martedì 30 novembre 2010

Firenze marathon:

Dopo 42 chilometri di corsa e 3 ore e 38 minuti, l’unica cosa che mi viene in mente è che non lo so. Non so se sono contento, non so se avrei potuto fare di più, non so un cazzo. Cerco solo di riordinare le idee e ripartire, perché se c’è una cosa che so, è che la prossima maratona è fra 111 giorni, che sembrano tanti, ma dopo le vacanze di natale, saranno diventati molto di meno.
L’avventura fiorentina era partita sotto cattivi auspici. La mia idea era di arrivare a Firenze, ritirare il pettorale, lasciare i due mostriciattoli alle cure dei nonni e riposare fino al mattino. Ovviamente, nulla di ciò è avvenuto. Ho camminato per chilometri, ho bevuto meno del necessario e la sera trovare un ristorante non è stato possibile costringendomi a mangiare un piatto di pasta riscaldato in un bar sotto l’albergo. Le palle mi giravano che era una meraviglia. Riesco almeno ad incrociare Stefano Webrunner all’expo e ci scambiamo le ultime sul meteo.
Mi sveglio al mattino e piove e capisco che non sarà giornata. Mi preparo, esco, arrivo a piazzale Michelangelo. Oltre alla pioggia, fa freddo. Incrocio di nuovo Webrunner, un saluto ed entro in gabbia. Nonostante il preservativo verde addosso, ho le braccia e le mani bagnate, e continuo a sentire freddo. Saltello, cerco di muovermi, ma il tempo d’attesa è lungo e quando finalmente si parte, sono completamente infreddolito. Mi libero forse troppo presto del preservativo e della felpa, e comincio a correre, o meglio, ci provo. Le gambe sono due pezzi di ghiaccio. Faccio i primi tre chilometri ad una media imbarazzante nonostante la discesa. Al terzo chilometro, una fitta all’interno coscia sinistro. Medito di lasciar perdere, tanto il B&B è a due passi, ma poi, penso che ormai ci sono, e che ci devo provare. Rallento ulteriormente, e quando sento che il dolore è passato, cerco di prendere un ritmo decente. Verso il decimo chilometro riprendo i pacer delle 4 e 45, li saluto sperando di non rivederli più, e per fortuna, così sarà.
Non ho memoria di ciò che è successo durante la gara. So solo che ho sofferto il freddo. Le mani erano gelate. Ho tolto i guanti zuppi e li ho buttati via. Ho cercato di riscaldare le mani mettendole dentro le maniche, ma anche quelle erano bagnate. Ho cercato di evitare il più possibile le pozze d’acqua, ma le scarpe e i piedi erano completamente fradici. Ricordo che ad un certo punto, nell’interminabile parte di gara intorno a campo di marte, mi sono fermato per fare pipì. Mi fermo al lato della strada e non sento nulla. Abbasso lo sguardo per controllare, e stavo effettivamente facendo pipì, ma la zona era completamente insensibile.
Dopo il 32esimo, ho cominciato la battaglia mentale con me stesso. Mi fermo, no vado avanti, dai che così tanti chilometri quest’anno non li ho ancora fatti, dai che al prossimo rifornimento ci fermiamo un attimo, e così via fino al 36esimo circa, quando comincio ad avvertire un segnale proveniente dall’interno coscia sinistro, che mi fa rallentare, poi riprendere cautamente, poi rallentare di nuovo e così fino al traguardo.
3 ore e 38 minuto, circa 20 minuti sopra al tempo sperato, pensato alla vigilia, ma ora che ho scritto queste righe, comunque contento per diversi motivi, tra cui quello di non avere mollato. Ci sono andato vicino diverse volte, ma ho saputo resistere e reagire. Non so se questa gara sia stata un’epopea, ma di certo, gli ingredienti c’erano tutti.
Sono contento anche perché questa maratona mi ha lasciato la voglia di farne ancora altre, mi ha lasciato la voglia di migliorarmi e forse, mi ha dato anche un motivo per allenarmi meglio. Il metodo forrest gump ha avuto il merito di farmi tornare a correre una maratona, ora, cercherò di passare a qualcosa di più specifico.


Super mini blogpoint a Firenze!

lunedì 29 novembre 2010

Tempo di merda, contento lo stesso...

