Sono arrivato alle battute finali, dopo tre settimane di lavoro a Nairobi, domani pomeriggio, finalmente, prenderò l’aereo che mi riporterà dalle mie donne. Il bilancio di questa missione, da un punto di vista lavorativo e professionale è stato sicuramente positivo. Per quanto riguarda l’aspetto sportivo, sono riuscito a correre con buona regolarità per le prime due settimane, riuscendo a fare pure la mezza maratona di Nairobi, per poi sfiaccarmi più per pigrizia che per altro. Ciò che mi fa perdere la motivazione è la mancanza di un obiettivo a breve/medio termine. Certo, quando corro sto bene, l’effetto della corsa lo sento per tutta la giornata e quando corro con regolarità mi sento meglio e non solo fisicamente. Eppure, la mancanza di un obiettivo più specifico prende il sopravvento, e diverse volte ho spento la sveglia e mi sono rimesso a dormire. Avrei bisogno di cambiare un po’, fare dell’altro, non abbandonare la corsa, per carità, ma magari facendo dell’altro, alternando la corsa alla palestra o la bici.
La lontananza dall’Italia ha anche avuto i suoi benefici e sapere di ritornare a sentire quotidianamente il nostro presidente del consiglio e i suoi fedeli animali da compagnia mi mette un po’ di ansia. Stando fuori dall’Italia, oltre al distacco fisico, c’è anche un distacco emotivo. Mentre in Italia le esternazioni di berlusconi possono farmi incazzare, sentire cicchitto può farmi venire dei conati di vomito, cosí come Lupi, Bondi, La Russa, Capezzone (con il nome doppiamente fallico secondo qualcuno), Rutelli, Fini e Casini (ooooppppsss, scusate, ho esagerato, devo pulire la tastiera…), stando a Nairobi, l’effetto vomito è minore e m’incazzo di meno. Perché? Perché stando fuori mi rendo conto che c’è un mondo fuori, con i suoi problemi, i suoi scandali, le sue bellezze e le sue schifezze. E quindi, il marcio che viene da casa, si diluisce e risulta meno indigesto.
Oggi, leggendo il Fatto Quotidiano, ho trovato questa bellissima citazione di Vecchioni:
B. testimonia l’esistenza di Dio: se non ci fosse, non avremmo prove così tremende da superare.
Io ho sempre pensato che la prova della non-esistenza di dio fosse l’esistenza delle zanzare. Ma secondo il Vecchioni pensiero, l’esistenza delle zanzare (come quella di B), potrebbe invece essere la prova dell’esistenza di dio. E mi fermo, perché ho appena raggiunto il mio limite filosofico e sto già andando in confusione. Oltre non saprei andare o pensare...
Parlando di zanzare, ieri sera, mentre mi accingevo ad andare a letto, ho pensato al mio precedente viaggio a Nairobi, durante il quale non ho chiuso occhio a causa delle zanzare, mentre questa volta, di zanzare ne ho viste pochissime. Come esistono le ultime parole famose, esistono anche gli ultimi pensieri famosi. Questa notte, è stata battaglia vera, dalla quale sono uscito sconfitto. Appena mi metto a letto, ecco inconfondibile il ronzío della zanzare che si avvicina. Sono coperto fino al collo, ma la stronza si posiziona vicino al mio orecchio. Cerco di beccarla dandomi qualche schiaffone, ma dopo pochi secondi di silenzio e di speranza, eccola di nuovo all’attacco. Ma porca miseria, penso, la stanza è enorme, c’è posto per tutti e due, perché mi devi rompere il cazzo e non farmi dormire? Mi alzo, accendo la luce e aspetto. Nulla, solo silenzio. Ispeziono tutti i muri, le tende, chiudo gli armadi, guardo sotto al letto, ma niente, non la trovo. Spengo la luce e ritorno a letto ed eccola di nuovo. Andiamo avanti con questo tango per diverse ore. Cerco di coprirmi totalmente, ma dopo pochi minuti comincio a sudare, quindi rimetto la testa fuori e ricomincia il ronzío. Credo di essermi addormentato ad un certo punto, ma poi mi sono risvegliato dal prurito sulle mani e sul collo, e con quel ronzío vicino all’orecchio. Quando è suonato l’allarme per andare a correre, non sono riuscito ad alzarmi. Altro che ultimo tango…
Bastarda.
