lunedì 4 febbraio 2013

Rapida update

Alla fine è stata una semplice polmonite. E' iniziata una settimana fa, con la più piccola della famiglia, febbre molto alta e lei, solitamente instancabile, stranamente apatica. Ospedale, analisi, antibiotici. Un paio di giorni dopo è toccato alla sorella, stessi sintomi, stesso decorso. Poi mia moglie e infine, l'uomo, il triatleta, colui che non deve chiedere mai, si è dovuto piegare alla tragica evidenza: anch'io sono solo un uomo. Febbre alta, dolori a tutto il corpo, etc... Ovviamente, gli allenamenti della settimana scorsa sono saltati quasi tutti. Ieri, ancora febbricitante, decido di andare a fare un giro in bici. Parto da casa alla volta del centro di Jakarta chiuso al traffico. Un paio di giri ad un'andatura tranquilla prima che le strade si intasino troppo. A quel punto, decido di girare su un piccolo tracciato di un paio di chilometri, aperto al traffico, ma con poche macchine e dove chi vuole fare un pò di velocità, può. Cerco un gruppo al quale aggregarmi e farmi tirare, ne aggancio diversi ma vanno tutti più piano di me. Mentre sono alla ricerca di questo fantomatico gruppo, aumento la velocità e sono costantemente sopra i 40 all'ora. Vedo un gruppo, rifiato un pò, e poi riparto alla carica, e così per tante volte. Quando mi giro, dopo una decina di chilometri, mi accorgo che tutti quelli che avevo man mano sorpassato si erano aggregati dietro di me. Ce ne fosse stato uno, dico uno, che mi avesse dato un cazzo di cambio. Uno. Sulla strada di ritorno verso casa, ho accusato il colpo e del combinato non se n'è fatto più nulla.
Oggi corsetta, meno di 6 chilometri, 30 minuti, ma febbre ancora alta. Oggi pomeriggio di nuovo giro all'ospedale, altro carico di antibiotici.
Chiudo con una piccola considerazione a proposito del paese che mi ospita. Tempo fa, partecipai ad una riunione con l'agenzia che gestisce le emergenze, la protezione civile indonesiana praticamente, per parlare di incidenti boschivi e sulle metodologie usate per combatterli. La riunione era in indonesiano con traduzione quasi simultanea. In inglese, c'era un termine ricorrente "pioggia artificiale"che mi ha insospettito. Ho chiesto chiarimenti su cosa esattamente si riferisse quando parlava di pioggia artificiale e il tizio mi confermò che per combattere gli incendi, in Indonesia, puntano dei cannoni verso le nuvole per sparare di sali di nitrato per fare piovere. Spettacolare, ho pensato, questi sono completamente fuori. Le soluzioni più normali non vanno bene, tipo uso di aerei o elicotteri, no, qui fanno piovere sugli incendi.
In queste ultime settimane, a Jakarta ci sono state delle inondazioni e c'era il pericolo che con l'arrivo di un certo ciclone, la situazione potesse peggiorare. La strada scelta dalle autorità locali è stata quella di ordinare all'agenzia meteorologica di fare scaricare il ciclone sul mare e non su Jakarta. Geniale. Oggi leggo sul giornale, che se non ha piovuto negli ultimi giorni è perché hanno bombardato le nuvole con non so che tipo di sali per non fare piovere.
Il bello degli indonesiani è che per loro le soluzioni normali non sono un'opzione, loro sono dei creativi e vanno a cercare delle soluzioni non convenzionali, bombardare le nuvole, fare piovere a piacimento, spostare i cicloni...
Comunque nulla in confronto a ciò che noi italiani siamo capaci di fare. Possibile che con ... IMU ... IRAP ... IVA.... B ..... sigh 

12 commenti:

MauroB2R ha detto...

quest'anno i malanni stanno colpendo un pò tutti, anch'io sono stato al palo per 5 giorni.
però anche te..se ancora febbriciante non allenarti, peggiori e basta. lo so, lo so..parlare è facile.

non sapevo che a jakarta ci fossero cosi tanti cicilisti...chissà perchè ti immaginavo tutto solo a pedalare...invece fatichi meno di me a trovare un gruppo.

theyogi ha detto...

immagino che le scie chimiche e il controllo climatico siano del tutto fuori luogo, in quegli ambienti....

Karim ha detto...

Mauro, allenarsi da malati non è saggio, ma devo dire che la corsa di questa mattina mi ha liberato il naso e mi ha dato un pò di carica. A Jakarta ci sono tanti ciclisti, e tutti con gli ultimi modelli in carbonio usato dalla NASA per la missione su marte e gruppi cambio di ultimissima generazione. Poi sono tutti abbastanza scarsi.

Karim ha detto...

Un modo come un altro per far vedere che fanno qualcosa. Per quanto riguarda l'efficacia del controllo climatico, soprattutto qui, ho grossissimi dubbi!

Semper Adamas ha detto...

Senti, ma riposarsi un po'?!
Non è che polmonite sia proprio roba tanto "semplice"...
Le bambole stanno meglio? Il mio nanerottolo ciccione mi sta portando a casa di tutto dall'asilo, manca solo la peste bubbonica :D

Karim ha detto...

Le bambole per fortuna si sono riprese alla grande! Solo io sono ancora acciaccato e, secondo me, un'attività poco intensa e tranquilla contribuisce ad una più rapida guarigione... no?

Semper Adamas ha detto...

così dicono.. ma come si concilia "un'attività poco intensa e tranquilla" con "..aumento la velocità e sono costantemente sopra i 40 all'ora"?!

;D

Anonimo ha detto...

1) in brasile i ciclisti non esistono, sono già stati tutti ammazzati dagli automobilisti (tutti ayrton senna)
2) come funziona la sanità in indonesia?
3) è successo anche a me, quando si va a vivere in un paese tropicale all'inizio si paga pegno con le malattie. io ci ho messo anni per adattarmi.
luciano er califfo.

Karim ha detto...

E' che di solito vado a 50...

Karim ha detto...

1. Gli automobilisti sono i re incontrastati della strada, non si discute.
2. La sanità non funziona, fa schifo. Se te lo puoi permettere, vai in cliniche private internazionali che costano in media 15-20 volte tanto quanto pagheresti in una clinica "normale". Ma per problemi veri, prendi l'aereo e vai a Singapore.
3. Stavamo proprio commentando che non c'eravamo presi neanche un raffreddore e che in questo periodo a roma di solito stavamo tutti con pasticche, aerosol etc...

Semper Adamas ha detto...

ok, grazie. ora mi sento ufficialmente una mezza tacca..

Karim ha detto...

... nei miei sogni vado a 50!