7/prostituzione-romene-san-siro-jogging-focarete-1703900967028.shtml)
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“di quelli che vengono al parco per fare jogging, otto su dieci sono nostri clienti…”
Si chiama jogging-love. I protagonisti? Giovani con la fissa del «sempre in forma» e uomini di mezza età che desiderano asciugare la pancetta. Alla montagnetta di San Siro è un rincorrersi all’interno del polmone verde. Uno, due, tre giri, sgambettando. Poi, quando i battiti cardiaci saltano in gola, qualcuno sparisce. Si infratta. Ma non da solo: ad attenderlo ci sono Marinela, Adalia, Catalina, Georgia. Insomma, per le «lucciole» della zona, tutte romene e giovanissime, questo jogging-love è un vero business. E chi lo pratica, magari dice a casa che la corsetta fa bene al fisico e alla mente. Tra le più gettonate Marinela, 22 anni, di Urseni, non lontano da Timisoara. «Corrono e poi si fermano da me, anche quelli con il pancione». Si concorda sul prezzo e quindi ci si addentra di una decina di metri, dietro a un cespuglio non lontano dalla strada principale. «Noi romene siamo economiche. Con 30 euro fai tutto e nessuno va via scontento. Anzi, ritorna in famiglia a passo veloce».
Marinela ha due grandi occhi azzurri e un lauto decolleté. E’ appena tornata al suo posto di lavoro, dopo una notte trascorsa in questura, insieme con altre 15 connazionali. “…” «Alcuni - continua la giovane - preferiscono fare l’amore nei servizi, dicono che si sentono più sicuri. A me non cambia molto, sono sempre 30 euro».
Walter, 26 anni, felpa e calzoncini, interrompe la discussione. «Viene con me ogni volta che fa jogging, almeno un paio di volte alla settimana. A lui piace, dice che è come fare il defaticamento, lo rilassa». Ma come Walter ce ne sono tanti. Otto su dieci sono maratoneti del sesso. «Corrono e f…, come dicono loro». Dieci clienti al giorno per 30 euro. «Qualcuno di quelli normali ci chiede anche di andare in albergo. Nessun problema: a 10 minuti da qui, con l’auto, andiamo in un alberguccio di via Washington che costa solo 20 euro per un passaggio. Io, però, in hotel prendo 40 euro». E fa i conti ad alta voce: «Io guadagno 300, 400 euro al giorno. Diciamo che al mese metto in tasca 6, 7 mila euro. Mille vanno per la spesa e altre cosucce, 300 per l’affitto della casa che divido con altre tre colleghe romene, il resto lo mando ai miei per farli star bene e per pagare i muratori che mi stanno costruendo una nuova casa. Sarà pronta tra sei mesi: bella, grande, spaziosa, con un immenso giardino. Mia mamma è orgogliosa di sua figlia. Ladra, ma non puttana...».
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Giancà, tu che sei un esperto (di corsa), sai mica dove si potrebbe fare lo stesso a Roma???

mercoledì 6 ottobre 2010

E' capace che fanno qualche regalo pure a me...



Corro sul lungotevere verso ponte marconi. Sono le 5 e 30 del mattino e fa buio. La luce dei lampioni non passa attraverso gli alberi. Davanti a me vedo un altro pazzo che corre. Ora lo sorpasso, penso, e con nonchalance lo saluto facendolo rosicare. Pensiero idiota ma tant’è. Accelero e quando lo affianco mi accorgo che porta la stessa maglietta della maratona di Firenze. Ci mettiamo a chiacchierare. Lui si chiama Claudio. A Firenze ci andrà come pacer delle 3 ore. Il suo personale è intorno alle 2 ore e 25 ed è stato nel giro della nazionale dei 100 Km. Abbiamo corso e chiacchierato per un’ oretta, poi ciascuno per i fatti suoi.
Ieri, come da programma, mi sono fatto 1 ora e 20 a passo tranquillo e regolare (17.1 K). Oggi sarebbe stato giorno di riposo, ma quando ho aperto gli occhi questa mattina, erano le 5 e 8 minuti. Ho riflettuto 7 secondi e 20 minuti dopo (il tempo di preparare il caffè, vestirsi e svuotarsi), ero per strada per un’ altra ora e 20 e passo tranquillo e regolare lungo la ciclabile della magliana.
La 30 Km di Ostia s’avvicina e sarà un allenamento. Il lungo del fine settimana prevedrebbe un’uscita di 2 ore, che sarà inevitabilmente allungata di 25-30 minuti. In ogni caso, correrò le prime due ore a 4’45 e l’ultima parte di gara a seconda delle sensazioni.