giovedì 12 novembre 2009
domenica 8 novembre 2009
News
E’ piú di una settimana che non scrivo, un pó perché la connessione internet fa veramente schifo, un pó perché ho avuto molto lavoro, un pó perché mi sto rompendo le palle di stare lontano dalla famiglia e soprattutto perché questa settimana la mia corsa è stata latitante. Lunedí scorso, con l’idea di farmi finalmente una doccia calda, decido di andare in palestra dove faccio 6 chilometri sul tapis roulant faticando come un animale andando ad un ritmo ridicolo. Comunque, mi faccio un pó di sauna, un pó di bagno turco, doccia bollente ed esco nuovo dalla palestra. Poi, martedí nulla, mercoledí nulla, giovedí nulla quando finalmente venerdí esco dal letargo e mi faccio 12 chilometri e passa a circa 4’48”, sabato altri 10 a circa lo stesso ritmo e questa mattina altri 10 un pó piú lenti. Il chilometraggio settimanale rimane basso, ma, da come era iniziata la settimana, insperato. Qui a Nairobi, alterno giorni dove corro senza fatica eccessiva ad altri dove fatico da morire. Oggi per esempio, mi sono dovuto fermare un paio di volte a causa del fiato che mi mancava. Spero sia dovuto all’altitudine…
Domani si riparte e comincia l’ultima settimana di lavoro a Nairobi. Altri cinque giorni e finalmente riprenderó l’aereo per tornare a casa, con la consapevolezza peró di dover probabilmente ripartire nel giro di poco, destinazione Addis Abeba: 2400 metri slm...
Domani si riparte e comincia l’ultima settimana di lavoro a Nairobi. Altri cinque giorni e finalmente riprenderó l’aereo per tornare a casa, con la consapevolezza peró di dover probabilmente ripartire nel giro di poco, destinazione Addis Abeba: 2400 metri slm...
giovedì 29 ottobre 2009
Simba
Sabato scorso, con un amico, ci siamo mossi all'alba per andare al parco nazionale di Nairobi. Il parco non é nulla di eccezzionale, se non che é situato appena fuori la cittá e diventa un parco speciale perché a fare da sfondo agli animali, ci sono i grattacieli di Nairobi. Nel parco si possono vedere tutti gli animali, tranne gli elefanti. Negli anni ho visto rinoceronti, ghepardi, leoni a volontà e poi tutti gli altri erbivori comuni. Sabato scorso, quindi, siamo andati a fare questo giro e non siamo stati fortunatissimi, nel senso che abbiamo visto tante giraffe, zebre, gnú, antilopi, gazzelle, facoceri, bufali e tutti con i loro piccoli appena nati che correvano e giocavano, ma di predatori solo uno, quello ritratto in foto, che di predatorio, poverino, non aveva più molto. Come si può vedere, il leone aveva una brutta ferita all'inguine. Camminava piano e stanco, probabilmente verso la tana o in cerca dei suoi compagni. Lo abbiamo seguito perun pó, e poi abbiamo proseguito fino a quando, un branco di bufali non ci ha sbarrato la strada. Alla nostra destra c'era una bella giraffa che mangiava. Abbiamo spento il motore per goderci questo momento di pace e abbiamo cominciato a fare un pò di foto quando ad un certo punto, la giraffa è schizzata via come un fulmine, seguita da un branco di zebre spuntate dal bush, che si sono fermate appena ci hanno visto. Le zebre erano nervose ma non riuscivano a trovare il coraggio per oltrepassarci. I minuti passavano, e il numero di zebre aumentava e poi, d'un tratto, vinta la paura, sono scappate passandoci davanti. In quel momento, è apparso il leone che avevamo abbandonato poco prima, che se ne andava per i cazzi suoi, triste triste. In tutto questo, i bufali non si sono mossi d'un centimetro. Anzi, è stato il leone a fermarsi, valutare la situazione e a prendere una deviazione bella larga...
