martedì 27 gennaio 2009

Yes, I can.

Alle 3 del mattino, pioveva forte a Roma. Verso le 4, la pioggia ha cominciato a diminuire. Alle 5, c’era solo silenzio. Mi alzo, mi vesto e alle 5 e 30 precise, ero fuori a correre, prima dell’alba, come una volta. E me la sono goduta fino in fondo, correndo in mezzo alla strada, prendendomi spazi che di giorno per forza di cose, bisogna lasciare ad altri. Il cielo era stellato sopra Roma e la vista dal Gianicolo spettacolare, con il cupolone illuminato alla mia sinistra e Roma con tutte le sue bellezze millenarie a destra. Sono sceso dal Gianicolo, ho fatto un pezzo di Lungotevere fino a Piazza del Popolo, via del Corso, Piazza Venezia, Via dei Fori Imperiali, il Colosseo, le Terme di Caracalla, via Cristoforo Colombo, San Paolo fuori le Mura, di nuovo Lungotevere, via Portuense fino a Porta Portese, per chiudere su viale di Trastevere. 20 chilometri e 800 metri in 1 ora e 40 minuti. I primi 10 chilometri corsi a ritmo blando (4’53”/km), poi 5 chilometri a ritmo gara (4’44”/km) e gli ultimi 5 a 4’32”, un pó rallentati a causa del traffico in aumento che mi ha obbligato a fermarmi diverse volte per dare la precedenza ai veri padroni delle città…
Ho corso bene, in scioltezza e, come detto prima, me la sono goduta per davvero.
Ieri, come da programma, 14 chilometri di fondo lento (4’58”/km), all’ora di pranzo. Giro un pó diverso nelle sue fasi iniziali, perché, con un amico, siamo andati a farci un giro nel ghetto per vedere dove si trova un certo negozio, poi si è proseguito per piazza Venezia, Colosseo, etc…
Un’ultima annotazione: ora sono in ufficio e mi sento un leone. La corsa ti da una carica che nemmeno la cocaina…
Vi lascio con questa perla appena ricevuta da una collega.

lunedì 26 gennaio 2009

Settimana 19-25 gennaio

Non sono molto soddisfatto della settimana appena passata. Per sommi capi, ho saltato un fondo lento di 15 chilometri venerdí, ho accorciato un fondo progressivo martedí, e quindi alla fine della settimana mi ritrovo con 65 chilometri scarsi invece degli 82 previsti.
Lunedí: saltato per colpa delle cavallette, del terremoto, dell'alluvione e della ruota sgonfia
Martedí: 13 chilometri a 4'33"
Mercoledí: 15 chilometri, di cui i primi 10 a 4'49" e e 5 successivi a 4'31".
Giovedí: 14 chilometri a 4'24"
Venerdí: ho preferito invitare mia moglie a pranzo invece di andare a correre.
Sabato: nada
Domenica: 21.3 chilometri a 4'51"
Dal 5 gennaio 2009, data d'inizio della preparazione per Roma 2009, ho percorso 227.5 chilometri. Ne mancano 631.
Questa settimana dovrebbe essere abbastanza tosta, con un bel progressivo di 21 chilometri domani ed un lungo di 29 chilometri domenica, qualche bella ripetuta e dei fondi lenti, di cui uno oggi. Per il progressivo di domani, bisognerá tornare ad essere l'early morning runner di qualche mese fa e ad abituarsi a quelle tragiche, e quasi fantozziane sveglie alle 5 del mattino.
Stay tuned.