Si può fare un tempo di merda (3 ore e 38 minuti) ma essere contenti lo stesso?
Domani i particolari, sono tornato ora con la famiglia dopo un giorno extra in quella città stupenda che è Firenze.
Buone corse!

giovedì 25 novembre 2010

Correr o non correre, questo è il dilemma

Ci siamo, siamo a meno 3 dal D-Day. Quello che dovevo fare l’ho fatto. Ho seguito scrupolosamente il programma d’allenamento, ho corso più di 800 chilometri, ho fatto decine d’allenamenti prima dell’alba, ho visto decine di volte il sole sorgere su Roma, e svariate volte mi sono preso secchiate d’acqua. La salute che di solito mi tradisce questa volta non l’ha fatto. Ho avuto un raffreddore all’inizio della preparazione che mi ha fatto perdere 3 uscite, una tosse fastidiosa che mi porta ancora appresso, ma nulla di grave. Ho perso 3 chili abbondanti. Ho iniziato l’allenamento che pesavo 69 abbondanti, oggi sono 66 scarsi.
Il giorno s’avvicina, siamo a meno 3. I colleghi e amici con i quali parlo di quest’avventura spesso e volentieri mi dicono che sono eroico. Rispondo che i veri eroi sono quelli come Mangano (Dell'Utri dixit e l'ha anche ripetuto ieri), mica io. Correre una maratona da eroi è da stupidi. La maratona la corri se sei pronto, se no te ne stai a casa. Allora sono eroico perché mi sveglio al mattino alle 5 per correre. No, non sono un eroe, sono un tizio che si sveglia presto al mattino, e piuttosto che rimanere a letto a leggere, preferisce uscire a correre. Allora sono un eroe perché prima di venire al lavoro mi sciroppo 18-20 chilometri, che “non li faccio nemmeno in motorino!”. A costo di sembrare presuntuoso, cerco di spiegare che 20 chilometri, per uno che corre, sono… 20 chilometri appunto, una distanza come un’altra, funzionale ad un certo tipo d’allenamento in vista di un certo tipo di gara… Ma spesso non riesco a convincerli, e loro rimangono convinti che sono esageratamente modesto. Modesto, io? Eroe? Non sarà solo una giustificazione per continuare ad essere sedentari senza troppi sensi di colpa?
In ogni caso, rimangono tre giorni. L’altro ieri ho fatto 85 minuti di corsa lenta, molto lenta, oggi 45 minuti di corsa lenta, domani farò ancora una mezz’oretta di corsa lenta e sabato si parte per Firenze. La sistemazione che ho trovato è proprio a Santa Croce, comodissimo per me ma soprattutto per mia moglie che mi seguirà con i miei due gioielli, cioè le mie due bambine, a cosa avevate pensato, voi con la mente bacata??? Ci saranno pure i miei genitori e sarà la prima volta che verranno a vedervi correre. Santa croce poi è un punto strategico, da dove si può facilmente vedere il passaggio del secondo, ventunesimo, trentatreesimo chilometro e ovviamente l’arrivo.
Dopo tutte queste settimane d’allenamento, ho ancora un dubbio amletico, un dubbio che non dovrei avere essendo questo un parametro da fissare prima ancora di cominciare l’avvicinamento alla maratona: che passo devo tenere? Ero partito con l’idea di tenere circa 5’/Km con un obiettivo di 3 ore e 30’. Le sensazioni positive avute nelle prime settimane d’allenamento mi hanno fatto credere di poter tenere un passo di 4’36” con una proiezione finale di 3 ore e 15’, poi le sensazioni negative delle settimane successive mi hanno fatto ridimensionare l’obiettivo finale intorno alle 3 ore e 20’. Oggi, sono confuso. L’unico punto fermo che ho è che voglio correre la maratona, voglio correrla tutta in un tempo accettabile, che per me rimane 3 ore e 30’. Qualcuno mi ha minacciato di togliermi il saluto nel caso non partissi con un passo di 4’35” da subito, lo ringrazio per questo, ma temo che mi sopravvaluti. Oppure sono io che mi sottovaluto?
Io sono un uomo che vive nel dubbio. Non dico che non sono capace di prendere decisioni, anzi, le prendo eccome, soprattutto prendendomene la responsabilità, e di questo vado abbastanza fiero. Ma ciò non toglie che mi rimane sempre il dubbio. Qualcuno dice che il dubbio è uno dei nomi dell’intelligenza (Jorge Luis Borges), qualcun altro che di tutte le cose, la più certa è il dubbio (Bertold Brecht), io dico che avere una tale dubbio a 3 giorni dalla gara è un po’ da stolti. Ma, conoscendomi, so anche come andrà a finire: non ci penserò più perché questo tipo di dubbio non si può fugare con il ragionamento, c’è sempre una parte irrazionale in me che cercherà di mettermi in crisi. Ma domenica mattina, solo in mezzo ad altri 10 000 runners, prenderò la decisione, e sarà quella che mi porterà al traguardo.
Vada come vada, queste ultime settimane sono state belle, ho corso come non correvo da tanto e ho goduto della corsa come non mi capitava da tanto.
Intanto, per domenica a Firenze si prevede pioggia e temperature tra i 5 e i 5.5 gradi, vento moderato. There will be dicks, per dirla in inglese...
Buone corse!

