martedì 22 maggio 2012

Allenarsi a Jakarta, parte prima

Mi alzo come sempre alle 5. I muezzin che chiamano alla preghiera alle 4 e 30 ormai non li sento piu'. Vado in balcone a verificare il tempo. E' buio ancora, ma indovino un cielo coperto, atmosfera pesante, tanta umidita' che faccio non riesco nemmeno a vedere i grattacieli che ho di fronte. Tutto nella norma. Ci sono quasi trenta gradi, sento un leggero venticello, ed e’ normale dato che sono affacciato al ventesimo piano. Bevo il primo nescaffe’ della giornata, si, fa cacare, ma e’ proprio quello che mi serve... Alle 5 e20 sono in strada. Correre a Jakarta non e' come correre a Roma. A Roma, alle 5 e 20, corro in una citta' che comincia a svegliarsi lentamente, qualche saracinesca comincia ad aprirsi timidamente come fossero le palpebre di un bambino. Qualche furgone scarica pacchi di giornali vicino alle edicole ancora chiuse e riesci a sentire il silenzio, magari interrotto di tanto in tanto da qualche rara macchina di passaggio. No, Jakarta alle 5 e 20 del mattino e' gia' sveglia, se mai sia andata a dormire. Il silenzio a Jakarta e’ un miraggio. A qualsiasi ora del giorno e della notte c’e’ un rumore costante, un sottofondo piu’ o meno intenso data dalle milioni di macchine che riempiono le strade. Lo senti di notte, un brusio costante. Lo senti di giorno, molto piu’ amplificato ed acuto. Oltre al rumore, c’e’ gente, tanta gente. Chi cammina, chi mangia ai chioschi per strada, chi fa ginnastica. Non c'e' l'atmosfera magica e quasi surreale che puoi sperimentare correndo a Roma all'alba. A Jakarta trovi una certa calma, a quell'ora, all'alba, che e' ancora buio, ma senti anche tanto fermento, tanta energia, tanto caos pronto a scatenarsi. Io abito a Jakarta Centro (Pusat). Una zona moderna fatta di grattacieli, strade alberate e marciapiedi larghi e rotonde con enormi fontane. Dopo circa tre chilometri di strada arrivo al monumento nazionale, unico parco di questa enorme citta’. Centinaia di persone che corrono, giocano a calcio e a basket, camminano e gruppi di donne e uomini che fanno ginnastica insieme a ritmo di musica. Spettacolare. Faccio il giro, esco dal parco, approffitto ancora del poco traffico per fare un giro intorno al palazzo presidenziale, il museo nazionale, e me ne torno verso casa, quando il traffico comincia a farsi pesante. Alle ore 6 e 30-40 massimo e' finita. A quel punto correre non ha piu’ senso. A Jakarta ci sono 13 millioni e mezzo di veicoli, e crescono ad un ritmo di 10% l’anno. Le strade sono poche e tutte intasate. La citta’ e’ enorme. Ufficialmente, in citta’ vivono 10 millioni di persone, ma nell’area chiamata Greater Jakarta (che comprende zone periferiche come Depok e Bekasi), ci sono 28 millioni di persone. Molte di queste vengono a lavorare in citta’, ognuno con la sua bella macchinina e vi lascio immaginare l’incubo che si crea sulle strade. Oggi sono stati quasi 11 chilometri corsi ad una media di 4’37”. Le “sensazioni” sono ottime. La costanza delle ultime settimane comincia a fare effetto. Corro relativamente poco, non piu’ di 40 chilometri a settimana, e questo perche’ alterno la corsa con la bici. E il pomeriggio nuoto. Ogni giorno, tranne il lunedi che faccio riposare le gambe e mi facccio una nuotatina rilassante. Obiettivi a breve termine non ne ho. A dicembre c’e’ un mezzo Ironman a Phuket. Oppure un doppio olimpico, sempre a Phuket. Sempre a dicembre. Buone corse!

5 commenti:

teo ha detto...

e io che mi lamento quando mi trovo un trattore davanti:-)ciaooo

MauroB2R ha detto...

L'estate scorsa ero stato in Kenya, e la tua descrizione sembra quella di Nairobi: alle 4:30/5 del mattino le strade erano piene di gente affaccendata in chissà quali attività....

Per la "vita sportiva" siamo messi più o meno uguale:anch'io corro pedalo e un pochino nuoto ma senza un vero target. Mi sto divertendo parecchio! :-D

Karim ha detto...

Beato te, Teo, beato te!
Ciao Mauro, ma qui, oltre alla gente, c'e' questo traffico pazzesco. Dal momento che comincia ad albeggiare al blocco totale, hai una finestrelle di appena un'ora!

GIAN CARLO ha detto...

Da che qui la benzina è andata alle stelle il traffico è davvero diminuito

percefal ha detto...

È un piacre rileggerti, Karim.
Ti farai vivo in Calabria, quest'anno, o resti a Jakarta?