mercoledì 21 gennaio 2009

Post al volo

Oggi, giornata piovosa, ma ormai non ci si fa più caso. In programma avevo un progressivo di 20 chilometri, con 10 da correre a 4'54", 5 a 4'44" e gli ultimi 5 a 4'30". Sono partito per il solito giro Caracalla, Colombo, Marconi, lungotevere fino al Circo Massimo, poi Teatro Marcello, Piazza Venezia, Colosseo e un giro del biscotto. Ho fatto i primi 10 a 4'49" di media e i 5 successivi a 4'31". Gli ultimi 5 li ho saltati, e non perché non me la sentivo, ma perché dovevo tornare in ufficio. La pausa pranzo non è adatta per lavori lunghi. Quindi, o si fanno i lavori lunghi solo nei weekend, oppure, caro K, torna l'early morning runner che eri una volta.
Concludo con la notizia triste che circolava da ieri, e cioè della morte di Riccardo de Paolis, noto runner di Roma, sentitosi male proprio prima della partenza della corsa di Miguel. Non lo conoscevo personalmente, ma la cosa mi ha toccato e voglio, da questo blog, mandare un abbraccio alla sua famiglia e soprattutto alle sue bimbe.

martedì 20 gennaio 2009

60 giorni all'alba...


Oggi siamo a 60 giorni dalla maratona di Roma. Con i 13.2 chilometri corsi oggi, ne mancano ancora 683 d'allenamento prima di cominciare la corsa. In queste ultime due settimane sono riuscito a seguire la tabelle d'allenamento quasi alla perfezione. Sono solo 1.69 chilometri indietro rispetto a quelli preventivati. Ci puó stare.
Ieri avevo in programma 13 chilometri defaticanti. Avevo anche un pó di raffreddore e un inizio di mal di gola. Poi una riunione organizzata all'ultimo. Potrei continuare cosí come Jake Blues in Blues Brothers, ma rimane il fatto che ho deciso di saltare l'allenamento. E forse ho fatto bene, perché il mal di gola è passato e oggi respiro molto meglio.
Oggi, quindi, ho ripreso l'allenamento che avrei dovuto fare ieri e ho spostato quello di oggi a domani, che sarebbe stato il giorno di riposo. Sono uscito all'ora di pranzo come ormai è il mio solito (dov'è l'early morning runner d'una volta?), ho fatto il solito giretto intorno alla FAO, passando per la Colombo, la Garbatella, San Paolo, Marconi, Testaccio, Circo Massimo e giretto finale al biscotto, per un totale di 13,2 chilometri corsi ad una media finale di 4'33" senza forzare. Ero partito con l'idea di correre a 4'50"-55", invece, senza spingere e senza faticare correvo molto più veloce. Ad ogni chilometro mi dicevo di rallentare, ma non mi veniva proprio. Allora ho deciso di lasciar andare le gambe e di non pensarci. So di aver fatto una cazzata. Come ho già detto, la disciplina non è il mio forte e troppo spesso mi lascio trasportare dell'istinto. Il fondo lento ha un suo perché, e deve essere corso a quella velocità specifica per un motivo ben definito, che è quello di allenare il corpo a bruciare la giusta miscela di grassi e zuccheri. Andando più forte si favorisce il metabolismo glucidico, che da solo non ti fa finire una maratona.
E con queste considerazioni, gli occhi pieni di lacrime, il cuore gonfio di tristezza e il cilicio pronto per l'autoflagellazione, torno a guadagnarmi la pagnotta.

