mercoledì 13 marzo 2013

Lake Kenyir - il resoconto e 76 chicchi d'uva



E' stata dura, molto più dura di quanto m'aspettassi ed è capitato ciò che non avevo messo in conto: un ritiro.
Arrivo a Kuala Lumpur il venerdì pomeriggio e di notte prendo l'autobus per raggiungere il lago Kenyir. Durante il viaggio faccio conoscenza con diversi ragazzi che parteciperanno alla gara. Tra una chiacchiera, una dormita e qualche pagine di Richard Dawkins, le 7 ore passano abbastanza velocemente. La giornata di sabato passa tra la sistemazione in albergo, la messa a punto della bici, registrazione alla gara e un giro di ricognizione del percorso bike durante il quale capiamo che saranno cazzi amari. Il triathlon è un olimpico maggiorato, con 1600 metri di nuoto, 45 chilometri di bici e 11 di corsa. Il percorso bici e' tutto un sali e scendi, con un paio di salite spacca gambe nel finale. Sulla prima di queste salite, siamo obbligati a scendere dalla bici e proseguire a piedi.
In serata, cena "carbo loading" e il briefing durante il quale lo Zio Sam (il re indiscusso del movimento triathlon in Malesia) si esibisce in uno show indimenticabile (per dirne una, entra in scena ballando Gangnam Style mimando nuoto, bici e corsa...). 600 partecipanti, 28 paesi diversi. Atmosfera magnifica, posto stupendo.
Domenica mattina mi sveglio presto, caffè, pit-stop, preparazione zona cambio, la ficata del numero stampato sul braccio, e alle 8 in punto parte il primo gruppo di atleti, quelli con il capuccio blu. Io sono nel secondo gruppo, capuccio bianco, e dopo 5 minuti tocca a noi. E' la mia prima gara di tri e anche la mia prima nuotata in acque aperte. La tattica dei giorni precedenti era di stare defilato e partire da dietro. Ma un veterano conosciuto sul posto mi dice che almeno il 75% dei partecipanti la penserà allo stesso modo e che quindi conviene buttarsi davanti e menare forte per i primi metri. Decido di seguire il consiglio del veterano, che poi scoprirò essere alla sua seconda partecipazione ad una gara di tri.
Mi butto davanti e comincio a nuotare. Non è una tonnara come m'aspettavo, sbatto su qqualche gamba ma trovo abbastanza presto un buon ritmo e una nuotata molto sciolta e tranquilla. Qualcuno ovviamente mi sorpassa, ma dopo un pò comincio a sorpassare atleti partiti nel primo gruppo e sono pochi quelli del terzo gruppo a passarmi. Esco dall'acqua molto soddisfatto e rilassato. La zona di transizione è posta dopo una salita di 500 metri.

Tutto procede benissimo e mi ritrovo in bici. Il giro bici è tremendo. Si inizia con una bella discesa, poi una bella salita, poi una nuova discesa molto lunga nella quale tocco i 76 chilometri all'ora. Al sesto chilometro ho un contatto con un altro ciclista, la mia ruota anteriore contro la sua posteriore. Il suo deragliatore posteriore si spacca, io ho solo un raggio rotto e altri 3 piegati. Dopo pochi minuti riparto. Subisco qualche sorpasso, qualcuno ne faccio, riesco a riagganciare il gruppo nel quale stavo quando ho avuto l'incidente e stupidamente comincio a tirare. Il percorso bike è un'andata e ritorno e quindi le discese di inizio percorso vanno rifatte in senso contrario. Durante una salita, il gruppo si sgrana. Mi aggancio ad un compagno e questo comincia ad incitarmi, dai che siamo forti, che ce la facciamo. Lo guardo e gli dico che davanti a noi c'è una ragazza con una mountain-bike, che non siamo riusciti a staccare da 30 chilometri. Lui mi guarda e mi dice che è da 40 minuti che non pensa ad altro.
Ho degli accenni di crampi gia' da diversi chilometri. Ho degli gel di zuccheri, ma niente sali minerali. La grande discesa di inizio frazione diventa ovviamente una salita incredibile. Cerco di alzarmi sui pedali ma i crampi mi bloccano subito. Mi fermo, scendo dalla bici e comincio a salire a piedi, come l'80% dei concorrenti. La ragazza con la mountain bike va su tranquilla e non la rivedrò più (era comunque una frazionista, giusto per consolarmi un pò...). Arrivato in cima, risalgo in bici e riparto. Mancano orami solo un paio di chilometri, una bella discesa e poi l'ultima salita che affronto cercando di alzarmi sui pedali. Ma dei nuovi crampi ancora più forti di quelli precedenti mi bloccano subito. Riesco a staccare le scarpe dai pedali, ma non riesco a muovere le gambe. Sono bloccato sulla bicicletta, senza riuscire a smontare. Aspetto qualche minuto, poi quando i muscoli si sciolgono, smonto dalla bici e spingo la bici in cima.

