martedì 29 marzo 2011

Il guanto di lattex

Ci sono alcuni paesi, devo dire assai rari, che non mi piacciono, non ci pigliamo, ci stiamo un pò sulle palle. Mi è capitato con l’Angola. La nostalgia che ho di questo paese è uguale a quella che provo quando tiro lo sciacquone salutando il prodotto del mio corpo che non vedrò più.
Il benvenuto all’arrivo in Angola è stata una risata generale al grido di “Berlusconi!” quando al controllo passaporti hanno visto il mio passaporto italiano e quando mi hanno sfilato 50 dollari perché non avevo il libretto delle vaccinazioni.
L’antipatia per il paese è continuata per tutti i giorni che sono rimasto lí, per i morsi delle zecche nel container dove ho dormito a Luanda, per le ore d’attesa all’aeroporto per prendere aerei sempre in ritardo, per l’antipatia della gente, per la corruzione dilagante...
Ma il massimo è stato il giorno della partenza. Per qualche motivo oscuro, è vietato esportare la valuta nazionale dal paese. Non si può. Se hai un pò di Quanza in tasca, li devi lasciare prima del controllo passaporti e farti rilasciare una ricevuta. Grandi tabelloni sparsi per tutto l’aeroporto te lo ricordano. I quanza, fuori dall’Angola, proprio no.
E chi se ne frega, penso io, avendo cambiato il giorno prima qualche dollaro ed avendo ancora l’equivalente di circa 30 dollari in tasca. Passo il primo controllo, mi chiedono se ho dei quanza, con nonchalance dico di no e vado oltre. Il controllo passaporto va liscio e mi appresto ad entrare in sala d’attesa quando un tizio in uniforme mi chiama e mi dice di entrare in un ufficio. Entro, e nell’ufficio c’è un tavolo, e sopra il tavolo una confezione di guanti di latex. Il tizio mi guarda e mi chiede se ho dei Quanza. Senza pensarci due volte, tiro fuori i soldi dalla tasca, non insisto per la ricevuta e me ne vado.
Vi assicuro che quei guanti di latex intimoriscono.
Corsa in Angola no, non si può. In Botswana ho corso un paio di volte, pochi chilometri. A Nairobi niente. Ma ho compensato con delle flessioni. Il tendine sembra stare abbastanza bene. Domani torno a Roma. Vediamo di ricominciare, non mi reggo più!

mercoledì 9 marzo 2011

Stellutis alpinis



Si, non sono molto credibile come sciatore, ma devo dire che dopo 23 anni di stop totale, la ripresa è stata come se non avessi mai smesso. Ai miei tempi, se cadevi e si staccava lo sci, dovevi andare a riprenderlo a valle. Oggi, si ferma li vicino a te anche se sono riuscito a non cadere mai, fare un paio di rosse senza avere il coraggio di buttarmi sulla nera. Eravamo a San Cassiano. Ed è stato splendido. Tanta neve, bellissime giornate di sole alternate ad abbondanti nevicate, tante piste, tanti impianti di risalita... Ci torneremo di sicuro!
Mi ero anche portato le scarpe da corsa e ovviamente non ho corso. Il tendine mi faceva ancora male e ho preferito risparmiarlo.
Solo oggi, dopo più di un mese di stop totale ho ripreso con una leggera corsa al biscotto. 25 minuti lenti lenti. Il dolore al tendine non s'è fatto sentire e sono cautamente ottimista. Domani riposo e poi riproverò di nuovo venerdì. L' obiettivo è di guarire per bene. Per i prossimi obiettivi podistici, ci sarà tempo.
Good run!