lunedì 19 gennaio 2009

Settimana 12-18 gennaio

Settimana finita alla grande e con molta soddisfazione. Domenica mattina ci siamo visti con Gian Carlo a Monteverde e abbiamo completato il lungus interruptus. In totale sono stati quasi 30 chilometri, i cui primi 10 corsi a 4'44", la corsa di Miguel (10.2 km) corsa a 4'21 e gli ultimi a 4'46". E con quest'ultimo lungo, il riepilogo settimanale è il seguente:
Lunedí: allenamento saltato causa presentazione Miguel
Martedí: 3 ripetute da 3 km a 4'15", con 1 chilometro di recupero per un totale di 13.6 km
Mercoledí: allenamento libero 'di 15 chilometri a 4'38"
Giovedí: progressivo di 13 chilometri a 4'50" di media finale
Venerdí: fondo media di 11 chilometri a 4'26" di media
Sabato: riposo
Domenica: lungus interruptus di circa 30 chilometri a 4'40" di media finale
Totale settimanale: 82.1 chilometri
Chili persi dal giorno dell'epifania: 1.6...
Settimana molto positiva, per i chilometri percorsi e soprattutto per aver conosciuto Runner Blade e l'Old Boy. C'è ancora questo raffreddore che mi perseguita e ho pensato per un attimo di mollare qualche giorno per farlo passare. Poi l'attimo è passato e oggi ho in programma 13 chilometri di fondo lento.
Si, la foto fa schifo.

venerdì 16 gennaio 2009

Per fortuna è venerdí...


Il venerdí è un giorno un pó particolare alla FAO. Io sono un pó allergico alle frasi fatte, alle risposte date in automatico, forse non estremista come Nanni Moretti, ma ció mi impedisce, di venerdí, di chiedere ai colleghi come stanno. La risposta sará nel 90% dei casi "It's Friday!" con un sorriso a 97 denti, sottintendono che stanno bene perché è venerdí e chissà cosa succederà durante il weekend. Ho conosciuto poi geente che ti diceva questo "It's Friday" in una maniera entusiasmante, per poi scorpire che passavano il weekend in ufficio...
Questo "It's Friday" è solo uno dei tanti esempi di frasi ricorrenti dette alla FAO (ma probabilmente anche in tantissimi altri luoghi di lavoro e non). Ovviamente, il lunedí stessa cosa. La risposta sará "it's Monday" accompagnato da una faccia triste e rassegnata.
Un altro modo di dire che mi causa reazioni allergiche è "non dobbiamo reinventare la ruota!" che in inglese suona "We don't need to reinvent the wheel!", oppure ancora "We sit in the driver's seat" (siamo noi alla guida), e tanti altri ancora, che ovviamente un senso ce l'hanno, ma sono state talemente usate ed abusate in questi ultimi anni che il senso l'hanno ormai perduto e non è raro sentirle in sequenza ripetute più volte durante le riunioni da persone che credono di essere originali senza rendersi conto che sono ridicoli. Having said that, and correct me if I'm wrong (un'altro bestseller...), parliamo di cose serie.
Ieri, progressivo di 12 chilometri, 6 km a 4'50", 3 a 4'40" e gli ultmi 3 a 4'25". Oggi, un fondo medio di 10 chilometri corsi a 4'25". E con questi due allenamenti sono a 53 chilomtri corsi in da martedí. Domani riposo e domenica il lungus interruptus insieme a Runner Blade, partenza da Monteverde a 5' fino alla stadio delle Aquile, luogo di partenza della corsa di Miguel, gara di 10 e rotti chilometri a 4'30", e ritorno libero. Sono stato informato che per la gara di Miguel sono una guest star e avró l'onore di partire davanti insieme ai top runners, con una maglia speciale. Dopo il mio bel faccione sulla cartolina, mi fanno quest'altro regalo. Ci sará da ridere...

mercoledì 14 gennaio 2009

Quando nel mondo appare un vero genio...