Cosa c'entra il video con questo post? Un cazzo... ma stamane, discutendo con un amico, m'è venuto in mente.

martedì 5 ottobre 2010

Scazzo totale...

Avrei un rapporto da finire, ma non riesco a scrivere una riga, scazzo totale. Ho due schermi qui al lavoro. Su quello di destra ho praticamente una pagina bianca, con dei titoli. Alcuni parti, quelle più ovvie, le ho riempite, le altre, quelle dove bisognerebbe metterci un pò di cervello, solo un pò di voglia, sono bianche, e cosí rimarrano: perché quando l'ispirazione non arriva spontaneamente, è inutile sforzarsi. Finirei per perdere la giornata a scrivere una schifezza. Sono sicuro che domani, in dieci minuti lo finisco questo cazzo di rapporto. Beh, almeno lo spero.
La settimana scorsa è filata via come da programma, o quasi. L'idea era di correre 1:15, 1:15, 1:00 e poi 1:50 il weekend. Le tre uscite infrasettimanali sono andate alla grande, con sveglia fissa alle 5 e 20 e con incontri interessanti. Quella del weekend me l'aspettavo normale, la classica uscita che da casa mi avrebbe portato a villa pamphili, o sul lungotevere o a fare un giro a cazzo per le strade deserte di Roma. Purtroppo, o per fortuna, mia moglie mi aveva riservato una sorpresa, un weekend in un agriturismo in Maremma. La corsa l'ho fatta ugualmente, ma invece di 1 e 50, ho corso solo per 1 ora e 10 minuti per le strade veramente deserte della Maremma, un collinare abbastanza tosto che mi ha dato altro ottimismo.
E anche questa scusa per perder tempo è finita. Mi tocca per forza tornare a questo rapporto...
Buone corse.

giovedì 30 settembre 2010

La ripresa ormai è consolidata...

Altri due mesi son passati ed eccomi di nuovo qui. Il lavoro è sempre tanto e questo mi ha obbligato a riprendere un'abitudine che avevo perso: correre al mattino presto.
I mesi di luglio ed agosto sono stati avari in termini di chilometri fatti, ma verso la fine del mese scorso sono riuscito a focalizzare bene il mio futuro prossimo podistico, ho elaborato un piano d'allenamento semplice semplice per vedere se riuscivo a starci dietro e dopo un mese posso cominciare a pensare positivo... Sono riuscito a svegliarmi presto al mattino, tra le 5 e 20 e 5 e 40 (weekend inclusi) a seconda della durata prevista dell'allenamento, ho fatto 15 allenamenti durante il mese di settembre nonostante uno stop forzato di una settimana causa raffreddore e sono stato abbastanza costante nel seguire il programma e ho perso due chili precisi (65.9 kg questa mattina). La ripresa è ormai consolidata e posso che ormai la crisi è alle spalle e che ne sono uscito meglio e prima rispetto ai miei colleghi nonostante l'eredità lasciatami dal precedente spirito che abitava questo corpo perchè sono ottimista di natura e spero di arrivare a 316 voti senza la terza gamba... ma che cazzo sto dicendo???
Rinfrancato da questi risultati, mi sono iscritto alla 30 Km del mare e alla maratona di firenze. La voglia di correre è tanta e spero che il fisico non mi tradisca. Per quanto riguarda il lavoro, ho detto no a qualsiasi missione fino alla fine dell'anno.
Il mio obiettivo principale è ovviamente Firenze, che spero di concludere in meno di 3 ore e 30. Spesso e volentieri ho perseguito obiettivi temporali troppo ambiziosi per fallire miseramente. Le 3 ore e 30 sono obiettivamente alla mia portata e il primo passo è di raggiungere questo traguardo, poi si vedrà.
Il programma d'allenamento scelto è il programma "Forrest Gump" di Albanesi, praticamente 4 uscite settimanali dove si corre a sensazione per periodi di tempo sempre crescenti. Secondo Albanesi, per corridori scarsi come me, la differenza in termini di tempi finali tra questo metodo e un metodo più scientifico è marginale.
Questo metodo si addice di più al mio modo di essere e fino ad ora sta dando un risultato importante: sto correndo in maniera regolare e costante.
Spero pure di trovare un pò più di tempo per questo bloghetto...
Buone corse a todos.

domenica 1 agosto 2010

Madagascar...

