mercoledì 23 maggio 2012

Testa alta e pedalare, ovvero, sull'utilizzo della bici a fini sportivi a Jakarta

Sono sulla Jalan Thamrin in direzione sud, poche machine ancora, le luci stradali si sono spente ma la luce del sole ancora non illumina bene la strada, ma non sono troppo preoccupato. La strada e’ larga e mantenuta molto bene. Sono concentrato sulla strada. Un attimo, abbasso lo sguardo per far riposare un po’ il collo e quando lo rialzo mi accorgo che sto per travolgere uno spazzino. Riesco ad evitarlo per un pelo, ma lo spavento e’ stato forte. Lo spazzino non s’e’ accorto di nulla. E’ andata bene ed e’ una lezione che non mi devo dimenticare. In bici, guardo sempre davanti, sempre. Se la corsa a Jakarta puo’ essere problematica, andare in bici e’ peggio. La finestra temporale e’ la stessa. Dal momento che comincia ad albeggiare intorno alle 5 e 20, fino alle 6 e 30 al massimo, quando il traffico diventa un ostacolo insormontabile. Per i primi 20 minuti e’ abbastanza buio e bisogna prestare molto, molta attenzione. Jakarta centro e’ pulitissima. Non perche’ gli indonesiani abbiano un tale senso civico da non buttare nulla per terra, anzi, ma perche’ c’e’ un esercito di spazzini che pulisce le strade. Gli spazzini non si limitano a dare una passata con la scopa, no, si dedicano al loro pezzo di strada con una cura incredibile e tengono il tratto di strada di cui sono responsibili lindo con fosse casa loro, forse meglio. Il problema e’ che spazzano sempre e puoi trovarteli davanti di colpo come mi e’ successo questa mattina. Poi ci sono gli autobus, di varie dimensioni, solitamente con motori malandati che emettono quantita’ di fumo incredibili. Di solito ti sorpassano e si fermano a pochi metri per fare salire o scendere le persone. Ci sono fermate prestabilite, ma loro se ne fregano, anzi, secondo me lo fanno apposta, quando vedono un ciclista si divertono a fermarsi davanti, non 20 metri davanti per darti il tempo di frenare e impostare un sorpasso, no, si fermano a 3-4 metri, il tempo di bestemmiare e frenare di botto. Poi ci sono i motorini, il mezzo di trasporto preferito degli indonesiani, per fortuna. Tu come ciclista sei al livello piu’ basso della scala di potere degli utilizzatori della strada. I motorini sono appena un gradino sopra, ma dato che di ciclisti ce ne sono abbastanza pochi, appena ne vedono uno si sfogano. Ti sfiorano, ti tagliano la strada, ti suonano. Piu’ che mandarli a fare in culo non puoi, ma verra’ il momento che ne becchero’ uno e lo prendero’ a calci in culo. Tanto sono piccoli e magrolini e non credo che facciano Thai Box come a Bangkok... Poi ci sono i venditori ambulanti di te’ e caffe’, veri e propri bar montati su biciclette, ovviamente senza luci e di solito viaggiano i direzione contraria al senso di marcia. Sono in un equilibrio molto precario e quindi tocca a te spostarti, facendo molta attenzione che un autobus o un motorino stronzo non si stia avvicinando per farti il pelo. Poi ci sono ovviamente le macchine, che i ciclisti proprio non li vedono, non esistono. Se devono svoltare, svoltano, senza frecce ne nulla e se tu stai sopraggiugendo, cazzi tuoi. Se invece segnali con una mano che devi andare dritto, si fermano. La domenica, ogni domenica, a Jakarta chiudono al traffico un paio di strade cosi creando un anello di circa 20 chilometri per ciclisti e podisti. Il problema delle macchine, autobus e motorini viene meno. Rimangono gli spazzini, anche di domenica, e dei bar su due ruote che ovviamente aumentano di numero in maniera esponenziale. Purtroppo, la finestra temporale per pedalare bene rimane praticamente la stessa, perche’ verso le 6 e 30 si riversano decine di migliaia di ciclisti che vanno li per divertirsi, giustamente. E si vede di tutto, bicilette d’epoca, famiglie con bambini di due anni che cominciano a pedalare proprio davanti a te, passeggiatori che cambiano direzione senza guardare e senza avvertire e poi ci sono i tremendi ragazzi con le fixies, biciclette senza marce e senza freni, guidati da dei pazzi. Poi ci sono quelli con lo skateboard, quelli con i pattini, poi ci sono le bande musicali, gli impiegati di uffici che marciano in formazione, ... Tanta allegria, tanto casino e poco spazio per pedalare seriamente, noi atleti seri... Questa mattina, al solito orario e sulla solita strada, ho fatto circa 30 chilometri e 35 k/ora di media. Alle 6 e 30 ero gia’ a casa e alle 7 e 15 in macchina per andare in ufficio. Ieri sera 1500 metri di nuoto in 36’, senza forzare, ma con il dubbio che forzando forse non avrei fatto 1500 metri... Buone pedalate a todos!

5 commenti:

GIAN CARLO ha detto...

1500 in 36 sei molto indietro

MauroB2R ha detto...

non ascoltare Giancarlo! 1500 in 36min, per te che hai iniziato da poco come me, è tanta roba.
con le due nuotate settimanali quel tempo me lo sogno ancora!!!

Karim ha detto...

Si, ma ho tempo per migliorare... La gara e' fra sei mesi. Ma in bici vado abbastanza la transizione con la corsa pure e la corsa medesima sta andando alla grande. E cmq non ti sfiderò in gara, tu sei un animale da gara, io proprio no!

Mauro, la fortuna di avere due piscine olimpiche nel residence... Ogni giorno un tuffetto, due bracciate, e senza accorgertene...

theyogi ha detto...

ciclisti unitevi! siete bistrattati ovunque.....

Master Runners ha detto...

Te vedo bello carico però, occhio, perchè poesse che non fanno la thaibox, ma se fanno 'giuggizzu' so sempre ca..i tuoi! Altro che calcio in culo!! :D