Oggi era un giorno di riposo. Ma non me la sono sentita di rimanere seduto in ufficio a guardare fuori. Il tempo era brutto ma non pioveva. In pochi minuti ero davanti allo stadio, sperando che a Gian Carlo non gli venisse la brillante idea di andare a correre...
Data l'acqua dei giorni passati, ho accuratemente evitato il parco della Caffarella, che sarebbe stato perfetto per il katzen, e mi sono tuffato in via Appia Antica, Via di Porta Ardeatina, poi la Cristoforo Colombo, un giro nella Garbatella, Viale Marconi, Ponte Marconi, Lungotevere dei Papereschi, Ponte Testaccio, Lungotevere Testaccio, Teatro Marcello, Piazza Venezia, Via dei Fori Imperiali, Colosseo Via di San Gregorio e giretto del biscotto per chiudere i 15 chilometri precisi d'allenamento all'altezza del nasone.
Sono partito a 4'55", aumentando il ritmo progressivamente fino a fare il quindicesimo chilometro in 4'18", con una media finale di 4'37". Un allenamento venuto cosí, non programmato e per questo ancora più prezioso. Mi ha messo di buon umore e dato l'energia per chiudere la giornata lavorativa con uno sprint (che stronzata...).
Voglio chiudere questo post con una massima:
Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui.
Il dramma di questa massima, è che gli idioti, spesso e volentieri, siamo noi, gente "normale". Per chi volesse approfondire l'argomento, consiglio la lettura di "Una banda di idioti" di John K. Toole (http://www.bol.it/libri/scheda/ea978887168221.html), che mi è ricapitato tra le mani ieri mentre giocavo con mia figlia, e mi è tornata la voglia di rileggerlo (sarebbe la quarta da quando l'ho letto la prima volta nel 2001).

martedì 13 gennaio 2009

Post al volo


Ieri era prevista una seduta di 16 chilometri di fondo lento, saltata alla grande. Ero in dubbio tra l'andare a correre o partecipare alla presentazione della Corsa di Miguel. L'insistenza del mio presidente e il fatto che sono state prodotte circa tre miliardi di cartoline con il mio bel faccione sopra, mi hanno convinto a lasciar perdere l'allenamento. Oggi, peró, mi sono rifatto. Avevo in programma tre ripetute da tre chilometri. Ho messo da parte l'istinto che mi diceva di andare a fare un lento o un progressivo e ho seguito il "dovere". La scelta del percorso era tra il pistino dello stadio (6 giri ogni ripetuta, da spararsi), il biscotto (2 giri e mezzo per ogni ripetuta, da suicidarsi) o il giro delle mura ardeatine, non proprio perfetto dati i vari saliscendi, ma più consono al mio stato mentale (meno di 2 giri a ripetuta). Ho scelto quindi quest'ultimo. Ho corso la prima ripetuta a 4'16"/km di media, la seconda a 4'14" e la terza a 4'15" con recupero attivo di 1 chilometro a 4'55". Ho chiuso l'allenamento con una corsetta defaticante di un chilometro e mezzo a circa 4'40", per un totale quindi di 13.5 chilometri in un'ora scarsa.
Nulla degno di nota durante la corsa, se non per un carro funebre vuoto che ho seguito per qualche decina di metri prima di svoltare. La toccatina in corsa è stata notata da diversi passanti ed auto in coda, senza destare troppo scandalo.
Domani sarebbe giorno di riposo, ma avrei in mente di recuperare l'allenamento saltato di ieri. A meno che una delle 500 bonazze della FAO non m'inviti a pranzo (nota per mia moglie che legge: STO SCHERZANDO).
Si fa interessante anche l'allenamento lungo che si profila domenica prossima. Con Runner Blade, ci si vede a Monteverde Vecchio, si va alla Corsa di Miguel (circa 10 chilometri a 5'00"), si fa la corsa a 4'30" e si torna a casa a ritmo libero. Date le interruzioni che questo lungo avrá per forza, ho chiamato quest'allenamento Lungus Interruptus, in memoria delle acrobazie che facevamo in gioventù per... vabbè, è un'altro discorso.