... non il cartone, ma l'isola dove mi trovo adesso. Fuori piove, fa freddo. Dalla piazza del mercato arriva musica. Vedo gente e tanti colori. Oggi è il primo agosto. Dovrei trovarmi in vacanza con moglie e figlie, invece mi trovo in questo paradiso da solo, ma per lavoro, con intorno frotte di turisti con le loro guide e i loro zainetti.
Tutto è iniziato qualche settimana fa. Stavo gestendo una grossa rogna con dei pesticidi bloccati in un aeroporto in Georgia, quando mi chiamano dei colleghi con due parole magiche: cavallette, Madagascar. Da quell'istante è iniziata l'odissea. Io che faccio un punto fermo della mia vita di uscire dall'ufficio alle 5 in punto per stare con la mia famiglia, mi sono ritrovato ad uscirne ad orari inconciliabili, tanto che abbiamo deciso di separarci. Separarci nel senso che mia moglie e le bimbe sono andate dai nonni in Calabria, ed io sono rimasto a Roma a lavorare fino a notte, sabato e domenica inclusi. Poi, ho preso qualche aereo e mi sono ritrovato ad Antananarivo e vedere finanziatori, lavorare sulla strategia di lotta da adottare e organizzare il lavoro. Ero partito per stare poco più di cinque giorni, poi la missione è stata prolungata e chissà quando farò ritorno. Del lavoro non ne parlo, mi nausea. Non ce la faccio più a pensare agli elicotteri che dobbiamo portare nel paese, ai centinaia di migliaia di litri di pesticidi, agli aerei cargo che dobbiamo organizzare, alle pratiche di sdoganamento, ai soldi che serviranno per fare girare tutta la giostra, il tutto prima che arrivino le piogge che impedirebbero qualsiasi spostamento via terra.
Vorrei parlare di Antananarivo, ma anche di questa città posso dire ben poco, rinchiuso in albergo o in ufficio ne ho visto ben poco. Ma come al solito, questo ben poco è incredibilmente bello. La città è arroccata su dei colli. Dei colli veri, non come quelli di Roma che fatichi a riconoscere. Le strade strette si inerpicano verso l'alto con mille curve, tutte lastricate di sanpietrini, costeggiate da casette di color marrone chiaro, deliziose ed invitanti. Qui, trovi arte dappertutto. C'è musica ad ogni angolo di strada, un artigianato ricchissimo, pittura, scultura. C'è di tutto e lo vedi in ogni dettaglio della vita quotidiana. Nulla è fatto a caso. In ogni particolare senti e vedi che è stato fatto per risultare bello.
Non parlo poi del cibo. Semplicemente squisito. Mi dicono che lo chef dell'albergo nel quale risiedo è uno dei migliori della città. Non stento a crederlo. Anche un semplice uovo al tegamino diventa un'opera d'arte, un'esplosione di gusti.
Anche i nomi delle persone sono delle poesie. Incontro gente che di cognome fa "Rakotoarimanana" oppure "Randriamampianana". Poesia, appunto.
La corsa, ormai, è solo una leopardica rimembranza. Già a Roma riuscivo a correre poco. Da quando sono qui, sono stato tre volte in palestra sul tapis roulant. Le maratone me le sogno la notte. Non dispero di riuscire ad essere pronto per Firenze, ma ci vorrà un cambio di marcia non indifferente nelle prossime settimane.
Buone corse.

martedì 27 aprile 2010

A questo punto, una decisione va presa!


Non so voi, ma a me viene voglia di cambiare sport...
Dopo l'Appia Run della settimana scorsa ero abbastanza gasato per la prestazione inaspettata (12.8 chilometri sotto a 4'30" su percorso difficile, con una buona tenuta fino al decimo e leggero calo negli ultimi 2 chilometri). Purtroppo, non sono riuscito a capitalizzare, e la settimana successiva è proseguita con un paio d'allenamenti a l'ora di pranzo che non hanno avuto altro beneficio se non quello di staccare dal lavoro per un po'. Non era per stanchezza, ma per semplice svogliatezza: tanto lavoro da sbrigare in ufficio, un po'di stress, e soprattutto la mancanza di un obiettivo ben preciso. Devo decidermi d'iscrivermi ad una gara seria, ma prima di poterlo fare, devo risolvere un paio di cose.
Arrivato al weekend, ho deciso di chiudere la settimana con un'ultima corsetta, ed è uscito un allenamento che non m'aspettavo, o meglio, una velocità che non m'aspettavo. Sono uscito di casa verso le 8, faceva ancora fresco, e ho preso la strada cha da casa mia porta al gianicolo, da dove Garibaldi veglia sulla città. Dal gianicolo si scende verso San Pietro e sono circa un paio di chilometri e mezzo, che ho fatto a 4'45" di media circa. Da San Pietro, mi sono diretto sul lungotevere, e senza accorgermene ho cominciato a macinare chilometri intorno a 4 minuti, con il quinto a 3'50". Ho proseguito sul banchina del tevere fino a dopo ponte marconi, quindi sono risalito e ho raggiunto casa dopo un salita di circa un chilometro, corsa a 4'36". In totale, 10 chilometri a 4'20" di media, che proprio non mi sarei aspettato.
Come la settimana scorsa, mi sento gasato. Ieri purtroppo ho dovuto saltare la corsa, ma oggi spero di recuperare.
Buone corse.

giovedì 15 aprile 2010

Modestamente...