Oggi, nuova sveglia alle 5 e 30, corsetta leggera per il quartiere di Runda per un totale di 10 chilometri e mezzo corsi a 4'41" di media. Il chilometraggio mensile è a 180 e passa chilometri, quindi l'obiettivo di 200 è quasi raggiunto.
Kwaheri!
mercoledì 28 ottobre 2009
Jambo rafiki!
Eccomi, in tutto il mio splendore dopo la fatica della mezza di Nairobi. Avrei voluto fare un racconto dettagliato e epico della gara, ma poi, come spesso succede, passano i giorni, siamo presi dal lavoro e da riunioni interminabili, e tutti i buoni propositi vanno a farsi benedire. Come detto nel post precedente, la gara è stata dura, ma possiamo tranquillamente sfatare un mito: i keniani non sono tutti dei mostri della corsa, ci sono tanti tapascioni, forse più che da noi, ma quelli che corrono veramente forte sono tanti, ma proprio tanti, e fanno impressione.
Per dare sostanza alla storia dei tapascioni, bene, pensate che sono stato in corsia di sorpasso dal primo all'ultimo metro. Non mi ha sorpassato nessuno e io ho sorpassato una marea di gente. Io. Purtroppo, nella tipica tradizioni africana, i risultati della corsa saranno pubblicati forse alla fine di questa settimana: ecco il messaggio sulla pagina web della maratona di Nairobi:
Sorry, 2009 certificates are being processed and they will be ready for print by end of week. Thanks for your patience.
Come detto, sia lunedí che ieri, ho avuto degli impegni per tutta la giornata che mi hanno impedito di correre, ma oggi, mi sono rifatto, con la solita levataccia delle 5 e 30, per un giro nel quartiere dove sto risiedendo di circa 13 chilometri corsi ad una media di 4'40", senza forzare troppo. Credo che mi sto abituando all'altitudine perché le sensazioni erano ottime. O forse, piccolo dettaglio, queste buone sensazioni sono anche dovuto al fatto che ho (ri)smesso di fumare mercoledí scorso, subito dopo essermi iscritto alla gara...
Ho ancora 3 giorni per raggiungere quota 200 chilometri anche questo mese, e sarebbe un bel traguardo.
Finally, una settimana berlusconi-free... che goduria!
domenica 25 ottobre 2009
Nairobi, adesso sei mia per davvero
Due righe al volo: la mezza l'ho chiusa con il tempo inaspettato di 1 ora e 41 minuti. L'altitudine si e' fatta sentire, ma ho resistito e ho chiuso in un tempo tutto sommato dignitoso.
Gara organizzata perfettamente, anche se ci sono spazi per migliorare. La mancata segnalazione dei chilometri e' quasi inaccettabile, ma per il resto, dalla partenza, al deposito borse etc..., nulla da lamentarsi. Percorso abbastanza piatto, con un paio di falsi piani tosti e una salita micidiale da fare due volte. L' arrivo nello stadio poi e' stato da apoteosi. Alla partenza avevamo i marabu' che praticamente ci cacavano in testa. Se non sapete cos'e' un marabu', vi invito a ricercarlo su google.
Alla partenza ho avuto paura. Quelli che mi stavano intorno avevano dentro di se la certezza di vincere. Non di arrivare bene, no, volevano vincere e sprizzavano questa sicurezza da ogni poro. Per fortuna c' erano anche i tapascioni, quindi ho salvato la faccio. Ma e' stato veramente impressionante quando ho incrociato i top runner al decimo chilometro: saranno stati un centinaio di assatanati che correvano come pazzi. Di solito, in Italia, quando incrociamo il gruppo di testa, sono 5-6-10 runner. Qui, e non esagero, saranno stati un centinaio.
