Firenze marathon:
Dopo 42 chilometri di corsa e 3 ore e 38 minuti, l’unica cosa che mi viene in mente è che non lo so. Non so se sono contento, non so se avrei potuto fare di più, non so un cazzo. Cerco solo di riordinare le idee e ripartire, perché se c’è una cosa che so, è che la prossima maratona è fra 111 giorni, che sembrano tanti, ma dopo le vacanze di natale, saranno diventati molto di meno.
L’avventura fiorentina era partita sotto cattivi auspici. La mia idea era di arrivare a Firenze, ritirare il pettorale, lasciare i due mostriciattoli alle cure dei nonni e riposare fino al mattino. Ovviamente, nulla di ciò è avvenuto. Ho camminato per chilometri, ho bevuto meno del necessario e la sera trovare un ristorante non è stato possibile costringendomi a mangiare un piatto di pasta riscaldato in un bar sotto l’albergo. Le palle mi giravano che era una meraviglia. Riesco almeno ad incrociare Stefano Webrunner all’expo e ci scambiamo le ultime sul meteo.
Mi sveglio al mattino e piove e capisco che non sarà giornata. Mi preparo, esco, arrivo a piazzale Michelangelo. Oltre alla pioggia, fa freddo. Incrocio di nuovo Webrunner, un saluto ed entro in gabbia. Nonostante il preservativo verde addosso, ho le braccia e le mani bagnate, e continuo a sentire freddo. Saltello, cerco di muovermi, ma il tempo d’attesa è lungo e quando finalmente si parte, sono completamente infreddolito. Mi libero forse troppo presto del preservativo e della felpa, e comincio a correre, o meglio, ci provo. Le gambe sono due pezzi di ghiaccio. Faccio i primi tre chilometri ad una media imbarazzante nonostante la discesa. Al terzo chilometro, una fitta all’interno coscia sinistro. Medito di lasciar perdere, tanto il B&B è a due passi, ma poi, penso che ormai ci sono, e che ci devo provare. Rallento ulteriormente, e quando sento che il dolore è passato, cerco di prendere un ritmo decente. Verso il decimo chilometro riprendo i pacer delle 4 e 45, li saluto sperando di non rivederli più, e per fortuna, così sarà.
Non ho memoria di ciò che è successo durante la gara. So solo che ho sofferto il freddo. Le mani erano gelate. Ho tolto i guanti zuppi e li ho buttati via. Ho cercato di riscaldare le mani mettendole dentro le maniche, ma anche quelle erano bagnate. Ho cercato di evitare il più possibile le pozze d’acqua, ma le scarpe e i piedi erano completamente fradici. Ricordo che ad un certo punto, nell’interminabile parte di gara intorno a campo di marte, mi sono fermato per fare pipì. Mi fermo al lato della strada e non sento nulla. Abbasso lo sguardo per controllare, e stavo effettivamente facendo pipì, ma la zona era completamente insensibile.
Dopo il 32esimo, ho cominciato la battaglia mentale con me stesso. Mi fermo, no vado avanti, dai che così tanti chilometri quest’anno non li ho ancora fatti, dai che al prossimo rifornimento ci fermiamo un attimo, e così via fino al 36esimo circa, quando comincio ad avvertire un segnale proveniente dall’interno coscia sinistro, che mi fa rallentare, poi riprendere cautamente, poi rallentare di nuovo e così fino al traguardo.
3 ore e 38 minuto, circa 20 minuti sopra al tempo sperato, pensato alla vigilia, ma ora che ho scritto queste righe, comunque contento per diversi motivi, tra cui quello di non avere mollato. Ci sono andato vicino diverse volte, ma ho saputo resistere e reagire. Non so se questa gara sia stata un’epopea, ma di certo, gli ingredienti c’erano tutti.
Sono contento anche perché questa maratona mi ha lasciato la voglia di farne ancora altre, mi ha lasciato la voglia di migliorarmi e forse, mi ha dato anche un motivo per allenarmi meglio. Il metodo forrest gump ha avuto il merito di farmi tornare a correre una maratona, ora, cercherò di passare a qualcosa di più specifico.

Super mini blogpoint a Firenze!
L’avventura fiorentina era partita sotto cattivi auspici. La mia idea era di arrivare a Firenze, ritirare il pettorale, lasciare i due mostriciattoli alle cure dei nonni e riposare fino al mattino. Ovviamente, nulla di ciò è avvenuto. Ho camminato per chilometri, ho bevuto meno del necessario e la sera trovare un ristorante non è stato possibile costringendomi a mangiare un piatto di pasta riscaldato in un bar sotto l’albergo. Le palle mi giravano che era una meraviglia. Riesco almeno ad incrociare Stefano Webrunner all’expo e ci scambiamo le ultime sul meteo.
Mi sveglio al mattino e piove e capisco che non sarà giornata. Mi preparo, esco, arrivo a piazzale Michelangelo. Oltre alla pioggia, fa freddo. Incrocio di nuovo Webrunner, un saluto ed entro in gabbia. Nonostante il preservativo verde addosso, ho le braccia e le mani bagnate, e continuo a sentire freddo. Saltello, cerco di muovermi, ma il tempo d’attesa è lungo e quando finalmente si parte, sono completamente infreddolito. Mi libero forse troppo presto del preservativo e della felpa, e comincio a correre, o meglio, ci provo. Le gambe sono due pezzi di ghiaccio. Faccio i primi tre chilometri ad una media imbarazzante nonostante la discesa. Al terzo chilometro, una fitta all’interno coscia sinistro. Medito di lasciar perdere, tanto il B&B è a due passi, ma poi, penso che ormai ci sono, e che ci devo provare. Rallento ulteriormente, e quando sento che il dolore è passato, cerco di prendere un ritmo decente. Verso il decimo chilometro riprendo i pacer delle 4 e 45, li saluto sperando di non rivederli più, e per fortuna, così sarà.