martedì 16 novembre 2010

I'm running in the rain, I'm running in the raaaaaaiiiin,...

Ma... oggi, verso le 05.20, sono uscito di casa. La temperatura era di 16 gradi (sedici in lettere), il cielo, per quello che si poteva vedere, sembrava pulito, appena appena annuvolato. Comincio la mia corsa con l'intenzione di fare 80 minuti tranquilli. Quando sento le prime goccie di pioggia, mi trovo su viale angelico, a 3-4 chilometri da casa. Ho la possibilità di girare i tacchi, ma mi dico che in fondo, un pò d'acqua non può farmi paura. Le goccie piano piano si moltiplicano, aumentano d'intensitá fino a diventare un vero e proprio diluvio. A quel punto, io mi trovo sul lungotevere. Potrei riprendere Viale Giulio Cesare, e tornare su per il gianicolo, ma decido di andare avanti, tanto ormai sono zuppo. Cerco di accellerare un pò, ma correre diventa difficile. La sensazione era quella di stare sotto il getto continuo di una doccia. Per fortuna l'acqua è tiepida e non c'è vento. Riesco ad arrivare a casa completamente zuppo. Per curiosità, vado a pesare le scarpe sulla bilancia in cucina: le mie nuove ghost 3 pesavano ben 450 gr (mentre asciutte pesano ca 320 gr).
Alla fine, ho fatto circa 12.6 chilometri ad un ritmo di 4'56" che, viste le condizioni, non fa testo.
Ieri, grande serata con il programma Vieni via con me, che ho guardato fino alle 23 circa, l'ora del crollo psico-fisico. La performance di Cettola l'ho vista oggi su Youtube. Albanese è un genio. Ho apprezzato molto Saviano, Rossi non l'ho capito, Fini e Bersani, beh..., secondo me, avrebbero dovuto invitare anche Berlusca e Bossi, ci sarebbe stato da ridere. Il programma mi è piaciuto, nonostante la presenza di Fazio, che ho apprezzato molto quando stava zitto e dietro le quinte.
La reazione di maroni alle parole di Saviano non mi stupisce, cosi come non mi stupisce la risposta del capostruttura di raitre. Se maroni ha qualcosa da dire, ha mille palcoscenici dove esprimersi, e se saviano ha detto delle falsità, maroni è liberissimo di querelarlo, ci mancherebbe. Quello che non capisco, e non riesco ad accettare, sono i commenti di parte dei lettori del corriere della sera, che oggi mi sembrano essere allo stesso livello dei lettori del Giornale o di Libero:

16.11|16:47giurozMa questo sig.saviano a quanto so(non sonosicuro)sembra abbia la scorta,e chi la paga?per conto mio dovrebbero essere affari suoi.Io giro il mondo per lavoro e non e piacevole,i pericoli e rischi sono miei.Ha scusate ma la signoria di sinistra ha sempre ragione.Loro sono bravi ONESTI intelligenti(che feccia)

