venerdì 11 dicembre 2009

Nun me rompe er cá...

Per chiudere la settimana corsaiola prima della mia prossima missione, oggi mi sono sparato 10.6 chilometri al parco della caffarella, con un'amica maratoneta molto forte per i miei standard (3:07 il suo PB sulla distanza). La temperatura era perfetta in una giornata di sole senza vento. Abbiamo chiuso la fatica in poco più di 47 minuti, con una media finale di 4'29". Non credo di riuscire a correre domani, e ancor meno domenica, e quindi chiudo la settimana con appena 3 uscite e 42.5 chilometri percorsi a 4'33" di media.
Come augurio di buon weekend, vi dedico questa perla di proietti, che v'invita a non rompere...

giovedì 10 dicembre 2009

861.9 chilometri all'alba....

Ieri ero incazzato. Verso mezzogiorno, ho pensato "tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti": mi serviva un gigante da abbattere, una montagna da scalare o un lungo da correre. Non avendo un gulliver da picchiare, non abitando sulle dolomiti, ho optato per l'ultima opzione: correre un lungo durante l'ora di pranzo, fregandomene degli orari e di tutto il resto.
In pochi pochi minuti mi sono ritrovato in strada a fare stretching e pensando al giro che avrei fatto. Ho deciso di correre lungotevere fino a raggiungere ponte Milvio e tornare, per un totale di circa 20 chilometri. Non proprio un lungo lungo, ma comunque un chilometraggio di tutto rispetto. Ho poi spento il cervello per non incazzarmi ulteriormente, sono passato al "running mode" (pensa a dove metti i piedi e basta) e sono partito. Purtroppo, subito dopo il ponte duca d’aosta c'erano dei lavori sulla banchina che impedivano il passaggio. Non avendo voglia di proseguire sulla parte di sopra causa traffico eccessivo, mi sono girato e sono tornato indietro. Alla fine, saranno stati 17 chilometri e mezzo a 4’36” di media. Senza spingere, in scioltezza. l'incazzatura non mi era (e ancora non mi è) passata, ma almeno, il riscontro cronometrico mi ha migliorato l'umore e sono riuscito a non uccidere nessuno nel pomeriggio. Di ritorno in ufficio, mi sono iscritto alla Maratona di Roma.
Ebbene si, il motivo dell’incazzatura sta tutto qui, nel fatto che a marzo sarò ancora in Italia e non a godermi la calda atmosfera africana preparando il famoso Lewa Marathon.
Oggi, ho dedicato l’ora di pranzo a rifinire il programma che mi porterà all’appuntamento del 21 marzo con la consapevolezza, la sicurezza e la preparazione per scendere sotto le 3 ore e 20 minuti. Quello è l’obiettivo. Per il momento. Poi, si aggiusterà in corso d’opera. L'allenamento specifico inizierá il 4 gennaio, 5 allenamenti a settimana per un totale di 861.9 chilometri e ben 6 lunghi sopra i 28 chilometri.
Poi, per quanto riguarda il mio mancato trafserimento, va beh, pazienza, ricordiamoci la morale della storia di Antenor
Quante volte ci è capitato di trovarci di fronte a un muro,
quante volte abbiam picchiato, quante volte subito duro,
quante cose nate per sbaglio, quanti sbagli nati per caso,
quante volte l' orizzonte non va oltre il nostro naso,

Quante volte ci sembra piana, mentre sotto gioca d'azzardo,
questa vita che ci birilla come bocce da biliardo,
questa cosa che non sappiamo, questo conto senza gli osti,
questo gioco da giocare fino in fondo a tutti i costi...


e ridiamoci su (tanto, mi tocca restare in Italia, a Roma, non a Bagdad...).

martedì 8 dicembre 2009

Vado al bagno

In fin dei conti, il blog e la comunitá virtuale sono un po’ come un gruppo di amici seduti a tavola a cena: sei con i tuoi amici, parli, intervieni, dici cose interessanti oppure delle grandi cazzate, e a volte stai zitto e ascolti quello che gli altri hanno da dire. Ecco, nelle ultime settimane, sono stato ad ascoltare, interessato per quanto veniva detto intorno al tavolo, quasi rapito.
Non c’avevo un cazzo da dire ed ora mi sto alzando per andare in bagno per far notare che ancora ci sono.
E’ passato un po’ da quando ho aggiornato il blog l’ultima volta. Ero ancora a Nairobi, reduce da una nottata con una zanzara. Da allora sono tornato a Roma, ho continuato a correre (senza aggiornare quel cesso di contachilometri in alto a destra), con un piacevole effetto altitudine. Corro veloce per i miei standard, senza faticare molto. La settimana scorsa, per esempio, ho fatto 12 chilometri a 4’17” di media, cioè quasi un PB sui 10 K, senza sforzarmi. Ieri, 15 chilometri a 4’30”, convintissimo di andare a 4’50”. Oggi avevo in programma di farmi 20 K all’ora di pranzo (oggi si lavora), ma qualche impegno di troppo me l’ha impedito. Spero di recuperare domani.
Per il resto, non ho più parole e anche la forza per incazzarmi comincia a mancare. Per fortuna che le cose importanti e preziose della vita stanno bene.
Buone corse.