giovedì 29 gennaio 2015

UN House - Tompin: nuovo stop

Dopo mesi di silenzio, rieccomi sul blog. In realta’, di notizie interessanti da raccontare non ce ne sono. Gli ultimi mesi li ho passati cercando di rimettermi in forma per poi puntare ad un obiettivo qualsiasi, quello ideale essendo un 70.3, quello intermedio un paio di olimpici. Non ci saranno grandi cose da raccontare nemmeno nel futuro prossimo, ma voglio cercare comunque di mantenere un piccolo diario sulla preparazione, i piccoli successi e insuccessi che incontrero’ sul cammino.
Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da diversi problemi ai tendini d’achille che sembravano sulla via di risoluzione dopo aver visitato un fisioterapista in Indonesia. Dopo diverse sedute di fisioterapia ed esercizi specifici, il dolore alle caviglie andava diminuendo fino a permettermi di correre e prepararmi abbastanza bene per l’olimpico di Bintan che poi non ho disputato per altre ragioni. Nonostante la missione in Sud Sudan e il trasferimento della famiglia in Uganda, sono riuscito a mantenere un livello minimo d’allenamento. Poi, con l’arrivo della mia bici (ribatezzata Optimus Prime!) a Juba, ho aumentato piano piano i volumi d’allenamento, fino a 6-7 ore a settimana, di bici e corsa, con una o due sedute di nuoto a settimana. Per la corsa, chilometraggio ridotto a 6-8 chilometri ad uscita, in attesa di eliminare del tutto il dolore ai tendini. Dopo l’allenamento di corsa del 21 gennaio, avvertivo un fastidio al polpaccio che mi consigliava di fermarmi. Ho continuato ad andare in bici e nuotare, fino a quando il dolore era completamente sparito. Erano anni che non mi sentivo cosi: niente dolore ai tendini, nemmeno toccandoli e pizzicandoli, niente, nulla. Perfetto. Troppo bello. Infatti, ieri, dopo la giornata di lavoro, decido di tornare a casa di corsa, circa 8.5 chilometri, prevalentemente in discesa con qualche salita leggera. Tanta polvere, strada abbastanza disconnessa, ma nulla di che. Dopo nemmeno 4 chilometri di corsa leggera, sotto un caldo soffocante, sento uno “stoc” al polpaccio destro, appena sopra il tendine d’achille, e un dolore molto forte. Stop. Per fortuna passava una macchina dell’ufficio, che ho preso al volo per tornarmene a casa, molto sudato, sporco e molto depresso.
Ora ovviamente devo fermare bici e corsa e vedere come evolve la situazione.

Intanto, in Sud Sudan, nulla cambia. Sono mesi che aspettiamo la grande offensiva, ma per fortuna, a parte qualche bombardamento in alcune zone al nord del paese, non ci sono stati scontri di rilievo tra le diverse fazioni. La situazione della popolazione rimane molto grave e le sofferenze che devono patire non sono descrivibili. Almeno io non ne sono capace. 

3 commenti:

FabioG ha detto...

In bocca al lupo!

Enrico Franconi ha detto...

mannaggia, che situazione.. per il polpaccio potrebbe anche non essere nulla di grave.. In bocca al lupo!

nino ha detto...

in bocca al lupo