Non rinnoverò il canone Rai!!!
16.11|16:47Ventodelnord88Basta trasmissioni faziose a senso unico senza contraddittorio!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Cultura o semplicemente politica?
16.11|16:47BDS41Credevamo che certi metodi fossero solo quelli di Santoro e Floris. Ci accorgiamo che in RAI essi sono anche quelli di Fazio e che sono condivisi da Saviano. Il gran numero di ascolti del quale i responsabili di RAI3 si rallegrano,non significa un altrettanto alto numero di consensi e non significa che la trasmissione abbia contribuito a chiarire le idee degli italiani. Il fatto é che ancora una volta qui si confonde impegno culturale e impegno politico: si fa politica nel senso più basso di presa di posizione per tale o tal altro partito o schieramento, credendo di fare cultura. Non é il giusto riflesso di anni ed anni di indottrinamento comunista? Quando la RAI si libererà da questi falsi profeti che non amano nè il contraddittorio nè la replica?

Eutanasia
16.11|16:36AusonioNon sono temi da affrontare in quel modo e con tantà superficialità e sentimentalismo.

La sinistra delle parole
16.11|16:28LaGiustiziaCos'ha mai fatto la sinistra contro la mafia? NIENTE. Ieri sequestrata una TONNELLATA di eroina a Palermo. Ma Saviano scrive i libri e fa i monologhi con sguardo impegnato "noi siamo morali". Lui si' che combatte la mafia (stipendiato Endemol)

etc, etc, etc... Ad averne di gente come Saviano, il nostro povero paese avrebbe qualche speranza in più.

lunedì 15 novembre 2010

L'ultimo lungo pre-firenze e guai in vista!

Ieri c’era in programma l’ultimo lunghissimo. Il percorso era abbastanza facile: da casa mia all’aeroporto di Ciampino lungo l’Appia Antica e ritorno. E così è stato. Ho percorso l’Appia Antica fino all’VIII Miglio, dove la strada era sbarrata per lavori. Mancava poco a Ciampino ed ero già al sedicesimo chilometro. Non avuto remore quindi a girare i tacchi e tornare indietro. In totale quindi 32 chilometri corsi a 4’39” di media, su una superficie non proprio perfetta. Ho alternato tratti sui sanpietrini a tratti sulla pista laterale alla strada antica. Il tempo era caldo (circa 20 gradi!) ed ero vestito pesante.
In ogni caso, non ho avuto sensazioni positive come potevo averle qualche settimana fa. A Firenze, qui lo dico e qui lo confermo, non sarà una passeggiata. Credo di averne abbastanza fino al 35/36 chilometro, poi saranno cazzi. Non credo che la situazione cambierà radicalmente nelle prossime due settimane anche perché ormai il più è fatto ed inizio un leggero scarico. E non credo nemmeno di avere motivi per rimproverarmi. Il programma che ho scelto l’ho seguito al 93% fino ad ora, saltando solo tre sessioni d’allenamento all’inizio della preparazione a causa di un raffreddore (37 sessioni su 40 previste). Ho scazzato nell’occasione di un lunghissimo, che ho fatto involontariamente in deplezione di carboidrati e non credo che sia per questo che mi ritrovo oggi a meno di due settimane dall’appuntamento in queste condizioni. I motivi sono quindi due: o il programma Forrest Gump è una gran cacata, oppure questo programma non è adatto a me.
In ogni caso, i dadi non sono ancora tratti, e potrò tirare le conclusioni dopo. Per il momento, ridimensiono le mie aspettative. Ero partito con l’obiettivo di centrare 3 ore e 30 minuti, poi, preso dall’euforia, ho puntato a 3 ore e 15 minuti, la settimana scorsa ho annunciato 3 ore e 20, oggi sarei contento di rimanere sotto le 3 ore e 30, con la consapevolezza che il lavoro fatto in queste settimane non è stato inutile. A Pisa, se ci dovessi andare, non proverei la maratona, ma mi fermerei alla mezza, e riprenderei un programma serio per la maratona di roma.
Beh, in conclusione una nota un po’ triste, un saluto ad un amico che si stava preparando per una ultra che si è rivelata una 5 K. Tornando in ufficio dal Verano con 4 colleghi, abbiamo riso fino alle lacrime ricordandoci di Flavio. Quando si dice che lasci un bel ricordo…
Buone corse!

mercoledì 10 novembre 2010

Un cazzo da dire, ma faccio un post lo stesso...

