domenica 22 febbraio 2015

No title

Domenica. Le domeniche bestiali di Juba, passate a non fare un cazzo. Sveglia presto, pedalata in bici sui rulli, pranzo fuori, poi un pomeriggio infinito a leggere, guardare la televisione aspettando che passi. La mia macchina e' finalmente arrivata, bella, nera, lucente, e parcheggiata in ufficio in attesa delle targhe. Con lei, sara' tutta una altra cosa... tipo potro' andare a fare la spesa non al solito posto e forse anche a farmi un drink sulle rive del nilo.
Sono passati undici giorni dall’ultimo post, troppi. Stiamo nel mezzo della preparazione per la prossima campagna, tanto lavoro in ufficio, poco tempo per fare altro. Dopo la corsetta abortita dell’undici febbraio, ho ripreso con pedalate leggere e non troppo lunghe. Dopo sette giorni senza corsa, ho ripreso con qualche corsa facile, 5/6 km intorno a 5’/k. Nessun dolore, nessun segnale dal polpaccio. Il volume d’allenamento si è assestato intorno alle 5 ore settimanali. Cercherò di mantenere questi volumi per le prossime settimane per poi cercare di aumentare gradatamente, evitando di fare come al solito, cioè passare da 2 ore a 7/8 ore tra una settimana e l’altra.

Novità a Juba? Nessuna di rilievo. La settimana scorsa il coprifuoco è stato spostato alle 7 di sera dopo l’esecuzione sommaria di un espatriato che lavorava per una ONG americana. Scoperto il motivo, il coprifuoco è tornato alle 9 e 30 come al solito.
Passo e chiudo.

mercoledì 11 febbraio 2015

Prova corsa

Ieri mattina, come da programma, uscita di corsa, ritmo sopra i 5'30" a chilometri. Dov'e' il piacere della corsa quando ogni secondo sei concentrato a captare segnali da cosce e polpacci? Che correre e'? Oggi corro senza quella sensazione di liberta' con la quale correvo prima. Oggi corro, e a ogni passo cerco di capire se il polpaccio reggera' il passo successivo o se ci sono dolori da altre parte del corpo. Mi convinco che e' solo un periodo cosi, ma se dovesse andare avanti cosi, dov'e' il senso di continuare a correre, se non e' piu' un piacere ma una visita medica?
Per farla breve, dopo appena quattro chilometri ho sentito un dolore sordo dentro al polpaccio destro, appena sopra il tendine d'achille, lo stesso punto che mi aveva fatto male una decina di giorni fa. Mi sono fermato subito e camminato fino a casa.
Tornato a casa dopo lavoro, 40 chilometri abbondanti a 35 di media.
Per il resto, bombardamento a Bentiu, due dei miei chiusi nei bunker per qualche ora, bombardamenti a Nasser, grossi problemi a Rumbek e aeroporto di Juba chiuso... Speriamo riapra presto che venerdi ho voglia di tornare a casa... 

martedì 10 febbraio 2015

Anche i Dinka hanno i loro problemi

Proseguendo sul discorso del gigantismo di alcune tribù del Sud Sudan, se tutto fosse proporzionato, si spiegherebbe il sorriso permanente delle donne. Non si spiega però il ricorso a pratiche per l’allungamento del pene, offerte dai dottori Baresa Mbuyu, Tang, Tunde dalla Nigeria, Mbuie pure lui dalla Nigeria e Zwapengu, di cui tutta la città di Juba è tappezzata di pubblicità.