lunedì 12 gennaio 2009

Allenamento dal 5 al 11 gennaio

Domenica ho chiuso la settimana d'allenamento con un lunghetto di 22 chilometri. In realtà, avevo in programma di fare un lungo di 28 chilometri, con i primi 14 a 4'55", i secondi 7 a 4'44" e gli ultimi 7 a 4'33. Purtroppo, in questo periodo ho poco dell'early morning runner... la sveglia delle 6 è stata ignorata e ho corso di rischio di saltare completamente la corsa domenicale. Per fortuna sono riuscito a ritagliarmi qualche ora nel pomeriggio per andare a Villa Pamphili ed inanellare giri e giretti fino a quando il buio m'ha costretto ad uscire. Alla in ho fatto i primi 14 chilometri al ritmo prefisstao e i secondi 7, completati girando su Via Cavallotti e Via Poerio.
La settimana è andata tutto sommato abbastanza bene. Ho saltato le ripetute del martedí causa epifania ma ho recuperato il chilometraggio il giorno successivo. Avrei dovuto fare 87 chilometri totali, che non ho centrato a causa di ieri.
Lunedí: 16 chilometri a 4'45"
Martedí: Riposo per festa
Mercoledí: 12 chilometri a 4'48"
Giovedí: Fondo progressivo di 13 chilometri a 4'42"
Venerdí: Allenamento libero di 17.7 km corsi a 4'31"
Sabato riposo
Domnica: lunghetto di 22 chilometri a 4'55"
Totale settimana: 80.7 chilometri
Chili persi: 1
Quest'ultimo dato mi lascia un pó perplesso perché di solito riesco a rientrare nei parametri in tempi abbastanza veloci. Questa volta, invece, in una settimana ho perso solo un chilo...
Questa settimana devo cercare di essere un pó più disciplinato e seguire meglio gli allenamenti programmati. Tendo ancora troppo a correre a sensazione, seguendo il mio istinto.
...

venerdì 9 gennaio 2009

Di donne, di auto e anche di corsa...

A volte, ti capitano degli allenamenti che non t'aspetti. Oggi, sono uscito abbastanza di fretta dall'ufficio, senza troppa voglia di correre a causa di numerosi impegni lavorativi. Poi, come al solito, dopo le prime falcate, i problemi sono svaniti, e mi sono ritrovato in mezzo al traffico di Roma. Dalla FAO, ho percorso via di San Giovanni in Laterano, da San Giovanni, ho preso via Merulana fino a Santa Maria Maggiore, da lí sono andato al Viminale, poi la bella salita di via delle 4 fontane, via Sistina, Piazza della Trinità dei Monti, Villa Borghese per uscire a Viale delle Belle Arti, Piazza delle Belle Arti e quindi il Lungotevere fino a Testaccio, un giro dentro al quartiere, per ritrovarmi alla Piramide, Viale di Porta Ardeatina, per chiudere in discesa a Via delle Terme di Caracalla. Come al solito, un giro spettacolare (a parte il traffico), e conosco gente che pagherebbe per poterlo fare. A noi che viviamo a Roma, tutto questo ci viene servito gratis.
In totale ho percorso 17.7 chilomteri ad una media di 4'32". Ero partito con l'idea di fare un lento, che per me vuol dire circa 5' a chilometro e mi sono ritrovato con questa media che scaturisce poi da un ritmo molto costante. Il primo chilometro l'ho chiuso a circa 5' e rotti, e poi tutti gli altri sui 4'30" o meno. Ho chiuso l'allenamento un pò in apnea, ma mi sono ripreso abbastanza in fretta per bermi un bel caffè con la collega ucraina ventiduenne dell'ufficio di fronte, di professione ingegnere aeronautico ma fotomodella nei weekend.
Magari...
Alla FAO siamo circa 2500 persone e credo che un buon 60-65% sia costituito da donne, quindi circa 1625 donne. Diciamo che di questo numero, un 30% sia costituito da ragazze carine o molto carine, quindi circa 500. Non entro poi nei dettagli, ma bisogna considerare che molte giovani sono straniere, magari sole a Roma in cerca di amici. Capirete che per un cacciatore, la FAO è un terreno di caccia molto fertile. E io? Io non sono un cacciatore... preferisco correre.
Mentre correvo, m'è venuto in mente un episodio di tanto tempo fa. Avevo questa bellissima (si fa per dire) Renault 21 mentre studiavo a Perugia, colore rosso bordeaux, che mio padre aveva appena fatto riverniciare completamente. Un pomeriggio, guardo fuori dalla finestra, e la vedo sporca di resina dei pini del parcheggio del convento dove abitavo. Con un amico decido che va pulita. Ci muniamo di un secchio d'acqua, un pò di shampoo, una bella spugna da cucina e della carta da giornale per asciugare la macchina. Sul momento ho solo notato che la resina andva via che era una bellezza e mi domandavo perché c'era qualcuno che diceva che era difficile da togliere. Quando si è asciugata ho capito perché. Al posto del colore Rosso Bordeaux, era rimasto un rosso schifezza, tutto rigato, un danno da diverse milioni di lire. Da quel giorno, l'ho lasciata sporca per nascondere la tragedia. Mio padre non se n'è mai accorto, o forse, non ha voluto accorgersene. Un grand'uomo.