In politica il vincente è Barack Obama, nel cinema Halle Berry e nella Formula 1 Lewis Hamilton. Sono tutti di razza mista e per il dottor Michael Lewis è proprio questa la carta del successo. Secondo lo studio, condotto all’università di Cardiff, il mix razziale garantisce qualità maggiori sulla vita e nel lavoro.
Esaminando i volti di 1.205 persone nere, bianche e di razze miste, la squadra di ricerca ha concluso che coloro che hanno avuto genitori di razze diverse sono generalmente più attraenti.
La teoria da cui Lewis è partito nella ricerca risale a Darwin e si chiama eterosi. «Ci sono prove – ha detto Lewis – che l’impatto dell’eterosi vada anche oltre il semplice aspetto fisico. L’idea ci è venuta osservando che, sebbene le persone nate da incroci siano un numero limitato, arrivano spesso a livelli professionali altissimi».


A dire il vero, lo sospettavo, ma ora c'è la prova scientifica!
http://www.walesonline.co.uk/news/health-news/2010/04/14/it-s-all-in-the-mix-a-blend-of-black-and-white-produces-the-best-looking-among-us-91466-26237316/

mercoledì 14 aprile 2010

Cazzo...

Il sindaco sospende il pranzo agli alunni della scuola materna ed elementare che hanno pagato la retta e gli arretrati e un cittadino invia un bonifico di 10mila euro per rimettere tutto a posto. Accade ad Adro nel bresciano dove l'amministrazione comunale ha ricevuto il versamento che ha saldato il debito accumulato dalle famiglie che avevano usufruito del servizio e per motivi diversi non avevano pagato la retta. L'anonimo benefattore – imprenditore agricolo - ha accompagnato il suo gesto da una lettera pubblicata dal sito del "Corriere della Sera" e che pubblichiamo qui sotto.

Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità. Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film L'albero degli zoccoli. Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene.
È per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica. A scanso di equivoci, premetto che: non sono "comunista". Alle ultime elezioni ho votato per Formigoni. Ciò non mi impedisce di avere amici di tutte le idee politiche. Gli chiedo sempre e solo la condivisione dei valori fondamentali e al primo posto il rispetto della persona. So perfettamente che fra le 40 famiglie alcune sono di furbetti che ne approfittano, ma di furbi ne conosco molti. Alcuni sono milionari e vogliono anche fare la morale agli altri. In questo caso, nel dubbio sto con i primi. Agli extracomunitari chiedo il rispetto dei nostri costumi e delle nostre leggi, chiedo con fermezza ed educazione cercando di essere il primo a rispettarle. E tirare in ballo i bambini non è compreso nell'educazione.
Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma è a casa assistita da una signora dell'Ucraina. Vedo attorno a me una preoccupante e crescente intolleranza verso chi ha di meno. Purtroppo ho l'insana abitudine di leggere e so bene che i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono stati anni di piccoli passi verso il baratro. In fondo in fondo chiedere di mettere una stella gialla sul braccio agli ebrei non era poi una cosa che faceva male. I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono. Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l'asticella dell'intolleranza di un passo all'anno, prima con la taglia, poi con il rifiuto del sostegno regionale, poi con la mensa dei bambini, rna potrei portare molti altri casi.
Quando facevo le elementari alcuni miei compagni avevano il sostegno del patronato. Noi eravamo poveri, ma non ci siamo mai indignati. Ma dove sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo? Che non mi vengano a portare considerazioni "miserevoli". Anche il padrone del film di cui sopra aveva ragione. La pianta che il contadino aveva tagliato era la sua. Mica poteva metterla sempre lui la pianta per gli zoccoli. (E se non conoscono il film che se lo guardino...). Ma dove sono i miei sacerdoti? Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo. Se esponiamo un bel rosario grande nella nostra casa, poi possiamo fare quello che vogliamo? Vorrei sentire i miei preti "urlare", scuotere l'animo della gente, dirci bene quali sono i valori, perché altrimenti penso che sono anche loro dentro il "commercio".
Ma dov'è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare "partito dell'amore". Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l'Italia. So per certo che non sono tutti ottusi ma che non si nascondano dietro un dito, non facciano come coloro che negli anni 70 chiamavano i brigatisti "compagni che sbagliano". Ma dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e delle famiglie negli ultimi 10 anni. Tanto per farci capire come pagano le belle cose e case. Non vorrei mai essere io a pagare anche per loro. Non vorrei che il loro reddito (o tenore di vita) venga dalle tasse del papà di uno di questi bambini che lavora in fonderia per 1.200 euro mese (regolari).
Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e quanti soldi spende l'amministrazione per non trovare i soldi per la mensa. Ma da dove vengono tutti i soldi che si muovono, e dove vanno? Ma quanto rendono (O quanto dovrebbero o potrebbero rendere) gli oneri dei 30000 metri cubi del laghetto Sala. E i 50000 metri della nuova area verde sopra il Santuario chi li paga? E se poi domani ci costruissero? E se il Santuario fosse tutto circondato da edifici? Va sempre bene tutto? Ma non hanno il dubbio che qualcuno voglia distrarre la loro attenzione per fini diversi. Non hanno il dubbio di essere usati? È già successo nella storia e anche in quella del nostro paese.
IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI. Io sono per la legalità. Per tutti e per sempre. Per me quelli che non pagano sono tutti uguali, quando non pagano un pasto, ma anche quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti o le banche. Anche quando girano con i macchinoni e non pagano tutte le tasse, perché anche in quel caso qualcuno paga per loro. Sono come i genitori di quei bambini. Ma che almeno non pretendano di farci la morale e di insegnare la legalità perché tutti questi begli insegnamenti li stanno dando anche ai loro figli.
E CHI SEMINA VENTO, RACCOGLIE TEMPESTA! I 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione servizio mensa, fra 20/30 anni vivranno nel nostro paese. L'età gioca a loro favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla casa di riposo. Ma quel giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di oggi? E se non ce li volessero piu cambiare? Non ditemi che verranno i nostri figli perché il senso di solidarietà glielo stiamo insegnando noi adesso. È anche per questo che non ci sto. Voglio urlare che io non ci sto. Ma per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorrà dire poco, ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani. Ho versato quanto necessario a garantire il diritto all'uso della mensa per tutti i bambini, in modo da non creare rischi di dissesto finanziario per l'amministrazione.
In tal modo mi impegno a garantire tutta la copertura necessaria per l'anno scolastico 2009/2010. Quando i genitori potranno pagare, i soldi verranno versati in modo normale, se non potranno a vorranno pagare il costa della mensa residua resterà a mio totale carico. Ogni valutazione dei vari casi che dovessero crearsi è nella piena discrezione della responsabile del servizio mensa. Sono certo che almeno uno di quei bambini diventerà docente universitario o medico o imprenditore o infermiere e il suo solo rispetto varrà la spesa. Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figli faranno le notti in discoteca o a bearsi con i valori del "grande fratello".
Il mio gesto è simbolico perché non posso pagare per tutti o per sempre e comunque so benissimo che non risolvo certo i problemi di quelle famiglie. Mi basta sapere che per i miei amministratori, per i miei compaesani e molto di più per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e non sono solo. Molto più dei soldi mi costerà il lavorio di diffamazione che come per altri casi verrà attivato da chi sa di avere la coda di paglia. Mi consola il fatto che catturerà soltanto quelle persone che mi onoreranno del loro disprezzo. Posso sopportarlo. L'idea che fra 30 anni non mi cambino il pannolone invece mi atterrisce. Ci sono cose che non si possono comprare. La famosa carta di eredito c'e, ma solo per tutto il resto.

Un cittadino di Adro


Io dico una sola parola: cazzo...

Domenica, Appia run... tanto per respirare di nuovo l'atmosfera di gara.

venerdì 9 aprile 2010

Alle...


Volevo cercare una tabella d'allenamento per i 10 K tanto per far passare un po' di tempo. Dopo aver digitato le prima 4 lettere, ecco i suggerimenti che sono venuti fuori... Da morir dal ridere!