Dopo sette ore di pedalate e 240 chilometri percorsi durante gli ultimi cinque giorni, oggi faccio riposare le gambe e cerco di capire se domani potrò azzardare una corsetta. Il polpaccio sta bene, il tendine d’Achille pure, e lo dico senza mentire a me stesso. Lo tocco, lo massaggio, lo pizzico e non sento nulla.
Domani si vedrà.

venerdì 6 febbraio 2015

Notiziole varie.... leggerissima ripresa e Kyananga

Fa caldo fuori dall’ufficio. Controllo l’apposita app che mi dice che siamo a 41 gradi. Ed è solo l’inizio. Nelle prossime settimane la temperatura salirà sensibilmente. Mi dicono che questo non è niente rispetto al caldo che farà fra qualche mese. Non riesco a immaginarmelo. Si vedrà.  Va beh, in Sud Sudan fa caldo, non proprio una notiziona.
In Sud Sudan, sono un nano. Anche queste non sono proprio una notizia. Sono alto poco più di 1 metro e 80. In Indonesia mi sentivo un gigante. E per chissà quale legge, ora mi ritrovo a Juba, dove sono un nano. I Dinka e i Nuer sono impressionanti per quanto sono alti. Per fortuna che ci sono delle tribù equatoriane perché’ senno sarebbe veramente deprimente. Non ho mai visto cosi tanta gente cosi alta. Non esagero, ma due metri per questi tizi è normale.
Il dolore al polpaccio è sparito. Negli ultimi giorni era notevolmente diminuito tanto che non zoppicavo più già da lunedì. Dopo la prima pedalata di mercoledì, ho replicato ieri senza alcun problema. Oggi sembra tutto a posto, ma aspetterò ancora qualche giorno prima di provare a correre. Intanto, mi sono iscritto al triathlon di Kyaninga, a Fort Portal nella parte occidentale dell’Uganda. 1.5 chilometri di nuoto, trentatré di bici e otto di corsa. La gara si svolge intorno a dei laghi vulcanici della Rift Valley Albertina, con la corsa che è un giro di un cratere. Non molto diverso probabilmente dal lago di vico…

Infine, il conflitto in Sud Sudan è finito sulla versione online del Corriere. L’articolo non dice nulla di nuovo, ma mi sono soffermato sui commenti dei lettori… che pena.

giovedì 5 febbraio 2015

Prima prova di ripresa: ok

Ore 7 del pomeriggio. Sono tornato a casa dopo la giornata di lavoro. Il dolore al polpaccio destro è notevolmente diminuito. Ho voglia di provarci, qualcosa di molto leggero, senza forzare. Fuori ci sono ancora 37 gradi, ma l’umidità è molto bassa, intorno al 15-20%. In pratica, fa un caldo boia, ma te ne accorgi di meno, sudi e non lo sai. Bere tanto durante la giornata è fondamentale se no il leggero mal di testa che ti prende dopo pranzo e’ assicurato. Casa mia è un piccolo appartamento, camera, bagno salottino con cucina. Apro la finestra della camera e ho un muro davanti. Apro la finestra del salotto, e ho il parcheggio delle macchine. La casa non è il massimo, ma almeno è fresca e ancora non devo accendere il condizionatore. Ma ho chiesto e richiesto di essere spostato a un piano superiore e il manager fa finta di non capire. Me ne andrò presto, perché’ i fine settimana possono essere veramente deprimenti senza luce naturale. In televisione non c’è un cazzo come al solito. Su Supersport fanno rivedere le partite della Premier league della settimana scorsa. E sono già alla terza o quarta replica. Poi passeranno alla Liga. Per fortuna non fanno vedere la Serie A. Dopo i 5 golletti incassati domenica scorsa preferisco sorvolare.

Mi preparo e comincio a pedalare. Davanti a me ho la centralina del TACX e il TomTom. Tra i due ci sono un paio di chilometri all’ora di differenza e non riesco a capire perché’. La dimensione della ruota sul TomTom è giusta e non c’è nessun altro parametro che può influenzare la velocità. Stasera l’importante è solo fare girare la gamba e cosi lascio stare i numeri e pedalo. 40 chilometri sul TomTom o 36 sul TACX in un’ora e dieci minuti. Un po’ di stretching e via. La gamba ha risposto bene e magari oggi ci riprovo. Per la corsa, aspetto almeno un’altra settimana.