giovedì 8 gennaio 2009

Continuiamo cosí, facciamoci del male...


Cielo nuvoloso, pioggia, vento... Insomma, tutte le condizioni riunite per rinunciare all’allenamento e andare su a mensa. Invece, alle ore 12 e 30, preciso come le tasse, mi trovo davanti allo stadio delle Terme di Caracalla a fare stretching. L’allenamento prevede 12 chilometri di corsa progressiva, cioè 6 chilometri di fondo lento, 3 di ritmo gara e 3 di fondo medio, partendo dalla FAO, risalendo la Cristoforo Colombo fino a Via delle Sette Chiese, Via di Giovannipoli, San Paolo Fuori le Mura, Ponte Marconi, Lungotevere fino a Ponte Testaccio, che attraverso per proseguire sul Lungotevere Testaccio fino quasi alla Sinagoga, poi svolto verso il teatro di Marcello, Piazza Venezia e la consacrazione finale su Via dei Fori Imperiali e il Colosseo, con una corona d’alloro sulla testa davanti ad una folla acclamante, ma credo di sbagliarmi d’epoca. Chiudo l’allenamento seguendo Via di San Gregorio per finire al nasone del biscotto. In totale 13 chilometri corsi ad una media di 4’35”, con i primi 6 chilometri corsi a 4’45”, i secondi 3 a 4’33” e gli ultimi 3 a 4’18”. Con l’allenamento di oggi, mi mancano solo 871 chilometri fino alla Maratona di Roma… Buon allenamento, corso ad un buon ritmo, obiettivo raggiunto senza troppa fatica.
Qualche giorno fa, mia moglie mi ha insinuato il dubbio che forse non ho un rapporto “sano” con la corsa. Da allora, questa cosa mi frulla nella testa e mi mette un po’ in ansia e quindi voglio rendervi partecipi delle mie paranoie. Cosa vuol dire avere un rapporto sano con qualcosa o qualcuno, sia esso il lavoro, la famiglia, la corsa?
Ci penso e non arrivo ad una conclusione certa e definitiva. Io, in quanto essere umano, mi relazione con il mondo esterno, con la mia famiglia appunto, con il mondo del lavoro, con lo svago, con voi che mi leggete e ciò mi permette di essere “vivo”. Vivrei anche non relazionandomi affatto con il mondo esterno, ma sarebbe vita nel senso che vogliamo intenderla?
Quindi, mi relaziono con il mondo esterno per vivere. Per relazionarmi con il mondo esterno mi serve tempo, che è una risorsa, purtroppo, limitata. La relazione che ho con una certa cosa o persona influisce direttamente con la relazione che ho con altre cose, in quanto toglie risorse temporali e mentali al resto (senza parlare di risorse finanziarie, ma è un altro discorso…). Se passo 18 ore al giorno davanti alla televisione, non ho il tempo per giocare a fare le puzzette con mia figlia (è solo un esempio, per carità!). Quindi, avere un rapporto sano con qualcosa vuol dire che non deve togliere tempo e altre risorse necessarie per mantenere le relazioni con tutto il resto in modo che la mia qualità di vita rimanga ad un buon livello e che possa soddisfare i bisogni di chi da me dipende. E’ un gioco d’equilibri delicato. Tornando a me, semplificando, ho una moglie, una figlia, un lavoro e una passione, la corsa. Le risorse mentali e temporali (e anche finanziarie) che dedico alla corsa tolgono qualcosa alla mia famiglia e al mio lavoro? Credo di no, o almeno faccio di tutto per minimizzare al massimo l’impatto negativo che la corsa potrebbe avere sulla mia famiglia e sul mio lavoro, inventandomi orari assurdi per andare a correre, sacrificando magari il pranzo. Inoltre, l’impegno finanziario della corsa è quasi trascurabile (non fosse per le scarpe che costano un occhio della testa nella nostra cara vecchia Europa). Questo agire per soddisfare un mio bisogno intimo che è quello di correre, può considerarsi un agire malsano? Sarà vero che dietro alla nostra difficoltà di spiegare ai profani questi nostri comportamenti, non ci sia effettivamente una malattia mentale? Siamo tutti pazzi?
Credo di no, ma il dubbio rimane…

