mercoledì 7 giugno 2017

Miii... sono un finisher....


·      Piove, fa freddo e c’è vento. Sono in muta da più di un’ora, chi cazzo me lo fa fare…
·      La zona di transizione è vuota, poco male, tanto riprendo tutti in bici…
·      Cazzo, vento contrario, di lato, sto congelando e non supero nessuno, anzi, mi superano di continuo e non reagisco
·      La salita, quando finisce sta cazzo di salita?
·      Se mi fermo e proseguo a piedi faccio una figura di merda, dai, spingi, cazzo, spingi
·      Ok, discesa, sollievo, il più è fatto, ma mancano ancora 40 chilometri e non ne ho più
·      Abbandono, lascio perdere, cazzo, le gambe non girano e ho mille scuse
·      Non vado in bici da 6 mesi, sono sempre in viaggio, non sono abituato al freddo, la voglia se ho delle scuse e nessuno potrà dirmi nulla
·      Chiudo la frazione bici e mi ritiro, impossibile correre in questo stato
·      Arrivarci alla fine della frazione… arrivarci… e come ci arrivo? Le gambe non girano, c’è vento contro, non mi sto divertendo, vaffanculo, ma non posso fermarmi adesso, devo per forza arrivare alla fine della frazione… cazzo
·      Ancora pochi chilometri, ecco, finita la frazione, ora mi fermo.
·      Però, potrei provare a fare il primo giro, sono 10 chilometri… dai, proviamoci
·      Azz… questi primi chilometri vanno che è una bellezza, rallenta cazzo, rallenta che poi la pagherai
·      Ecco, settimo chilometri e black-out, ho finito per davvero
·      Devo per forza arrivare alla fine del primo giro, poi mi fermerò, non posso andare avanti in questo stato
·      Buona la banana, ora riprovo a correre, se devo abbandonare almeno lo faccio con stile
·      Zitto zitto, le gambe stanno girando di nuovo… che faccio, imbocco il secondo giro?
·      Imbocco il secondo giro, dai che ormai non si torna indietro
·      Minchia, sono al 17esimo, ormai è fatta
·      Cammino, così risparmio energie per la fine
·      Le cheerleaders, ci sono le cheerleaders
·      Ho finito, cazzo, ci ho messo un’ora in più del previsto, ma ho finito…
·      La lacrima no, quella la ricaccio dentro
·      Prossima gara? Vichy, 26 Agosto, registrazione effettuata, albergo prenotato. Ma questa volta ci vado pronto.

martedì 7 marzo 2017

E ancora sul podio!

Weekend di gara al lago Nabugabo, sud ovest dell’Uganda. Una specie di sprint, 500 metri di nuoto, 24 chilometri di bici su sterrato vero, 4.8 chilometri di corsa. Mi presento alla gara in discreta forma. Alla registrazione, mi riconoscono come una vera star, il secondo arrivato al triathlon di Kyaninga dell’anno scorso. Negli occhi dei miei avversari vedo paura, in qualcuno terrore puro.
Mi tuffo in acqua e subito non riesco a prendere il mio ritmo. In piscina respiro ogni 4 bracciate, ma qui non ci riesco proprio. Nuoto male, scoordinato e infatti esco dall’acqua dopo 11 minuti abbondanti. In T1 sono rimaste poche bici, ma non mi scompongo. 24 chilometri di sterrato sono più di un’ora, quindi abbastanza tempo per recuperare, come puntualmente succede. Comincio a sorpassare fino a quando mi ritrovo da solo. Nessuno davanti e nessuno dietro, tranne tre ragazzi ugandesi, con bici cinesi da 40 chili, che mi passano e mi aspettano a mo’ di presa per il culo. Percorso fangoso, e dove non c’era fango, sabbia. Vado quindi abbastanza cauto per evitare di cadere. T2 abbastanza veloce, e quindi corsa, abbastanza tranquilla. All’arrivo sono terzo, essendo stato battuto sonoramente nel tratto MTB. In corsa ho recuperato ma non abbastanza.... e non scendo nei dettagli a proposito dei miei avversari... basta dire che il primo ero al suo primo triathlon!
A casa mi porto un buono per un servizio completo della bici per circa 50 EURO. E con questo sono ufficialmente diventato un professionista…



Dopo Haiti, mi godo la famiglia in questo paradiso terrestre che è l'Uganda. La prossima destinazione è stata decisa e sono felice. Non anticipo nulla... diciamo che avrò la possibilità di allenarmi in altura, in vista del 70.3 di Sankt Polten a fine maggio (fatta iscrizione, prenotato e pagato albergo e biglietti aerei... non ci sono scuse).