Con queste prime impressioni, chiudo. Domani seguiranno foto e analisi pi'u dettagliata della corsa.
l'unica cosa che voglio esprimere adesso, e' che con questa mezza sento di aver conquistato per davvero questa citta'. Nairobi, oggi sei mia, e in futuro lo sarai ancora di piu'.
Gara organizzata perfettamente, anche se ci sono spazi per migliorare. La mancata segnalazione dei chilometri e' quasi inaccettabile, ma per il resto, dalla partenza, al deposito borse etc..., nulla da lamentarsi. Percorso abbastanza piatto, con un paio di falsi piani tosti e una salita micidiale da fare due volte. L' arrivo nello stadio poi e' stato da apoteosi. Alla partenza avevamo i marabu' che praticamente ci cacavano in testa. Se non sapete cos'e' un marabu', vi invito a ricercarlo su google.
Alla partenza ho avuto paura. Quelli che mi stavano intorno avevano dentro di se la certezza di vincere. Non di arrivare bene, no, volevano vincere e sprizzavano questa sicurezza da ogni poro. Per fortuna c' erano anche i tapascioni, quindi ho salvato la faccio. Ma e' stato veramente impressionante quando ho incrociato i top runner al decimo chilometro: saranno stati un centinaio di assatanati che correvano come pazzi. Di solito, in Italia, quando incrociamo il gruppo di testa, sono 5-6-10 runner. Qui, e non esagero, saranno stati un centinaio.
Con queste prime impressioni, chiudo. Domani seguiranno foto e analisi pi'u dettagliata della corsa.
l'unica cosa che voglio esprimere adesso, e' che con questa mezza sento di aver conquistato per davvero questa citta'. Nairobi, oggi sei mia, e in futuro lo sarai ancora di piu'.
giovedì 22 ottobre 2009
Nariobi Marathon 2009

Sono a Nairobi. Ieri, mentre passaggiavo per un centro commerciale, ho visto un gazebo, mi sono avvicinato, e.... l'ho fatto:
http://www.nairobimarathon.com/
Mi sono iscritto alla mezza di Nairobi, domenica 24 ottobre.
Credo che saranno cazzi miei, considerando che sono arrivato ieri e che siamo a 1700 metri slm e che non avró il tempo di abituarmi all'altitudine e al clima, ma non posso non farla.
Pacco gara già ritirato, scarpe nuove acquistate (avendo lasciato le mie a Roma), oggi allenamento leggero...
Nota di servizio: qui internet fa veramente schifo. Difficile per me rispondere a commenti eventuali.
lunedì 19 ottobre 2009
10 chilometri in scioltezza...
Per puro masochismo, dopo aver sfogliato online la repubblica e il corriere, decido di fare un giro su Il Giornale. Tempo fa lo sfogliavo quasi quotidianamente, per il puro gusto di farmi un pò di male e per farmi quattro risate leggendo gli "editoriali" di Giordano e della redazione, e poi di Littorio Feltri. Più ancora degli editoriali, mi facevano ridere i commenti dei lettori. Poi, ad un certo punto, ho smesso di ridere e ho preferito ignorare l'esistenza di quel giornale. Oggi, però, ho sentito di un attacco del Giornale a Corrado Augias e quasi inconsciamente sono andato a vedere di cosa si trattava: beh, non potevo aspettarmi nulla di diverso della solita spazzatura, ed infatti, è solo una cacata. Augias spia dei servizi Cechi negli USA. Una cacata, appunto, ma mi ha dato la possibilità di leggere le "scuse" di Brachino al giudice Mesiano. Un altra cacata.