mercoledì 7 gennaio 2009

Cielo nero sopra Roma...


Lunedí è ufficialmente iniziato il lungo cammino verso la Maratona di Roma 2009, un cammino, o meglio, una corsa lunga 913,3 chilometri. Lunedí ho fatto i miei primi 16 chilometri nel gelo di Roma, ieri ho riposato per santificare le feste (che bel modo di dire!) e oggi mi sono fatto un fondo medio di 12 chilometri nel centro di Roma, partenza dalla FAO (Circo Massimo), Lungotevere da Ponte Sublicio fino a Castel Sant’Angelo, Piazza Navona, Piazza Venezia, Fori Imperiali, Colosseo, su per il Colle Oppio, San Giovanni in Laterano e giù per Via dell’Amba Aradam fino al biscotto e ritorno alla FAO. 12 chilometri corsi ad una media di 4 e 48, partendo da 5’16”/km per finire l’ultimo a 4’11”. Su Roma incombeva una leggera pioggerellina, ma oramai ci siamo abituati.
La buona notizia è che la mia corsa non ha risentito troppo dei chili in più dovuti agli eccessi delle passate settimane. Il mio running index è cresciuto da 55/56 a 58/60, quindi una proiezione per la Maratona sotto le 3 ore e 20. Ma, come detto, siamo solo all’inizio dell’avventura e tante cose possono ancora succedere!
Oggi sono tornato al lavoro dopo un periodo di vacanza abbastanza lungo iniziato il 19 dicembre. Ho passato un bel periodo di ferie, me lo sono goduto, mi sono goduto la mia piccola famiglia, sono riuscito a correre, anche se non quanto avrei voluto. Oggi dovrebbe essere un blues day, invece, nonostante le nuvole nere, nonostante la pioggia, oggi mi sente alla grande. Forse perché le prime parole della mia piccola questa mattina appena ha aperto gli occhi sono state “Papà, voglio darti un bacio”… Che spettacolo i bambini!
Purtroppo, parlando di bambini, non riesco a non pensare a quanto succede in questo momento tra Israeliani e Palestinesi. Non entro nel merito della questione di chi ha ragione e di chi ha torto. So solo che vediamo nei TG delle immagini raccapriccianti di bambini feriti o morti a causa dei bombardamenti, e mi torna in mente una scena del film Fahrenheit 9/11 di Michael Moore, dove uno splendido Donald Rumsfeld durante una conferenza stampa elogia la precisione delle loro bombe, che permettono di fare bombardamenti “umani”. Mentre parla, si vedono le immagini di un bambino che grida mentre gli viene ricucita la testa… Quella volta, al cinema, credo di aver versato qualche lacrima.
Questo pensiero potrebbe farmi cambiare umore, ma non lo voglio. Stasera voglio tornare a casa e non pensare a nulla di quanto succede "fuori", voglio mettermi a giocare col camper di Barbie insieme alle mie donne e non pensare...