Leggo da una ricerca norvegese o svedese, che il narcisismo nella nostra era moderna si misura con gli amici che si hanno su facebook e sul numero di post che si pubblicano sui blog. Per facebook sono ok, ho pochi amici e soprattutto non c'entro da un bel pò. Per quanto riguarda il blog, va a periodi, e proprio perché oggi mi sento molto narcisista (ho buoni motivi per esserlo...), pubblico un post che non vuole dire un cazzo.
Dopo il super allenamento di domenica fatto in deplezione di carboidrati (una cazzata con qualche risvolto positivo...), ho fatto 90 minuti ieri e 80 minuti oggi a 4'44". Questo passo è stato ottenuto con una corsa tranquilla, senza forzare, probabilmente quello che cercherò di tenere a Firenze. Quindi, non sarà 3 ore e 15 l'obiettivo temporale, ma piuttosto 3 ore e 20. E sarebbe già un grande successo.
Domani un ultima corsa di 60-70 minuti, e poi tranquillo fino a sabato o domenica, quando mi sparerò l'ultimo lungo di 3 ore, con l'obiettivo di fare 37/38 K. E per non scazzare, dopo due mesi senza GPS, questa volta me lo porterò.
Bene, ho soddisfatto la mia voglia di apparire.
Porca miseria, siamo a -17.
Buone corse.

lunedì 8 novembre 2010

Più che un runner, sono un coglione...

Ebbene si, ormai è fatta, sciolgo gli ormeggi, e dico a tutto il mondo che domani deciderò se staccherò la spina oppure se andrò avanti. E’ ora di dimostrare se sono un runner del fare o un runner del fare finta. Domani, come dicevo, ultimo passaggio sulla strada per vedere se ho la fiducia oppure no. Di che cosa sto parlando? Del fatto che sono arrivato ad un bivio.
I fatti.
Ieri avevo in programma il penultimo lunghissimo, 2 ore e 40 da correre a sensazione. Le sensazioni negli ultimi lunghi (2 ore e 20 per tre volte) mi avevano detto che il ritmo ruotava intorno a 4’37” e 4’42” ne l’ultimo lungo sofferto per causa esterne. La settimana scorsa era andata così così, con sensazioni non proprio buone, ma per ogni uscita negativa, c’era una qualche buona scusa o spiegazione. Venerdì scorso, per vedere se avevo ancora un buon passo nelle gambe, ho fatto 60 minuti a 4’30” di media, con buone sensazioni di corsa e la cosa mi aveva messo di buon umore. Sabato, giornata tranquilla e faccio un cena a base di pesce, con solo una fetta di pane come carboidrati.
Domenica mattina parto per il lungo. Mi preparo e parto. Da subito capisco che non è giornata, già i primi chilometri mi fanno faticare più del dovuto. Parto da casa, scendo verso il tevere, circo massimo, colosseo, via dei fori imperiali, riprendo il lungo tevere e comincio a stare bene, passo ponte milvio, continuo fino all’acquacetosa, la moschea, riprendo la ciclabile di tor di quinto in direzione olimpico, ripasso vicino a ponte milvio e comincio ad avere pensieri negativi, sento che sto faticando troppo, comincio a combattere contro questi pensieri ma arrivato al ponte cavour, dopo circa 25 chilometri, mi fermo. Non ne avevo più. Ho cercato di integrare con un paio di gel presi al 50esimo e 90esimo minuto, ma senza sortir alcun effetto. Ho camminato per un po’, poi ho corricchiato su per il gianicolo per tornare a casa. Giusto per la cronaca, 1 ora e 54 minuti di corsa alla media di 4’38”.
Questo mi dice che l’ alimentazione pre-lungo è fondamentale: associo questa debacle chiaramente alla scarsa assunzione di carboidrati la sera precedente. Se poi si considera che non faccio colazione prima di un lungo, il conto è fatto. Sono partito per un lungo viaggio senza aver fatto il pieno di benzina e mi sono fermato quasi subito. Ormai è ufficiale: più che un runner, sono un coglione.
La maratona è fra 20 giorni precisi. La mia idea è di riprovarci domani ed arrivare almeno a 2 ore e 30, senza forzare, poi 80 minuti giovedì, 60 minuti venerdì, sabato riposo e domenica ultimissimo lungo da tre ore.
A questo punto, a Firenze ci vado comunque, fosse solo per passare un weekend diverso con mia moglie. A seconda di come va questa settimana, la gara sarà una gara oppure un lunghissimo fatto in compagnia e riprovare il tempo magari a Pisa.
Non credo che le ultime 9 settimane d’allenamento siano tutte da buttare: qualcosa ho costruito durante quei 580 chilometri percorsi in questo lasso di tempo. Non posso credere che sia stato tutto inutile.
Domani quindi ci riprovo. Domani si vedrà.
Stay tuned.

giovedì 4 novembre 2010

Runners di tutto il mondo...