Come quella che ho trovato davanti al cancello di casa mia l'altro ieri. Torno a casa verso mezzogiorno da un giretto mattutino con la famigliola ed era tutto pulito. Quel giorno avevamo preparato una festa per la piccola Maya. Esco verso le quattro per buttare un pò di spazzatura, e cosa mi ritrovo proprio davanti al cancello: una bella cacata di cane. E ho pensato: "Berlusconi, ce lo meritiamo!".
Cosa c'entra Berlusconi con la cacata di cane davanti al mio cancello? Nulla. Ma dove c'è una cacata, lui c'entra sempre.
Parliamo di cose serie. Oggi, non sono riuscito ad alzarmi alle 5 e 30 come previsto. Di solito non metto sveglie perché non mi servono. Per un qualche strano meccanismo interno, se devo alzarmi alle 5, mi sveglio cinque minuti prima, senza bisogno di niente. Oggi, invece, a causa della stanchezza accumulata sabato e domenica (due feste di compleanno a casa mia!), mi sono svegliato alle 5 e 45, senza troppa voglia. Ho recuperato all'ora di pranzo con un gruppetto di colleghi. Abbiamo fatto il giro della Run for Food che si correrà sabato prossimo. Il percorso parte praticamente dalla FAO, per poi andare al Colosseo, Circo Massimo, Via Baccelli, Via delle Mura Ardeatine per chiudere allo stadio delle terme seguendo viale Aventino. 10 chilometri corsi a 4'36" di media. Credevo di andare molto più piano, tipo 4'50", e il riscontro cronometrico alla fine della corsa è stato un sorpresone.
Domani faró l'ultimo allenamento in terra italiana, poi, da mercoledí, spero di continuare a Nairobi. Dovrei tornare poi fra tre settimane, comunque in tempo per vedere la posa della prima pietra del ponte sullo stretto. Ah, è solo lo spostamento del binario che collega Cannitello a Villa San Giovanni, previsto indipendentemente dal Ponte? Peccato, ci contavo...
Come quella che ho trovato davanti al cancello di casa mia l'altro ieri. Torno a casa verso mezzogiorno da un giretto mattutino con la famigliola ed era tutto pulito. Quel giorno avevamo preparato una festa per la piccola Maya. Esco verso le quattro per buttare un pò di spazzatura, e cosa mi ritrovo proprio davanti al cancello: una bella cacata di cane. E ho pensato: "Berlusconi, ce lo meritiamo!".
Cosa c'entra Berlusconi con la cacata di cane davanti al mio cancello? Nulla. Ma dove c'è una cacata, lui c'entra sempre.
Parliamo di cose serie. Oggi, non sono riuscito ad alzarmi alle 5 e 30 come previsto. Di solito non metto sveglie perché non mi servono. Per un qualche strano meccanismo interno, se devo alzarmi alle 5, mi sveglio cinque minuti prima, senza bisogno di niente. Oggi, invece, a causa della stanchezza accumulata sabato e domenica (due feste di compleanno a casa mia!), mi sono svegliato alle 5 e 45, senza troppa voglia. Ho recuperato all'ora di pranzo con un gruppetto di colleghi. Abbiamo fatto il giro della Run for Food che si correrà sabato prossimo. Il percorso parte praticamente dalla FAO, per poi andare al Colosseo, Circo Massimo, Via Baccelli, Via delle Mura Ardeatine per chiudere allo stadio delle terme seguendo viale Aventino. 10 chilometri corsi a 4'36" di media. Credevo di andare molto più piano, tipo 4'50", e il riscontro cronometrico alla fine della corsa è stato un sorpresone.
Domani faró l'ultimo allenamento in terra italiana, poi, da mercoledí, spero di continuare a Nairobi. Dovrei tornare poi fra tre settimane, comunque in tempo per vedere la posa della prima pietra del ponte sullo stretto. Ah, è solo lo spostamento del binario che collega Cannitello a Villa San Giovanni, previsto indipendentemente dal Ponte? Peccato, ci contavo...
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