lunedì 5 gennaio 2009

In Memoriam


Oggi sono uscito presto da casa. Contrariamente alla mia abitudine, oltre all'attrezzatura di corsa, mi sono portato l'iPod. Ho messo Fabrizio de André e sono partito per un fondo medio tranquillo. Villa Pamphili ghiacciata, Aurelia Antica, Via Gregorio VII, San Pietro, Castel Sant'Angelo, Lungotevere, Testaccio, e su per il Gianicolo per tornare a casa. Mi sono isolato per poco più di un'ora, lasciandomi trasportare dalla voce di Fabrizio. La ricorrenza della sua morte è la settimana prossima, ma ho voluto ricordarlo in anticipo... Chi ha stabilito che si deve ricordare qualcuno solo nell'anniversario della sua morte? Fabrizio andrebbe ricordato ogni giorno dell'anno.,
La corsa è stata sciolta. Ho concluso la sessione con una media di 4'46''/km, in progressione, partendo a circa 5' e chiudendo a gli ultimi chilometri a 4'30'' senza affanno. E' vero che mi porto 5 chili in più addosso, ma probabilmente gli allenamenti collinari fatti in Calabria sono riusciti a compensare in qualche modo l'aumentato peso. Mi godo gli ultimi giorni di vacanza. Da mercoledì si ricomincia, e non ne ho molta voglia.

domenica 4 gennaio 2009

Il mio capodanno... una storia vera

Un post molto al volo. Sono appena tornato con la famigliola a Roma dopo aver passato le feste dai miei suoceri in Calabria. Ci sarebbero tante cose da dire e da descrivere, ma i numeri che pubblico qui di seguito dicono tutto:
Uscite d' allenamento: 5 dal 26 dicembre al 2 gennaio
Chilometri totali: 74
Peso aumentato di 5 chili
Purtroppo, il vino di mio suocero, le soppressate, il baccalà, le bistecche, il formaggio, la pasta e i vari dolci tradizionali, hanno avuto la meglio, nonostante i miei sforzi di bruciare quante più calorie possibili. Ma non mi preoccupo: credo di tornare al mio peso forma in poco meno di 10 giorni. Sono una fisarmonica. Come mangio un pò di più ingrasso, appena torno ad una dieta normale, dimagrisco.
Oggi avevo in programma di correre un lunghetto, ma era difficile conciliarlo con i programmi familiari. Quindi, lo rimando a domani.
Il capodanno appena passato rimarrà negli annali di storia. Dopo la lauta cena, cominciavo a sentire una pressione a livello gastrointestinale e forti movimenti peristaltici. La cosa era fastidiosa ma nella festa e allegria del momento, non ci diedi troppo peso. Intanto, man mano che si avvicinava la mezzanotte, aumentavano i botti, i fuochi d'artificio, e anche i suddetti movimenti peristaltici. Ero diviso tra andare subito al bagno o aspettare il brindisi di mezzanotte. L'indecisione è una brutta bestia, perché quando ormai avevo capito che non ce l'avrei fatta a tenere fino alle 24 era tardi. Mi sono fiondato in bagno che mancavano2-3 minuti. Non entro nei particolari, ma sappiate che sono probabilmente sono stato il primo italiano ad aver "evacuato" nel 2009.
Ho passato la mezzanotte seduto sul cesso. Un capodanno un pò escrementizio. C'é chi lo passa facendo altro sperando di continuare a farlo per tutto l'anno, io, passerò tutto il 2009 a fare qualcos'altro.