Basta mettersi un paio di scarpe da corsa e una maglietta tecnica per essere considerato runner? Ho sempre pensato che la corsa fosse uno sport democratico e che i runners sono tutti uguali. Poi, capito su una foto del genere, presa dal sito ufficiale del montecitorio running club, che mostra l'onorevole (blurp!) Santanché che fa finta di correre con due orecchini d'ora da mezzo chilo l'uno, rolex d'oro al polso e tre dita di cerone sul viso, e non ho più dubbi: non basta mettersi delle scarpe da corsa, maglietta tecnica e cosciale per essere un runner... Perché se cosí fosse, appenderei subito le scarpe al chiodo!
Elementare, giusto, ma ormai troppa gente usa lo sport in genere e la corsa in particolare, per vendersi meglio al pubblico o all'elettorato, come i politici di diversi paesi del mondo corrono per dare un'immagine di energia, giovinezza, forza (tranne dai noi, dove preferiscono il bunga bunga...). Ma non solo politici, se è vero che anche Lapo Elkann si è iscritto alla Maratona di New York. Lapo Elkann... ora, non lo conosco personalmente e non do giudizi che sicuramente il ragazzo non è come lo dipingono in tv o sui giornali (...), ma ve l'immaginate sto tizio mettere da parte alcol, mignotte, trans, coca, discoteche per macinare 70-90 chilometri a settimana per preparare la gara? Io no, ma il mondo è bello perché ti stupisce sempre.
Comunque, per tornare al discorso iniziale, non basta vestirsi da runner per essere un runner, non basta partecipare ad una grande gara e farsi fotografare per essere un runner, il runner è colui che corre la maggior parte del tempo lontano dai riflettori e lo fa per se stesso, non per la gloria o per riempire un vuoto esistenziale. E non contano i tempi al chilometro, quelli fatti e la media finale, quelli sono dati marginali, che mi fanno sentire parte della stessa famiglia di gebreselassie o di Baldini... beh, mi sto montando la testa!
Oggi avevo programmato un 10-12 chilometri a ritmo sostenuto, ma ho preferito far riposare la gambe. Da ieri sera, ho una leggera tosse che sento provenire dai bronchi e siamo a -24 giorni da Firenze. Memore di quanto successomi due anni fa, quando 6 giorni prima mi beccai una laringo-tracheite che mi costrinse a letto e ad assumere antibiotici e svariati altri medicinali, mi muoverò per tempo e consulterò un medico per bloccare qualsiasi eventuale infezione. Fino ad ora, ho percorso 541 chilometri in poco meno di due mesi (ad una media di 4'43" per la precisione), me ne mancano appena 250 per arrivare in fondo al programma d'allenamento ed uno stop prolungato proprio ora sarebbe devastante, soprattutto da un punto di vista psicologico. Ieri parlavo di un periodo di merda? Beh, cerchiamo di reagire in fretta!

Buone corse!

mercoledì 3 novembre 2010

Giorno di merda.

