domenica 31 gennaio 2010

Dhaka: in fondo non è così male...


Sono le 8 e 30 qua a Dhaka, ho finito di cenare con un paio di colleghi e sono tornato in albergo a scrivere due cazzate prima di coricarmi. Sono le 8 e 30 del 31 gennaio e non mi ricordo nemmeno più cosa vuol dire correre. Sono passati 8 giorni e non ho fatto nemmeno un chilometro. La data della maratona è sempre la stessa, ho controllato su internet, e quindi avrò, se tutto va bene, 8 giorni pieni in meno d'allenamento nelle gambe. Ho letto da qualche parte che il deallenamento inizia dopo due settimane d'inattività. Lo voglio ben sperare. E, per verificare la cosa, domani vado a correre. Ho messo l'allarme alle 6 e 30 sperando di riuscire ad alzarmi, non essendomi ancora abituato al fuso.
Il Bangladesh è tra i paesi più poveri al mondo. Quando se ne parla al telegiornale è solo per riportare notizie di allagamenti disastrosi, cicloni e migliaia di vittime. Se qualcuno m'avesse chiesto neanche una settimana fa il posto che non avrei mai voluto visitare, avrei risposto il bangladesh. Invece, invece, mi devo ricredere. L'impressione che ne ho è tutt'altro che negativa. La gente è splendida, di una gentilezza e ospitalità vera, l'atmosfera è positiva e ho il sospetto che il paese, al di fuori di Dhaka, sia molto bello. La città è un casino nel vero senso della parola. Non sarebbe nemmeno male come città, ma c'è un traffico che è difficile da descrivere. Macchine dappertutto, rickshaw, api adibite a taxi, autobus e pulmini che s'infilano in ogni pertugio possibile, creando degli imbuti indescrivibili, e tutti con la mano perennemente sul clacson. Avere due appuntamenti di lavoro vuol dire perdere la giornata in macchina. Qualsiasi spostamento richiede come minimo un'ora di macchina. Un casino vero. E quindi, capite che prima di decidermi a correre, ho avuto bisogno di digerire un pò la situazione e trovare un paio di strade abbastanza tranquille dove non correre il rischio di finire sotto le ruote di qualche autobus.
D'altronde, solo nella città abitano 15-16 milioni di persone, mentre il paese, che è circa un terzo dell'Italia, ne conta 160 millioni. 160 millioni di abitanti che abitano in una terra completamente piatta e che si trova per la quasi totalità a meno di 10 metri sopra il livello del mare. Se si pensa che ci sono decine e decine di corsi d'acqua provenienti dalla catena dell'Himalaya,
non ci si deve stupire quando il paese intero si ritrova sotto d'acqua.
Va bene, ormai sono le 20 e 48. Un caffè prima di andare a letto ci sta tutto. La foto qua sopra l'ho scattata ieri in un paesino appena fuori Dhaka, nella casa di una famiglia che da 5 generazioni lavoro il metallo con la tecnica del Lost Wax (sapevo il termine in italiano, ma l'ho scordato, suonerebbe tipo a cera persa).
Adios,

giovedì 21 gennaio 2010


La terra ha tremato, buttato giú case e palazzi e ucciso tante gente. Ma la musica non è stata colpita.
Per quanto riguarda le mie piccole miserie, la settimana di corsa sta procedendo come da programma. Lunedí, 12 chilometri tranquillissimi, martedí 12 chilometri a 4'30", mercoledí riposo e oggi, complice la magnifica giornata, 14 chilometri a 4'30". Domani, corsetta leggera e per domenica non so come muovermi. Faró il lungus interruptus come l'anno scorso (10 K da casa mia all'acquacetosa, corsa di Miguel e ritorno a casa) oppure mi faccio un lungo classico, considerando che ancora non sono andato oltre i 30 chilometri e che mancano meno di due mesi alla maratona?
Martedí o mercoledí prossimo, riprendo la valigia e partiró per Dhaka e quindi Jakarta. A Jakarta, mi sono messo in contatto con un gruppo di runners, disposti a darmi una mano per gli allenamenti. Qualcuno di loro sta preparando proprio la maratona di roma, quindi saró in buone mani. Per Dhaka, purtroppo, non ho trovato nulla. Per il momento...

lunedì 18 gennaio 2010

Dr. Doberman



La tua casa sta in collina Dr. Dobermann,
sei milioni al metro quadro.
E tua moglie vive come una regina,
anche se vi vedete di rado.
Lei va a letto quasi sempre di mattina,
che tu ti sei già alzato.
Qual'è il prezzo, qual'è il prezzo,
Dr. Dobermann, il prezzo che va pagato.
Per le cose che ti secca fare in pubblico,
ma ti rendono bene in privato.
Tanti soldi e poche tasse
e non c'è scandalo, non è nemmeno peccato.
È la vita il tuo mestiere Dr. Dobermann,
il tuo mestiere di mago.
La tua tana sta in collina, Dr. Dobermann,
sei milioni al metro quadro.
E tua moglie sembra proprio una regina,
però è la moglie di un ladro.
Se sei buono andrai all'inferno,
Dr. Dobermann, ti stanno già a aspettare.
C'è il tuo nome nell'elenco,
puoi scommetterci, prova a bussare.

Chissà a chi si riferiva Francesco de Gregori...

Parlando di cose più simpatiche, la settimana scorsa è stata una buona settimana d'allenamento, chiusa domenica con un lunghetto di 25 chilometri a 4'40''. Il totale settimanale si ferma a 62 chilometri, a causa di un allenamento saltato lunedì.
Missione probabile nei prossimi giorni a Dhaka (che culo...) e a Jakarta. Speriamo di riuscire a correre anche lì.

martedì 12 gennaio 2010

Rieccomi!

Apro oggi il mio blog, e scopro con stupore che più d’un mese è passato dall’ultimo post. Rimango esterrefatto da questa scoperta, e mi chiedo cosa mai ho fatto in quest’ultimo mese per non avere avuto il tempo di aggiornare il mio blog. E mi viene in mente la risposta che avrebbe dato Alex Drastico al posto mio:
“Cosa ho fatto, cosa non ho fatto, e patatim, e patatam, e certo che si puó sapere cosa ho fatto in quest’ultimo mese, è molto semplice… un cazzo!”.
Dall’ultimo post datato 11 dicembre sono partito in missione in Tanzania e in Kenya per una settimana, poi sono arrivato le feste e circa una settimana fa ho ripreso a lavorare… cioè, non voglio esagerare: diciamo che da circa una settimana sono tornato in ufficio.
E la corsa? Beh, per fortuna, sono riuscito a correre con una certa continuità durante tutto il periodo natalizio e lunedì scorso, era il 4 gennaio 2010, ho ufficialmente iniziato la preparazione in vista della maratona di Roma. Quindi, lunedí sono stati 16 chilometri di fondo lento (5’/km), martedí erano previsto 5 K a 4’20” e 8 ripetute da 0.5 Km, ma causa pioggia ho fatto solo i 5 Km veloci e le ripetute le ho lasciate perdere. Mercoledí, riposo, poi giovedí 13 K a 4’46”, venerdí 15 K a 4’23” e domenica 23.5 K a 4’43” per un totale di 77.5 K.
Ieri, ho saltato l’allenamento per fare riposare le mie povere membra, ma oggi il sole splende, fa un freddo cane, ho scordato guanti e cappello… ma chi se ne frega, 15 chilometri in allegria non me li toglie nessuno.
Buona corsa a todos.