Rimonto e raggiungo la zona cambio e comincio la frazione corsa e comincio a meditare. Sono 11 chilometri, fa un caldo bestiale, ho dei crampi. Prevedo 11 chilometri d'inferno, prevedo qualche passo di corsa alternato a lunghe camminate, prevedo un tempo interminabile e tante bestemmie. Decido di fermarmi e tenermi i bei ricordi e la bella esperienza.
Le condizioni erano oggettivamente molto dure e so di avere commesso diversi errori (scarsa idratazione il sabato, niente sali minerali, in bici ho voluto fare lo splendido...), ma nonostante cio' sono molto contento dell'esperienza fatta.
Ultima nota, il viaggio di ritorno in aereo e' stato allucinante. C'era una comitiva di pellegrini di ritorno dalla mecca. Ora, non sono un esperto, ma mi pare di capire che quando stai li li per schiattare, un giro alla mecca puo' darti l'eterna salvezza o qualcosa del genere. L'aereo era occupato al 90% da questi pellegrini, tutti vecchi, tutti vestiti allo stesso modo, tutti con un paio di valigie a mano e almeno due buste di plastica piene di roba, tutti, dico tutti che tossivano che se non mi sono preso la tubercolosi questa volta sono immune per il resto della mia vita. Per completare la scena, vicino a me c'era, scusate per il politically incorrect, un grassone talmente grasso che prendeva meta' del mio posto. Si e' subito addormentato e ha cominciato a ruttare non stop fino all'arrivo a Jakarta. Se questi si apprestavano ad andare in paradiso, a me m'hanno fatto passare due ore d'inferno. E, a proposito di paradiso e inferno, il caso ha voluto che stessi leggendo "the god delusion" di Richard Dawkins, e in particolare un passaggio dove uno scrittore ex-musulmano spiega che la leggenda che vuole i martiri andare in paradiso con 76 (o 72 o 99 e chi se ne frega...) vergini sia il frutto di un errore di traduzione, dove il termine originale tradotto in "vergine" sta invece ad indicare dei chicchi d'uva. Fantastico. (E sempre a proposito delle vergini, mi viene in mente la battuta di George Clooney - E che ci faccio con 76 vergini, preferisco 6 puttane...)
Non vedo l'ora di ributtarmi di nuovo nella mischia. A maggio c'e' il Bintan Triathlon e a giugno c'e' il Bali Triathlon. A Bali dovrebbe esserci l'esordio di mia moglie sulla distanza sprint, quindi io ci saro' e l'accompagnero' dal primo all'ultimo metro. A luglio c'e' ancora una bella gara a Port Dickinson in Malesia, e poi un 70.3 a Phuket in Tailandia. Nei prossimi giorni vedro' che fare.
Buone corse!

10 commenti:

Tosto ha detto...

Mi hai fatto venir voglia di triathlon!
ma cacchio ho problemi di allergia al cloro e non posso allenarmi in piscina!!!!

Karim ha detto...

Esperienza da provare assolutamente. Riguardo all'allergia, bella fregatura! Ma hai reazioni allergiche molto forti?

Semper Adamas ha detto...

Esordio a Bali sullo sprint?! Beata lei!! Io mi ero accontentata di una piscina, all'epoca :D

Vabbuò, cumpà, se hai il ricordo di una bella esperienza e voglia di riprovarci, allora è comunque andata bene, dai!

Master Runners ha detto...

Bella fratè, fa troppo caldo li ed è na cifra umido, ma comunque una bella esperienza e un bel racconto.
Bevi per i crampi, beviiii!!!
:D

Karim ha detto...

Glielo dico anch'io, beata te che hai sposato me, ma non sembra molto convinta... Ritiro o no, è stata una grande esperienza, sono molto contento.

Karim ha detto...

Faceva un caldo boia ed era molto umido, poi un pò di cazzate le ho fatte anch'io, come non bere abbastanza e non portarmi i sali. Tutta esperienza, alla prossima andrà meglio!

Tosto ha detto...

praticamente dopo un ora circa dall'uscita mi si chiude il naso e sto così per una settimana. Praticamente rimango rincoglionito come i raffreddori quelli peggiori. le ho provate tutte, tappi, vapori, acqua santa.
L'unica è il mare o il lago ma io non ho mare e lago sotto casa :(

theyogi ha detto...

un pò come la gomena attraverso la cruna che per errore è diventata un cammello... bello sto racconto: per come la vedo io, sto tentativo vale gia' come un successo — puoi solo far meglio...

Mauro Battello ha detto...

emozionante davvero... non nego che ho storto la bocca quando sono arrivato alla terza frazione :/// però alla fin fine hai fatto bene così, te la sei goduta ed hai fatto tesoro di questa prima esperienza!!! da ora sarà tutto + semplice (facile a dirsi :D)
ciao caro

@bviteritti ha detto...

Insomma, ormai abbiamo perso pure te, rapito dal virus del Triathlon :)