Post velocissimo, giusto per fare il punto. Finita la settimana di ferie (la prima quest'anno!), ho ripreso la corsa del mattino presto. Mi sono svegliato alle cinque, ho fatto il caffè, mi sono vestito e sono uscito. Il programma prevedeva 80 minuti di corsa, ma per recuperare i minuti non corsi ieri e per fare un giro diverso, ho optato per un percorso un pò più lungo che da casa mia mi ha portato a ponte nomentano e ritorno, per un totale di 18,8 chilometri che ho corso i 90 minuti precisi, cioè ad un ritmo di 4'47"/k. La cosa mi lascia un pò perplesso, perché anche questa mattina ho sofferto più del dovuto.
Fino alla settimana scorsa andavo tranquillamente 10/15 secondi più veloce al chilometri senza affanno, questa settimana invece, sensazioni opposte. Posso cercare altre scuse, tipo l'umidità vicino al 90% o lo scarso recupero tra due allenamenti, ma la cosa non mi soddisfa. Sono due mesi ormai che corro sempre e solo a sensazione, il che mi ha permesso di arrivare ad una certa forma atletica, di migliorare alcuni parametri fisiologici probabilmente a scapito di altri. E' un pò tardi per cambiare strategia e metodo d'allenamento e non lo farò. Quello che posso fare e che farò domani, sarà di fare un 10-12 chilometri a ritmo sostenuto su un percorso conosciuto giusto per vedere se so ancora correre ad una certa velocità. Venerdí e sabato riposo e domenica lungo di 160 minuti.
C'è un detto che paragona la vita alla scaletta di un pollaio, cioè corta corta e piena di merda. Non voglio essere cosí estremista, ma la vita è un susseguirsi di alti e di bassi. Esco per un attimo dal contesto della corsa, anche se la corsa è influenzata da questa alternanza. Nelle ultime settimane, forse per una strana e positiva congiunzione astrale, tutto sembrava andare alla grande, in famiglia, sul lavoro, la corsa, etc... Pochi giorni, e tutto cambia: problemi al lavoro, litigi e la corsa che va male. Nulla di irrimediabile per carità, ma oggi è proprio un giorno di merda.



Buone corse care mie talpe nude africane!

martedì 2 novembre 2010

Meglio runner che gay!


Meglio essere runner che essere gay, non lo dico io, lo dice il nostro capo supremo e sono d’accordo…
Apro e chiude una parentesi. Ormai siamo arrivati alle comiche finali (cit.), stiamo assistendo alla lenta agonia di un regime farsesco, non c’è più nulla da dire o da commentare: possiamo solo aspettare che qualcuno stacchi la spina (cit.) e che cominci una nuova fase. Potrà la nuova fase essere peggiore di questa? La risposta mi mette un po’ paura a dir la verità… Comunque, per chiudere qui il discorso, dopo la battuta del nostro premier che sono “meglio le belle ragazze che essere gay”, si è alzato un polverone, insorge il mondo gay, e la carfagna in imbarazzo (??), e patapim e patapam… Silvietto non è scemo, quelle battute le fa apposta proprio per creare il casino, per creare dei diversivi. L’unica reazione a queste battute è una risata: bravo silvio, bella battuta, bravo, quanto sei divertente, bravo, va di là che t’aspetta Rudy per una sessione di Bunga Bunga. Ormai ci siamo, ancora un po' di pazienza e...
Ok, parliamo di cose serie. Questa mattina, a causa di una notte passata in bianco (troppi pensieri!), non sono riuscito ad alzarmi. Avevo in programma 80 minuti di corsa, ho preferito dormire e correre oggi a pranzo. E ho sofferto. Sarà stato il caldo, sarà stata l’umidità, sarà stato il fatto che ho corso al biscotto, ma ho sofferto come un cane. Ho chiuso l’allenamento dopo 1 ora e 4 minuti sudato come un maiale in agosto per un totale di 13.8 chilometri ad una media di 4’38”. Ma le sensazioni non erano buone. Odio correre in cerchio e voglio attribuire questa prestazione scarsa al biscotto. Domani mattina voglio rifarmi. Ho in mente una corsetta mattutina fino a ponte nomentano (foto sopra), il ponte dove Carlo Magno fu incoronato nel 800 dc. Da casa mia al ponte sono circa 10 chilometri, quindi una ventina in totale per recuperare i chilometri mancanti di oggi.
Cose serie numero due: dopo la maratona di firenze, passo ad una dieta latto-ovo-vegetariana. Il perché di questa scelta sarà svelato nei prossimi post (…), anche se non c’è un vero perché, tipo perché bevo Jaegermeister, non c'è un perché e comunque non bevo jaegermeister, ma sono fico lo stesso. Qualcuno di voi ha esperienze in merito? Sapete, per tornare all’incipit di questo post, è come quando lo si deve prendere in quel posto per la prima volta (in senso metaforico per quanto mi riguarda!), hai paura, c'è il timore dell’ignoto, ed è un po’ quello che sto provando ora.
Good run!