giovedì 8 aprile 2010

Back to life, back to reality

Sabato mattina ho fatto la mia ultima corsetta a Bangkok, sotto un gran caldo e tanta umidità. Avrei voluto allungare un po’rispetto alla corsa del giovedì, ma céra una cappa bestiale. 8 chilometri e poche centinaia di metri e sono tornato all’aria condizionata dell’albergo. Per il resto della giornata, sono rimasto chiuso. Troppo caldo, troppo umido fuori, e troppo scoglionato dentro.
Sono contento, perché sono riuscito a correre anche a Vientiane e a Yangon. C’è chi mette le bandierine nei posti dove ha scopato, e c’è chi come me mette le bandierine nei posti dove ha corso. Mi fermo qua per non abbassare ulteriormente il livello di questo blog…
Domenica mattina ero a Roma, ancora più rincoglionito, ma almeno ero finalmente a casa. Jun, che a malapena faceva due passi prima della mia missione, adesso corre e salta come un grillo. Maya, beh, quando penso a lei, non trovo le parole...
C’ho messo un po’ per riprendermi dal jet-lag. Di solito, venendo dall’oriente, quindi verso il giorno, sento di meno il cambiamento di fuso. Questa volta, invece, è stata una bella botta, dovuta, oltre al fuso, anche alla stanchezza accumulata in quest’ultimo mese di lavoro.
Oggi, complice il tempo non troppo brutto, sono uscito all’ora di pranzo per un giro alla caffarella con un paio di colleghi. Una corsa tranquilla, rilassata, per un totale di 12.3 chilometri corsi ad un ritmo di 4’50”/km.
Il chilometraggio settimanale sarà scarso, molto scarso, e allora mi consolo con questo video, i primi dieci minuti del film “Endurance”, sulla vita del messia Haile Gebreselassie.



Infine, un immenso in bocca al lupo a Giancarlo. Domenica sera, voglio vedere Parigi bruciare!

giovedì 1 aprile 2010

Auguroni!


Un anno fa, nasceva Jun, il mio personale scherzo d'aprile, il più bello della mia vita. Oggi festeggia il suo primo compleanno ed io mi trovo a circa 8844 chilometri, o 4775 miglia nautiche da lei, fate un po' voi...
Oggi mi sono svegliato che erano le cinque del mattino. Fuori era abbastanza buio, ma era l'unica occasione della giornata per fare una sgambata. Il tempo di cambiarmi e ero in strada, nella centralissima Khao San Road di Bangkok, il punto di ritrovo dei saccopelisti di tutto il mondo, vecchi hyppie, drogati, ubriachi e turisti di ogni razza ed età, dove c'è una concentrazione indescrivibile e non misurabile di venditori di magliette, gadgets, penne laser, souvenir di ogni genere, pub, ristoranti, sarti, centri di massaggio, tatuaggi, venditori ambulanti di ogni tipo di cibo, frutta, succhi, insetti e scorpioni, tutto immerso in un casino fatto di motorini, musica dai locali, schiamazzi, richiami dei venditori, etc… Alle cinque del mattino ovviamente tutto questo casino non c'era, ma le tracce erano tutte lì. Il tempo di mettere un piede fuori, e il primo tassista mi chiede se mi serve un taxi. Lo guardo un po' contrariato, rispondo educatamente che sto andando a correre e che non mi serve un taxi. Fatti i primi 50 metri, secondo tassista, seconda richiesta, non rispondo. Fatti 70 metri, un guidatore di tuk tuk mi chiede se voglio un passaggio e lo ignoro. Dopo poco, poco dopo, poco poco, dopo dopo, una sventola in minigonna sottoascellare con due tette enormi richiama la mia attenzione. La guardo meglio e capisco che non è una sventola, ma più probabilmente uno sventolo. MI vuole parlare, m'insegue per qualche metro, gli faccio notare che non sono abbastanza elegante per stare con lei e vado avanti, dove mi aspetta un gruppo di ragazzi che si sta scolando l'ultima birra della notte. Un paio di high-five e mi immetto su un'arteria principale dove si sta svolgendo ormai da quasi tre settimane la dimostrazione delle magliette rosse. Da quando c'ero passato dieci giorni fa, si sono organizzati ancora di più: oltre ai vari venditori ambulanti e al merchandising di magliette, pantofole, cappelli, tutti rossi ovviamente, si sono aggiunti anche i massaggiatori, che massaggiano i manifestanti, in effetti abbastanza stanchi dopo lo sforzo prolungato che stanno facendo.
Vado verso il fiume, faccio mezzo giro del parco sanamluang, costeggio il palazzo reale e il Wat Pra Keo, quindi il tempio del budda reclinato (Wat Pho), rifaccio il giro allungandolo di un po', per poi chiudere di nuovo sulla Khao San Road. In totale, 8 chilometri e 4'50" ma sofferti a causa dell'umidità e della temperatura (32°C, circa 70% d'umidità). Domani rifaccio il giro, magari allungandolo fino a 12-13 chilometri, ad un passo più lento (…).
Un anno fa nasceva Jun. Dopo tutte le normali emozioni della giornata, decisi di festeggiare con una sigaretta. Andai al distributore, infilai 10 EURI tondi tondi, presi un pacchetto di Marlboro Light e mi accorsi che il maledetto distributore non dava resto, e quindi presi un secondo pacchetto di marlboro light.
Ovviamente, i due pacchetti sparirono in un paio di giorni, e continuai a fumare fino a tre settimane fa. In Myanmar ho trovato la combinazione giusta che mi ha fatto ri-smettere di fumare. Questa volta, speriamo che... va beh lasciamo perdere.
Buone corse!

mercoledì 31 marzo 2010

Se questa è l'Italia...