Non ho memoria di ciò che è successo durante la gara. So solo che ho sofferto il freddo. Le mani erano gelate. Ho tolto i guanti zuppi e li ho buttati via. Ho cercato di riscaldare le mani mettendole dentro le maniche, ma anche quelle erano bagnate. Ho cercato di evitare il più possibile le pozze d’acqua, ma le scarpe e i piedi erano completamente fradici. Ricordo che ad un certo punto, nell’interminabile parte di gara intorno a campo di marte, mi sono fermato per fare pipì. Mi fermo al lato della strada e non sento nulla. Abbasso lo sguardo per controllare, e stavo effettivamente facendo pipì, ma la zona era completamente insensibile.
Dopo il 32esimo, ho cominciato la battaglia mentale con me stesso. Mi fermo, no vado avanti, dai che così tanti chilometri quest’anno non li ho ancora fatti, dai che al prossimo rifornimento ci fermiamo un attimo, e così via fino al 36esimo circa, quando comincio ad avvertire un segnale proveniente dall’interno coscia sinistro, che mi fa rallentare, poi riprendere cautamente, poi rallentare di nuovo e così fino al traguardo.
3 ore e 38 minuto, circa 20 minuti sopra al tempo sperato, pensato alla vigilia, ma ora che ho scritto queste righe, comunque contento per diversi motivi, tra cui quello di non avere mollato. Ci sono andato vicino diverse volte, ma ho saputo resistere e reagire. Non so se questa gara sia stata un’epopea, ma di certo, gli ingredienti c’erano tutti.
Sono contento anche perché questa maratona mi ha lasciato la voglia di farne ancora altre, mi ha lasciato la voglia di migliorarmi e forse, mi ha dato anche un motivo per allenarmi meglio. Il metodo forrest gump ha avuto il merito di farmi tornare a correre una maratona, ora, cercherò di passare a qualcosa di più specifico.

Super mini blogpoint a Firenze!
Commenti
Il tempo è stato pessimo, credo che abbia inciso moltissimo sulla prestazione...purtroppo il dover camminare tanto il giorno prima e non poter cibarsi a casa proprio è una cosa che a me lascia sempre un "vuoto"...allo stomaco più che altro.
La gara hai fatto benissimo a finirla, ti tornerà utile ed è stata sicuramente un'esperienza.
Speriamo per Roma!
Per me, oggi, fare 3 ore e mezza in una maratona, sarebbe come se il Rimini volesse vincere la champions league.
Complimenti!
Mauro, al terzo chilometro è stata davvero dura, per fortuna che è passato il dolore se no erano guai! Il tempo pessimo ha sicuramente inciso, ma anch'io non c'ero proprio con la testa... Cmq, la voglia di rifare altre mille maratone si è ulteriormente rinforzata e di questo sono felice.
e poi questa volta ha dalla tua tutte le attenuanti del caso.
bravo comunque
Dave, il bello della corsa è proprio questo, che chiunque con i suoi tempi può essere orgoglioso. tu hai corso quella di venezia e puoi esserne più che orgoglioso!
Grazie Tosto, infatti, il bello è che posso giustificare une prestazione del cazzo grazie al brutto tempo, etc... Forse avrei fatto lo stesso tempo in condizioni meteo ottimali e sarebbe stato difficile trovare scuse...
Complimenti
agnese/doublea
Franchino, su questo hai proprio ragione: se penso a come mi sentirei oggi cercando il perché di un ritiro... è andata e 42 sono sempre 42!
Questo piccolo particolare ha fatto si che, insieme a 2 buste del supermercato a proteggere le scarpe, io sia partito completamente asciutto e caldo.
Alla fine però ero un ghiacciolo e ho battuto i denti per tutto il tempo che ci è voluto per arrancare verso quei cazzo di camion del deposito borse che sti bastardi hanno messo oltre un km dall’arrivo.
Comunque “amigo” ce l’abbiamo fatta. Ci sono stati quasi 800 ritirati.
Comunque non hai mollato,le condizioni erano difficilissime,hai perso pure sensibilità alla parte più importante del corpo...la prima cosa da recuperare... ;)))
Scherzi a parte,ti rifarai,solo questione di tempo..
Insane, tu sei stato grande, ora ti voglio a roma con gli occhi della tigre!
nino
ps
per qualche motivo il tuo blog mi viene "cassato" (forse contiene qualche parola vieteta da qualche parte) e tocca arrivarci per vie traverse
Comunque una bella esperienza dai.
Firenze lascia (almeno a me) sempre quel non so che di amaro, è per questo l'ho 'lasciata'!! E 'na zoccola!!!!
Non ho molta esperienza di maratone ma ho capito che non mi metterò più in testa obiettivi di tempo. Comunque 3:38 chissà se ci arriverò mai.....