Leggo il giornale online, e l'attenzione mi cade su questa lettera. Dato che è una cosa che mi tocca da vicino, copio e incollo.

Francois, Joseph e Jean Paul Frattini, questi i nostri nomi. Nomi francesi accostati a un cognome tipicamente italiano per attestare le nostre origini. Nati da madre haitiana e padre italiano, siamo cresciuti e abbiamo vissuto tutta la nostra vita a Brescia. Ciononostante, la nostra pelle porta con sé la condanna di una discendenza troppo scomoda. Non è mai passato inosservato il nostro colorito acceso, ma fatta eccezione per qualche vile commento bisbigliato vigliaccamente sottovoce, abbiamo sempre vissuto serenamente. Questo fino a poco tempo fa, precisamente fino alla sera di venerdì 19 marzo, quando un atto di discriminazione razziale ci ha coinvolti in prima persona. Avevamo programmato una serata tra fratelli in un locale molto noto, l’Hotel Costez, situato nel centro di Cazzago San Martino. Eravamo vestiti elegantemente, come richiede quel locale. Ma, quando eravamo a circa 10 metri dall’ingresso, un buttafuori ci ha bloccati e, senza troppe remore, ci ha vietato di entrare. Il motivo? La risposta è sconcertante: “E dai ragazzi, lo sapete!”. Sappiamo cosa? Ciò che ben sappiamo e di cui andiamo fieri, è che siamo neri. E all’entrata ribadiscono: “Siete extracomunitari e non potete entrare”. La schiettezza con cui ce l’hanno detto e la totale mancanza di rispetto per una categoria sempre meno tutelata, non ha fatto che rafforzare la nostra convinzione di voler entrare. Abbiamo deciso di non mostrare la carta di identità per provare la nostra italianità, e di continuare nella parte che ci era stata assegnata. Il buttafuori continua a sostenere che era una regola e come tale non poteva essere violata. Certo, una re- gola non scritta, ma non per questo meno valida. Dopo vari tentativi, ci accordiamo per restare nel- la zona esterna del locale, confinati come cani. Non paghi dell’obiettivo raggiunto, ci intrufoliamo all’interno. Ma subito un altro imponente buttafuori ci accompagna all’uscita. E non è servito a nulla mostrare i documenti per intaccare le loro ferree convinzioni: neri eravamo e neri re- stavamo. Questione di pelle. Ci chiediamo, alla luce di quello che è successo, se questo stesso senti- mento di superiorità che ha indotto il proprietario di un locale a vie- tare l’ingresso a tre connazionali perché non bianchi, sia diffuso a tal punto da essere universalmente condiviso o quantomeno tollerato. Ci sentiamo feriti e non abbiamo voglia di tacere o di essere azzittiti. E dopo 27, 28 e 34 anni vissuti in Italia, sentirsi estranei e discriminati nella propria casa, ha fatto scattare una profonda frustrazione in noi.
Dal Fatto Quotidiano del 31 Marzo 2010.

Questa è l'Italia?

Questa è l'Italia.

Sono in partenza per Bangkok. Spero di riuscire a correre bene come ho fatto qui a Vientiane.

martedì 30 marzo 2010

Mutismo e rassegnazione



Rassegnazione, mutismo e rassegnazione. Questo è il nostro presente, come sarà il futuro?
Ho passato la notte in bianco. Dato che ci sono 5 ore di differenza, ho cominciato ad avere i primi exit poll che erano le 8 di sera. Ho seguito l'evolvere della situazione fino alle 3 di notte, quando ho deciso di schiacciare un pisolino. In quel momento, un po' di speranza c'era. Mi sono svegliato che erano le 5 per prendere atto dell'ennesima batosta. E il sintomo lampante che il paese ormai è andato, è la "trota" consigliere più votato nel bresciano.
Sono andato a correre. 10 chilometri tondi a 4'43" per il centro di Vientiane. Ho assistito ad un sorgere del sole meraviglioso, una palla rosso sangue che si stagliava dietro a qualche tempio. Intorno, bandiere rosse con la falce e il martello del partito comunista del Lao. E mi è venuto da ridere. Una risata isterica...
Good morning Italy!



lunedì 29 marzo 2010

Post al volo

Un post veloce veloce... Sono ormai tre settimane che sono in giro per il sud-est asiatico, e comincio a rompermi un po'. Ancora une settimana tra il Laos e Bangkok, e poi sarò di ritorno a casa, con le mie bambine che mi chiameranno "zio" e mia moglie che... va beh, lasciamo perdere!
La nota positiva è che Vientiane me la sono fatta per bene... Sabato, 12 chilometri, passando davanti al palazzo presidenziale, diversi templi, la piazza della rivoluzione e tutte le attrazioni turistiche (5'/km). Domenica invece, sono andato dritto per una strada qualsiasi, facendo 13 chilometri e rotti a 4'45"/km. Due corsette vere, godute.
Vado a cena.

mercoledì 24 marzo 2010

Lungo il Mekong

Tramonto sul Mekong, e gustarselo di corsa... Felicità? Quasi. In ogni caso, un momento speciale.
I numeri mi dicono che sono stati 6 chilometri a 4'46" di media, 35°C e 65% d'umidità. Il cuore mi dice che se il tramonto fosse durato due ore, non avrei mai smesso di correre.
Vientiane, di qua del Mekong, il Laos, dall'altra parte, la Tailandia. Il Laos, un paese che a guardarlo sulla mappa, non capisci come c'è finito, stretto in mezzo al Vietnam, la Tailandia e la Birmania. Piccolo, stretto stretto, ma molto simpatico, a cominciare dalla parlata dei locali, un inglese con accento francese anche se il francese ormai non lo parlano più. Un paese che è due terzi dell'Italia, con una popolazione che raggiunge a malapena i 6 milioni d'abitanti. Quasi un deserto. Un paese dove la stella rossa, la falce e il martello, ancora hanno un certo valore. Oggi, avevo una riunione con il direttore di un ufficio statale, ho fatto fatica a reprimere un'esclamazione di sorpresa vedendo un ritratto di Lenin appeso al muro.
Il libero mercato ormai è una realtà anche qua. Il prodotto interno lordo annuo viaggia ad una media del 7-8%, ma il terreno da recuperare rispetto ai suoi vicini è immenso. Un potenziale enorme, ma non sfruttato appieno. Forse è meglio così.
Connessione internet pessima, miei commenti e risposte ai vostri non garantita. Sorry for that.
Sabai Dee.

domenica 21 marzo 2010

Maratona di Roma 2010: e io sono a Bangkok

La mia maratona di roma inizia con la sveglia alle 6, ma invece di dirigermi verso il Colosseo, faccio un giro intorno a Khaosan Road, a Bangkok, e poi mi avventuro verso il palazzo reale e il tempio del budda sdraiato, e tornando indietro m'imbatto nella grande dimostrazione delle magliette rosse, dimostrazione iniziata più di una settimana fa e ancora in corso.
Questi pazzi con la maglietta rossa sono tanti, ben organizzati sulle strade e le piazze intorno alla piazza della democrazia, con palchi e megaschermi, e discorsi di militanti che vanno avanti da giorni senza interruzioni. Manifestano contro il governo, reo di essere un pupazzo nelle mani dei militari. Il premier eletto democraticamente è stato rovesciato da un colpo di stato qualche anno fa ed ora vive in esilio, mentre una corte gli sta sequestrando tutti i beni che avrebbe acquisito illegalmente quando era in carica. Questo premier, un certo Takhsin, è un po' come il nostro premier, un magnate della comunicazione, ricchissimo, molto bravo a vendersi e adorato dai ceti più poveri del paese. I manifestanti accusano il governo attuale di essere un governo pro-ricchi. Li ho chiamati "pazzi" perchè sono stati capaci di farsi prendere il sangue per lanciarlo ai poliziotti e sulla casa dell'attuale premier.
Correndo verso l'albergo, sono passato a vedere la manifestazione ed ero vestito anch'io con una maglietta rossa, ed è stato tutto un "gimme five" e applausi. Mi sono sentito come Mohamed Ali quando s'allenava per le strade di Kinshasa!
Ho seguito su TDS l'evolvere della gara di Gianco e di MFM. Ma i dati si fermano al 35esimo chilometro, e non mi è dato sapere com'è andata a finire. Gianco dovrebbe avercela fatta tranquillamente a stare sotto le 3 ore e 30 (3 ore e 27 la mia stima), mentre Marco stare sotto le 4 ore (3 ore e 58, secondo me). Domani saprò.
Oggi, sfogliando i giornali online, ho letto una dichiarazione abbastanza sconcertante, anche per gli standard ai quali ci ha abituato il nostro presidente. Poi ho visto il video e... non ho parole, non so voi, ma io non ho parole...
Allegria!